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PRECARI DELLA SCUOLA: RICORSO PER LA STABILIZZAZIONE, IL RISARCIMENTO DEI DANNI E LA RICOSTRUZIONE DI CARRIERA

A chi è rivolto. Tutti i docenti (Abilitati e non) che abbiano sottoscritto un contratto a tempo determinato con una amministrazione scolastica nel corso dell’anno scolastico appena terminato, possono presentare ricorso al Giudice del Lavoro.

Obiettivo del ricorso. Data la tipologia del ricorso, verrà sottoposta ai giudici l’intera questione lavorativa al fine di richiedere un equo risarcimento del danno subito per via dello sfruttamento e delle ingiuste discriminazioni e abusi da anni perpetrati nei Vs. confronti nonché la richiesta degli scatti di anzianità e il risarcimento per l’apposizione del termine.

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Concorsone scuola 2016: il TAR Lazio accoglie i ricorsi. I nostri assistiti diventano vincitori.

Il T.A.R. Lazio ha accolto 3 ricorsi proposti dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e ordinato alla Commissione dell’USR Lazio di provvedere alla stipula del contratto con il ricorrente ammesso al concorso all’esito di TFA a cui era stato ammesso con riserva in forza di precedente giudizio. In un altro caso di docente ITP escluso solo dopo aver superato tutte le prove di concorso contestando l’originale titolo di accesso, il TAR ha imposto la conferma dell’ammissione dello stesso.

Infine, in altro contenzioso, il T.A.R. ha ordinato all’USR Puglia di ricorreggere le prove scritte di un altro candidato non ammesso alla prova orale tenendo conto di quanto denunciato in ricorso e ad altro USR di ammettere direttamente all’orale altro ricorrente.
Negli ultimi mesi numerosi docenti di tutta Italia sono stati impegnati a sostenere le prove, scritte ed orali, per ottenere l’agognata assunzione a tempo indeterminato presso il Ministero dell’Istruzione.
Il concorso, gestito a livello regionale dai vari USR, prevedeva l’espletamento della prova orale solo se si raggiungeva un punteggio minimo di 28 punti a seguito della prova scritta; in tal senso, Il Ministero aveva messo a disposizione delle Commissioni particolari “criteri” da utilizzare per la correzione degli elaborati. L’interpretazione di alcuni di tali criteri infatti, in certi casi, è apparso particolarmente discrezionale e pregiudizievole per le valutazioni finali.
Sono migliaia in Italia i concorrenti che hanno visto valutata la propria prova in maniera insufficiente dalla Commissione ritenendo che il proprio elaborato fosse, semplicemente non originale o addiruttura carente circa la pertinenza linguistica. Nonostante una perfetta adesione a quanto testi e manuali indicavano, in moltissimi casi, è stato proprio questo criterio a pregiudicare la valutazione.

Nella fattispecie, il Tar del Lazio, analizzando i vari ricorsi proposti da Delia e Bonetti, ha ritenuto fondate le censure riguardanti l’onere per gli USR di stipulare i contratti definitivi anche nei confronti di chi è stato ammesso al concorso con riserva (in quel caso un ammesso al TFA in ragione di un ricorso da noi vinto in sede cautelare per la vicenda dei famigerati 25 quiz di accesso errati nel 2012) chiarendo che “l’ammissione con riserva legittima la stipula di contratto ove disponibile“.

Nell’altro caso riguardante gli ITP, invece, l’USR PUGLIA aveva inizialmente consentito la partecipazione alle prove salvo poi, al momento della stipula del contratto, espellere i candidati asseritamente non in possesso del titolo. Il ha riammesso i  nostri ricorrenti chiarendo che “la domanda del ricorrente pare assistita dai requisiti di cui all’articolo 56 codice del processo amministrativo, con conseguente accoglimento della domanda cautelare urgente e sospensione dell’efficacia del provvedimento impugnato”.

L’ulteriore caso trattato riguarda una bocciatura alle prove scritte. Secondo il T.A.R. il ricorso potrebbe presentare profili di fondatezza, in particolare laddove parte ricorrente rileva l’erroneità nell’attribuzione del punteggio alle prove svolte; Considerato che l’istanza cautelare può essere accolta nella forma di un supplemento di valutazione da parte dell’amministrazione affinchè verifichi la correttezza dei punteggi attribuiti nei riguardi del ricorrente nel termine di giorni quindici dalla notificazione o dalla comunicazione in via amministrativa, se più breve, della presente ordinanza”.

Si tratta di un provvedimento assai importante in quanto muta una giurisprudenza totalmente negativa sulle bocciatura alle prove scritte del concorsone docenti 2016 dello stesso TAR Lazio variamente rese ed argomentate nelle settimane passate e che segue le nostre vittorie al TAR Abruzzo e al TAR SICILIA. In tal senso, commentano gli Avvocati Delia e Bonetti, “non possiamo che esprimere grande soddisfazione in quanto ancora una volta viene premiata la bontà della tesi proposta: il voto delle Commissioni non è insidacabile, come “leggendariamente” si afferma in discussioni da bar. E’ solo assai difficilmente contestabile. In tal senso i nostri ricorsi mirano a mettere a nudo le specifiche e singole illogicità del percorso di correzione e, non possiamo che ritenerci assai soddisfatti, ove tale percorso giunga a buon fine.

Il compito della ricorrente, in accoglimento del ricorso di Bonetti e Delia, verrà dunque ricorretto dalla Commissione che, perciò, dovrà necessariamente tener conto dei rilievi sostenuti in ricorso e confermati dal TAR.

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Tutela del possesso: la pronuncia del Tribunale di Messina sulla giustizia fai da te

Vim vi repellere non licet: Il Tribunale di Messina condanna la giustizia fai-da-te.

Ancora una volta la realtà supera la fantasia. Da una parte, c’è chi apre una luce su un muro di confine d’accordo con il vicino; dall’ altro, il vicino, che approfittando di un periodo di assenza del dirimpettaio, a lavori ultimati, richiudere quel “buco” sic et simpliciter.

Secondo il Giudice messinese, tuttavia, non si tratta di un legittimo esercizio del principio “vim vi repellere licet” in tema di tutela dalla turbativa del possesso, in quanto – nel caso di specie – è possibile individuare l’esistenza di una situazione di fatto tutelabile ai sensi dell’art. 1168 del codice civile anche in ragione della non immediata reazione all’apertura stessa.

Nello specifico è stato chiarito che l’apertura di una luce irregolare nel muro posto sul confine ed appartenente al proprietario dell’immobile limitrofo, crea “una vera e propria servitù di luce ed aria”.

Trib. Messina, Sez. I civile, ord. 20 dicembre 2016, n. 24012

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Precariato scuola: Miur paga 50.000 euro a docente

Condanna esemplare per il MIUR: 50.000 € di risarcimento ad una docente precaria. Ancora una nuova sconfitta incassata dal Ministero dell’Istruzione nella lunga battaglia contro il precariato.

Il Tribunale di Livorno ha accolto degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ed ha riconosciuto il diritto di una docente precaria ad essere risarcita per i danni subiti a causa dello “sfruttamento” subito in quasi 15 anni di docenza. Oltre al diritto alla ricostruzione della carriera ed all’anzianità di servizio, “accertata illegittimità dei rinnovi dei contratti a tempo determinato, aventi ad oggetto supplenze annuali su organico di diritto, questo Giudice ritiene di dovere fare applicazione dei principi di diritto affermati dalla Cassazione nelle c.d. sentenze gemelle sopra richiamate disponendo un risarcimento pari a 12 mensilità.

Il MIUR, pertanto, dovrà quindi pagare una somma di denaro, oltre le spese di lite, che ammonta ad oltre 50.000 €

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Concorsone scuola 2016: cade il mito dell’intangibilità della valutazione della Commissione

Il T.A.R. Palermo ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e ordinato alla Commissione dell’USR Sicilia di ricorreggere le prove scritte di una candidata non ammessa alla prova orale tenendo conto di quanto denunciato in ricorso.
Negli ultimi mesi numerosi docenti di tutta Italia sono stati impegnati a sostenere le prove, scritte ed orali, per ottenere l’agognata assunzione a tempo indeterminato presso il Ministero dell’Istruzione.
Il concorso, gestito a livello regionale dai vari USR, prevedeva l’espletamento della prova orale solo se si raggiungeva un punteggio minimo di 28 punti a seguito della prova scritta; in tal senso, Il Ministero aveva messo a disposizione delle Commissioni particolari “criteri” da utilizzare per la correzione degli elaborati. L’interpretazione di alcuni di tali criteri infatti, in certi casi, è apparso particolarmente discrezionale e pregiudizievole per le valutazioni finali.
Sono migliaia in Italia i concorrenti che hanno visto valutata la propria prova in maniera insufficiente dalla Commissione ritenendo che il proprio elaborato fosse, semplicemente non originale o addiruttura carente circa la pertinenza linguistica. Nonostante una perfetta adesione a quanto testi e manuali indicavano, in moltissimi casi, è stato proprio questo criterio a pregiudicare la valutazione.

Nella fattispecie, il Tar della Sicilia ha ritenuto fondate le censure riguardanti “Considerato che il ricorso presenta apprezzabili profili censura, con
riferimento al giudizio espresso sugli elaborati scritti svolti dalla ricorrente – nella misura in cui la valutazione sembra debordare dall’ambito proprio
di discrezionalità tecnica riservato, in via di principio, alla Commissione – sicchè si può accogliere la domanda cautelare, disponendosi a tal fine la ricorrezione di tali elaborati scritti”.

Si tratta di un provvedimento assai importante in quanto muta una giurisprudenza totalmente negativa sulle bocciatura alle prove scritte del concorsone docenti 2016 dello stesso TAR Palermo variamente rese ed argomentate nelle settimane passate. In tal senso, commenta l’Avvocato Santi Delia, “non possiamo che esprimere grande soddisfazione in quanto ancora una volta viene premiata la bontà della tesi proposta: il voto delle Commissioni non è insidacabile, come “leggendariamente” si afferma in discussioni da bar. E’ solo assai difficilmente contestabile. In tal senso i nostri ricorsi mirano a mettere a nudo le specifiche e singole illogicità del percorso di correzione e, non possiamo che ritenerci assai soddisfatti, ove tale percorso giunga a buon fine.

Il compito della ricorrente, in accoglimento del ricorso di Bonetti e Delia, verrà dunque ricorretto dalla Commissione che, perciò, dovrà necessariamente tener conto dei rilievi sostenuti in ricorso e confermati dal TAR.

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Concorsone 2012 e soglia 35 punti: il CDS mette il sigillo respingendo l’appello del MIUR

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del MIUR e messo la parola fine ad uno dei contenziosi più delicati del concorso docenti 2012.

Il TAR del Lazio aveva accolto, sin dalla fase cautelare, il ricorso patrocinato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia con il quale si contestava la soglia di 35 punti troppo elevata per un concorso pubblico di tal fatta, soglia che disattendeva ogni normativa. I primi giudici avevano accolto con riferimento ai ricorrenti che dopo l’ammissione con riserva hanno partecipato con esito favorevole alle prove e sono stati inseriti nella graduatoria finale […] ed ordina lo scioglimento della riserva con la quale essi sono stati inseriti nella graduatoria stessa”.

Nonostante ciò e nonostante altre nostre sentenze fossero passate in giudicato dichiarando, definitivamente, l’illegittimità della soglia, il MIUR proponeva appello. Con alcune ordinanze resa nel mese di maggio 2016 il Consiglio di Stato aveva gettato, letteralmente, nel panico gli ammessi grazie a quei ricorsi sospendendo le sentenze a loro favorevoli e mettendo in discussione i ruoli frattanto ottenuti.

Con la decisione di ieri, tuttavia, il Consiglio di Stato, accogliendo la nostra tesi, ha definitivamente fatto chiarezza sulla vicenda evidenziando come l’avvenuto annullamento della soglia a seguito di altre azioni ormai passate in giudicato elimina la possibilità per il MIUR di continuare oggi a proseguire su tale contestazione.

Secondo i giudici della Sesta Sezione, infatti, “la clausola del bando, oggetto di impugnazione, è stata già annullata dal Tribunale amministrativo con sentenze, diverse da quella in esame, passate in giudicato (tra le altre, sentenze 11 gennaio 2014, n. 326; 14 luglio 2015, n. 9427; 14 luglio 2015, n. 9425).

L’annullamento di un atto amministrativo generale, nella parte in cui ha un contenuto inscindibile, produce effetti erga omnes. Si tratta, infatti, di «atto sostanzialmente e strutturalmente unitario, il quale non può sussistere per taluni e non esistere per altri» (Cons. Stato, sez. VI, 1 aprile 2016, n. 1289).

L’appello deve, pertanto, essere rigettato, con conferma della sentenza impugnata.
Un’altra importante vittoria che arriva a fare giustizia sulle tante, troppe irregolarità legali e procedurali riscontrate nel c.d. concorsone.
Una sentenza di merito che sancisce l’illegittimità di un concorso pieno di irregolarità in tutte le sue prove” commentano gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, l’amministrazione già annuncia nuovi concorsi senza prendersi carico delle posizioni pendenti che, ancora una volta, sono devolute solo alla magistratura”.

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CGA: anche gli aspiranti avvocati messinesi hanno diritto ad una correzione motivata dei loro compiti d’esame

Gli aspiranti avvocati devono essere valutati dalle commissioni con un voto chiaro e motivato.

E’ il principio espresso dai giudici del CGA che, ribaltando la posizione del Tar di Catania, ha accolto l’appello dell’Avvocato Santi Delia a difesa di giovani praticanti avvocati la cui prova era stata ritenuta insufficiente senza spiegazione alcuna. Secondo il CGA “il riferimento che viene fatto dalla Commissione d’esami ai criteri di giudizio, per la sua genericità, non appare adeguato a fare ritenere superata la censura di assenza di motivazione del provvedimento negativo”. La Commissione della Corte d’appello de L’Aquila, che aveva il compito di correggere gli elaborati degli aspiranti avvocati messinesi, aveva introdotto un metodo di correzione assai originale nel tentativo di superare il vaglio del giudice amministrativo che, lo scorso anno, aveva ritenuto illegittima la bocciatura sulla base del solo voto numerico. Se devi bocciare, aveva detto l’anno prima il TAR Catania, devi motivare non basta valutare 25 o 28 un compito. La Commissione abruzzese, allora, aveva apposto un timbro a tutti gli elaborati dei messinesi bocciati con il quale “motivava” le proprie decisioni: il compito, ad esempio, è da 25 con riguardo ai criteri generali a, b, e c.

Al TAR etneo, questa scelta sembrò corretta e rispettosa della Legge tanto che “nella vicenda in esame – diversamente da quelle analoghe definite dalla Sezione con sentenze in forma semplificata, adottate nella presente e nelle precedenti udienze camerali – il ricorso non risulta assistito da profili di fumus boni iuris, avuto riguardo, relativamente alla censura inerente il voto numerico, al fatto che il verbale di correzione impugnato, redatto dalla Commissione insediata presso la Corte d’appello di L’Aquila, contiene il riferimento ai criteri predeterminati ritenuti non rispettati nella stesura degli elaborati”. I candidati catanesi e palermitani, dunque, in quanto la loro correzione era solo numerica avevano ottenuto la ricorrezione (da parte del TAR) quelli messinesi no. A loro doveva bastare quel timbro.

“Il CGA, con motivazione assai coraggiosa ed innovativa – dice l’avvvocato Santi Delia – censura la prassi, avallata dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato, delle Commissione di valutazione degli elaborati scritti degli aspiranti avvocati affidate al solo voto numerico chiarendo che senza ulteriori accorgimenti quest’ultimo risulta opaco e incomprensibile”. Secondo il C.G.A., in particolare, “il riferimento che viene fatto dalla Commissione d’esami ai criteri di giudizio, per la sua genericità, non appare adeguato a fare ritenere superata la censura di assenza di motivazione del provvedimento negativo”.

Si tratta del primo degli appelli accolti relativi alla sessione di esami messinese. “E’ un traguardo di civilità giuridica non essendo ammissibile subire una bocciatura senza comprenderne le ragioni e senza che poi tale valutazione possa essere censurata dal Giudice amministrativo“.

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Ammissione dei docenti in Gae: La Cassazione decide che la materia spetta al TAR

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno appena deciso un regolamento di giurisdizione con la Sentenza n. 25840/2016.

La sentenza conferma il pregresso orientamento secondo cui a decidere sulla nota vicenda del diploma magistrale deve essere il Giudice Amministrativo.

In detta Sentenza si riporta che: “Ai fini della individuazione di quale sia il giudice munito di giurisdizione in relazione alle controversie concernenti il diritto all’inserimento in una graduatoria ad esaurimento (già permanente), occorre dunque avere riguardo al petitum sostanziale dedotto in giudizio. Se oggetto di tale domanda è la richiesta di annullamento dell’atto amministrativo generale o normativo, e solo quale effetto della rimozione di tale atto – di per sé preclusivo del soddisfacimento della pretesa del docente all’inserimento in una determinata graduatoria – l’accertamento del diritto del ricorrente all’inserimento in quella graduatoria, la giurisdizione non potrà che essere devoluta al giudice amministrativo, essendo proposta in via diretta una domanda di annullamento di un atto amministrativo”.

Per noi, commenta l’Avvocato Santi Delia, è una grande soddisfazione vedere che la questione che coinvolge le sorti di oltre 50.000 insegnanti è stata risolta dalla Cassazione richiamando la nota sentenza n. 27991 del 2013 resa all’esito del nostro primo regolamento preventivo di giurisdizione. In quel ricorso, per la prima volta, avevamo ipotizzato una doppia tutela nei confronti dei docenti: innanzi al TAR impugnando l’atto ministeriale con valenza generale e facendo valere una situazione giuridica di interesse legittimo e innanzi al GO chiedendo la disapplicazione di tale medesimo atto al fine di esercitare un diritto soggettivo.

Di fatto, dunque, rimangono saldamente in piedi le azioni innanzi al TAR, al CDS, al PDR e al Giudice del Lavoro smentendo anche la posizione di alcune Avvocature dello Stato distrettuali (come Brescia) che predicavano, infondatamente, il presunto abuso dei docenti di agire innazi a due Curie.

Oggi quella decisione del 2013, in cui si legge che ad agire erano “i precari storici della scuola Bonetti e Delia” è ripresa a piene mani dalle Sezioni Unite confermandone l’impianto. “Con le ordinanze n. 27991 e n. 27992 del 2013, queste Sezioni unite hanno invece rilevato che quando il caso riguarda la regolamentazione stessa delle graduatorie la giurisdizione non può che essere del Giudice amministrativo”.

Con detta sentenza le Sezioni Unite confermano il proprio orientamento e la giurisdizione amministrativa. I nostri ricorrenti, considerando la prospettazione del ricorso, possono, a questo punto, attendere con fiducia la pronuncia della Plenaria che già si è espressa in fase cautelare in senso favorevole”, a parlare sono gli Avvocati MICHELE BONETTI e SANTI DELIA, legali delle Associazioni ADIDA, VOCE DEI GIUSTI e MIDA, “auspichiamo – proseguono i legali – che prima della definizione dei giudizi tale situazione venga responsabilmente sanata da parte di tutte le forze politiche”.

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Vedi la CASSAZIONE 2013 richiamata da quella 2016

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Nulla la convocazione dell’USP MILANO: anche i nostri ricorrenti devono partecipare all’assegnazione di oltre 100 posti di ruolo

Il TAR LAZIO ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti con i quali si chiedeva, in via d’urgenza, di dichiarare la nullità della convocazione per la stipula dei contratti di ruolo ai soli docenti in GAE entro la data dell’8 settembre 2016 ignorando chi aveva ricorso addirittura prima e ottenuto dal TAR un provvedimento successivamente. Il Presidente del TAR ha accolto 10 ricorsi in ottemperanza dei legali e consenti ai ricorrenti aventi diritto di partecipare alla nomina su oltre 100 posti di ruolo.

L’USP di Milano, secondo il T.A.R., “ordinando all’amministrazione di considerare i ricorrenti quali legittimati alla eventuale stipulazione di contratto ove utilmente graduati” anche se avevano ottenuto l’ammissione in data successiva all’8 settembre.

E’ stata fatta giustizia innanzi ad un provvedimento che, francamente, dicono BONETTI e DELIA non sembra avere logica alcuna  ponendosi in contrasto con il dettato dei Giudici e del principio “tempus regit actum”.

Più netta Valeria Bruccola di ADIDA. “La scelta da parte dell’Ufficio scolastico provinciale di Milano, già oggetto di una querela lo scorso anno, di inventare parametri arbitrari per inserire i docenti nelle GAE e attribuire loro incarichi anche a tempo indeterminato, è illegittima. Il risultato è che da oggi sarà inevitabile che i docenti, esasperati da un atteggiamento di chiusura da parte dei dirigenti provinciali nei confronti della corretta applicazione delle sentenze che li riguardano, ricorrano alle forze dell’ordine e nuovamente ai Giudici, per cercare di ristabilire principi di correttezza ed equità, non soltanto a livello provinciale ma tra questa e le altre provincie, dove si è rispettato il criterio del punteggio per l’inserimento e la nomina.

Abbiamo sempre sostenuto che una linea di principio che passasse dal merito e dall’anzianità di servizio fosse la più equilibrata, a discapito anche di chi aveva fatto ricorso prima di altri. I docenti interessati hanno capito, quindi, che un tale criterio salvaguardava tutti.

Ma evidentemente nella provincia di Milano, dove pare sia stata poco energica l’azione sindacale in difesa dei lavoratori, a meno che non fossero loro iscritti, le logiche sono saltate e si è scelta una strada, a nostro avviso illegittima, sbagliata e scorretta, che creerà non poca ulteriore confusione, come se la scuola, il sistema nel suo complesso, già fortemente compromesso dal peggiore avvio di anno scolastico degli ultimi anni, ne avesse bisogno. Noi, come associazione, non staremo a guardare e sosterremo la battaglia dei docenti interessati fino al raggiungimento del pieno rispetto delle sentenze, denunciando in ogni sede quanto da loro subito”.

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Abilitazione all’insegnamento nella scuola per i dottori di ricerca: parte l’azione a difesa del titolo di istruzioni apicale del nostro sistema

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno accettato l’incarico di assistere un comitato formato da oltre 1.000 giovani in possesso del Dottorato di ricerca, al fine di ottenere il giusto riconoscimento di tale titolo di studio da spendere nel mondo dell’insegnamento scolastico.

Invero, per primi, abbiamo già portato avanti questa battaglia al fianco dell’ADI – Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani e per primi sul concorsone 2016 abbiamo ottenuta una pronuncia di equipollenza ai fini della partecipazione al ricorso.

I ricorsi possibili saranno quattro:

– uno per accesso al TFA sostegno ESCLUSIVAMENTE PER CHI HA SVOLTO SERVIZIO DALLA 3 FASCIA SUL SOSTEGNO;

– un secondo per l’accesso al TFA senza prove preselettive, non appena verrà pubblicato il bando del terzo ciclo. In tal caso sarà possibile agire con un sottogruppo pilota formato da soggetti in possesso di servizio quantitativamente pari a quello utile per essere ammessi ai PAS;

– un terzo per inserimento nelle graduatorie aggiuntive di seconda fascia, non appena verrà emanato il bando di aggiornamento delle graduatorie per la finestra semestrale di febbraio 2017.

– un quarto per l’ammissione in GAE al PDR una volta pubblicato il D.M. di aggiornamento;

Per agire bisognerà in ogni caso presentare specifiche domande di ammissione nelle G.A.E., G.I. o al TFA che noi vi guideremo a fare fornendovi dei modelli.

L’azione, ordinaria o straordinaria, sarà rivolta al TAR o al PDR.

In linea generale vi chiarisco che l’adesione ad entrambi i ricorsi consente lo svolgimento delle prove selettive del tfa che anzi rappresentano un onere processuale in quanto incardinano l’interesse a ricorrere.

Il ricorso mira ad ottenere il riconoscimento, di fatto, dell’abilitazione per una classe di concorso della vostra laurea. I ricorrenti, quindi, devono avere accesso con la propria laurea ad almeno una classe di concorso. Al momento il MIUR ha chiarito che gli abilitati in II fascia non devono essere già iscritti in terza fascia delle graduatorie d’istituto, tuttavia, è preferibile avere tale requisito e si potrebbero dividere i gruppi in ragione di tale aspetto.

La seconda tranche di adesioni alle condizioni economiche indicate scade il  28/2/2017 per le azioni diverse dal TFA SOSTEGNO i cui termini sono ormai chiusi.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia