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UDIENZA MEDICI SPECIALIZZANDI 29 GENNAIO 2015

UDIENZA MEDICI SPECIALIZZANDI 29 GENNAIO 2015
In data 29 gennaio 2015 si è tenuta la nostra prima udienza sui medici specializzandi.
L’udienza è stata ampiamente discussa ed è finita nella tarda serata. Ad oggi non è possibile fare previsioni da parte nostra e bisogna attendere fiduciosi il primo nostro provvedimento.
Pur rilevando che vi sono stati dei precedenti negativi di altri colleghi e associazioni del settore, riteniamo che i nostri ricorsi siano parametrati su censure nuove e sino ad oggi mai affrontate.
Di volta in volta, quando si terranno le vostre udienze (ad oggi ancora non fissate sebbene l’iscrizione al ruolo e il completamento da parte nostra di tutte le attività) VI AVVERTIREMO PERSONALMENTE CON UN ANTICIPO DI 10 GIORNI CIRCA.
Chi non ha ricevuto comunicazioni non si preoccupi perche sarà inserito nelle prossime tranche.

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L’Espresso

RICORSO SPECIALIZZAZIONI: ecco le nuove FAQ per rispondere a tutte le Vostre domande

Ho necessità di cambiare il mio ordine di preferenze, posso farlo?

Mi dispiace, non è più possibile in alcun modo. I ricorsi sono, difatti, già stati inoltrati.

A che punto siamo con i ricorsi?

È stata rispettata per tutti la scadenza del 5 gennaio, i ricorsi sono stati notificati, sono stati predisposti i fascicoli e le cause sono state iscritte a ruolo; le prime udienze sono state fissate, man mano che fisseranno le udienze vi inoltreremo delle mail con la specificazione della vostra udienza. 

Nel maxi ricorso siamo stati suddivisi in gruppi?

Le prime controdeduzioni mosse sui ricorsi sono state di natura formale, riferendosi alla moltitudine di ricorrenti con posizioni e test differenti. Per evitare problematiche e per rafforzare le vostre posizioni, vi abbiamo suddiviso per categorie, in quanto, a nostro avviso, da questa situazione non potrete che averne giovamento.

Da sempre procediamo in tal modo nelle nostre campagne e nei nostri ricorsi collettivi, determinando una sinergia vincente fra i vari gruppi; così abbiamo proceduto sui ricorsi al numero chiuso, dove per 7200 ricorrenti ammessi in sovrannumero vi erano 89 tipologie di prototipi. L’azione collettiva è ancora un meccanismo incompiuto in Italia e spesso contenziosi del genere possono portare all’inammissibilità proprio per la diversità di test e prove all’interno dello stesso concorso tra i vari candidati. È sorta, dunque, la necessità di suddividervi in diversi blocchi per strategia processuale. Sono tecniche dirette a potenziare i singoli gruppi che fanno capo, comunque, ad una graduatoria unica e nazionale.

In ogni caso, al momento della comunicazione dell’udienza che vi riguarda, provvederemo anche ad informarvi sul gruppo in cui siete stati inseriti mediante la comunicazione del numero di ruolo.

Il ricorso andrà avanti nonostante l’ammissione e frequenza di altra scuola di specializzazione?

In linea di principio l’assegnazione ad altra specialità ed il contestuale avvio della relativa attività formativo-lavorativa non dovrebbe integrare motivo di inammissibilità o improcedibilità del ricorso. Pertanto, la frequenza di altro corso di specializzazione non dovrebbe ostare alla prosecuzione dell’iter avviato innanzi al Giudice Amministrativo.

Quali tempi si prevedono?

Le primissime camere di consiglio sono fissate per il 29 gennaio; a seguire vi saranno altre tre camere di consiglio consistenti dove saranno definite, verosimilmente, quasi tutte le vostre posizioni, ovvero quella del 12 e 26 febbraio e del 12 marzo.

E per quanto riguarda i provvedimenti del Tar, che tempi si prospettano?

Trattasi di date orientative; ma presumibilmente, qualora non vi siano problemi, istruttorie o altre incombenze, il collegio del Tar laziale interessato della vicenda potrebbe emanare il primo provvedimento cautelare e con riserva (vedi, a tal proposito, le FAQ sottostanti) in circa 5 giorni.

Che epilogo immagina per i ricorsi delle Scuole di Specializzazione?

Il problema è sostanzialmente economico. Il Ministero della Salute e il MIUR hanno individuato 8200 posti a fronte dei 5000 messi a disposizione. Tutti i ricorrenti in circolazione non coprirebbero questo numero e molti di loro sono già assegnatari di altre borse. Il mio sogno è un’Università aperta che garantisca sempre a tutti i laureati di specializzarsi. Un sistema non più ad imbuto, ma a cilindro che, con le idee e con le innovazioni che possono partire solo dalla ricerca, generi investimenti e posti di lavoro. Una riforma radicale del sistema con la sanatoria di tutte le posizioni pendenti; un punto a capo per ricominciare anche senza ricorsi. L’unica promessa possibile è che ce la metteremo tutta e davvero nulla è stato lasciato di intentato nella strategia difensiva.

Prevede anche un eventuale appello?

In ordine all’appello, posso dire che chi perde potrà appellare le ordinanze. Ovviamente, in caso di vittoria, la Cigl Funzione Pubblica Medici e il suo Segretario Massimo Cozza, il Comitato dei ricorrenti e l’As.Mo.Med., cercheranno di evitare l’appello, che porterebbe ad una dilazione dei tempi di oltre 2 mesi.

È ancora possibile fare ricorso?

Si, è possibile effettuare un’altra tipologia di ricorso, il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ove, sostanzialmente, deciderà il Consiglio di Stato. Trattasi di un ricorso dalla tempistiche più lunghe rispetto al ricorso al Tar, per cui le adesioni sono aperte fino al 15 febbraio.

scolastico

– TFA II° CICLO – RICORSO PER OTTENERE L’INSERIMENTO IN SOPRANNUMERO DEGLI IDONEI NON VINCITORI

LA STORIA DEL CONTENZIOSO SUGLI IDONEI NON VINCITORI NEL T.F.A.

A.D.I.D.A. e i suoi legali, gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, hanno dimostrato sul campo di essere i pionieri ed i primi sul Tirocinio Formativo Attivo.

Nel precedente ciclo di T.F.A. gli idonei rimasti non vincitori, non hanno potuto spendere in nessun modo tale idoneità. Per qualcuno, tuttavia, grazie alla via giudiziale da noi ideata, si ottenne l’ammissione.

Nel “lontano” 2013, era stato proposto un caso-pilota presso un’università romana dove erano rimasti posti disponibili; il nostro ricorrente era rimasto escluso in un altro Ateneo pur avendo ottenuto un punteggio idoneo a superare la c.d. soglia d’ingresso.

Il Tar del Lazio ha ritenuto che <i concorsi per l’ammissione al TFA devono considerarsi “a numero chiuso” e, pertanto, il ricorso non appare manifestamente infondato avuto riguardo alle censure di violazione degli artt. 3,34 e 97 Cost, che sono stati ritenuti inficianti le norme regolatrici dell’ammissione al numero chiuso nelle altre Facoltà dove ciò è previsto per mancata previsione di una graduatoria nazionale, che all’allegato pregiudizio grave ed irreparabile è possibile ovviare disponendo l’ammissione con riserva del ricorrente a frequentare il TFA, classe A037 presso l’Università Europea di Roma, in cui risultano posti disponibili>.

Pertanto, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ritiene di “ovviare disponendo l’ammissione con riserva del ricorrente a frequentare il TFA”.

I principi portati avanti dagli avvocati di Adida e La Voce dei Giusti contro il numero chiuso sono stati, dunque, trasposti per il campo degli insegnanti.

CHI SONO I SOGGETTI OGGI LESI E CHI PUO’ AGIRE SULLA BASE DI TALI PRINCIPI.

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scolastico

Concorso a cattedra 2012: avevano diritto a partecipare anche i laureati dopo 2001/02. La nostra vittoria sui requisiti di accesso

Il Consiglio di Stato, con provvedimento del 16 gennaio 2015, ha chiuso definitivamente, con sentenza di merito, la nota questione concernente l’impossibilità di alcuni aspiranti docenti a partecipare al c.d. “Concorsone della scuola”, accogliendo il ricorso patrocinato dagli avvocati Michele Bonetti, Santi Delia ed Umberto Cantelli, patrocinatori anche delle associazioni Adida e La Voce dei Giusti.

“Trattasi di una vittoria che ribalta completamente l’orientamento di primo grado e che mette fine alla questione di tutte quelle centinaia di persone ammesse con riserva e che attendevano questo momento” – a parlare sono gli avvocati Bonetti e Delia, che spiegano come il Consiglio di Stato abbia accolto la loro tesi su un’ingiustificata disparità di trattamento tra candidati che hanno conseguito la laurea entro l’anno accademico 2002-2003, ammessi al concorso a cattedre, e candidati che hanno conseguito identica laurea negli anni accademici immediatamente successivi, ma entro la scadenza del termine per la presentazione della domanda.

Per gli avvocati e per il Consiglio di Stato il bando, ora annullato, ha impedito la partecipazione al concorso a tutti i candidati più giovani in possesso di diploma di laurea successivo agli anni 2008-2009 e ai quali è rimasto interdetto qualsiasi percorso abilitante.

Un ulteriore muro abbattuto a favore dei giovani.

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Per tutti gli aspiranti studenti di Medicina che hanno partecipato al test e non solo per i ricorrenti

Lo scorrimento delle graduatorie per l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria il cui test si è svolto l’8 aprile 2014 è ancora in fase di scorrimento.

Sembrerebbe, che dopo la scorsa conferma di interesse, il Cineca ogni settimana, finché non saranno esauriti i posti, aggiornerà gli scorrimenti e, se si confermerà l’interesse, si potrà aspirare ad un posto in graduatoria.

La conferma di interesse è particolarmente consigliabile a coloro che non hanno esperito ricorso o che aspirano a sedi (opzioni) ove l’accesso è normalmente consentito con punteggi bassi.

A nostro avviso e ad avviso della giurisprudenza, una dichiarazione d’interesse siffatta non è legittima e potrebbe determinare che soggetti con un punteggio utile (anche alla fine degli scorrimenti) per collocarsi in graduatoria si vedano superare da altri che hanno fatto la dichiarazione d’interessi.

A nostro avviso, in questo caso, vi è la possibilità di richiedere l’ammissione soprannumeraria.

Questa nuova tipologia di ricorso è diretta a studenti che non hanno effettuato ricorso fino ad oggi e, dunque, non ammessi in sovrannumero.

Per maggiori info su tale ricorso scrivi a: santi.delia@avvocatosantidelia.it

Bonus maturità: arriva il primo sigillo del Consiglio di Stato. Ora si attende la pronuncia finale del T.A.R. Lazio

Con provvedimento del 29.12.2014 il Consiglio di Stato ha espresso il parere che l’istanza cautelare d’ammissione di un nostro ricorrente colpito dalla nota vicenda del bonus maturità debba essere accolta.

Trattasi del primo provvedimento del Consiglio di Stato in sede consultiva che ha riconosciuto l’illegittimità della condotta ministeriale del 2013/2014 ove il bonus maturità fu prima dato e poi levato lo stesso giorno della prova.

magistratura

Il concorso per l’accesso in magistratura: con il nuovo bando nuove inaccettabili irregolarità

Le nuove regole per l’accesso in magistratura prevedono un percorso facilitato per i praticanti dell’Avvocatura dello Stato.

Il bando per 340 posti indetto con il Decreto Ministeriale del 5 novembre 2014 stabilisce infatti che possono essere ammessi direttamente alle prove concorsuali per l’accesso in magistratura senza passare per le lunghe e costose scuole di specializzazioni legali non solo coloro che abbiano fatto uno stage formativo in un ufficio giudiziario, ma anche coloro che abbiano svolto il tirocinio presso l’Avvocatura statale se aventi i seguenti requisiti: meno di trent’anni, un voto di laurea superiore a 105/110 o una media di 27/30 in alcuni esami.

Secondo noi ciò costituisce una discriminazione inaccettabile per i praticanti degli studi privati e delle altre amministrazioni pubbliche (come le avvocature della Banca d’Italia e quelle dell’Inps). 

Per tale ragione il nostro Studio, già contattato da numerosi partecipanti alle prove scritte del precedente concorso per l’accesso in magistratura a seguito della denuncia dell’ingresso nelle aule d’esame di codici e testi non consentiti (http://www.avvocatosantidelia.it/2014-04-04-18-14-41/magistratura-2014-sospensione.html), sta valutando l’opportunità di preparare un ricorso collettivo contro quella che è stata definita da molti una nuova “inaccettabile discriminazione”.

Elezioni Consigli dell’Ordine degli Avvocati: e se la soluzione fosse nella gradazione dei posti in lista?

Il rigetto a firma del Presidente del T.A.R. Lazio, Luigi Tosti, della richiesta di provvedimento monocratico su alcuni ricorsi volti ad impugnare la legittimità del “Regolamento sulle modalita’ di elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi, a norma dell’articolo 28 della legge 31 dicembre 2012, n. 247“, è di strettissima attualità per tutta la classe forense.

Ma cosa dice il Regolamento e perchè contestato?

Ai sensi dell’art. 28, comma 3, della L.n. 247/2012 “ciascun elettore puo’ esprimere un numero di voti non superiore ai due terzi dei consiglieri da eleggere, arrotondati per difetto“. In altre parole se i consiglieri da eleggere saranno 21, solo 14 potranno essere le preferenze espresse, rispettando, vedremo, l’equilibrio tra i generi.

Il comma 2 del medesimo articolo chiarisce che “i componenti del consiglio sono eletti dagli iscritti con voto segreto in base a regolamento adottato ai sensi dell’articolo 1 e con le modalita’ nello stesso stabilite. Il regolamento deve prevedere, in ossequio all’articolo 51 della Costituzione, che il riparto dei consiglieri da eleggere sia effettuato in base a un criterio che assicuri l’equilibrio tra i generi“.

Tutto il meccaniscmo elettorale passa quindi dal Regolamento in parola che, però, sembra essere in non perfetta assonanza con la norma primaria.

Ai sensi dell’art. 7 del Regolamento, infatti, è disposto che “le liste possono recare le indicazioni dei nominativi fino a un numero pari ai consiglieri da eleggere” e “ogni scheda elettorale, che contiene un numero di righe pari a quello dei componenti complessivi del consiglio da eleggere e l’eventuale raggruppamento in liste è preventivamente firmata…”.

Da quanto sembra consentire il Regolamento, quindi, le liste possono essere formate da un numero di candidati pari, nel nostro esempio, a 21, sempre nel rispetto dei generi.

“Il voto”, prevede l’art. 9, comma 4, “e’ espresso attraverso l’indicazione del nome e cognome degli avvocati candidati, ovvero attraverso l’indicazione della lista; in tale ultima ipotesi, il voto attribuito alla lista e’ computato, in sede di scrutinio, come espressione di voto a favore di ognuno dei componenti della lista”.

In ipotesi di liste formate da 21 candidati ed espressione di voto alla sola lista, quindi, la preferenza verrebbe accordata a 21 candidati anzichè a un massimo “di due terzi dei consiglieri da eleggere, arrotondati per difetto”.

Ora, prima di essere così certi che il Regolamento sia illegittimo e che la tornata elettorale venga invalidata, a parere di chi scrive, è opportuno uno sforzo interpretativo costituzionalmente e legislativamente orientato, anche al fine di salvaguardare la validità dei provvedimenti adottati.

A chi scrive, in altre parole, non pare così immediato che il Regolamento sia illegittimo e, soprattutto, che le conseguenze di un’eventuale illegittimità siano così deflagranti.

Sulla vicenda di merito, essendoci i giudizi pendenti, pare che la posizione più corretta sia quella di attendere la posizione del T.A.R. giacchè, anche in carenza della possibilità di conoscere i vizi di ricorso spiegati, sarebbe assai arduo commentare le ragioni dell’una o dell’altra parte. E’ possibile sin d’ora, tuttavia, delineare alcuni scenari futuri in termini strettamente processuali e procedimentali.

In primis non tutte le tornate elettorali sono, tout court, da annullare ben potendo esservi liste che rispettano la parità di genere e sono formate da un numero massimo di candidati pari a “due terzi dei consiglieri da eleggere“.

In secondo luogo, allo stato, prima cioè dell’espressione del voto, è assai dubbia l’esistenza dell’interesse a ricorrere in capo alle Associazioni di categoria forense o ai singoli candidati e, perchè no, alle liste perfettamente conformi alla superiore lettura del Regolamento.

Solo l’urna, infatti, potrà confermare l’effettiva illegittimità dell’espressione del voto e, di seguito, la concreta conseguenza di tale illegittimità con riferimento al risultato elettorale (anche ai fini del noto scrutinio della c.d. prova di resistenza).

Ciò che vogliamo dire, in altre parole, è che in fase di spoglio, potrebbe verificarsi che, pur in presenza di voti espressi a favore di una lista non conforme all’art. 28 comma 3, il risultato elettorale potrebbe non cambiare e i ricorrenti, potenzialmente lesi da tale meccanismo, potrebbero subire l’inammissibilità dell’azione giudiziale per mancato superamento della prova di resistenza. Per essere chiari, se i voti espressi alla lista “non conforme al Regolamento” fossero in numero 10 e i ricorrenti esclusi per 100 voti, i risultati elettorali sarebbero addirittura salvi.

Ciò, a ben vedere, potrebbe persino adombrare dubbi sulla legittimazione attiva alla contestazione del Regolamento ove non concretamente seguita dall’impugnativa degli atti del procedimento elettorale; sempre nell’ottica, ovviamente, dell’interpretazione di tale Regolamento come, solo astrattamente, da porsi in inconciliabile antitesi rispetto all’art. 28, comma 3, della L.n. 247/12.

Un’altra interpretazione legislativamente orientata, infine, consentirebbe di mantere la legittimità del Regolamento e sposterebbe nei poteri del Seggio elettorale, la valutazione dell’espressione di voto. In ipotesi di voto espresso solo nei confronti della lista non conforme all’art. 28, il Seggio potrebbe ritenere validamente attribuito il voto ai soli primi 14 candidati della lista stessa – sempre che in fase di presentazione anche tale gradazione abbia rispettato il criterio di genere – in analogia con quanto avviene con i c.d. “listini bloccati”.

Di fatto, ove le liste fossero presentate e sottoscritte dai candidati nella consapevolezza di tale gradazione, “ciascun elettore” potrebbe, “esprimere un numero di voti non superiore ai due terzi dei consiglieri da eleggere, arrotondati per difetto“, senza alcuna lesione dell’art. 28.

E’ certo che un più attento coordinamento avrebbe forse evitato ma non pare affatto scontato che, pur in ipotesi di dichiarata illegittimità del Regolamento, gli effetti sulle elezioni siano deflagranti.

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dirittosanitario

Medici ex condotti: il Consiglio di Stato chiarisce tutte le voci stipendiali dovute. Le ASP pagheranno migliaia di euro di arretrati

Un’altra epocale battaglia a favore dei medici ex condotti è stata vinta. Ad essi spettanto tanto l’assegno ad personam quanto l’indennità di posizione unificata.

Si tratta di voci da sempre negate da parte di tutte le Aziende sanitarie italiane e, che grazie a tale decisione, possono legittimamente essere pretese da tutti gli ex condotti.

Gli stipendi degli ex condotti, a ben vedere, dovevano essere ben più lauti rispetto a quanto pagato pressocchè ovunque.

 

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Studio Legale Avvocato Santi Delia