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Bonetti & Delia vincono in Consiglio di Stato per l’Università Magna Graecia di Catanzaro

Bonetti & Delia, con i founder Santi Delia e Michele Bonetti hanno assistito l’Università Magna Graecia di Catanzaro nell’appello subito dal Ministero dell’istruzione dell’Università e della ricerca nel contenzioso volto ad ottenere un finanziamento da oltre 8 milioni di euro.

La vicenda riguarda la selezione dei 180 dipartimenti universitari cui andranno i 271 milioni di euro previsti annualmente, per il quinquennio 2018-2022, dalla legge di bilancio 2017 per rafforzare e valorizzare l’eccellenza della ricerca, con investimenti in capitale umano, infrastrutture e attività didattiche di alta qualificazione. L’Ateneo di Catanzaro che, in tale contesto, ambiva all’attribuzione di una quota pari a oltre 8 milioni di euro nel quinquennio, veniva escluso dal Miur in quanto, nonostante l’eccellenza dimostrata nella valutazione oggettiva ANVUR che gli attribuiva un valore pari a 99,5 su 100, la Commissione aveva ritenuto non sufficiente il progetto rassegnato.

Il T.A.R. Lazio aveva accolto con sentenza del mese di luglio il ricorso di Bonetti & Delia evidenziando come la motivazione addotta dal MIUR “appare insanabilmente contraddittoria, ovvero apparente per impossibilità di ricavare la logicità del ragionamento seguito dalla Commissione che, per un verso, concorda con il giudizio espresso dai due referenti (peraltro giudizi differenti tra loro per 2 criteri su 5) per altro verso li sconfessa riducendo ulteriormente le valutazioni”.

Oggi la Sesta Sezione del Consiglio di Stato (ord. n. 5590/18) ha rigettato l’appello cautelare del Ministero confermando la decisione del T.A.R. ed ordinandone l’immediata esecuzione.

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Mobilità’ scuola: il CCNL sulla mobilità elude la garanzia e le esigenze di rango costituzionale dei docenti portatori di handicap ex l. n. 104/1992

Il Tribunale del lavoro di Vicenza ha accolto il ricorso patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti incardinato in ragione dell’ennesimo trasferimento negato ad una docente avente una situazione davvero peculiare.

Nel caso di specie infatti, il Ministero ha negato alla ricorrente, portatrice di handicap grave personale e referente della madre a sua volta portatrice di handicap grave, il trasferimento presso una delle sedi da lei ambite in via prioritaria nella regione Calabria, laddove ella ha la propria residenza ed il proprio nucleo familiare (marito, figlia minore e madre).

Sebbene anche solo l’aspetto per cui la docente fosse referente della madre portatrice di handicap dovesse essere considerato dal Miur ai fini del trasferimento, ciò che è peggio, è che l’Amministrazione confermando la sede di titolarità presso un ambito della regione Veneto non ha minimamente preso in considerazione il più importante aspetto che ella è anche portatrice di un handicap grave personale ex Lege 104/92.

Così, con ricorso d’urgenza depositato nel mese di agosto la docente adiva il Tribunale del lavoro di Vicenza per “provare” ad ottenere un avvicinamento alla propria residenza e per potersi occupare delle proprie condizioni di salute.

Orbene, nonostante la documentale sussistenza di posti nelle sedi ambite dalla docente, il Ministero li assegnava comunque a docenti non in possesso di peculiari situazioni con diritto di precedenza e richiedenti peraltro un trasferimento all’interno della stessa provincia.

Ed infatti in giudizio, le agguerrite difese dell’Amministrazione ribadivano l’aspetto per cui, ai sensi del CCNL sulla mobilità dei docenti, il trasferimento interprovinciale a favore del docente referente di un parente o affine entro il secondo grado ovvero entro il terzo grado della persona da assistere affetta da handicap in situazione di gravità poteva essere effettuato solo in sede di mobilità provinciale e MAI in quella interprovinciale.

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Diplomati Magistrale ed inserimento nelle GAE. La vicenda nuovamente rimessa all’Adunanza Plenaria.

Il Consiglio di Stato all’esito della camera di consiglio dell’8 novembre ha pronunciato l’ordinanza n. 5383/2018 con cui ha disposto nuovamente la rimessione all’Adunanza Plenaria della nota vicenda relativa all’inserimento dei Diplomati Magistrali nelle Graduatorie ad Esaurimento.

Il Collegio infatti pronunciandosi in sede giurisdizionale, ha chiaramente affermato che nonostante la nota pronuncia n.11/2017 emessa dall’Adunanza Plenaria sulla vicenda, la questione dell’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento dei soggetti muniti di diploma magistrale, debba essere rimeditata.

Il Consiglio di Stato ha così deciso di rimettere nuovamente all’Adunanza Plenaria la questione dell’inserimento nelle GAE dei diplomati magistrali e, riconosciuta l’attualità della richiesta tutela cautelare ha altresì sospeso l’esecutività della sentenza de Tar Lazio, che già aveva respinto il ricorso in primo grado.

Gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, d’accordo con l’avv. Romeo Brunetti, patrocinatore della organizzazione sindacale SNALS, hanno assunto direttamente mandati da alcune delle parti del giudizio e hanno partecipato attivamente e direttamente alla richiesta di rimessione della vicenda dei diplomati magistrale, ad un nuovo esame dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato.

“Si apre una fase nuova – affermano gli avvocati Bonetti e Delia all’indomani della pronuncia – che ci spinge con vigore ad insistere nella richiesta di sanare la posizione di tutti coloro che abbiano impugnato gli atti amministrativi, al fine di procedere al loro inserimento in GAE a pieno titolo. Ora si apra un dibattito politico diretto a risolvere la questione che non potrà essere devoluto solo alla decisione del Consiglio di Stato in sede Plenaria e a quella della Corte Costituzionale, che non potrà non incidere sull’appena indetto concorso straordinario. Consentire la partecipazione a concorso solo di una parte dei soggetti interessati e che da anni sono nelle Gae, o che hanno addirittura preso il ruolo, non appare una misura in alcun modo sufficiente a risolvere il problema di così tante persone che da anni mandano avanti la scuola pubblica italiana“.

In merito alla questione del concorso straordinario, nelle more della decisione dell’Adunanza Plenaria, resta fermo il consiglio di partecipare e/o ricorrere per potervi partecipare seguendo le indicazioni di cui ai precedenti avvisi.

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Repubblica

Il Fatto Quotidiano

Corriere della Sera

Legal

ASN: nuovo accoglimento del T.A.R. Lazio per il settore della “Progettazione Architettonica”. Valutazione contraddittoria da parte della Commissione, disposto il riesame del candidato.

Il Tribunale Amministrativo, con sentenza del 7 novembre 2018, ha accolto le censure degli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti, consolidando i nostri precedenti favorevoli sul tema circa le illegittimità dei giudizi negativi delle Commissioni giudicatrici per l’Abilitazione Scientifica Nazionale.

Nel caso di specie, in particolare, il ricorso presentato dallo Studio aveva sollevato censure circa la legittimità delle valutazioni espresse dalla Commissione che, nonostante il possesso, da parte del candidato, di due “valori soglia” su tre e quattro titoli sui nove individuati dalla stessa, si esprimeva negativamente sull’abilitazione.

In particolare, si legge in sentenza, le censure mosse all’operato dell’Organo giudicante risultano fondate alla luce del fatto che “il legislatore ha introdotto parametri oggettivi, puntualizzati in via regolamentare, in grado di consentire un percorso di verifica giudiziale più stringente, in ordine al discostamento o meno da tali parametri e, in caso di positivo riscontro degli stessi, circa l’esigenza di una motivazione particolarmente accurata, per negare il titolo abilitante”.

In tal modo, dunque, il Tribunale ha fatto proprio un principio, elaborato e portato in aula dallo Studio già nei precedenti giudizi sul tema, che sembra chiarire, si auspica, una volta per tutte la necessità di una corretta valutazione e, soprattutto, di una maggiore attenzione ai candidati in possesso di requisiti oggettivi di meritevolezza.

Pertanto, avvalorando le tesi difensive, il T.A.R. Lazio ha ritenuto “meritevoli di accoglimento ed assorbenti, infatti, le censure di eccesso di potere per difetto di motivazione, riscontrabile nei giudizi individuali e in quello collegiale, sotto il prevalente profilo della contraddittorietà” dal momento che i giudizi espressi dalla Commissione si discostavano da quei parametri oggettivi di cui, nei fatti, non si era tenuto debito conto.

Così, accogliendo il ricorso, il Tribunale Amministrativo per il Lazio ha ordinato all’Amministrazione di rivalutare l’interessato, condannando il Ministero dell’Istruzione alla refusione, in suo favore, delle spese legali.

Concorso straordinario infanzia e primaria: il 17 novembre a Roma la convention informativa per tutti i docenti.

Il 17 novembre 2018, presso il Centro Convegni “Carte Geografiche”, sito in Roma, via Napoli, 36, dalle ore 12:00 alle ore 16:30, si terrà una riunione pubblica sul tema del concorso straordinario 2018, con gli Avvocati Bonetti e Delia, al fine di poter fornire risposte alle numerose richieste di chiarimento pervenute.

Come noto il MIUR ha approvato un bando straordinario per docenti abilitati, per la copertura di posti comuni e di sostegno per le classi di concorso infanzia e primaria.

Il concorso nasce per rispondere all’esito negativo dell’Adunanza Plenaria del dicembre 2017 secondo cui il diploma magistrale non è sufficiente per essere ammessi in G.A.E.

Anche per far fronte alle problematiche legate alle ripercussioni che avrà la sentenza dell’Adunanza Plenaria su migliaia di docenti, il Legislatore ha varato il D.L. 187/18 e con esso un concorso straordinario, con prova orale non selettiva, finalizzato al reclutamento di docenti della scuola primaria e dell’infanzia.

Alla procedura concorsuale, tuttavia, potranno partecipare i docenti diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 o con diploma sperimentale a indirizzo linguistico e i laureati in Scienze della Formazione Primaria che abbiano svolto, presso le scuole statali, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno due annualità di servizio specifico nella scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su posto comune che di sostegno.

Proprio in virtù delle motivazioni poste alla base dell’indizione del concorso, riteniamo che sia illegittimo negare la partecipazione dei docenti privi del requisito del servizio.

Stante la delicatezza del tema consigliamo vivamente la partecipazione (gratuita e senza impegno) alla riunione.

Per chi non ha necessità di ulteriori approfondimenti è possibile aderire alle azioni seguendo la modulistica scaricabile a questi link

Vi informiamo che sarà possibile aderire alle azioni fino al 25/11/2018

Diploma Magistrale: il Consiglio Di Stato accoglie l’appello. Scongiurato il rischio che il titolo non sia idoneo all’insegnamento.

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso in appello presentato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti a favore di un centinaio di diplomati magistrale ad indirizzo linguistico.

Secondo il Tribunale Amministrativo per il Lazio, la decisione dell’Adunanza Plenaria avrebbe negato il valore abilitante del titolo ragion per cui, allo stato, è persino inutile discorrere di assimilazione o differenza tra diploma magistrale ordinario e diploma magistrale ad indirizzo linguistico, in quanto, per entrambi, non vi sarebbe posto nelle graduatorie, per abilitati, di seconda fascia di istituto.

L’ordinanza del T.A.R., difatti, omettendo di considerare che sin dal D.M. n. 353/14 il diploma magistrale fa parte dei titoli utili all’ammissione in II fascia delle G.I., ha interpretato l’esito della Plenaria come persino utile a negare, in radice (e non solo ai fini dell’ammissione in G.A.E.) il valore abilitante del titolo, ritenendo che “il diploma magistrale conseguito nel 2001/2002 non è da ritenersi idoneo all’insegnamento”. Secondo il T.A.R., difatti, l’Adunanza Plenaria avrebbe ritenuto non abilitante il diploma magistrale non solo ai fini dell’inserimento nelle G.A.E. ma anche della seconda fascia delle G.I. Continue reading Diploma Magistrale: il Consiglio Di Stato accoglie l’appello. Scongiurato il rischio che il titolo non sia idoneo all’insegnamento.

S.F.P.: APERTE LE ADESIONI AL RICORSO PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO STRAORDINARIO 2018

E’ stato pubblicato nella G.U. del 26/10/2018 il bando per il concorso straordinario per le classi infanzia e primaria riservato ai diplomati magistrale e ai laureati in Scienze della formazione primaria.

Il concorso nasce per rispondere all’esito negativo dell’Adunanza Plenaria del dicembre 2017 secondo cui il diploma magistrale non è sufficiente per essere ammessi in G.A.E. Esigenze di par condicio hanno poi portato il Legislatore a coinvolgere anche la categoria dei laureati in S.F.P.

A nostro avviso, tuttavia, vi sono delle illegittime preclusioni legate al servizio svolto che escludono dalla procedura concorsuale numerosi laureati S.F.P.

Nell’immediato riteniamo che vi siano molteplici categorie tutelabili e per cui proporre ricorso sin da ora:

1) S.F.P. con 2 anni di servizio svolto ma nella scuola paritaria;

2) S.F.P. con servizio, svolto nella scuola statale, inferiore ai due anni ma che, con il corrente anno scolastico, completa il requisito;

3) S.F.P. con due anni di servizio svolto ma “combinato” tra scuola paritaria e statale;

4) S.F.P. senza servizio (o con servizio insufficiente) che hanno superato precedenti concorsi;

5) S.F.P. con servizio insufficiente ma che grazie al tirocinio raggiungono i due anni;

6) S.F.P. con servizio insufficiente su infanzia e primaria ma che raggiungono i due anni, in tutto o in parte, con servizio svolto in altre CDC (tanto svolto nella scuola statale quanto nella paritaria);

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno fissato per giorno 17 novembre 2018 una giornata dedicata ai docenti interessati per informarli di ogni aspetto della vicenda (dai ricorsi sulle GAE alla Plenaria) e del contenzioso su questo nuovo concorso a Roma.

Si precisa che se il ricorrente ha più situazioni sovrapponibili (ad esempio è un S.F.P. con i due anni in paritaria (ricorso 1) ma ha anche superato precedenti concorsi (ricorso 4), il consiglio è di aderire a due ricorsi collettivi pagando due quote (ricorso 1 e ricorso 4). E’ dunque possibile aderire a più ricorsi collettivi pagando più quote (le spedizioni e tutta la procedura sono sempre separate e vanno fatte autonomamente).

Chiaramente solo facendo un ricorso individuale si può cucire su di voi un ricorso che dia atto e vi tuteli al meglio con riferimento alle Vs peculiarità. Il ricorso individuale ha costi variabili da € 1500 a € 2500. Per chi fosse interessato deve scrivere a santi.delia@avvocatosantidelia.it e riceverà le istruzioni personalizzate di adesione.

Ulteriore precisazione su sostegno.

Per chi aspira a concorrere su sostegno, può aderire alle categorie sopra indicate. Non serve, infatti, alcuna precisazione giacchè è sempre il servizio che, unitamente al titolo di cui siete in possesso, deve essere posseduto ai sensi del bando.

I ricorsi, difatti, sono proposti al fine di sostenere che tale servizio, di cui non siete in possesso, non può essere decisivo per la Vs non ammissione. Se, dunque, partecipate sul sostegno ed avete la specializzazione, potete contestare, come gli altri, i requisiti legati al servizio giacchè il bando prevede il possesso di “almeno due annualita’ di servizio specifico rispettivamente sulla scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su posto comune che di sostegno“. Non è imposto, dunque, il servizio specifico su sostegno giacchè lo specializzato su sostegno può partecipare anche se ha due anni su posto comune. Di conseguenza può partecipare ai ricorsi contestando i requisiti di servizio sopra indicati in maniera ordinaria.

Chiaramente gli specializzati sul sostegno potranno, se ritengono, agire sia per posto di sostegno che per posto comune (facendo due ricorsi ed indicandolo nel form).

La scadenza di adesione è fissata per il 15/12/2018.

Per ulteriori dettagli ed aderire all’azione clicca qui

DIPLOMA MAGISTRALE: APERTE LE ADESIONI AL RICORSO PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO STRAORDINARIO 2018

A seguito della nota vicenda che ha interessato gli insegnanti in possesso di diploma di maturità magistrale conseguito entro l’anno 2001/2002 e conclusasi con l’esito negativo della sentenza dell’Adunanza Plenaria (per informazioni visita il link) il Legislatore ha varato il D.L. 187/18 e con esso un concorso straordinario finalizzato al reclutamento di docenti della scuola primaria e dell’infanzia.

Gli insegnanti con diploma magistrale (anche a indirizzo linguistico o sperimentale) potranno partecipare a tale concorso qualora abbiano svolto, presso le scuole statali, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno due annualità di servizio specifico nella scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su posto comune che di sostegno.

A nostro avviso il limite dei due anni di servizio è particolarmente gravoso, specie per alcune categorie di insegnanti.

Non bisogna dimenticare, infatti, che senza le questioni giuridiche legate al caos “Plenaria”, il concorso straordinario, così come oggi è articolato, non avrebbe senso di esistere. Ciò in quanto non vi è alcuna ulteriore ragione per spiegare l’indizione di un concorso straordinario riservato a diplomati magistrale e laureati in S.F.P.

Nel 2012 e 2016, difatti, i concorsi banditi non riservavano alcun canale preferenziale ai fini del reclutamento.

Anche in ragione di quanto deciso dal Consiglio di Stato nell’ambito del ricorso da noi proposto sul FIT, che ha portato quel concorso riservato alla Corte Costituzionale, secondo cui “è costituzionalmente illegittima, in particolare per quanto riguarda il personale docente, la previsione di una procedura di reclutamento ristretta la quale limiti in modo irragionevole la possibilità di accesso dall’esterno”, siamo convinti che ci siano margini per tutelare le categorie che seguono.

Se, difatti, si ha riguardo a requisiti ulteriori rispetto al possesso del mero titolo (su cui tutta la vicenda G.A.E. si è sviluppata) la procedura risulterebbe illegittima perché “appare in primo luogo istituita in assenza delle peculiari ragioni di interesse pubblico richieste per giustificarla”.

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno fissato per giorno 17 novembre 2018 una giornata dedicata ai docenti interessati per informarli di ogni aspetto della vicenda (dai ricorsi sulle GAE alla Plenaria) e del contenzioso su questo nuovo concorso a Roma.

LA SCADENZA DI ADESIONE E’ FISSATA PER IL 15/12/2018.

Nell’immediato riteniamo che vi siano molteplici categorie tutelabili e per cui proporre ricorso sin da ora:

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APERTE LE ADESIONI AL RICORSO PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO STRAORDINARIO 2018 PER INFANZIA E PRIMARIA

Come noto il MIUR ha approvato un bando straordinario per docenti abilitati, per la copertura di posti comuni e di sostegno per le classi di concorso infanzia e primaria.

Il concorso nasce per rispondere all’esito negativo dell’Adunanza Plenaria del dicembre 2017 secondo cui il diploma magistrale non è sufficiente per essere ammessi in G.A.E.

Anche per far fronte alle problematiche legate alle ripercussioni che avrà la sentenza dell’Adunanza Plenaria su migliaia di docenti, il Legislatore ha varato il D.L. 187/18 e con esso un concorso straordinario, con prova orale non selettiva, finalizzato al reclutamento di docenti della scuola primaria e dell’infanzia.

Alla procedura concorsuale, tuttavia, potranno partecipare i docenti diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 o con diploma sperimentale a indirizzo linguistico e i laureati in Scienze della Formazione Primaria che abbiano svolto, presso le scuole statali, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno due annualità di servizio specifico nella scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su posto comune che di sostegno.

Proprio in virtù delle motivazioni poste alla base dell’indizione del concorso, riteniamo che sia illegittimo negare la partecipazione dei docenti privi del requisito del servizio.

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno fissato per giorno 17 novembre 2018 una giornata dedicata ai docenti interessati per informarli di ogni aspetto della vicenda (dai ricorsi sulle GAE alla Plenaria) e del contenzioso su questo nuovo concorso a Roma.

Per tali ragioni proporremo diverse tipologie di ricorsi per

Vi informiamo che sarà possibile aderire alle azioni fino al 20/01/2019

Studio Legale Avvocato Santi Delia