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Consiglio di Stato: USP seguano indicazioni del CDS. Agli ammessi con riserva vanno attribuiti incarichi. Miur ancora commissariato.

Il MIUR è stato nuovamente commissariato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti. Il Consiglio di Stato, con una lunga ordinanza resa dopo quasi un mese dalla camera di consiglio di discussione, ha deciso per imporre definitivamente al MIUR la linea da seguire circa il conferimento degli incarichi per i soggetti ammessi con riserva in GAE.

Secondo il Consiglio di Stato il “depotenziamento dell’iscrizione con riserva nelle graduatorie non sembra avere fondamento” e che, “laddove si consentisse all’amministrazione di frustrare (attraverso l’apposizione della richiamata clausola della “riserva”) l’aspettativa alla stipula di contratti di lavoro, ne deriverebbe il venir meno della ragione essenziale sottesa alla proposizione della stessa domanda giudiziale, nonché del tipico carattere di strumentalità che necessariamente deve collegare la pronuncia cautelare e l’utilità finale ritraibile a seguito della favorevole definizione del ricorso nel merito (in tal senso, l’art. 55, comma 1 del cod. proc. amm.)”, onde “deve essere disposta l’iscrizione dei ricorrenti nelle graduatorie di rispettivo interesse senza preclusioni di sorta alla stipula di contratti di lavoro a tempo determinato o indeterminato e fermo l’effetto risolutivo connesso all’eventuale soccombenza che dovesse risultare all’esito del giudizio di merito” (vds. ordinanza della Sezione n. 5493 del 3.12.2015).

 “L’amministrazione”, hanno continuato i Giudici di Palazzo Spada, “deve dare integrale esecuzione alla ordinanza cautelare della Sezione sulla base del principio sopra esposto” (vds. ordinanza della Sezione n. 2394 del 24.6.2016), giacchè, in difetto, è stato “nominato, quale commissario ad acta, in caso di inottemperanza, al fine di sovraintendere a tutte le dovute operazioni a carattere esecutivo e, se necessario, di provvedervi in via sostitutiva, la dott. Carmela Palumbo, Direttore Generale della Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e per l’autonomia scolastica, Dipartimento per l’istruzione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca“.

Cons. Stato, Sez. VI, 24 ottobre 2016, n. 4784

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VITTORIA AL TAR DEL LAZIO 4.OOO NUOVI ACCOGLIMENTI PER I DIPLOMATI MAGISTRALI

A seguito della Camera di Consiglio del 20 ottobre sono state da poco pubblicate tutte le ordinanze. Nei ricorsi promossi dalle Associazioni Adida e Mida e patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia vi è stato un totale accoglimento per le prime tranches proposte, ovvero per la conferma di tantissimi decreti monocratici per i diplomati magistrali, per le ottemperanze e, nell’ambito del CONCORSONE 2016, per alcuni contenziosi di particolari categorie come gli ITP, dei soggetti che hanno già dei ruoli nella pubblica amministrazione. La Camera di Consiglio per i prossimi contenziosi è fissata il 3 novembre e la deliberazione dei nostri contenziosi, TFA, PAS, SFP è prevista per il 5 dicembre.  Tenteremo di differenziare le Vostre posizioni da quelle dei ricorsi di altri colleghi che fino ad oggi non hanno avuto un esito positivo su tali categorie.

 

Si allega il provvedimento di accoglimento del T.A.R. LAZIO scaricabile on line dal sito pubblico della Giustizia Amministrativa.

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/wcm/idc/groups/public/documents/document/mday/mjc4/~edisp/52oclkxdwpwf6weglzl35cvvma.html

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Concorsone dirigenti scolastici: svolta al Consiglio di Stato

Dopo un lungo contenzioso il ricorso in appello avverso la sentenza del TAR delle Marche giunge finalmente ad un epilogo positivo.

Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso del ricorrenti che mai avevano sostenuto la prova orale e che si erano fermati allo scritto nel cosiddetto “Concorsone Profumo”. Il Consiglio di Stato ha disposto la ricorrezione delle loro prove con le seguenti modalità “Al fine di garantire l’anonimato delle correzioni, l’Ufficio scolastico regionale delle Marche dovrà adottare tutti gli atti necessari affinché la medesima commissione nominata per il concorso su cui si controverte ovvero, se ciò sia impossibile, altra commissione all’uopo costituita, provveda alla correzione non solo delle prove sostenute dagli appellanti (nelle consuete forme dello svolgimento del concorso, ossia inserendo in busta sigillata e separata il nome di ciascun candidato), ma anche (con le medesime modalità) di 10 (dieci) prove di altri candidati che non abbiano raggiunto la sufficienza, di 10 (dieci) prove di altri candidati che abbiano conseguito la sufficienza e di 10 (dieci) prove di candidati che abbiano ottenuto il massimo dei voti, per un totale di quaranta prove da esaminare (Tar Campania, 2 ottobre 2003, n. 12316).”

Vincitori dell’IAR Award 2016 a Londra – Boutique of Excellence of the Year – Administrative Law – Italy

Lo Studio legale degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia è stato premiato a Londra come Studio italiano boutique dell’anno di diritto amministrativo. È il premio europeo alla tutela del diritto al lavoro non più precario e allo studio finalmente tutelato anche dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e su cui in Italia siamo all’avanguardia.

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Ricorsi per l’ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso 2016: le istruzioni generali di adesione

Dopo la vittoria sul caso della mancata sottoscrizione della scheda anagrafica ed i primi documenti giuntici all’esito della complessa fase di accesso agli atti sul nuovo concorso 2016/17, gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno aperto le adesioni ai ricorsi individuali, individualizzati e collettivi volti ad ottenere l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura, Scienze della Formazione primaria e delle Professioni sanitarie.

La documentazione di adesione può essere scaricata cliccando su questo link

Per avere ulteriori dettagli personalizzati potete scrivere a santi.delia@avvocatosantidelia.it e vi verrà inviata un’indicazione specifica sulla Vostra posizione e sui costi di tutela.

 

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VITTORIA AL TAR MILANO: TRASFERIMENTO A MEDICINA IN ITALIA, IL TAR MILANO ACCOGLIE IL RICORSO DI UNA STUDENTESSA CHE SI TRASFERIVA DA SASSARI A MILANO

In data 21 ottobre 2016 il T.A.R. Milano ha accolto il ricorso per il trasferimento di una studentessa che si trasferiva dalla Sardegna a Milano (cosiddetto trasferimento Italia-Italia).

Secondo il T.A.R. milanese anche nel caso in cui la domanda e la documentazione non sono complete e corrette è ammesso il trasferimento in virtù principio del soccorso istruttorio anche per la presenza dei posti disponibili.

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Trasferimenti illegittimi: i docenti del Sud tornano a casa. Miur condannato.

Il diritto dei figli minori dei 3 anni a godere dell’assistenza materiale e affettiva dei genitori va tutelato in via prioritaria.

E’ questo ciò che il Tribunale di Livorno ha stabilito in una recente pronuncia resa su ricorsi patrocinati dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti.

Il Ministero, ancora una volta, aveva illegittimamente compresso il diritto di una docente-madre ad ottenere il beneficio previsto dall’art. 42 bis del D.Lgs. 151/2001. All’esito delle procedure di mobilità, infatti, l’insegnante era stata costretta ad allontanarsi per oltre 1000 km da casa e dal proprio figlio di due anni.

A nulla sono valsi i tentativi di conciliazione avviati con gli USP e mai riscontrati, sino a quando la giustizia non ha avuto modo di applicare, ancora una volta, un principio ormai consolidato in giurisprudenza.

Il Tribunale toscano, infatti, ha chiaramente stabilito che “la disposizione invocata dalla parte ricorrente nel caso di specie è inserita nel T.U. 151/01 in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, con il quale il legislatore ha inteso perseguire una serie di importanti finalità, quale quella di tutelare la salute fisio-psichica della lavoratrice madre, quella di preservare la salute del nascituro e quella, infine, di garantire il diritto del figlio sia naturale che adottivo a godere dell’assistenza materiale e affettiva di entrambi i genitori durante i primi anni di vita”.

Dal canto suo, il MIUR, “non ha dimostrato né di avere risposto all’istanza della ricorrente né di avere valutato l’esistenza di esigenze eccezionali che precludevano l’assegnazione provvisoria”.

Ragion per cui il Tribunale, rilevando che “il mancato accoglimento della domanda pregiudicherebbe in maniera irreparabile la vita personale e familiare dell’istante, oltre che gli interessi del minore salvaguardati dall’art. 42 bis sopra richiamato; interessi tutti di rilevanza costituzionale la cui lesione non potrebbe essere risarcita per equivalente” ha condannato il Ministero a disporre l’assegnazione temporanea della ricorrente ai sensi dell’art. 42 bis d. lgs. n. 151/2001 presso una sede di servizio ubicata nel comune ove è stabilito il nucleo familiare della docente.

Se anche Tu hai subito una violazione del diritto ad ottenere l’assegnazione in una sede nel comune dove risiede il Tuo nucleo familiare ed hai figli minori di 3 anni, contattaci all’indirizzo segreteria@avvocatosantidelia.it per esporci il Tuo caso oppure clicca su questo link e segui le istruzioni per aderire.

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Specializzazioni mediche 2016: illegittima la scelta del MIUR di imporre l’impossibilità di rinunciare ai contratti aggiuntivi

Il T.A.R. Lazio ha accolto il ricorso degli Avvocati SANTI DELIA e Michele Bonetti e ordinato al MIUR di consentire ai nostri medici di rinunciare ai contratti aggiuntivi regionali e permanere in graduatoria nelle varie ed ulteriori scelte di opzione e di scuola.

Secondo il T.A.R. “sussiste il pregiudizio del danno grave e irreparabile ove l’amministrazione non consentisse al ricorrente di rinunciare alle sedi e alle scuole in ricorso indicate e che, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, prevale quello di parte ricorrente a potersi reiscrivere in posizione di attesa nelle graduatorie di Malattie dell’apparato cardiovascolare e in posizione di prenotato in quella di Pediatria”.

Il T.A.R. ha dunque superato le incertezze interpretative a cui sono sottoposti i giovani medici da una lex specialis poco chiara circa le modalità per accedere ai contratti aggiuntivi spesso differenziata da Regione a Regione e senza possibilità di comprendere compiutamente i limiti effettivi di reddito per accedervi e i vincoli successivi alla stipula del contratto sullo svolgimento del periodo di specializzazione.

I nostri ricorrenti, dunque, potranno ora iscriversi alla scuola prescelta in virtù dell’effettivo merito dimostrato durante il concorso.

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 11 ottobre 2016, n. 6055, Pres. Savoia, Est. Loria.

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Congelati Siss in GAE: il TAR LAZIO annulla il DM 235/14

Il Tar del Lazio, su un ricorso patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ha definitivamente annullato il D.M. 235/14 con cui si era negato ai congelati SSIS l’ammissione in GAE.

“È una vittoria davvero importante” riferiscono gli avvocati Delia e Bonetti, perché il T.A.R., con le precedenti sentenze rese dopo le nostre voittorie sul D.M. del 2013, aveva, di fatto, cancellato due sentenze di merito degli stessi legali con cui era stato annullato un pezzo intero del Decreto Ministeriale n. 572/2013.

Secondo il TAR “il ricorso è fondato nella parte in cui censura l’irragionevolezza e la disparità di trattamento, l’una predicata e l’altra generata dalle norme da ultimo invocate; in particolare, tali aspetti emergono in modo evidente laddove si consideri che, nel definire la platea dei soggetti aventi pieno titolo all’iscrizione nella GAE, essa viene ristretta ai soli insegnati già iscritti con riserva nelle graduatorie ad esaurimento in attesa del conseguimento del titolo, senza invece considerare la categoria – assimilabile sotto il profilo della provenienza e dell’equivalenza (dove non della prevalenza) curricolare – di coloro che, pur ammessi alla SSIS, non hanno potuto frequentarla e che sono rimasti in permanenza in tale condizione di “congelamento” per la successiva mancata attivazione delle stesse scuole (nella specie nell’a.a. 2008/2009); il tutto in un contesto nel quale non era dato prevedere la data di attivazione dei tirocini formativi attivi, avvenuta nei fatti solo molti anni dopo e all’esito dei quali gli stessi ricorrenti hanno conseguito l’abilitazione per le medesime classi di concorso nell’a.a. 2012/2013; aspetto quest’ultimo che accentua ancora di più la disparità di trattamento nel confronto tra ammessi alla odierna domanda di iscrizione, in quanto già iscritti con riserva anche ove, in ipotesi, ancora non abilitati, ed esclusi, come la ricorrente, ancorché ormai abilitati; infine, per ciò che concerne l’irragionevolezza della disposizione, risalta la mancanza di una chiara logica idonea, nello stabilire un asse di continuità tra SSIS e GAE, a fondare in modo ragionevole l’esclusione in parola come predicato necessario di quella premessa”.

Dopo la vittoria degli stessi legali DELIA e BONETTI per oltre 10.000 insegnanti sul D.M. 495/16, oggi è la volta dei congelati SSIS che, anche in questo caso, vengono ammessi in GAE.

I congelati SSIS, che, per usare le parole dell’ex Ministro Gelmini, hanno “agli occhi di qualcuno, tre difetti: sono pochi, sono qualificati e hanno completamente ragione. Viene il sospetto che siano considerati da troppi come dei “figli di nessuno”.

Per tale categoria di docenti, ricordano gli Avvocati Bonetti e Delia, ci siamo battuti come nessun altro credendo, da sempre, nella palese ingiustizia perpetrata a loro danno: sono nostre le uniche due sentenze di merito sul D.M. n. 572/13, è nostra la vittoria al Consiglio di Stato del 2014 quando venne rigettato l’appello del Ministero sull’allora positiva posizione cautelare del T.A.R. Lazio, sono ancora nostre la vittoria definitiva sul D.M. 235/14 oggi in commento e la prima ammissione in ruolo a seguito di riammissione in GAE avvenuta all’USP di BARI.

I legali di “ADIDA” invitano tutti i precari della scuola a non arrendersi e a continuare, tutti uniti e con entrambe le associazioni, nella battaglia.

Tutti i congelati potranno partecipare ai nuovi ricorsi al PDR con scadenza ad horas o al Giudice del Lavoro per ottenere l’ammissione in G.A.E.

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Test di Medicina: arriva la vittoria sulla scheda anagrafica

UDU_PRIME VITTORIE 2016 SULLA MANCATA SOTTOSCRIZIONE DELLA SCHEDA ANAGRAFICA: MIUR NE PRENDA ATTO E INSERISCA IN GRADUATORIA GLI ESCLUSI / BASTA CON QUESTO SISTEMA, SI VADA VERSO IL LIBERO ACCESSO
 
Il TAR del Lazio nelle giornate del 6 e del 7 ottobre ha emesso i primi due provvedimenti di accoglimento smentendo la tesi del MIUR circa l’obbligo, a pena di esclusione, di sottoscrivere la scheda anagrafica. 
Si tratta di un provvedimento monocratico che verrà nuovamente discusso alla udienza del 2 novembre in sede collegiale. 
 
Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Lo avevamo subito che non era possibile a nostro avviso escludere dei concorrenti e quindi negare loro il diritto allo studio per un mero vizio di forma: l’amministrazione può, infatti, identificare ugualmente il candidato e procedere alla correzione del compito. Le prime vittorie dell’anno accademico 2016/2017 riguardano proprio questa fattispecie: alcuni studenti che erano stati scartati per un vizio di forma, la mancata firma di una scheda nonostante un test passato e che avrebbe distrutto il loro diritto allo studio.”
 
Il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ha superato, sin dalla prima fase cautelare monocratica, le nuove indicazioni del MIUR circa il presunto onere dei candidati di apporre una firma mettendo in campo una strategia giuridica che, solo in parte, è coincidente con quella vittoriosa l’anno passato. “Ci aspettavamo che il MIUR imponesse nuovamente lo stesso onere ai candidati modificando il DM ed i bandi di Ateneo”, dicono gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ma, come eravamo riusciti a dimostrare per primi al Consiglio di Stato, l’anno passato, la “mancata sottoscrizione della scheda anagrafica non appare integrare una illegittimità procedimentale capace di travolgere l’esito positivo della prova di ammissione al corso di laurea di che trattasi, tanto più che non emergono dubbi di sorta circa l’effettiva riferibilità soggettiva delle prove d’esame a ciascun candidato (assicurata dalla coppia di etichette con impresso il codice alfanumerico)”. Anche per questo diverse sono le prospettazioni giuridiche che siamo riusciti a proporre e siamo felici che anche altri studi legali stiano plaudendo al nostro successo e possano aver strada più facile per il futuro pur non avendo ancora ottenuto alcun decreto.”
 
Conclude Marchetti: “Questa provvedimento dimostra ancora una volta come l’attuale sistema sia profondamente ingiusto e pieno di irregolarità. Siamo stufi di dover ricorrere ai tribunali per vedere riconosciuto quello che è un diritto degli studenti. Il Ministro si era assunta un impegno ad Udine lo scorso anno: basta perdere tempo! Chiediamo che venga convocato in tempi assai brevi un tavolo tecnico per discutere del reale superamento del numero chiuso e si vada verso il libero accesso”

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