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dirittoscolastico

Docenti e “passaggio di ruolo”: il SI delle Sezioni Unite alla ricostruzione della carriera.

I docenti che hanno insegnato presso la scuola materna, hanno diritto alla ricostruzione della carriera, con il computo di tutto il servizio prestato, nel caso in cui scelgano di cambiare il “grado” della scuola ove insegnare.

Così le Sezioni Unite della Corte di Cassazione si sono pronunciate, riconoscendo la ricostruzione della carriera ai docenti “in caso di passaggio dalla scuola materna alla scuola secondaria”.

La questione nasce da un conflitto giurisprudenziale sorto nel corso degli anni circa la disciplina applicabile ai c.d. “passaggi di ruolo”, contenuta nel D.P.R. 31 maggio 1974, n. 417, “Norme sullo stato giuridico del personale docente, direttivo ed ispettivo della scuola materna, elementare, secondaria ed artistica dello Stato“.

A seguito delle modifiche legislative intervenute, infatti, l’originaria previsione che consentiva il passaggio da un ruolo inferiore ad uno superiore, è stata estesa anche agli insegnanti di scuola materna. Tuttavia nulla veniva espressamente stabilito circa la valutazione del servizio pregresso: in altri termini non era chiaro se il servizio prestato nel ruolo inferiore potesse essere valutato “per intero” nel nuovo ruolo, mediante ricostruzione di carriera.

La via tracciata dalle SS.UU e dalla recente Cassazione sez. Lavoro, n. 19778/2016, detta oggi una risposta univoca al quesito, dando vita al principio per cui tutti i docenti hanno diritto al riconoscimento dell’intero servizio prestato nel settore scuola –  sia esso in veste di precario che di docente a tempo indeterminato – attraverso la ricostruzione alla carriera.

Pertanto, gli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, dopo le vittorie sulla ricostruzione del servizio pre ruolo per i docenti precari, stanno attivando nuove azioni a tutela dei docenti che hanno subito l’illegittima mancata valutazione del servizio prestato nella scuola inferiore. Tutti coloro i quali fossero interessati, sono pregati di contattarci via mail all’indirizzo santi.delia@avvocatosantidelia.it, esponendoci il vostro caso.

dirittoamministrativo

Tariffe comunali sul suolo pubblico alle stelle, il Cga dà ragione a due commercianti messinesi

Il Cga dà ragione a due commercianti messinesi che stanno portando avanti una  battaglia legale contro le esose tariffe sul suolo pubblico applicate dal Comune di Messina .  Il Consiglio di giustizia amministrativa ha infatti sospeso  la sentenza del T.A.R. Catania con cui era stata ritenuta legittima la scelta Palazzo Zanca  di imporre le nuove tariffe a chi aveva sottoscritto i contratti di occupazione prima degli aumenti decisi nel 2011 dall’allora commissario straordinario Luigi Croce.

A ripercorrere la vicenda è il legale dei due commercianti, l’avvocato Santi Delia: «Le concessioni di suolo pubblico  – spiega – erano state concesse a molti commercianti, tra cui i protagonisti della vicenda, tra il 2008 e il 2010 a tariffe in perfetta media nazionale. Circa 10.000 euro l’anno per l’occupazione di una centinaio di metri quadri in zona centrale. Nel 2011, tuttavia, con l’arrivo della gestione commissariale,  le tariffe vengono triplicate, per circa 40 mq la somma richiesta sale a euro 10512. A Catania in zona centrale vengono richiesti 2144 euro. L’aumento – commenta Delia – è spropositato tanto che a Roma, solo per le zone di pregio come il Colosseo, si arriva a pagare 11.500 circa. A Messina quella tariffa, invece, si paga anche nei pressi della zona dello Stadio San Filippo».

Come detto, il  Tar di Catania aveva rigettato il ricorso nonostante il C.G.A. avesse, già in fase cautelare, evidenziato spunti di fondatezza dell’azione,  ma la situazione è stata ribaltata nei  giorni scorsi , quando è arrivato il provvedimento del giudice d’appello sulla sospensione della sentenza .

Secondo l’avvocato Delia, con questo provvedimento  «in estrema sintesi , si evidenzia l’illegittimità della scelta del Comune di imporre le nuove tariffe anche a chi aveva sottoscritto i contratti di occupazione in precedenza».

Il caso delle tariffe sul suolo pubblico è stato seguito anche dall’avvocato  Rosario Cannata,  che – come chiarisce l’avvocato Delia  -«ha curato i giudizi e i complessi raffronti tariffari con le altre realtà di Sicilia, Roma, Napoli e Milano chiedendo se, davvero, il suo di Messina vale quanto quello di Piazza di Spagna».

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Gazzetta del Sud

Tempostretto

 

dirittoscolastico

Ammissione in GAE a pettine e revoca dei ruoli: la fondamentale svolta al CDS a tutela di tutti i nostri ricorrenti

La revoca dei ruoli per i nostri ricorrenti è illegittima. Il Consiglio di Stato con ordinanza n. 4191/2016 ha definitivamente chiarito in sede di ottemperanza che i ricorrenti inseriti con riserva nelle GAE, e che hanno ottenuto il ruolo (contratto a tempo indeterminato nelle P.A.), non possono subire la revoca da parte di altri ricorrenti che hanno inoltrato azioni successive.

Ciò è stato chiarito nel ricorso n. 1089/2014 (il cosiddetto ricorso dei 3000 diplomati magistrali nelle GAE che ha aperto le fila e che ha poi portato alla Plenaria cautelare vittoriosa) patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ed Umberto Cantelli e con l’intervento dell’Avvocato Raffaele Soddu.

Viene confermata, pertanto, l’interpretazione da noi fornita e chiarita anche dal Commissario ad acta.

In poche e semplici parole se il ricorrente ha passato il periodo di prova, o dopo un considerevole periodo di tempo dall’inizio del contratto a tempo indeterminato, in attesa dell’Adunanza Plenaria, non è corretto revocare il c.d. “ruolo”. Diversamente argomentando, se vi sono due provvedimenti coevi a distanza di poco tempo è opportuno che l’Amministrazione riveda le proprie posizioni sulla base dei punteggi dei ricorrenti che concorrono sui posti disponibili.

A questo punto tutti coloro che hanno subito la revoca dei ruoli sono pregati di contattarci via email al seguente indirizzo santi.delia@avvocatosantidelia.it

dirittoallostudio

Il compito che visualizzo non è mio. Arrivano decine di segnalazioni. Ecco cosa fare.

RISULTATI TEST MEDICINA 2016, QUALCOSA NON TORNA – Sono sempre di più gli studenti che dopo aver controllato i risultati del proprio test sul sito del Miur si dicono sicurissimi di non aver risposto in un certo modo o di non aver fatto alcuni segni che ora invece appaiono nel foglio delle risposte. Qualcosa non torna e se all’inizio sembravano inspiegabili casi isolati, in rete gli studenti si sono confrontati e hanno capito che ad avere le stesse perplessità erano in tanti, troppi.

E’ IL MIO CODICE MA QUELLE NON SONO LE MIE RISPOSTE – Una valanga di segnalazioni è arrivata alle nostre mail raccontanto di essere sicuri di aver risposto a questa o quella domanda che ora non si ritrovano.

COSA POSSONO FARE ORA GLI STUDENTI CHE SI SENTONO DANNEGGIATI? Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti che da anni assistono l’UDU e migliaia di giovani candidati esclusi, fanno presente di aver ricevuto decine di segnalazioni circostanziate da parte di candidati che non riconoscono il proprio compito.
“Ogni anno”, ci riferisce l’Avvocato Santi Delia, “riceviamo segnalazioni di questo tipo. In ragione dell’emotività del momento non sempre i candidati ricordano perfettamente le risposte date. Per questo valutiamo attentamente queste segnalazioni e solo dopo approfondita analisi agiamo innanzi al T.A.R.”
 “Grazie ad azioni mirate” – ci scrivono gli avvocati –  “siamo riusciti, su ordine del T.A.R. Catania, a far entrare la Guardia di Finanza al CINECA ed ad appurare l’effettiva esistenza di uno scambio di compiti grazie al quale il medesimo T.A.R. decretò l’accoglimento del nostro ricorso. In altri casi TAR e Consiglio di Stato hanno decretato, sempre sui nostri ricorsi, l’illegittimità di alcune correzioni operate dal CINECA ammettendo i nostri ricorrenti“. “Ogni azione va quindi vagliata attentamente caso per caso approfondendo la presenza di segni anomali anche attraverso perizie chimiche sull’inchiostro e calligrafiche che accertino chi ha messo quei segni che non sono di paternità del candidato”.
“La storia dei ricorsi sul numero chiuso che viviamo sul campo da quasi un decennio e che ci ha visti protagonista di ogni momento di rivoluzione di questo barbaro sistema che riusciremo ad eliminare (dall’anonimato, alla graduatoria unica alla redistribuzione dei posti extracomunitari sino alle vittorie sulle domande errate sino alle tavole di chimica del caso Firenze), ci insegna che non esistono, come si legge, tre-cinque o sette tipi di ricorso. Ogni azione va calibrata sulla singola posizione dei candidati che verranno accorpati in gruppetti omogenei solo dopo averne vagliato le caratteristiche”.

Inoltre potranno agire anche tutti quelli che hanno subito l’illegittimo annullamento del compito per non aver sottoscritto l’anagrafica.

Per info scrivere a santi.delia@avvocatosantidelia.it

dirittoscolastico

DIPLOMATI MAGISTRALE LINGUISTICO: RICORSO STRAORDINARIO SUL DM N. 495/16 PER OTTENERE L’AMMISSIONE IN GAE

Anche alla luce dei recenti provvedimenti favorevoli del TAR del Lazio  e del Consiglio di Stato sul diploma magistrale linguistico sulla vicenda riteniamo, in accordo con le associazioni Mida, ADIDA, La Voce dei Giusti e con gli altri movimenti e associazioni della scuola che ci seguono, che sia opportuno batterci anche contro quest’ultimo decreto ministeriale per ricomprendere quei pochi esclusi che non è giusto discriminare.

Per aderire sarà necessario inoltrare entro e non oltre il 15 ottobre 2016 (data di spedizione della documentazione a mezzo racc. 1 che deve giungere entro il 16/10) la documentazione come da istruzioni che seguono.

COME ADERIRE

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dirittosanitario

Medicina generale: ammessi al concorso anche i medici abilitati dopo la scadenza del termine per la presentazione della domanda

I nuovi bandi pubblicati nella GU del 3 maggio 2016 ammettevano la partecipazione solo per i medici già abilitati alla data di presentazione della domanda. Noi abbiamo sempre ritenuto che tale clausola è totalmente illegittima in quanto esclude i soggetti che potranno abilitarsi nella sessione di luglio 2016 e parteciperanno alle prove d’esame a settembre 2016 iniziando, già in possesso dell’abilitazione i relativi corsi di formazione in medicina generale.

Per questo abbiamo agito innanzi al TAR LAZIO per ottenere l’ammissione dei nostri ricorrenti. Il TAR, con provvedimento d’urgenza del 19-20 settembre, ha ordinato alle Regioni VENETO, BASILICATA, LAZIO e MOLISE di ammettere i nostri ricorrenti che hanno regolarmente disputato le prove.

T.A.R. Lazio, Sez. III quater, 20 settembre 2016, n. 5693       

dirittoscolastico

Concorsone 2016: il CDS conferma la legittima ammissione dei dottorati a partecipare alle prove. Alcuni di loro sono già vincitori.

Dopo gli accoglimenti ottenuti al T.A.R. per i docenti di ruolo e al C.D.S. per coloro che sono in possesso di diploma magistrale linguistico, ieri è stato tratto per la prima volta il caso dei dottorati di ricerca.

Il T.A.R. aveva dapprima accolto e poi, in sede collegiale, rigettato la richiesta di ammissione affermando che il percorso dei dottori di ricerca non può ritenersi equipollente all’abilitazione all’insegnamento che ha caratteristiche asseritamente differenti.

Su questo, invero, non ci siamo mai trovati daccordo.

Ecco perchè, sin dall’inizio del nostro percorso sulle ammissioni al concorsone 2016, abbiamo individuato delle categorie che, a nostro modo di vedere, erano in possesso di titoli che possono dirsi equipollenti rispetto all’abilitazione.

Il primo caso su cui si è vinto, difatti, è stato quello di un docente in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale (ASN) per poter essere chiamato quale Professore associato all’Università ma che, secondo il MIUR, non poteva neanche partecipare al concorsone.

Su questa scia, ed argomentanto grazie ad un’articolata teoria sul confronto tra i percorsi abilitativi (1 anno) ed il dottorato (3 anni), siamo riusciti a sostenere che tale titolo dottorato (il più alto del sistema di formazione italiano ed europeo) non può essere ritenuto non sufficiente almeno per la mera partecipazione al concorso.

Il Consiglio di Stato, in sede d’urgenza, ha dunque ribaltato l’esito negativo del T.A.R. ed autorizzato una ventina di docenti a continuare nel loro percorso di esami.

Grazie a tale provvedimento i ricorrenti hanno potuto continuare nel loro percorso e, molti di loro, avendo superato le prove scritte ed orali si sono ritrovati VINCITORI DI CONCORSO.

L’udienza del 22 settembre, dunque, ha segnato un crocevia fondamentale nella battaglia al fianco dei dottori di ricerca e del loro titolo giacchè il Consiglio di Stato, in sede collegiale, ha preso atto che alcuni tra i ricorrenti avevano superato le prove e vinto il concorso ponendo il sigillo sul loro percorso.

Grazie a questa vittoria anche gli altri giudizi introdotti al fianco dei dottori di ricerca potranno avere nuova spinta.

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dirittoscolastico

Ricorso al Presidente della Repubblica per l’inserimento in GAE

Parte il nuovo ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per l’inserimento in GAE per le seguenti categorie di docenti

– coloro che sono in possesso di diploma di maturità magistrale conseguito entro l’anno 2001/2002
– congelati SSIS
– depennati dalle GAE
– ITP
– laureati in scienze della formazione primaria
– abilitati PAS
– abilitati TFA

Anche alla luce dei recenti provvedimenti favorevoli del TAR del Lazio sulla vicenda riteniamo, in accordo con le associazioni Mida, ADIDA, La Voce dei Giusti e con gli altri movimenti e associazioni della scuola che ci seguono, che sia opportuno batterci anche contro quest’ultimo decreto ministeriale per ricomprendere quei pochi esclusi che non è giusto discriminare.

Per aderire sarà necessario inoltrare entro e non oltre il 15 ottobre 2016 (data di spedizione della documentazione a mezzo racc. 1 che deve giungere entro il 16/10) la documentazione come da istruzioni che seguono.

COME ADERIRE

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dirittoscolastico

10.000 insegnanti precari potranno stipulare contratti a tempo indeterminato e determinato

10.000 insegnanti precari immessi nelle Graduatorie ad Esaurimento. Ora potranno stipulare contratti a tempo determinato e indeterminato.

In queste ore il Tar del Lazio ha emanato plurimi decreti cautelari inserendo in via cautelare 10.000 insegnanti dell’associazione Adida e Mida nelle graduatorie ad esaurimento.

Trattasi di un accoglimento che concerne tutte le categorie, insegnanti in possesso di tirocini formativi attivi (c.d. TFA), di percorsi abilitanti speciali (c.d. PAS), depennati dalle graduatorie, congelati SISS e diplomati magistrali.

I ricorsi, patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e dagli avvocati dello Studio Legale, saranno discussi nelle udienze collegiali che vanno dal 6 ottobre al 20 novembre.

Con tale risultato le due associazioni, che da anni conducono un braccio di ferro con il Miur al fine di dimostrare la necessità strutturale dei precari estromessi politicamente da qualsiasi forma di reclutamento, ottengono un importante riconoscimento e segnano una vittoria epocale che non potrà che minare i piani assunzionali scriteriati che il Ministero dell’Istruzione ha portato avanti ostinatamente, causando clamorosi danni al sistema scolastico nazionale.

 

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Vittoria dei ricorsi sulla chiusura anticipata delle graduatorie 2015: è necessario rivedere il sistema e andare verso il libero accesso

Il TAR Lazio, con una serie di provvedimenti, accoglie i ricorsi UDU patrocinati dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, relativi alla chiusura anticipata delle graduatorie per i corsi ad accesso programmato dello scorso anno. Tale chiusura era stata disposta con il decreto ministeriale 50 del 8 febbraio 2016. Le ordinanze riguarderanno quasi tutte le Università italiane: Federico II, Tor Vergata, Sapienza, SUN, Messina, Bologna, Pisa, Molise, Salerno, Ferrara, Catanzaro, Chieti, Perugia e Lecce.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Dopo una lunga battaglia caratterizzata da accoglimenti e rigetti, e dopo che il Consiglio di Stato aveva ordinato di far scorrere le graduatorie, il TAR Lazio con i provvedimenti di oggi ha deciso di far ammettere gli studenti ricompresi tra i posti disponibili. Tali ammissioni avverranno in sovrannumero e riguarderanno più di 1000 studenti vincitori di concorso, i quali però a causa del decreto ministeriale 50 hanno comunque perso un anno di studi.”

Continua la coordinatrice dell’UDU: “Avevamo subito denunciato come la scelta del MIUR di anticipare la chiusura delle graduatorie fosse profondamente sbagliata. Stando a quanto disposto nel Bando relativo ai test 2015, e quindi ai relativi posti messi a disposizione per l’anno accademico 2015/2016 nelle facoltà ad accesso programmato, molti studenti era risultati vincitori e quindi in attesa di essere assegnati ad una sede. Il D.M. 50 del 2016 è stato un atto di grave irresponsabilità del MIUR, che non ha voluto darci ascolto, riaprendo subito le graduatorie: ora il TAR. ci ha dato ragione. Il Ministero, quindi, corregga il bando di quest’anno, evitando di ripetere tale ingiustizia: chiediamo che le graduatorie restino “aperte” fino alla copertura di tutti i posti messi a bando.”

Conclude Marchetti: “È l’ennesima dimostrazione di un sistema d’accesso che non funziona e che ogni anno limita il diritto allo studio e la libertà degli studenti di scegliere il proprio futuro. Anche quest’anno ci stanno arrivando tantissime segnalazioni relative ad irregolarità che si sono verificate nelle aule di esame. Il “numero chiuso” dimostra anno dopo anno tutte le proprie falle: è venuto il momento di superare l’attuale sistema e andare verso il libero accesso. Chiediamo al MIUR di aprire subito il tavolo di confronto con gli studenti, che ci ha promesso a più riprese, per rivedere l’attuale sistema di accesso”.

Studio Legale Avvocato Santi Delia