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Ex medici incaricati del servizio di guardia medica e medicina dei servizi: parte l’azione a tutela della loro posizione previdenziale

Come è noto, il D.P.C.M. 12.12.1997, n. 502 – adottato in attuazione dell’art. 8, comma 1-bis, del D.Lgs. 30.12.1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria a norma dell’art. 1 della L. 23.10.1992, n. 421) – disciplina il procedimento d’inquadramento nel ruolo medico del Servizio sanitario nazionale degli incaricati del servizio di guardia medica e medicina dei servizi.

Questi medici, dopo aver superato un concorso pubblico, sono stati inquadrati nei ruoli del SSN. Secondo il Consiglio di Stato, tale concorso, presenta tutti i caratteri di una selezione concorsuale, in quanto sussiste: a) l’onere, gravante sugli interessati, di presentare la domanda di “inquadramento” entro un termine perentorio (art. 1 D.P.C.M. cit.); b) la fissazione di specifici requisiti di partecipazione (art. 1 D.P.C.M. cit.); c) la previsione di un giudizio di idoneità, per titoli e colloquio, al dichiarato fine di accertare il livello di professionalità dei candidati (art. 4 D.P.C.M. cit.); d) la declinazione di precisi criteri normativi per l’attribuzione dei punteggi in ordine alla valutazione dei titoli posseduti ed allegati dai partecipanti (art. 4 D.P.C.M. cit.); e) l’insediamento di una Commissione composta da esperti, avente il precipuo compito, di natura prettamente tecnico-discrezionale, di valutare, in esito al colloquio, l’idoneità dei singoli candidati nonché di assegnare loro un punteggio (artt. 2 e 4 D.P.C.M. cit.); f) il richiamo espresso operato dall’art. 5 del D.P.C.M. n. 502/1997, nei limiti della compatibilità precettiva, alle norme del decreto del Presidente della Repubblica 9.5.1994, n. 487 (Regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi).

Il loro inquadramento quali dirigenti medici ha tenuto della loro anzianità di servizio del precedente ruolo in conformità al DPCM già citato.

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Partono i ricorsi collettivi per l’inserimento in GAE per gli abilitati PAS, abilitati TFA e per i nuovi laureati in scienze della formazione primaria

Anche per tali categorie, che riteniamo non essere sufficientemente rappresentate, il Decreto Ministeriale n. 495/2016 di recente pubblicazione riapre i termini per presentare ricorso per l’inserimento in GAE. Conosciamo perfettamente la giurisprudenza negativa, o comunque ondivaga, della Magistratura sul punto; tuttavia riteniamo che sia doveroso intervenire anche per i docenti neo-abilitati, in un certo senso “abbandonati” da alcune strutture di rappresentanza, da determinati sindacati che comunque tacciono la reale situazione giurisprudenziale in merito. Per iniziare ad incrinare la roccia del muro delle GAE anche per tali categorie, così come fu per il ricorso per i diplomati magistrali dove con l’ADIDA e La Voce dei Giusti mettemmo in discussione il sistema, bisogna iniziare con ricorsi collettivi e individuali.

Per questo motivo, insieme alle associazioni ADIDA e MIDA, proponiamo un ricorso collettivo al costo di € 50,00, somma che include tutte le spese di primo grado e gli onorari degli avvocati.

Per i ricorsi individuali, invece, vi rimandiamo allo specifico post.

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FAQ UTILI PER L’ADESIONE AL RICORSO PER L’IMMISSIONE IN GAE

Chi può agire? Possono agire tutti coloro in possesso del diploma magistrale ottenuto entro l’a.s. 2001/2002. Ricorsi collettivi ad hoc sono previsti anche per DEPENNATI e CONGELATI SSIS. Con diverso ricorso collettivo possono partecipare anche TFA, PAS, SFP con le associazioni ADIDA e MIDA. Su tali ultime categorie e, soprattutto, per i possesso di DIPLOMA MAGISTRALE ad indirizzo linguistico, sono proposti anche ricorsi individualizzati ad hoc direttamente con il nostro studio.

In quali e quante graduatorie posso essere inserito se sono in possesso di diploma di maturità magistrale? Il diploma Magistrale o Diploma di Liceo Socio-Psico-Pedagogico conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002 è un diploma abilitante per l’insegnamento sia nella scuola primaria che nella scuola dell’infanzia, pertanto con un unico ricorso sarà possibile richiedere l’inserimento in entrambe le classi di insegnamento. Per quanto concerne la compilazione della domanda, sarà sufficiente compilare due volte la seconda pagina per richiedere l’inserimento nelle due diverse graduatorie. Invece, coloro che hanno conseguito il diploma al termine dei corsi triennali e quinquennali sperimentali di scuola magistrale sono in possesso di abilitazione esclusivamente per la scuola dell’infanzia e possono richiedere l’inserimento in GAE solo per questa classe di insegnamento, salve ulteriori e diverse abilitazioni conseguite successivamente.

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Concorso specializzazioni 2014: arriva la prima sentenza definitiva del TAR Lazio sulla decadenza dalla graduatoria.

Il T.A.R. Lazio si è definitivamente pronunciato su uno dei ricorsi riguardanti il concorso per l’accesso alle specializzazioni mediche del 2014 accogliendo l’azione degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.
Il concorso balzò agli onori delle cronache nazionali perchè il CINECA invertì le buste dei test di area clinica e dei servizi e nè derivò che l’esame venne svolto dai candidati cimentandosi su domande diverse rispetto a quelle scelte dalla Commissione. Il Ministro dapprima annunciò l’annullamento e poi cambiò idea salvando le prove annullando solo alcuni quesiti. Su quella vicenda pende ancora un poderoso contenzioso che il T.A.R. Lazio bocciò e che i medici impugnarano dinanzi al Consiglio di Stato che lo accolse rimandando tutto nuovamente al T.A.R. Tre dei motivi che il TAR aveva ritenuto non fondati lo sono per il Consiglio di Stato ed in ragione del fatto che su questi tre motivi il concorso potrebbe, ancora oggi dopo 2 anni, essere annullato, il TAR del Lazio deve decidere in via preliminare avvertendo di questa eventualità i 5.000 medici già ammessi e che da allora sono in corsia. Dal settembre 2015, tuttavia, nonostante i solleciti dei legali, queste cause sono rimaste negli archivi e non sono decise.
Oggi arriva la prima vittoria definitiva su quel concorso su un altro degli aspetti contestati dai giovani medici. Secondo quel bando i candidati, pur potendo ambire all’ammissione a più scuole, decadevano da tutte le scelte una volta ottenuta l’ammissione in una di queste.
I vincitori delle borse, pur aspirando a diventare, ad esempio, cardiologi, sotto la spada di Damocle di non potersi iscrivere a nessuna scuola di specializzazione perché i posti nella scuola preferita si sarebbero esauriti dopo gli scorrimenti, avevano accettato con una decisione assunta in poche ore di iscriversi a quella, sempre per fare un esempio, di Pediatria di una città lontana centinaia di chilometri dal luogo di residenza. Eppure, dopo aver firmato il contratto avevano scoperto che in realtà il posto nella scuola preferita c’era; c’era pure in una sede universitaria vicina alla propria città e se l’era accaparrato chi aveva conseguito un punteggio più basso di loro. Tuttavia, a quel punto, non era più possibile tornare indietro.
Infatti, il bando del concorso prevedeva che la scelta di una scuola faceva decadere da tutte le altre scuole per cui si aveva concorso: massimo sei (due per ognuna delle tre macroaree) delle oltre 50 specialità disponibili.
Al TAR, questa decadenza beffarda è parsa illegittima “giacché la previsione di una decadenza generalizzata dalla Scuola di Specializzazione indicata come prima opzione non appare ragionevole né risulta ancorata ad alcun parametro normativo“. La scelta del MIUR, sempre secondo il T.A.R. ha “un effetto penalizzante eccessivo perché non consente di sfruttare la chance di iscriversi nella Scuola di specializzazione rispetto alla quale è stato orientato il proprio piano di studi universitario, diverso essendo il caso rispetto a chi risulta prenotato o assegnato in più Scuole contemporaneamente e può quindi effettuare una scelta consapevole, da esercitarsi entro termini ragionevoli”.
“Bastava che si desse la possibilità ai candidati di graduare le preferenze delle scuola, oppure non si prevedesse la decadenza da tutte le altre con la scelta della scuola: la beffa non ci sarebbe stata e il merito sarebbe stato premiato”, commentano i legali Santi Delia e Michele Bonetti, autori per conto della Cgil del ricorso accolto dal presidente del Tar Lazio. “In effetti – spiegano i due avvocati – nel Regolamento della decadenza non solo c’è traccia, ma è implicitamente esclusa”. E’ venuta fuori, invece, nel bando firmato dal ministro dell’Università Stefania Giannini l’8 agosto 2014: “Il candidato è tenuto ad iscriversi presso la sede in cui risulta assegnato entro il termine massimo di 4 giorni. A seguito dell’iscrizione il candidato decade automaticamente da tutte le graduatorie delle scuole per cui ha concorso”.
Grazie a questi ricorsi, fortunatamente, il MIUR ha cambiato il sistema negli anni successivi. A fine luglio dovrebbero giungere nuove sentenze del Consiglio di Stato che, “speriamo”, concludono i legali, “convincano il TAR a fissare i vecchi giudizi ed esprimere la parola fine a ciò che accadde in questo concorso”.

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Diploma magistrale: svolta al T.A.R. LAZIO. Arriva la prima ammissione della storia sul diploma magistrale.

La decisione è del 9 giugno 2016. E’ stata resa pubblica il 15 giugno. Per la prima volta nella storia un diplomato magistrale ottiene l’accesso in G.A.E per mano del T.A.R. Lazio.

Un altro tassello è stato aggiunto nella battaglia a favore dei diplomati magistrale dallo Studio Legale degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.
Il T.A.R. Lazio, infatti, ha, finalmente, mutato il proprio orientamento sul diploma magistrale ed ammesso in G.A.E. i nostri ricorrenti.
Si tratta di un cambiamento storico giacchè mai il T.A.R. Lazio aveva ammesso in G.A.E. un ricorrente con diploma magistrale. La storica vittoria dei 3000 ricorrenti, infatti, è avvenuta proprio su appello avverso l’ordinanza del T.A.R. Lazio da parte del Consiglio di Stato così come tutti gli altri provvedimenti grazie ai quali, oggi, circa 20.000 diplomati magistrale sono già in G.A.E.
Il T.A.R., per sua parte, invece, aveva sempre negato nel merito la fondatezza della domanda sollevando, in estrema sintesi, gli stessi argomenti che poi, il 29 dicembre 2015, vennero fatti propri da uno dei Collegi del Consiglio di Stato che portò alla Plenaria la questione.
Nonostante sin dal caso dei “3000 diplomati”, gli Avvocati Bonetti e Delia erano riusciti a ribaltare l’esito innanzi al C.D.S. sin dal marzo del 2015, il T.A.R. non seguì mai le decisioni del C.D.S. Anzi mutò e argomentò in maniera ancora più diffuda i propri rigetti spostando, poi, il nucleo fondante della propria posizione sul difetto di giurisdizione del Giudice Amministrativo arrivando, addirittura a sollevare conflitto di giurisdizione innanzi alla Cassazione.
Proprio al fine di evitare quest’ulteriore blocco, abbiamo portato innanzi al TAR LAZIO alcune questioni pilota provenienti dal Giudice ordinario che, a sua volta, aveva negato la giurisdizione, sperando, così, anche in ragione dell’esito dell’Adunanza Plenaria, in una nuova svolta alla vicenda.
Il T.A.R., dunque, dopo due anni dall’inizio di questo contenzioso, ha finalmente affermato la propria giurisdizione e seguito l’orientamento cautelare dell’Adunanza Plenaria ordinando l’ammissione in G.A.E.
Si tratta, commentano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia che, per primi, al fianco di ADIDA e La Voce dei Giusti, avevano ottenuto il riconoscimento del valore abilitante del titolo con il ricorso straordinario a difesa di 220 docenti, “di un nuovo e decisivo snodo della vicenda giacchè senza la conferma della giurisdizione in capo al Giudice amministrativo è impossibile una tutela collettiva di categorie così ampie di soggetti. Gli insegnanti, infatti, non potendo accedere alla giustizia del G.O. perchè troppo costosa, risulterebbero costretti a rinunciare alla tutela costituzionalmente garantita con gravissimi problemi di tenuta del nostro sistema”. “Il riconoscimento dei diritti nel mondo della Scuola”, come ricordano i legali, “è largamente proveniente dalla tutela giudiziale solo nei confronti della quale i Governi si sono piegati”.

Riteniamo a questo punto che, per particolari ragioni d’urgenza, e per chi ha ricorsi pendenti introdotti entro i termini del D.M. 325/15, possa agirsi anche con decreto monocratico per ottenere l’ammissione in G.A.E. essendosi affermato, in maniera decisa e consapevole, un principio così importante.

Il 14 luglio, invece, si terrà l’udienza finale di merito sulla diversa questione della nullità del D.M. la cui tutela per i ricorrenti deve, con ogni probabilità, passare per tale udienza finale non essendo utile un rimedio cautelare.

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Diploma magistrale: svolta al Presidente della Repubblica. Altri 1.500 sono in G.A.E.

Grazie alla strategia messa a punto dallo Studio Legale degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, la Sezione consultiva del Consiglio di Stato ha, finalmente, mutato il proprio orientamento sul diploma magistrale ed ammesso in G.A.E. 1.500 nostri ricorrenti.

Si tratta di un cambiamento storico giacchè mai in sede di ricorso straordinario era stato ammesso in G.A.E. un ricorrente con diploma magistrale.
La prima e decisiva vittoria dei 3000 insegnanti, infatti, è avvenuta su un appello avverso l’ordinanza del T.A.R. Lazio da parte del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale così come tutti gli altri provvedimenti grazie ai quali, oggi, circa 20.000 diplomati magistrale sono già in G.A.E.
La Sezione consultiva, per sua parte, invece, non aveva mai concesso l’ammissione cautelare ai diplomati magistrale attendendo sempre le relazioni del MIUR che, anche una volta giunte, avevano convinto la Sezione consultiva a rimandare la decisione.
In alcuni casi analoghi di richiesta di ammissione in G.A.E., inoltre, aveva persino declinato la propria giurisdizione.
La decisione è di oggi e riguarda specificamente l’atteso esito del ricorso al Presidente della Repubblica avverso il D.M. 235/14 iniziato nel luglio del 2014.
Decisiva è stata l’istanza successiva alla decisione dell’Adunanza Plenaria con la quale si è sostenuto che in ragione della decisione cautelare non vi era più ragione di escludere questi 1.000 ricorrenti dal beneficio dell’ammissione in G.A.E. e dai contratti che, sin da agosto, potranno stipulare. Vi era quindi la necessità di tutelare questi docenti sin dal prossimo anno scolastico.
Oltre 1.500 otterranno, ora, incarichi a tempo determinato ed indeterminato.
Si tratta, commentano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia che, per primi, al fianco di ADIDA e La Voce dei Giusti, avevano ottenuto il riconoscimento del valore abilitante del titolo con il ricorso straordinario a difesa di 220 docenti, “di un nuovo e decisivo snodo della vicenda giacchè senza la conferma della giurisdizione in capo al Giudice amministrativo è impossibile una tutela collettiva di categorie così ampie di soggetti. Gli insegnanti, infatti, non potendo accedere alla giustizia del G.O. perchè troppo costosa, risulterebbero costretti a rinunciare alla tutela costituzionalmente garantita con gravissimi problemi di tenuta del nostro sistema”. “Il riconoscimento dei diritti nel mondo della Scuola”, come ricordano i legali, “è largamente proveniente dalla tutela giudiziale solo nei confronti della quale i Governi si sono piegati”.

 
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Concorso VFP4: oltre 100 ammessi dal Consiglio di Stato alle prove successive.

Il giorno dopo della vittoria per il nostro Studio del premio come boutique dell’anno di diritto amministrativo, è giunto l’atteso provvedimento di ammissione alle successive prove del concorso da cui erano stati esclusi.

Il concorso era quello per ottenere un posto a VFP4. All’esito di un test illegittimo i nostri giovani militari erano rimasti esclusi nonostante avessero ottenuto punteggi anche di buon livello. Quella prova, tuttavia, era viziata. Sulla base di alcune documentate circostanze sugli atti di concorso, infatti, avevamo dedotto vizi evidentissimi di violazione delle regole concorsuali.

Il Consiglio di Stato, dopo aver sollecitato il Ministero per diversi mesi a prendere posizione sui motivi di ricorso, una volta ricevute le relazioni dal Ministero, ha accolto tutti i ricorsi proposti ed ammesso alle visite mediche oltre 100 nostri ricorrenti.

 

Lo Studio Legale degli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti tra i vincitori della sesta edizione del Premio internazionale Le Fonti: è boutique di eccellenza dell’anno 2016 per il diritto amministrativo.

Nella sede di Borsa Italiana, Le Fonti Awards 2016 sceglie lo Studio Legale degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia come Boutique d’eccellenza dell’Anno per il diritto amministrativo.

Per i risultati ottenuti e per l’ampia attività a tutela di migliaia di ricorrenti, il nostro Studio è stato insignito del Premio Internazionale Le Fonti nella categoria speciale – Boutique di diritto amministrativo.
Il riconoscimento, patrocinato dalla Commissione Europea, è arrivato giovedì 9 giugno nella splendida cornice di Palazzo Mezzanotte a Milano.
I criteri-guida per l’attribuzione del Le Fonti Awards sono i risultati di business, lo sviluppo strategico, l’internazionalizzazione, la leadership e l’innovazione di settore, la qualità del servizio, l’attenzione al cliente. L’individuazione delle eccellenze avviene analizzando rendimenti, operazioni e altri fatti idonei ai fini della premiazione e relativi ad un arco temporale di 12 mesi. La base di partenza della selezione è la votazione della comunità di lettori – professionisti di settore, manager e imprese – del Gruppo Editrice Le Fonti (che pubblica la rivista World Excellence, il quotidiano online Finanza & Diritto e la rivista internazionale IAIR Review) che si esprime attraverso una survey online su ogni categoria di riferimento.

Tra i vincitori della Sezione Diritto Amministrativo anche lo Studio del Prof. Malinconico e quello del Prof. Giuseppe Franco Ferrari.

Nelle altre branche il riconoscimento è andato, tra gli altri, allo Studio Chiomenti e allo Studio Pirola, Pennuto, Zei.

Lo Studio era stato selezionato come finalista del prestigioso premio “Le Fonti” nella categoria “Boutique di Eccellenza dell’Anno – Categoria Speciale”. I finalisti erano stati selezionati da agenti indipendenti, con il patrocinio, tra gli altri, della Commissione Europea e la Media Partnership esclusiva di CorriereEconomia.

Si tratta di un importante riconoscimento per lo Studio, che tra il 2015 ed il 2016 ha vissuto una fase di significativo consolidamento ed espansione delle proprie aree di attività ed intervento.

Agli Avvocati Cassazionisti fondatori dello Studio, Santi Delia e Michele Bonetti, infatti, si sono aggiunti l’Avvocato cassazionista Umberto Cantelli, i colleghi Tiziana Barbera, Rosario Cannata e Silvia Antonellis a rafforzare e dare qualità alle due sedi romane e siciliane dello Studio che, ad oggi, conta una trentina tra avvocati, praticanti e collaboratori.

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Precariato scuola: poker di vittorie al Tribunale di Pavia. MIUR paga oltre 30.000 euro a docente.

Un’ altra vittoria per gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti in tema di equiparazione tra docenti a tempo determinato e a tempo indeterminato. Dopo i Tribunali di Udine (ex Tolmezzo), Cremona, Pordenone e Vibo Valentia arriva il poker di vittorie a Pavia. Con 4 diverse sentenze il Tribunale ha riconosciuto un risarcimento tra 10 e 12 mensilità ad ogni singolo docente oltre alla completa ricostruzione di carriera dopo oltre 10 anni di precariato e oltre 10.000 euro di spese legali.

Oltre al riconoscimento del risarcimento del danno il Tribunale ha riconosciuto il diritto alla progressione stipendiale, parificando – di fatto – gli insegnanti con contratto a tempo determinato a quelli di ruolo, nonostante l’applicazione per i docenti ora immessi in ruolo del nuovo scatto dopo 8 anni anzichè dopo 2.
Le sentenze non solo riconosce il diritto alla ricostruzione della carriera e all’anzianità maturata del docente, ma stabilisce un cospicuo risarcimento danni pari a 12 mensilità.

Dopo quasi un decennio di battaglia al fianco dei docenti precari, il Ministero è chiamato a pagare per tutte le sue colpe: la giurisprudenza, infatti, confermando l’orientamento del Giudice Comunitario, ha posto l’accento sulle effettive esigenze di tutela di docenti, macchiati solo della “colpa” di essere precari e di prestare la loro opera intellettuale nei confronti di un datore di lavoro pubblico.

Il Miur dovrà pagare oltre 30.000 euro a precario.

Per aderire all’azione clicca qui.

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Concorsone 2016: il CDS ribalta ancora il T.A.R. Lazio. Riammessi i docenti in possesso di diploma magistrale linguistico

Dal concorsone, come è noto, sono stati esclusi i docenti in possesso di diploma magistrale ad indirizzo linguistico.

La battaglia per il riconoscimento del diploma magistrale nasce dal nostro ricorso straordinario del 2012 ed è di fatto ancora in corso. I nostri ricorrenti hanno già stipulato contratti a tempo determinato ed indeterminato nonostante la fase cautelare del contenzioso.

Ecco la vera storia di questa battaglia a cui, inizialmente, in pochi credevano.

Il T.A.R. Lazio, nonostante questi precedenti, aveva negato ancora una volta a questi docenti di partecipare alla prova.

Si tratta del primo riconoscimento in assoluto verso questa categoria di docenti ottenuta attraverso un’azione collettiva in cui il Consiglio di Stato si è pronunciato in sede monocratica.

Il decreto del Presidente del C.D.S. è giunto nella tarda mattinata quando in alcune Commissioni era già stata impedita ai ricorrenti di partecipare. Per loro il MIUR è ora costretto a provvedere a delle apposite sessioni riservate anche in ragione del fatto che sino al 22 settembre 2016, quando è fissata la data dell’udienza collegiale, questo provvedimento non potrà essere riformato.

Il MIUR, dunque, potrà scegliere se provvedere alla conclusione delle prove del concorso per infanzia e primaria dopo il mese di settembre 2016, facendo così slittare in avanti le assunzioni e consentendo agli idonei infanzia del concorso 2012 di ottenere il posto che gli spetta o battere altre strade che, tuttavia, appaiono sempre più difficili al momento.

Nel nostro caso, infatti, il decreto del Presidente del Consiglio è, tra l’altro, motivato in ragione del “parere della Sezione Seconda consultiva del Consiglio di Stato n. 2366/2014 del 14/07/2014, reso nell’Adunanza di Sezione del 7 maggio 2014 sull’affare n. 172/2014, circa l’equiparazione tra il diploma magistrale e quello di maturità linguistica al termine di corso quinquennale, ai fini dell’ammissione al concorso per esami e titoli per il reclutamento del personale docente nella scuola primaria, bandito con D.M. 82 del 24.9.2012“.

Si tratta, commentano gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti “di un’importante decisione del Consiglio di Stato per tale categoria di docenti ma anche per l’intero concorso a cattedre“. Nonostante la riforma della sentenza subita dal T.A.R. su materia identica, infatti, quest’ultimo alla camera di consiglio del 20 maggio è rimasto fermo nella sua posizione pregiudicando, di fatto, sin da questa fase cautelare la partecipazione di tali docenti. In questa fase, viceversa e salvi tutti i possibili approfondimenti di merito, doveva consentirsi in queste ipotesi così peculiari, che i concorrenti si confrontassero ad armi pari e non vi fossero spese inutili per la rinnovazione della procedura. E’ già acquisito, infatti, che per i docenti con diploma magistrale linguistico e gli ITP dovranno essere istituite sessioni riservate già prima, evidentemente, delle nuove prove pratiche o orali.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia