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CONCORSONE 2012: ARRIVA LA SENTENZA SULLA SOGLIA DEI 35 PUNTI

Ancora una volta il TAR del Lazio accoglie un ricorso sul tanto discusso concorso docenti 2012, patrocinato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia per conto delle associazioni ADIDA e La Voce dei Giusti.
Nel caso di specie la questione verteva sulla soglia di 35 punti troppo elevata per un concorso pubblico di tal fatta, soglia che disattendeva ogni normativa.
Con questa sentenza il TAR “accoglie con riferimento ai ricorrenti che dopo l’ammissione con riserva hanno partecipato con esito favorevole alle prove e sono stati inseriti nella graduatoria finale […] ed ordina lo scioglimento della riserva con la quale essi sono stati inseriti nella graduatoria stessa”.
Un’altra importante vittoria che arriva a fare giustizia sulle tante, troppe irregolarità legali e procedurali riscontrate nel c.d. concorsone.
Una sentenza di merito che sancisce l’illegittimità di un concorso pieno di irregolarità in tutte le sue prove” commenta l’Avvocato Michele Bonetti, patrocinatore del ricorso insieme all’Avvocato Santi Delia “l’amministrazione già annuncia nuovi concorsi senza prendersi carico delle posizioni pendenti che, ancora una volta, sono devolute solo alla magistratura”.

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Ricorso al Giudice del lavoro per l’inserimento in GAE

Sono ormai diversi anni che il nostro studio, insieme alle associazioni di categoria, si batte per i diritti di tutti i precari della scuola portando avanti le più svariate campagne: dall’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento e d’istituto fino al riconoscimento del valore abilitante del diploma magistrale; una battaglia durata oltre 15 anni e che si sta concludendo con la vittoria degli insegnanti.

E’ stata una lotta lunga e piena di ostacoli, una strada tutta in salita duramente segnata da rigetti, diritti negati e ingiustizie, ma le guerre non si vincono fermandosi alle prime sconfitte, bensì rialzando la testa e ripartendo con lo sguardo volto ancora più lontano. Perciò siamo ripartiti ogni volta, dopo ogni rigetto e dopo ogni porta chiusa, proponendo nuovi ricorsi e nuove class action, fino a guidare un vero e proprio esercito di insegnanti che insieme hanno lottato contro ogni singolo D.M. lesivo dei loro diritti, sia sul piano personale che professionale.

Ora, in quello che spero sia l’epilogo di una delle più vergognose pagine del precariato in Italia, possiamo dire di aver finalmente raggiunto il nostro obiettivo.

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3000 diplomati magistrale in GAE: MIUR commissariato. Incarichi da subito a tutti gli ammessi

Con decreto del 21 luglio il Consiglio di Stato ha disposto l’ammissione nelle GAE per un gruppo di ricorrenti facenti parte dello stesso contenzioso per oltre tremila ricorrenti.
Il Consiglio di Stato con decreto monocratico ha accolto l’istanza del ricorso patrocinato dagli Avvocato Michele Bonetti, Santi Delia e Umberto Cantelli per conto dell’associazione Adida, censurando il comportamento del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca che non dava seguito all’ammissione nelle GAE per oltre tremila ricorrenti costringendoli a rimanere “congelati” in graduatoria senza possibilità di ottenere incarichi a tempo determinato e indeterminato e che ora, grazie a questo decreto, saranno stabilizzati. Ora 3000 ricorrenti potranno entrare in ruolo.
“Il Consiglio di Stato, ravvisando un’estrema gravità e urgenza, ha assegnato al Ministero 15 giorni per eseguire i provvedimenti che immettono in GAE i precari dando a questi la possibilità di fruire del piano assunzioni della Buona Scuola che si sta attuando in questi giorni” commentano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia “Trattasi di una grave inottemperanza a un provvedimento dell’autorità giudiziaria censurato dal Consiglio di Stato con la nomina, fin da ora, di un Commissario per vigilare su detti provvedimenti favorevoli prevedendo che, in caso di ulteriore inottemperanza, addirittura il Prefetto di Milano provveda all’esecuzione”.

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Il Sole 24 ore

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Ricorsi stabilizzazione precari della scuola: risarcimenti fino a 30.000 euro dai Tribunali di Monza e Latina

Proseguono i successi della campagna al giudice del lavoro iniziata nel 2011 per contrastare l’illegittima reiterazione dei contratti a termini nella scuola e l’abuso del precariato.

Dopo le importanti sentenze del Tribunale di Fermo ottenute dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, che ha immesso in ruolo un docente non abilitato, del Tribunale di Roma, che ha condannato il Ministero ad ingenti risarcimenti del danno in favore degli insegnanti, nonché del Tribunale di Trapani, che ha invitato il Ministero a considerare ipotesi transattive che riconoscano la stabilizzazione ai precari, nuovi provvedimenti positivi in seguito alla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Stavolta a pronunciarsi sono i giudici di primo grado del Tribunale di Monza e Latina.

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AMMISSIONE IN GAE: IL TAR LAZIO SI SPOGLIA DELLE CAUSE. SUBITO IN CASSAZIONE A SEZIONE UNITE A DIFESA DEI NOSTRI DOCENTI.

Il TAR LAZIO non deciderà più sulle cause di migliaia di insegnanti che sperano di essere ammessi nelle GAE e poter, finalmente, ottenere l’agognato ruolo promesso con “La Buona Scuola”. Secondo un orientamento ormai profilatosi in maniera incontrovertibile negli ultimi due mesi, tutti i giudizi degli insegnanti che aspirano all’ammissione in GAE (dai diplomati magistrale, ai congelati, dai depennati sino ai laurea in SFP ed agli abilitati con PAS e TFA) devono essere decisi dai Giudici del Lavoro.

Un analoga posizione era stata assunta 3 anni fa dalla stessa Sezione allora composta da diversi magistrari rispetto ad oggi. Anche in quel caso, come faremo oggi, gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, da soli ed a difesa simbolica delle sole rappresentanti legali di Adida, proposero REGOLAMENTO PREVENTIVO DI GIURISDIZIONE innanzi alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione per dirimere tale contrasto e capire, una volta per tutte, a chi devono revolgersi migliaia di insegnanti per ottenere giustizia.

Quella sentenza, che anche la Cassazione comprese essere per noi una battaglia divenuta personale (la sentenza, erroneamente, indica “Michele Bonetti e Santi Delia” anch’essi come “precari storici della scuola”), stabilì che dovesse essere il Giudice Amministrativo a decidere. Oggi, dopo 2 anni dalla sentenza 16 dicembre 2013 n. 27991, il T.A.R. è tornato a dubitare della bontà di tale tesi e, stante il mutato quadro giurisprudenziale, a ritenersi privo di potere di decidere tali contenziosi. Sarà la Cassazione, pertanto, a dirimere, nuovamente, l’empasse. Frattanto i nostri insegnanti non dovranno investire nuove risorse per continuare i giudizi innanzi al Giudice del Lavoro ma potranno attendere l’esito di tale percorso rimanendo in GAE in forza delle precedenti ordinanze cautelari.

Anche in ragione di ciò, per consentire quindi di avere pieni diritti dalle vittorie ottenute, sarà fondamentale la posizione del Consiglio di Stato sull’ottemperanza dei 3000 diplomati magistrali già in corso.

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DOPO NAPOLI ARRIVA MESSINA. IL TRIBUNALE DEL LAVORO AMMETTE IN GAE INSEGNANTE ABILITATA: VITTORIA DEGLI AVVOCATI BONETTI E DELIA. MIUR CONDANNATO A 4.000 EURO.

Dopo il Tribunale di Napoli è la volta del Tribunale di Messina. Una docente è stata ammessa in GAE nell’ambito della campagna al Giudice del Lavoro, degli Avvocati Delia e Bonetti, per ottenere l’ammissione in GAE di varie categorie di docenti: depennati, congelati, laureati in SFP e diplomati magistrali. 

Il Tribunale di Messina ha accolto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e ordinato all’USP di Napoli di riammettere, a pieno titolo, in GAE una depennata nelle GAE 2014/2017. Il Tribunale ha espressamente accolto la tesi dei legali secondo cui “la ricorrente è titolare di una posizione equiparata a quella degli altri docenti che hanno  conseguito  l’abilitazione  presso  la  SSIS  in  quanto  la  trasformazione  delle   graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento è avvenuta salvaguardando coloro che non avevano  completato  la  frequenza  della  SSIS,  ravvisandosi  l’unica  differenza  di  trattamento nella necessità di tali soggetti, come la ricorrente, di completare il percorso formativo attraverso i TFA,   né   è   rinvenibile   una   disposizione   di   legge   che   abbia   previsto   un’iscrizione   generalizzata   con riserva dei docenti che avevano congelato la frequentazione della SSIS. “.

“È una vittoria storica” riferiscono gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, “giacchè condanne di questo tipo devono far riflettere il MIUR sulla necessità di sanare la situazione per tutti i docenti nelle medesime situazione ed evitare un’emorragia di contenzioso e di condanne .
Per l’avvocato Santi Delia “trattasi di una nuova breccia nel muro delle GAE; ora dopo questa apertura proseguiremo nella nostra battaglia per l’ingresso nelle Gae dei diplomati magistrali e di tutte le categorie da noi rappresentate. Il Tribunale, dopo la nostra vittoria dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione ha coraggiosamente ribadito la propria giurisdizione sulla materia delle Graduatorie ad esaurimento e ha accolto il nostro ricorso”, condannando il Miur alle spese.
I legali di “ADIDA” e “La Voce dei Giusti” invitano tutti i precari della scuola a non arrendersi e a continuare, tutti uniti e con entrambe le associazioni, nella battaglia.
Le prime tranches di ricorsi con scadenza 10 luglio sono già partiti, le nuove adesioni sono invece possibili (tanto per il TAR quanto per il Giudice del Lavoro) entro il 25 luglio.

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Ricorsi al Giudice del Lavoro per l’ammissione in GAE: vittoria al Tribunale di Napoli. Insegnante ammessa a pieno titolo.

Arrivano i primi esiti della campagna al Giudice del Lavoro, degli Avvocati Delia e Bonetti, per ottenere l’ammissione in GAE di varie categorie di docenti: depennati, congelati, laureati in SFP e diplomati magistrali.
Il più veloce è stato il Tribunale di Napoli che ha accolto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e ordinato all’USP di Napoli di riammettere, a pieno titolo, in GAE una depennata nelle GAE 2014/2017.

Il Tribunale ha espressamente accolto la tesi dei legali secondo cui “non vi sono elementi per affermare che l’art. 1, comma 1, bis, del D.L. n. 97/04 convertito in Legge n. 143/04 non sia più in vigore, neanche nella parte relativa al reinserimento. Essendo ancora vigente tale norma discende il diritto al reinserimento nella graduatoria in esso previsto; e tale diritto in quanto discende dalla legge non può essere escluso”.

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Concorso specializzazioni mediche: altro passo in avanti al Consiglio di Stato

Un altro tassello è stato collocato. Il Consiglio di Stato, nella stessa composizione dell’ormai celebre udienza del 4 giugno, ha confermato la propria posizione ed ammesso gli specializzandi alla frequenza dei reparti senza borsa in seguito al nostro ricorso promosso dalla Fp Cgil Medici. Nelle precedenti camere di consiglio, tuttavia, altro Collegio, su ricorsi di altri legali ed associazioni, probabilmente per la diversa strategia adottata (ad esempio circa la questione della richiesta della borsa già in fase cautelare) e presumibilmente la diversa impostazione dei loro ricorsi, si era nuovamente limitato a ritrasmettere gli atti al TAR accogliendo l’appello esclusivamente a tali fini e, in alcuni casi, persino a rigettare.Non vi è, quindi, una posizione ancora unanime consolidata circa l’esito di questo complesso contenzioso sulle specializzazioni. Nonostante una situazione ancora in divenire (la prossima tappa al Consiglio di Stato è fissata per il 14 luglio e si andrà avanti sino a fine agosto), abbiamo chiesto al TAR (con istanze già notificate e depositate) l’immediata trattazione di tutti i nostri ricorsi.Il T.A.R. potrebbe fissare proprio tali udienze a luglio o a settembre.In questo quadro, verosimilmente, il mese di novembre (che vedrà la prima udienza finale e di merito al Consiglio di Stato) potrebbe essere quello decisivo per schiarire, definitivamente, il quadro di tutto il contenzioso.

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Rimodulazione del percorso di specializzazione: illegittimo il Regolamento dell’Università di Messina

Il Regolamento dell’Università di Messina, con il quale venivano indicati gli specializzandi che potevano ridurre il loro percorso di specializzazione sulla base della rimodulazione ministeriale dei percorsi, è illegittimo. A dirlo è il TAR Catania che ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e condannato l’Ateneo al pagamento delle spese processuali.

I fatti. Il 4 febbraio 2015 viene emanato il Decreto interministeriale n. 68, d’intesa fra il MIUR ed il Ministero della salute, con lo scopo di dare attuazione alla riduzione della durata dei corsi di formazione specialistica, nel quadro dei principi stabiliti dalla normativa europea in materia, prevedendo la riorganizzazione di classi e tipologie di corsi di specializzazione medica regolati dall’art. 20, comma 3 ter, del D.lgs 368/1999 e successive modifiche.
La ratio è quella di modificare gli ordinamenti didattici delle SSM, in ottemperanza alla normativa comunitaria e per le esigenze del SSN, finalizzandoli al conseguimento di una piena ed autonoma capacità professionale dello specializzando.
L’obiettivo principale così come dichiarato dal MIUR è la riduzione della spesa pubblica a fronte di minori aumenti di borse legati al maggior numero di laureandi ed al maggior fabbisogno di professionisti in un’ottica di riutilizzo e reinvestimento nel medesimo ambito delle eventuali economie scaturenti dal riordino. Tali norme trovano immediata applicazione anche per chi già sta svolgendo la specializzazione.

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Diploma magistrale: arriva la nota 6 luglio. Confermate tutte le criticità della circolare MIUR 30 giugno 2015.

Carissimi, 
avrete tutti letto la nota 30 maggio 2015 con la quale il Miur detta indicazioni tecniche agli Ust per l’inserimento in Gae dei diplomati magistrali. 
Era una nota scontatamente attesa e già comunicataci, anche in via formale, in risposta alle nostre diffide al MIUR inerenti l’ottemperanza alla ormai nota ordinanza cautelare sui 3000 diplomati magistrali del CDS. 
Tale nota, a nostro parere, non scioglie i nodi che caratterizzano il nostro (e Vostro) contenzioso. 
Le prime ottemperanze, difatti, sui gruppi pilota sono già state notificate la scorsa settimana nonostante le rassicurazioni del MIUR sull’attivazione della procedura informatica da parte degli UST.

In data 6 luglio 2015 inoltre il MIUR ha, purtroppo, confermato l’errore di alcune sigle che avevano interpretato in maniera diversa da noi la nota.

Chi non ha un provvedimento favorevole non è ammesso in G.A.E. Il mero censimento delle posizioni non da diritto a nulla in più rispetto a ciò che già si ha: o si ricorre, e si vince, o la Vostra situazione non può cambiare.
Perchè tali nodi non sarebbero sciolti, dal nostro punto di vista?

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Studio Legale Avvocato Santi Delia