Archivio: News

dirittoscolastico

Insegnanti precari: il Tribunale di Roma, per la prima volta nella storia, condanna il MIUR

Il Tribunale del Lavoro di Roma, ha accolto 50 ricorsi di insegnanti precari della scuola, patrocinati dagli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia per le associazioni Adida e la Voce dei Giusti.

Il Tribunale del Lavoro romano ha dichiarato l’illegittimità dei contratti a termine quando superano complessivamente i 36 mesi ed ha condannato il Ministero dell’Istruzione a pagare 12 mensilità in via equitativa.

Per gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia “è un’importante vittoria, poiché proviene da uno dei principali Tribunali del Lavoro nazionali e, oltre alle 12 mensilità, paragona finalmente l’importanza del lavoro dei precari a quella di coloro che hanno il contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Non da ultimo, il Ministero è stato condannato, in una bella e lunga sentenza del Giudice Pagliarini, anche alle spese legali.

Ora si auspica che il Ministero decida di affrontare almeno questa situazione, sanando la posizione di mille ricorrenti i cui ricorsi sono in via di definizione, senza ulteriori aggravi economici per lo Stato”.

Vai alla rassegna stampa

Orizzonte Scuola

dirittoscolastico

Depennati dalle GAE: arriva la prima vittoria del 2015 al Giudice del Lavoro

Il Tribunale di Napoli ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e ordinato all’USP di Napoli di riammettere in GAE una depennata con decorrenza dal D.M.  n. 42/2009.

Il Tribunale ha espressamente accolto la tesi dei legali secondo cui “non vi sono elementi per affermare che l’art. 1, comma 1, bis, del D.L. n. 97/04 convertito in Legge n. 143/04 non sia più in vigore, neanche nella parte relativa al reinserimento. Essendo ancora vigente tale norma discende il diritto al reinserimento nella graduatoria in esso previsto; e tale diritto in quanto discende dalla legge non può essere escluso solo in quanto non presente nel D.M. n. 42/09“.

È una vittoria davvero importante” riferiscono gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, difensori delle due associazioni “Associazione Docenti Invisibili da abilitare” e “La Voce dei Giusti”, “giacchè i Tribunali del lavoro mostrano sempre più familiarità con tematiche così tecniche e delicate da sempre appannaggio solo di TAR e Consiglio di Stato”.

Il Consiglio di Stato, ricordano i legali, aveva qualche mese fa, proprio sull’azione pilota degli Avvocati Bonetti e Delia, usato parole durissime per stigmatizzare la scelta del MIUR. “L’esito voluto dall’amministrazione è contraddittorio, e non privo di elementi di prevaricazione per le legittime aspettative giuridiche degli interessati, perché l’avere blindato le graduatorie, nella prospettiva del loro esaurimento, non può giustificare, apparendo anzi sommamente ingiusto, la cancellazione definitiva dalle medesime per effetto di una omissione non consapevole perché non debitamente partecipata e in assenza di una corretta e completa partecipazione procedimentale”, chiarisce l’avvocato Delia.

Per l’avvocato Michele Bonetti “trattasi di una nuova breccia nel muro delle GAE; ora dopo questa apertura proseguiremo nella nostra battaglia per l’ingresso nelle Gae dei diplomati magistrali e di tutte le categorie da noi rappresentate. Il Tribunale, dopo la nostra vittoria dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione ha coraggiosamente ribadito la propria giurisdizione sulla materia delle Graduatorie ad esaurimento e ha accolto il nostro ricorso”.

I legali di “ADIDA” e “La Voce dei Giusti” invitano tutti i precari della scuola a non arrendersi e a continuare, tutti uniti e con entrambe le associazioni, nella battaglia.

Trib. Napoli, 9 febbraio 2015, n. 11735

professionisanitarie

PROFESSIONI SANITARIE: ARRIVANO I PRIMI ACCOGLIMENTI DEL CONSIGLIO DI STATO

Il Consiglio di Stato in sede consultiva, dopo le numerose vittorie sui ricorsi presentati per l’ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, apre anche le porte ai ricorrenti di Professioni Sanitarie. Sono recentissimi, infatti, gli ultimi provvedimenti che consentiranno, nei prossimi giorni, le immatricolazioni con riserva di studenti che, a causa delle numerose irregolarità riscontrate, non erano stati ammessi al corso di laurea prescelto.

Nel provvedimento, l’On.le Collegio, ha ravvisato in particolar modo “profili di fondatezza con riguardo al motivo che censura la violazione dell’anonimato concorsuale“, confermando le nostre eccezioni sulla concretezza di tale vizio.

E’ una nostra importantissima vittoria che segna un altro fondamentale traguardo nella nostra battaglia contro il numero chiuso e, nelle prossime settimane, i ricorrenti potranno iniziare le procedure di immatricolazione presso gli Atenei prescelti.

diritto allostudio

Anonimato: il T.A.R. Lazio conferma la fondatezza del vizio con sentenza di merito

Il T.A.R. Lazio, dopo la tanto artatamente pubblicizzata sentenza sul caso Sassari, accoglie il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ripercorrendo in maniera approfondita e dettagliata il caso anononimato.

Il T.A.R., ove pendono tutti i ricorsi degli studenti, ha in particolare ricordato e confermato la fondatezza del vizio dell’anonimato, sulla base della sentenza del Consiglio di Stato, di qualche giorno antecedente rispetto al peculiare caso Sassari, n. 15/2015.

Come abbiamo sempre affermato, in un quadro giurisprudenziale assai frastagliato, ove, allo stato, assistiamo ad oltre 200 provvedimenti a noi favorevoli della Sezione consultiva, a due sentenze di merito del Consiglio di Stato ed a oltre 60 provvedimenti cautelari dello stesso Consiglio di Stato tutte che affermano e confermano la fondatezza del vizio, oltre alle centinaia di ordinanze e le decine di sentenze del T.A.R. Lazio, del T.A.R. Palermo, del C.G.A. e di altri T.A.R., una sola sentenza (il caso Sassari) non può essere presa a modello per imbastire una campagna del terrore nei confronti degli studenti e delle loro famiglie. Il contenzioso ha, in se, un’alea ineliminalibili. Decidono Giudici e quindi persone sulla base del loro personale e libero convincimento.

Questa sentenza, assieme alle altre, dimostra che non v’è altra strada da percorrere se non quella della ferma determinazione nella conferma delle nostre tesi che, con tutte le nostre forze, proveremo sempre a difendere a difesa dei nostri ragazzi e del loro diritto allo studio. Proprio in tal senso, e sempre con invito a tutti i ricorrenti a consolidare la propria posizione con lo studio ed il superamento degli esami, nello stesso giorno, altra sezione del T.A.R. Lazio, sempre in accoglimento del nostro ricorso, ha confermato l’immatricolazione a suo tempo adottatta nei confronti dei nostri ricorrenti in virtù del consolidamento, grazie agli anni di studio, della loro posizione.

Entrambe le tesi (anonimato e consolidamento), quindi, sono state accolte.

Continue reading Anonimato: il T.A.R. Lazio conferma la fondatezza del vizio con sentenza di merito

Notifiche a mezzo pec: il T.A.R. Napoli aderisce alla nostra tesi “sostanzialista”

Il tema è quello delle notifiche a mezzo pec nel processo amministrativo. Il T.A.R. Lazio, con la discussa sentenza 13 gennaio 2015, ne aveva negato l’applicabilità al processo amministrativo. Con una breve nota avevamo spiegato la non condivisibilità di tale posizione sulla base di vari elementi che, oggi, vengono recepiti da un’interessante sentenza del T.A.R. Napoli. Viene confermato, in particolare, che:

– “nella sua interezza tende ormai irreversibilmente a trasformarsi in processo amministrativo telematico (PAT; cfr. ex pluris, il DPCM 13 novembre 2014)“;

– “sul piano della economicità delle forme, va ancora rilevato che l’autorizzazione, a seguito di innegabile rinnovabilità della notifica, non comporterebbe altro che una nuova notifica (verisimilmente) a mezzo PEC”.

Secondo il T.A.R., più in dettaglio, la notifica per mezzo di posta elettronica certificata (PEC) deve ritenersi valida ed efficacemente effettuata: ad avviso del Tribunale, la mancata autorizzazione ex art. 52 CPA non può ritenersi ostativa atteso che la predetta norma si relazione a forme “speciali” di notificazione, laddove il processo amministrativo, nella sua interezza tende ormai irreversibilmente a trasformarsi in processo amministrativo telematico (PAT; cfr. ex pluris, il DPCM 13 novembre 2014); sul piano della economicità delle forme, va ancora rilevato che l’autorizzazione, a seguito di innegabile rinnovabilità della notifica, non comporterebbe altro che una nuova notifica (verisimilmente) a mezzo PEC; che, in particolare, la legittimità della predetta notifica è comunque recuperabile ex art. 1 L. n. 53 del 21 gennaio1994 secondo cui 1. L’avvocato o il procuratore legale (4), munito di procura alle liti a norma dell’articolo 83 del codice di procedura civile e della autorizzazione del consiglio dell’ordine nel cui albo è iscritto a norma dell’articolo 7 della presente legge, può eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale a mezzo del servizio postale, secondo le modalità previste dalla legge 20 novembre 1982, n. 890, salvo che l’autorità giudiziaria disponga che la notifica sia eseguita personalmente. Quando ricorrono i requisiti di cui al periodo precedente, fatta eccezione per l’autorizzazione del consiglio dell’ordine, la notificazione degli atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale può essere eseguita a mezzo di posta elettronica certificata“.

Vai alla sentenza del T.A.R. Napoli

Vai alla nota a sentenza dell’Avvocato Santi Delia pubblicata su Lexitalia.it

Concorso Farmacie Sicilia: vittoria al TAR. La nuova sede deve essere ridefinita.

Il T.A.R. Catania ha accolto il ricorso dell’Avvocato Santi Delia e annullato la determinazione di un Comune siciliano e dell’Assessorato regionale che avevano indiividuato una nuova sede farmaceutica da assegnare nell’ambito del concorso a 200 nuove farmacie.

Il T.A.R., in particolare, ha ritenuto fondata la prospettazione dell’Avvocato Delia secondo cui, illegittimamente, la competenza per la scelta della nuova sede era stata individuata nella Giunta anzichè nel Consiglio.

“In relazione al predetto vizio di incompetenza, questa Sezione (cfr. TAR Catania, IV, 10.7.2014, n. 2022) ha avuto modo di precisare che <<la legge attribuisce un ruolo centrale nel procedimento di individuazione di nuove sedi farmaceutiche al Comune; nel contempo, però, la disposizione di legge si profila come generica, in quanto si limita ad attribuire un ruolo all’ente locale, senza precisare quale organo comunale (Sindaco, Giunta, o Consiglio comunale) debba intestarsi la competenza in esame. L’art. 2, della L. 475/1968, come modificato ad opera del D.L. 1/2012, recita, infatti, che “Ogni comune deve avere un numero di farmacie in rapporto a quanto disposto dall’articolo 1. Al fine di assicurare una maggiore accessibilità al servizio farmaceutico, il comune, sentiti l’azienda sanitaria e l’Ordine provinciale dei farmacisti competente per territorio, identifica le zone nelle quali collocare le nuove farmacie, al fine di assicurare un’equa distribuzione sul territorio, tenendo altresì conto dell’esigenza di garantire l’accessibilità del servizio farmaceutico anche a quei cittadini residenti in aree scarsamente abitate”.

Continue reading Concorso Farmacie Sicilia: vittoria al TAR. La nuova sede deve essere ridefinita.

Notifiche a mezzo pec nel processo amministrativo.

E’ stata pubblicata sulla rivista giuridica Lexitalia, la breve nota dell’Avv. Santi Delia sull’assai discussa sentenza del T.A.R. Lazio n. 396/15 riguardante la facoltà per gli Avvocati di eseguire notificazioni a mezzo pec nell’ambito del processo amministrativo.

Qui di seguito, per i nostri lettori non abbonati a Lexitalia, il commento

Notifiche a mezzo pec nel processo amministrativo

SANTI DELIA, Notifiche a mezzo pec degli Avvocati: (forse) tanto rumore per nulla* (nota a Tar Lazio – Roma, Sez. III ter, 13 gennaio 2015, n. 396).

Uranio impoverito e vaccini: vittoria al T.A.R. Trieste. Si apre la campagna in difesa dei nostri militari.

Il T.A.R. Trieste ha definitivamente accolto il nostro ricorso con il quale avevamo impugnato il diniego del Ministero della Difesa secondo cui la leucemia contratta dal nostro militare non sarebbe stata causata da fatti di servizio. Ora avrà diritto all’equo indennizzo, alla pensione privilegiata ed a ogni ulteriore beneficio di legge.

I fatti: l’uranio impoverito e i vaccini.

Alcuni fatti, crediamo, li raccontino meglio i protagonisti rispetto agli avvocati. Ecco uno stralcio di un dossier di Repubblica[1] sulle vaccinazioni somministrate ai militari. 

Continue reading Uranio impoverito e vaccini: vittoria al T.A.R. Trieste. Si apre la campagna in difesa dei nostri militari.

Trasferimenti dall’estero, si pronuncia la Plenaria: avevamo ragione noi.

Come per il caso “anonimato” a Medicina proprio in questi mesi al centro delle 7.000 ammissioni decretate dal T.A.R. Lazio e dal Consiglio di Stato, anche i “trasferimenti dall’estero” sono stati decisi dal massimo consesso della giustizia amministrativa.

I 44.000 studenti italiani all’estero, possono ora sperare di poter proseguire i propri corsi in Italia. Il C.G.A., su alcuni ricorsi che vedevano coinvolti l’Università di Messina e una decina di studenti provenienti dalla Spagna e dalla Romania, assistiti da, tra T.A.R. Catania e C.G.A., da alcuni avvocati siciliani e romani tra cui il palermitano Girolamo Rubino, il messinese Santi Delia e il compagno di battaglie Michele Bonetti e il romano Umberto Cantelli, aveva chiesto all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato “di chiarire se gli studenti iscritti alla facoltà di Medicina e Chirurgia di una università straniera possano ottenere il trasferimento nell’analoga facoltà di un Ateneo italiano, pur non avendo superato a suo tempo l’esame di ammissione al predetto corso di laurea, per carenza del punteggio minimo necessario”. La decisione: il test non vale più del percorso di studi all’estero. La Plenaria, con argomenti assai innovativi e di grande spessore, ha apertamente sfatato il dogma del test di ammissione ritenendolo di minor valore rispetto ai risultati ottenuti dagli studenti presso gli Atenei esteri ed alle materie ivi superate. Andando persino oltre rispetto all’ordinanza di remissione del C.G.A. (che si era invece concentrato sulla compatibilità del diniego di trasferimento con il diritto interno dubitando di lesione di principi comunitari), inoltre, l’Adunanza Plenaria, in linea con quanto sostenuto dai legali Bonetti e Delia innanzi al T.A.R. Lazio in altri contenziosi pendenti, ha chiarito che negare il trasferimento da sedi comunitarie “si rivela in realtà contrario all’apicale principio di libertà di circolazione e soggiorno nel territorio degli Stati comunitarii (art. 21 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea), suscettibile di applicazione non irrilevante nel settore dell’istruzione tenuto conto delle competenze attribuite all’Unione per il sostegno e completamento dell’azione degli Stati membri in materia di istruzione e formazione professionale (art. 6, lettera e), del Trattato), nonché degli obiettivi dell’azione dell’Unione fissati dall’art. 165 n. 2 secondo trattino del Trattato stesso, teso proprio a “favorire la mobilità degli studenti …, promuovendo tra l’altro il riconoscimento accademico dei diplomi e dei periodi di studio””.

Tale tesi, fra gli altri, era stata convintamente sposata dalla Sezione III bis del T.A.R. Lazio, Presieduta da Massimo Luciano Calveri in alcuni pronunciamenti del 2014, in aperto e coraggioso contrasto con la posizione, allora maggioritaria, del Consiglio di Stato.

Vai alla rassegna stampa

Corriere.it

Trasferimenti dall’estero: il giorno dopo la Plenaria il T.A.R. Lazio ricorda “quanta acqua è passata sotto i ponti”

Il T.A.R. Lazio, il giorno dopo il deposito della decisione dell’Adunanza Plenaria, “si toglie qualche sassolino dalla scarpa” e “gioisce” nel prendere atto che la propria tesi è stata confermata dall’Adunanza Plenaria nonostante la monolitica e opposta posizione del Consiglio di Stato negli ultimi 3 anni.

“La richiamata decisione n. 1/2015 dell’Adunanza Plenaria, depositata in data 28.01.2015, ponendo fine ad un tormentato periodo di contrasti giurisprudenziali (che hanno visto principalmente contrapporsi l’orientamento della sezione III bis Tar del Lazio a quello della VI Sez.del Consiglio di Stato, ribaltato in un secondo momento con ordinanza 1718 del 2014), ha chiarito come la corretta interpretazione dell’art.4 della legge 2 agosto 1999, n. 264 sia quella – sempre sostenuta dalla Sezione (v., da ultimo: sentenza breve n. 9457/2014 del 5 settembre 2014, ordinanza n. 3436/2014 del 19/07/2014) – secondo cui la limitazione al previo superamento dei test preselettivi per i corsi di laurea a numero chiuso sia legittimato solo con riferimento all’accesso al primo anno del corso di studi e non, invece, per quanto riguarda le richieste di trasferimento ad anni successivi al primo: ciò, anche qualora la richiesta di trasferimento avvenga da parte di studenti provenienti da Università straniere e a prescindere dalla eventuale finalità elusiva del c.d. “numero chiuso” in ambito nazionale.

In tali casi, infatti, come affermato nella richiamata decisione Ad.Plen. n.1/2015, “il principio regolante l’iscrizione è unicamente quello del riconoscimento dei crediti formativi” (dec. cit., punto 4.4 nonché analogo riferimento contenuto a pag.30) ed è sottoposto all’ “ indefettibile limite dei posti disponibili per il trasferimento, da stabilirsi in via preventiva per ogni anno accademico e per ciascun anno di corso dalle singole Università sulla base del dato concernente la concreta potenzialità formativa di ciascuna, alla stregua del numero dei posti rimasti per ciascun anno scoperti rispetto al numero massimo di strumenti immatricolabili (…) per ciascuno di quegli anni ad esse assegnato” (dec.cit., p. 34).

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 30 gennaio 2015, n. 1831

Studio Legale Avvocato Santi Delia