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Diplomati magistrale in GAE: il CDS conferma l’impugnabilità dei DD.MM. di mero scioglimento delle riserve del 2015 e 2016. Dentro altri 1000. Ora tocca alla Plenaria.

Il TAR Lazio, con nuovo orientamento giurisprudenziale”, aveva ritenuto che (le sottolineature sono nostre): “[…] il ricorso sia inammissibile e comunque irricevibile per omessa tempestiva impugnazione del D.M. n. 235 del 1 aprile 2014, concernente l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento (GAE) per il triennio 2014/15, 2015/16, 2016/17 che costituisce atto presupposto del D.M. n. 495/2016, immediatamente lesivo dell’interesse dei ricorrenti, atteso che le GAE per espressa previsione del legislatore hanno natura triennale e nel corso del triennio è consentito esclusivamente lo scioglimento delle riserve, secondo le modalità e i termini disciplinati con il D.M n. 325/2015 per l’annualità 2015/2016 e con il D.M. n. 425/2016 per l’annualità 2016/2017(v. art. 1, co. 4, del D.L. 97/2004 e ora art. 1, comma 10 bis, della L. n. 21/2016, che ha prorogato la validità di tali GAE fino all’a.s. 2018/2019); Ritenuto, quindi, che il ricorso va dichiarato irricevibile per la tardiva impugnativa del presupposto D.M. n. 235/2014”.

I nostri ricorsi sul D.M. 400/17 che verranno trattati verosimilmente prima della Plenaria contengono tutti un importante approfondimento di cui oggi il Consiglio di Stato ha confermato l’insuperabile decisività.

Innanzi all’Adunanza Plenaria, infatti, l’Avvocatura generale dello Stato aveva già sollevato la questione dell’inammissibilità dei ricorsi avverso il D.M. 325/15 proprio sviluppando la teoria oggi fatta propria dal T.A.R. Lazio. Tanto in memoria quanto in discussione orale avevamo sostenuto che tale argomento, seppur suggestivo, era infondanto in quanto grazie all’annullamento del D.M. 235/14 la questione era ormai superata.

“La mancata impugnativa del D.M. 235/14, infatti, preso atto del suo annullamento con la sentenza n. 1973/15 e con le seguenti è divenuta comunque indifferente ai fini del decidere. Se, difatti, tale D.M. fosse stato tempestivamente impugnato da taluni e non da altri ed i primi, allo stato, non avessero ancora ottenuto l’annullamento, si potrebbe discutere di tale carenza (recte decadenza) in capo ai secondi ma, oggi, in concreto tale situazione non c’è giacchè il D.M. 235/14 è stato annullato dal Consiglio di Stato prima dei D.M. 235/15 e 495/16 e con effetti erga omnes”.

Oggi la conferma di tale posizione da parte del Consiglio di Stato che chiarisce “precisato in via preliminare che, sulla statuizione di primo grado concernente l’irricevibilità del ricorso per la mancata tempestiva impugnazione dei dd. mm. del 2014 e anni precedenti, a un primo esame è da ritenere che i dd. mm. suindicati siano autonomi tra loro, sicché l’impugnazione del d. m. più recente sembra essere avvenuta tempestivamente all’atto della lesione concreta e attuale derivante dal decreto stesso, con conseguente fondatezza del motivo dedotto dall’appellante contro la citata statuizione di irricevibilità per tardività”.

Il Consiglio di Stato, peraltro, ha dimostrato di ben ricordare che la partita sul D.M. 325/15 si è già giocata innanzi all’Adunanza Plenaria in sede cautelare citando, espressamente, quella storica ordinanza.

Ma ripercorriamo le vicende di quel, sin’ora decisivo, 27 aprile 2016 quando l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato segnò un punto importante, forse decisivo, per i docenti in possesso del diploma magistrale. La prossima tappa è il 15 novembre 2017.

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Concorso specializzazioni mediche: ricorso per consentire la partecipazione ai laureati che si abiliteranno a febbraio 2018

Il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda ma imponendo l’obbligo di ottenere l’abilitazione prima dell’inizio delle attività didattiche.

Tale clausola, ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, per il concorso che ci occupa non potrà essere applicata. Si tratta, quindi, di una clausola dall’applicazione impossibile che, come tale, è illegittima.

L’Ordinanza 8 marzo 2017 n. 135, infatti, ha già fissato al 18 luglio ed al 15 febbraio 2018 le date della prova di abilitazione decretando, di fatto, l’esclusione di tutti i laureati in Medicina a partire dalla sessione di giugno 2017.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

Noi, in ragione della peculiarità della situazione che si è venuta a creare, riteniamo illegittima la discriminazione per soli 45 giorni di distanza dall’inizio dell’attività didattica (peraltro fittizia essendo un venerdì cui seguono giorni notoriamente festivi) e per questo è possibile agire pur nella consapevolezza dell’estrema difficoltà del contenzioso.

Sul tema della partecipazione dei non abilitati il nostro studio, con la storica sentenza di maggio 2017, è riuscita a far modificare la norma per l’accesso a Medicina generale che stava in piedi dal 2006.

Consigliamo (meglio riteniamo fondamentale per il buon esito dell’azione anche al fine di paralizzare strumentali eccezioni del Ministero) a tutti coloro che si trovano in questa situazione di presentare, comunque, la domanda di partecipazione impugnando il bando e di partecipare alle prove.

Ci rendiamo conto che, per chi è già in possesso dell’abilitazione, la pretesa di tali laureati a giugno possa sembrare pretestuosa giacchè anch’essi ben potrebbero attendere un altro anno stante la penuria di borse. Tale scelta, ci riferiamo appunto alla penuria di borse, è dovuta alle scelte illegittime del Governo che, nonostante un fabbisogno pari 7967 unità ha bandito solo 6105 borse. Orbene, far ricadere tali scelte assurde su chi non ha francamente colpa alcuna è profondamente ingiusto ed illegittimo e, da sempre, il nostro obiettivo è stato quello dell’eliminazione di un sistema ad imbuto da sostituire con uno a cilindro ove l’accesso alle specializzazioni deve essere scontatamente concesso a tutti dopo il percorso di laurea già a numero chiuso.

D’altra parte la scelta di derogare al Regolamento bandendo il concorso a novembre è proprio del MIUR. Il Regolamento imponeva il bando entro maggio. Il precedente entro aprile. Perchè può derogarsi a parti del Regolamento ed ad altre no? Sino ai nostri giudizi del 2007 sulle specializzazioni e del 2014 e 2015 su Medicina generale a questi concorso potevano partecipare solo i soggetti già abilitati al momento del bando. La giurisprudenza ha mutato tale quadro consentendo la mera partecipazione a chi quel titolo lo acquisirà entro l’inizio delle attività didattiche. Qui si chiede, anche in quanto il primo mese è notoriamente riservato a lezioni frontali una deroga, su tempi assolutamente trascurabili per un percorso di specializzazione quinquennale che consenta di superare il mancato coordinamento tra le varie fonti.

Vi chiariamo che NON è possibile agire DOPO la vittoria del concorso giacchè il termine di impugnazione al TAR è DECADENZIALE. Chi non agisce nei termini, dunque, non può farlo successivamente.

LA SCADENZA DI ADESIONE E’ FISSATA PER IL 23 OTTOBRE 2017

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Test 2017: il compito che visualizzo non è mio. Arrivano decine di segnalazioni. Ecco cosa fare.

RISULTATI TEST MEDICINA 2017, QUALCOSA NON TORNA – Sono sempre di più gli studenti che dopo aver controllato i risultati del proprio test sul sito del Miur si dicono sicurissimi di non aver risposto in un certo modo o di non aver fatto alcuni segni che ora invece appaiono nel foglio delle risposte. Qualcosa non torna e se all’inizio sembravano inspiegabili casi isolati, in rete gli studenti si sono confrontati e hanno capito che ad avere le stesse perplessità erano in tanti, troppi.

E’ IL MIO CODICE MA QUELLE NON SONO LE MIE RISPOSTE – Una valanga di segnalazioni è arrivata alle nostre mail raccontanto di essere sicuri di aver risposto a questa o quella domanda che ora non si ritrovano.

COSA POSSONO FARE ORA GLI STUDENTI CHE SI SENTONO DANNEGGIATI? Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti che da anni assistono l’UDU e migliaia di giovani candidati esclusi, fanno presente di aver ricevuto decine di segnalazioni circostanziate da parte di candidati che non riconoscono il proprio compito.
“Ogni anno”, ci riferisce l’Avvocato Santi Delia, “riceviamo segnalazioni di questo tipo. In ragione dell’emotività del momento non sempre i candidati ricordano perfettamente le risposte date. Per questo valutiamo attentamente queste segnalazioni e solo dopo approfondita analisi agiamo innanzi al T.A.R.”
 “Grazie ad azioni mirate” – ci scrivono gli avvocati –  “siamo riusciti, su ordine del T.A.R. Catania, a far entrare la Guardia di Finanza al CINECA ed ad appurare l’effettiva esistenza di uno scambio di compiti grazie al quale il medesimo T.A.R. decretò l’accoglimento del nostro ricorso. In altri casi TAR e Consiglio di Stato hanno decretato, sempre sui nostri ricorsi, l’illegittimità di alcune correzioni operate dal CINECA ammettendo i nostri ricorrenti“. “Ogni azione va quindi vagliata attentamente caso per caso approfondendo la presenza di segni anomali anche attraverso perizie chimiche sull’inchiostro e calligrafiche che accertino chi ha messo quei segni che non sono di paternità del candidato”.
“La storia dei ricorsi sul numero chiuso che viviamo sul campo da quasi un decennio e che ci ha visti protagonista di ogni momento di rivoluzione di questo barbaro sistema che riusciremo ad eliminare (dall’anonimato, alla graduatoria unica alla redistribuzione dei posti extracomunitari sino alle vittorie sulle domande errate sino alle tavole di chimica del caso Firenze), ci insegna che non esistono, come si legge, tre-cinque o sette tipi di ricorso. Ogni azione va calibrata sulla singola posizione dei candidati che verranno accorpati in gruppetti omogenei solo dopo averne vagliato le caratteristiche”.

Per info scrivere a santi.delia@avvocatosantidelia.it

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Numero chiuso 2016 e 2017: gli ultimi sviluppi ed aggiornamenti

Il Consiglio di Stato è tornato a pronunciarsi sulla questione dei test di medicina del 2016.
Come ricorderete vi avevamo comunicato che il T.A.R. Lazio accogliendo il nostro ricorso contro il MIUR sul diniego di accesso alla documentazione di concorso aveva imposto al Ministero di consegnare tale documentazione.
Il MIUR ha provveduto solo parzialmente ma, tra i documenti trasmessi, ve ne sono alcuni su cui, è stata proposta la denuncia all’ANAC su come il MIUR ha gestito il test del 2016 e sulle domande copiate.
E’ stato dimostrato da tale documentazione, prodotta poi interamente grazie all’azione politica dell’Unione e a quanto emerso nelle nostre indagini, che infatti il MIUR si era autolimitato imponendo al CINECA di fornirgli quiz inediti. Il vizio sino allora solo ipotizzato con la serietà e fierezza che contraddistingue la nostra associazione, difatti, a differenza della questione o meno se era possibile avere quiz tratti da manuali, era se il MIUR avesse imposto o meno tale scelta al CINECA.
Il Consiglio di Stato, già dal mese di maggio (e forte di tali nuovi dati), su alcuni nostri ricorsi collettivi basati unicamente su tale dato su Professioni sanitarie e Medicina, aveva già accolto l’appello ammettendo quasi 200 studenti a Medicina e Professioni sanitarie.
Ecco i due provvedimenti PRIMO PROVVEDIMENTO – SECONDO PROVVEDIMENTO
Ma oltre per il caso del test di professione sanitarie, anche un ricorso collettivo per 20 persone è stato accolto sul test nazionale di medicina; dunque non solo su un ricorso collettivo e di professioni sanitarie a Catania ove l’UdU Catania aveva rilevato come le domande erano state copiate anche per tale corso di laurea, ma anche per un ricorso collettivo Udu per il test nazionale.
Lo stesso Consiglio di Stato, tuttavia, aveva già accolto tanto prima prescindendo dalla domanda n. 16, dai posti extracomunitari residui e, dunque, dalla posizione in graduatoria
QUI IL PROVVEDIMENTO QUI I COMMENTI SU TALI VITTORIE SU DOMANDA 16POSTI EXTRACOMUNITARI
Ecco perchè siamo sempre rimasti cauti nonostante tali importanti nostri accoglimenti, stante il fatto che lo stesso Consiglio di Stato si era sconfessato sul punto con altrettanti provvedimenti.
Tra soli 4 giorni si terranno le prime udienze finali di merito in cui il T.A.R. deciderà definitivamente su 3 nostri ricorsi pilota avendo finalmente a disposizione tutta la documentazione del test.
Anche sulla base di questo esito valuteremo di far trattare tutti i ricorsi ancora non fissati che, appunto, attendevano tale esito del merito e per cui abbiamo agito senza richiedere altre somme per la prosecuzione processuale anche a nostre spese. I nostri ricorsi, peraltro, avevano già la censura sul limite che il MIUR si era AUTOIMPOSTO circa le domande inedite ragion per cui, sulla base di quanto il MIUR ha sin’ora fornito, non è necessario AGIRE CON MOTIVI AGGIUNTI.
La pronuncia del Consiglio di Stato, infine, è certamente importante in quanto ricorda a tutti, in primis al T.A.R., i nostri storici precedenti sul sovrannumero del 2013 (la storica adunanza plenaria sull’anonimato), del 2014 (la storica condanna a MIUR e Atenei a € 20.000 per ogni anno di studio perso oltre all’ammissione in sovrannumero) e anche del 2015 (con il quale si minacciava l’annullamento del concorso per le specializzazioni mediche).
Il Consiglio di Stato, seguendo, tra le due soluzioni possibili circa l’annullamento (sentenza 2015) o il sovrannumero (sentenze 2013 e 2014) segue quest’ultima: si tratta, come sapete, della nostra battaglia più importante che seguiamo dal 2007: il sovrannumero, da cui parte tutto.
Anche tale aspetto, purtroppo, non può dirsi acquisito definitivamente giacchè sino a qualche giorno fa lo stesso Consiglio di Stato aveva rigettato ritenendo che si potesse giungere solo all’annullamento e non al sovrannumero
QUI IL PROVVEDIMENTO
La stessa pronuncia favorevole del Consiglio di Stato, in ogni caso, nel proprio dispositivo, sembra limitare gli effetti del soprannumero e ci impone cautela.
Non si tratta di un’ammissione in sovrannumero secca e assoluta, infatti, ma SOLO se ci siano posti vacanti. Si legge nel PQM, infatti, che il Consiglio di Stato “sospende gli atti impugnati con il ricorso di primo grado e dispone l’ammissione con riserva dell’odierna ricorrente al corso di laurea in Medicina Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’ateneo indicato nelle preferenze in cui ad oggi vi siano posti disponibili”.
Vi daremo dunque notizie sul prosieguo dopo le udienze del 4 ottobre confidando in una decisione quanto più celere del T.A.R. che, per quanto annunciato, dovrebbe giungere entro la fine di ottobre.
Lunedì sera ufficializzeremo la nostra posizione sui ricorsi del 2017 e nel frattempo, come già richiesto, Vi invitiamo a segnalarci altre domande copiate per il test 2017 e a mandare segnalazioni specifiche concernenti i noti fatti accaduti in Campania alla mail santi.delia@avvocatosantidelia.it
Potete, inoltre, compilare il form qui indicato per essere informati su tutte le novità
 

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TFA SOSTEGNO: L’UNIVERSITA’ DI MESSINA OTTEMPERA DEFINITIVAMENTE ALL’ORDINE DEL TAR. OLTRE 100 DOCENTI BENEFICIANO DEI NOSTRI ACCOGLIMENTI GIUDIZIALI.

È stata pubblicata in data odierna sul sito web dell’Università di Messina la notizia con cui l’Ateneo “a breve” provvederà allo scioglimento delle riserve di tutti i ricorrenti che  hanno adito il Giudice Amministrativo per ottenere l’ammissione ai corsi del TFA sostegno.

A seguito delle nostre vittorie innanzi al T.A.R. Lazio ed al T.A.R. Catania tutti i ricorrenti avevano ottenuto la possibilità di sostenere le prove di accesso ma, nelle graduatorie dell’ 8 agosto 2017, risultavano ancora ammessi con riserva in attesa dell’eventuale appello innanzi al Consiglio di Stato che l’Avvocatura dello Stato, per conto del Miur, si era riservata di proporre.

L’Università di Messina, proprio alla luce dell’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale affermatosi in accoglimento delle tesi degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ha ricevuto il via libera dall’Avvocatura generale dello Stato. Si legge sul sito dell’Ateneo che “acquisita la nota dell’Avvocatura Generale dello Stato, a breve provvederà allo scioglimento delle riserve indicate nel decreto rettorale di approvazione degli atti e di pubblicazione delle graduatorie, n. 1686/2017, prot. n. 58061 dell’8 agosto 2017. Gli iscritti con riserva si intendono, pertanto, iscritti a pieno titolo”.

Secondo l’Avvocato Delia si tratta del “giusto riconoscimento al buon lavoro svolto, in quanto tutti i nostri ricorrenti hanno già iniziato a seguire i corsi oltre che, il definitivo passo indietro dell’Università, è per noi motivo di grande soddisfazione, in quanto ci lascia sereni per la prosecuzione del percorso di tutti i candidati ammessi”.


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Asn: il Consiglio di Stato accoglie appello su abilitazione scientifica nazionale

Mediante l’ordinanza n. 4082/2017 pubblicata in data 25 settembre 2017 il Consiglio di Stato, riformando la decisione del TAR Lazio, accoglieva le doglianze della ricorrente che partecipava al concorso per l’ASN di seconda fascia.

La ricorrente, con un curriculum vitae di particolare rilevanza scientifica, impugnava gli atti concorsuali denunciando le gravissime irregolarità compiute dalla Commissione giudicatrice che le negava l’abilitazione di seconda fascia a seguito di una valutazione del tutto arbitraria del proprio curriculum vitae. La ricorrente scienziata nota sia nel panorama nazionale sia nel panorama internazionale, si vedeva negata l’abilitazione richiesta nonostante avesse i c.d. “valori soglia” più alti di tutti i partecipanti al concorso e nonostante il possesso dei titoli richiesti.

Ad essere censurata è la valutazione delle pubblicazioni scientifiche effettuata in spregio della normativa di riferimento e dei principi cardini del diritto amministrativo, al punto tale che l’abilitazione veniva concessa a soggetti con un curriculum vitae e con lavori scientifici di rilevanza inferiore a quelli della ricorrente.

Il Consiglio di Stato rilevando la fondatezza delle censure avanzate nel ricorso modificava la decisione del TAR Lazio e rappresentava l’urgenza di una decisione nel merito e accogliendo il ricorso ex art. 55 co. 10 c.p.a.

L’ultima tornata dell’ASN è stata caratterizzata da una continua censura delle valutazioni effettuate dalle Commissioni giudicatrici che trincerandosi dietro il criterio della c.d. discrezionalità, in alcuni casi come quello affrontato dal Consiglio di Stato, ha escluso dal panorama universitario numerosi ricercatori nonostante le loro capacità scientifiche siano riconosciute anche oltre i confini nazionali.

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Il CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE IL DM 496/16 CON IL QUALE SONO STATI ASSUNTI GLI IDONEI DEL CONCORSO 2012 INFANZIA

Com’è noto, sebbene il Testo Unico in materia di istruzione (d.lgs. n. 297 del 1994, art. 400, comma 1) abbia previsto la cadenza triennale dei concorsi per l’assunzione nel settore scuola, quello del 2012 è stato il primo concorso dopo 13 anni di silenzio.

In quell’anno, nello specifico, il bando prevedeva che sarebbero stati coperti 11.542 posti a cattedre di personale docente, attraverso l’approvazione di una graduatoria di merito con l’elenco di tutti i candidati che avessero superato la prova orale.

In realtà, un numero ingente di vincitori di quel famoso concorso rimasero senza lavoro, sebbene non tutti i posti vacanti fossero stati ricoperti: l’unico spiraglio di speranza, quindi, avrebbe dovuto essere quello dettato dalla L.n. 107/2015 che, grazie al piano straordinario di assunzioni, avrebbe potuto porre rimedio ad una tale condizione.

Ebbene, nonostante il comma 96 della L. n. 107/2015 individuasse tra i vincitori e gli idonei del concorso 2012, quali legittimi partecipanti al piano di assunzioni straordinario, in concreto, tuttavia, nessuno dei vincitori o degli idonei di tale graduatoria di merito del concorso infanzia 2012 ha ricevuto alcuna proposta di assunzione, semplicemente perché i posti resi disponibili da tale piano straordinario di assunzioni per la scuola dell’infanzia sono stati pari a zero. Idonei e vincitori (una trentina e solo per la Regione Sicilia) delle graduatorie di merito infanzia, dunque, furono gli unici aventi diritto del concorso 2012 a non essere assunti con il piano straordinario de “La Buona scuola”.

Nel mese di febbraio 2016, frattanto, veniva bandito il nuovo concorso a cattedra e, con esso, l’annunciata cancellazione delle graduatorie di merito vigenti.

Il Legislatore, comprendendo l’illegittima scelta sinora perseguita nei confronti dei vincitori di tale concorso pubblico, intervenne nel mese successivo e, con il D.L. 29 marzo 2016, n. 42 convertito in Legge 26 maggio 2016, n. 89 fece salve le graduatorie del concorso 2012 escludendovi solo i soggetti presenti nelle graduatoria di merito non a pieno titolo e rimandando ad un successivo D.M. i provvedimenti attuativi. Vincitori e idonei, tuttavia, vennero per lo più assunti fuori dalla Regione ove avevano concorso. Una trentina di vincitori siciliani, ad esempio, vennero assunti in Toscana e Veneto. Gli idonei siciliani e campani tra Lazio, Toscana, Emilia, Lombardia e Veneto.

Ma vi è anche stato chi è stato categoricamente escluso dalle assunzioni.

Alla procedura di assunzione, infatti, una docente assistita dallo Studio Legale Delia & Bonetti ha appreso di non poter far parte giacché, il MINISTERO ritenne di introdurre tra i requisiti per potervi partecipare anche il fatto di non aver, frattanto, ottenuto il ruolo in altra C.D.C.

Secondo gli Avvocati Delia e Bonetti tale clausola è illegittima giacchè impedire ad una docente di aspirare ad una migliore collocazione lavorativa per la sola circostanza di aver ottenuto un ruolo in un’altra classe di concorso, vanificando così la propria posizione in una graduatoria di merito che aveva faticosamente conquistato all’esito di un concorso pubblico e per di più senza neanche essere preavvertita circa gli effetti di aver accettato il ruolo in altra classe di concorso, vuol dire calpestare i più elementari principi di uno Stato di diritto.

Il T.A.R. Lazio, tuttavia, aveva ritenuto legittima e conforme a diritto la scelta dell’Amministrazione ritenendo che”malgrado tale preclusione non sia prevista nella legge”, la scelta dell’amministrazione secondo cui “dal Piano di assunzione per la Scuola dell’infanzia dovessero essere esclusi coloro che “risultino già assunti a tempo indeterminato alle dipendenze dello Stato indipendentemente dalla classe di concorso, dal tipo posto e dal grado di istruzione per i quali sono assunti” e, quindi, anche coloro che fossero stati assunti a tempo indeterminato per effetto del precedente Piano di assunzione di cui alla legge n.107/2015″, è immune da “eccesso di potere”.

Il Consiglio di Stato, con ordinanza collegiale del 26 settembre 2017, in riforma di tale sentenza del T.A.R., ha sospeso in parte qua il provvedimento impugnato ordinando l’inserimento della docente nelle procedure di reclutamento per la Regione Sicilia che si celebreranno nel mese di settembre affermando che risulta “sufficientemente comprovato il requisito del fumus boni iuris alla luce del fatto che, per un verso, l’avere parte ricorrente conseguito la formalizzazione di un rapporto lavorativo a tempo indeterminato, per effetto di una precedente procedura straordinaria di reclutamento, non appare fungere da ostacolo al conseguimento, da parte sua, di un risultato lavorativo più soddisfacente grazie all’avvenuta, positiva partecipazione ad una nuova e successiva procedura di reclutamento (senza tra l’altro ignorare che il posto attualmente ricoperto da parte ricorrente e che conseguentemente verrebbe lasciato libero ben potrà essere utilmente ricoperto dall’Amministrazione mediante, ad esempio, scorrimento di graduatoria) e che pertanto l’accoglimento della domanda di parte ricorrente risulta rispondere sostanzialmente ad una criterio di obiettiva ragionevolezza; ritenuto altresì sufficientemente comprovato anche il requisito del periculum, tenuto conto dell’attuale periodo dell’anno in corso e delle concomitanti procedure di programmazione in atto per la copertura di posti, trascorso il quale il pregiudizio delineato da parte ricorrente può solo che aggravarsi fini della liquidazione delle spese legali a carico dell’Amministrazione resistente”.

Si tratta del secondo provvedimento positivo su GMINFANZIA che segue il primo ottenuto a luglio 2017.

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IL CONSIGLIO DI STATO AMMETTE AL CORSO DI MEDICINA GENERALE PER IL TRIENNIO 2014/2015 IN VIRTÙ DELLA PRESENZA DI POSTI DISPONIBILI.

Con ordinanza pubblicata in data 22 settembre 2017 la Terza Sezione del Consiglio di Stato, massimo organo della giustizia amministrativa, ha ribaltato l’orientamento espresso dal TAR del Lazio in ordine alla peculiare situazione di sei medici che, nel 2014, hanno partecipato al test per l’ammissione al corso di formazione specifica di Medicina Generale presso la Regione Lazio. Si tratta del terzo accoglimento dopo le vittorie per Sicilia e Puglia sugli appelli patrocinati dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello attraverso cui si chiedeva la riforma dell’ordinanza di rigetto emessa dal TAR Laziale innanzi al quale si impugnava il provvedimento – atto sopravvenuto rispetto al precedente giudizio conclusosi sfavorevolmente per i soggetti coinvolti – emesso dalla Regione Lazio e con cui veniva resa nota la presenza di posti disponibili presso il corso in parola per il triennio 2014/2015.

Il provvedimento, in antitesi all’ordinanza emessa dal TAR Lazio, ha dunque ritenuto “opportuno lasciare la res adhuc integra (…) essendo il corso di formazione ormai in via di completamento” e “prevalente l’interesse dei ricorrenti in precedenza comunque ammessi con riserva a terminarlo, sempre senza borsa di studio onde evitare esborsi di risorse pubbliche”.

“Trattasi di un risultato fondamentale”, come dichiara l’Avv. Michele Bonetti, “che conferma il granitico orientamento giurisprudenziale, tradottosi ormai in principio, secondo cui le Amministrazioni devono provvedere all’integrale saturazione del contingente programmato, quindi alla copertura integrale dei posti messi a concorso e rimasti vacanti e disponibili, non potendosi in alcun modo ravvisare la motivazione di un rifiuto della stessa alla loro riutilizzazione”.

Una vittoria, commentano i tre legali Bonetti, Delia e Pinelli, che rappresenta un ulteriore fondamentale precedente nella materia e che porta in primo piano i diritti, costituzionalmente garantiti e tutelati, alla formazione professionale, al lavoro nonché, nel caso di specie, alla salute.

Qualche mese fa, sempre nell’ambito delle specializzazioni mediche post lauream, il Consiglio di Stato aveva stabilito l’importante principio secondo cui la graduatoria deve essere gestita in modo tale da evitare i posti vacanti e che, in presenza di questi ultimi, gli idonei in graduatoria possono agire per ottenerli.

In quel caso il Consiglio di Stato aveva ribaltato la decisione del TAR chiarendo: “che, sulla base di quanto emerso a seguito dell’ordinanza del TAR Lazio III Sez. del 10 marzo 2017 n.1178, come anche dichiarato dai difensori del ricorrente, nella graduatoria per l’ammissione alla scuola di specializzazione in Chirurgia generale di Palermo vi è un posto che potrebbe essere assegnato all’appellante, e che in caso diverso resterebbe scoperto; Ritenuto il pregiudizio grave ed irreparabile (anche in relazione all’ipotesi risarcitorie formulate dal ricorrente, per non avere ottenuto tempestivamente l’iscrizione richiesta). Pertanto, in accoglimento dell’istanza, va disposta l’iscrizione alla Scuola di Chirurgia generale dell’Università di Palermo“.

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Abbiamo aperto le porte del più grande Ateneo d’Europa. Cade il numero chiuso a Psicologia a Roma La Sapienza.

ROMA – Università: il Tar ha sospeso il test di psicologia alla Sapienza di Roma. Il nuovo test di psicologia alla Sapienza è stato sospeso con un provvedimento del Tar del Lazio. Lo rende noto l’Unione degli Universitari. “In seguito alla decisione unanime del Senato Accademico di fissare per il 5 ottobre il nuovo test, ci siamo adoperati, in solitudine ma col sostegno degli studenti, per ottenere quanto chiesto dai partecipanti al test di cui era stata annullata la graduatoria. Ancora una volta – afferma l’associazione studentesca – abbiamo avuto ragione a non arrenderci di fronte al sistema ingiusto e fallace del numero chiuso, mentre le altre rappresentanze studentesche votavano l’istituzione del numero chiuso e la ripetizione del test. A rimetterci non saranno gli studenti! Il nuovo test infatti, con provvedimento del Tar Lazio, è sospeso”.

Nell’udienza di discussione davanti al Tar il prossimo 18 ottobre i giudici dovranno decidere anche sulla richiesta dei ricorrenti a riconoscere come libero e a numero aperto l’accesso al primo anno del corso di laurea in Psicologia Clinica, Psicologia della Comunicazione e del Marketing, Psicologia applicata ai contesti della salute, del lavoro e giuridico-forense, Neuroscienze cognitive e Riabilitazione psicologica, Psicologia dello sviluppo tipico ed atipico e psicopatologia dinamica e dello sviluppo.

Il presidente della III sezione del Tar del Lazio, vista la richiesta di misure cautelari urgenti proposta con il ricorso, e “considerato che la prima camera di consiglio, utile per la decisione collegiale, sarebbe successiva alla data fissata per la sessione di esami” – si legge nel decreto – ha ritenuto che sussistono i presupposti per la sospensione del test di ammissione. “Con questo primo accoglimento si riaprono le porte dell’Ateneo più grande d’Europa a tutti gli studenti – commenta l’avvocato dell’Udu Michele Bonetti, che ha patrocinato il ricorso con il collega Santi Delia – Ora si riveda tutto il sistema del numero chiuso insieme agli studenti”.

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Messaggero

Il Mattino

Il Sole 24 ore

Corriere della Sera

Ansa

 

 

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VITTORIA PER GLI I.T.P.: IL T.A.R. LAZIO ACCOGLIE I RICORSI.

Studio Legale Avvocato Santi Delia