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CHIUSURA ANTICIPATA DELLE GRADUATORIE E DICHIARAZIONE DI INTERESSE: ALLA FINE AVEVAMO RAGIONE NOI!

In riforma di una recente ordinanza del T.A.R. Lazio, il Consiglio di Stato ha ammesso con riserva un nostro giovane studente rimasto ingiustamente escluso dalla possibilità di immatricolarsi in Medicina per non aver dato seguito alle prescrizioni ministeriali, anche se giunto in posizione “utile” a seguito degli scorrimenti.

Il giovane è infatti uno studente che, pur collocatosi in posizione utile e tra i posti disponibili nella graduatoria nazionale per Medicina ed Odontoiatria nell’a.a. 2013/2014, è stato ingiustamente escluso per non aver confermato via e-mail il proprio interesse all’immatricolazione, come arbitrariamente disposto dal sopravvenuto D.M. n. 170/2014 del 21 Febbraio 2014 (impugnato in primo grado dinanzi al T.A.R. Lazio) con cui il M.I.U.R., difformemente da quanto stabilito con i Decreti istitutivi del concorso, aveva anticipatamente chiuso la graduatoria prima che tutti i posti messi a bando venissero effettivamente occupati.

Nonostante l’iniziale rigetto da parte del T.A.R. Lazio, con tenacia, convinzione e grande determinazione da parte dello Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners la questione è stata rimessa all’attenzione dei Giudici di Palazzo Spada i quali, in accoglimento dell’appello proposto hanno riformato l’impugnato provvedimento di primo grado, disponendo l’immatricolazione con riserva del giovane studente.

Un’altra importante vittoria dell’Udu e dello Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners e Santi Delia nella lotta, ormai sempre più senza quartiere, per la tutela del diritto allo studio e del diritto di uguaglianza, garantiti dalla Costituzione.

In allegato l’ordinanza del Consiglio di Stato.

TEST MEDICINA 2014/15: l’abbiamo abbattuto. IL TAR LAZIO ACCOGLIE I RICORSI

Da REPUBBLICA.IT

Test Medicina, il Tar dà ragione agli studenti: ammessi oltre duemila bocciati

L’Udu: “Concorso dichiarato illeggittimo. Di fatto eliminato il numero chiuso”. Il ricorso presentato per il plico manomesso a Bari e una serie di violazioni dell’anonimato. Accoglimenti a Messina, Tor Vergata, Bari e Napoli.

ROMA – Esclusi al test, ma ammessi dal giudice. Oltre duemila studenti bocciati lo scorso mese di aprile al test di ammissione alla facoltà di Medicina sono stati ammessi in sovrannumero dal giudice del Tar Lazio. Ad annunciarlo è L’Unione degli universitari che parla di “numero chiuso eliminato”.  “Oggi – dichiara Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell’Udu – è un grande giornata piena di sole per gli studenti italiani, il Tar ha dichiarato che il concorso di medicina 2014/15 è illegittimo, e ha stabilito l’ammissione in sovrannumero di tutti i ricorrenti patrocinati dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia”.Il set di ricorsi predisposti dal sindacato universitario faceva leva sul plico manomesso prima della prova a Bari e su una serie di violazioni dell’anonimato che si sarebbero verificate in altre sedi d’esame. Ma i duemila che hanno già ottenuto l’ammissione potrebbero essere soltanto la prima parte. “In tutto i ricorrenti sono 4.200”, spiega Scuccimarra. E nei prossimi giorni i giudici amministrativi si esprimeranno anche su tutti gli altri. Ecco perché l’Udu parla di numero chiuso cancellato. In totale, i posti messi a concorso per l’anno accademico ormai alle porte erano poco meno di 10mila.E i possibili quattromila e passa ammessi in sovrannumero rappresentano una enormità rispetto al numero di partenza. “Oggi abbiamo fatto entrare più di duemila ricorrenti provenienti da Bari, Tor Vergata, Napoli, Salerno e tante altre parti d’Italia”, ribadisce il coordinatore degli universitari. “Serve altro – si chiede – per dimostrare l’inefficacia di questo metodo di selezione degli studenti? Abbiamo fin da subito criticato tale sistema, e oggi raccogliamo i frutti di tanti anni di proteste e denunce”. “Siamo partiti – continua Alberto Irone, portavoce della Rete degli studenti medi – dal caso di Bari: quattro plichi mancanti e non uno come avevano precedentemente detto, che hanno alterato la par condicio del concorso”. Secondo gli studenti “da lì è partita la fuga di notizie e grazie al codice del compito e al vizio dell’anonimato vi è stata una fuga di notizie e un cocktail micidiale che ha inciso su una graduatoria nazionale”. Dall’anno scorso la graduatoria del concorso di ammissione alla facoltà di Medicina e Odontoiatria è nazionale. Per questa ragione la vicenda di Bari potrebbe avere inficiato il test in altre sedi. “Adesso, il ministro deve cambiare le regole di un gioco truccato e le deve cambiare con le vittime di questi anni, ovvero gli studenti; per questo chiediamo una risposta immediata sia al capo del governo, Matteo Renzi, che al il ministro Giannini”, conclude Scuccimarra.

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Obiettivo avvocato: parte il corso di preparazione agli esami di abilitazione alla professione forense

Obiettivo avvocato è il corso INNOVATIVO per la preparazione all’esame di abilitazione forense. Il Corso si caratterizza per il metodo didattico che grazie al suo taglio pratico e all’impiego di una metodologia individualizzata realizza una forma partecipata di apprendimento volta all’insegnamento del metodo di lettura critica della traccia e della corretta tecnica redazionale di pareri e atti.

Durante il corso saranno inoltre consolidate le conoscenze più rilevanti in materia di DIRITTO PENALE, CIVILE e AMMINISTRATIVO, consentendo di dotarsi di tutti gli strumenti necessari per affrontare l’esame con sicurezza.

ll corso inizierà lunedì 6 ottobre 2014 ore 15:00 e proseguirà con cadenza bisettimanale ogni lunedì (ore 15:00/19:00) e sabato (ore 9:00/13:00) fino al 6 dicembre 2014. La sede del corso è ubicata in via Cavalieri della Stella, n. 7, Messina.

Costo di iscrizione € 650,00 IVA inclusa SEDE DI MESSINA.

Info 090/6412910 – 3288231119 –

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Test di Medicina: studenti riammessi e Università di Messina condannata a risarcire quasi 20.000 euro a candidato

 

Il Consiglio di Stato, per la prima volta nella storia del numero chiuso, ha accolto le domande degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e sancito un nuovo e coraggioso principio in questa materia: se M.I.U.R. e ATENEI sbagliano devono pagare e gli studenti vanno essere risarciti per i danni subiti.

Notti insonni, ansia, stress, pianti per un fallimento incomprensibile dopo che sin’ora il percorso di studi era stato ineccepibile ma soprattutto il ritardato ingresso nel mondo accademico e del lavoro, secondo i Giudici di Palazzo Spada, devono essere risarciti.

Il caso era quello del concorso per l’ammissione al corso di Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Messina che, sino alle denunce dell’Avvocato peloritano Santi Delia del 2010, per un decennio, era stato gestito secondo l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, in maniera tale da “determina de iure la radicale invalidità della graduatoria finale, senza necessità di accertare in concreto l’effettiva lesione dell’imparzialità in sede di correzione”. Sino ad allora tutti i Commissari d’Italia, per stesso ordine del M.I.U.R., sapevano a chi era abbinato il singolo codice segreto e l’anonimato non era affatto garantito.

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Nessun test per i laureati in professioni sanitarie per studiare all’altro corso di laurea

Il T.A.R. Lazio ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e sospeso il Decreto con il quale il M.I.U.R. ha imposto a tutti i laureati in professioni sanitarie di rifare il test per accedere ad un altro corso di laurea triennale.

Il T.A.R. ha rilevato che la studentessa era in possesso di una laurea in materia “affine a quella per la quale chiede l’ammissione ad un anno successivo al I e cioè Infermieristica per l’a.a. 2014/2015” ed ha ritenuto “che la più logica e corretta interpretazione di legge e della documentazione concorsuale porta ad escludere, per coloro che chiedono l’immatricolazione ad anni successivi al primo, perché già laureati in disciplina affine, l’obbligatorietà di sostenere la prova di ammissione prevista per coloro che intendono immatricolarsi al primo anno, dato che tale prova è necessaria al fine di verificare l’attitudine degli aspiranti al relativo ciclo di studi ma tale attitudine può considerarsi già desumibile dai titoli di studio e dal curriculum del ricorrente sopra ricordati”.

A nostro avviso il T.A.R. Lazio sancisce un importante principio nel momento in cui estende un concetto già affermato, sempre in un contenzioso patrocinato dagli Avvocati Bonetti e Delia riguardante il passaggio senza test  da Medicina a Odontoiatria, qualche tempo fa e in particolare che la “valutazione di meritevolezza, in presenza di posti disponibili e quindi nel rispetto della programmazione, può anche essere verificata in virtù di specifici titoli detenuti da un aspirante e non solo ed esclusivamente attraverso test di ingresso idoneo a valutare capacità di base che l’interessato, nel caso di specifico, ha già dimostrato di possedere nel settore specifico”.

scolastico

P.A.S. il Consiglio di Stato ammette i nostri ricorrenti esclusi

Il Consiglio di Stato con due Ordinanze del 02/07/2014 (Presidente Giuseppe Severini e Relatore Carlo Mosca per entrembe) ha ammesso ancora una volta i nostri ricorrenti a frequentare i Pas, consentendo loro di abilitarsi e di provare ad uscire dal precariato. Nella fase cautelare e d’urgenza il Consiglio di Stato ha rilevato che in una “comparazione dei contrapposti interessi, delle parti in causa, sembrerebbe prevalere, nella presente fase cautelare, l’interesse dell’appellante alla frequentazione dei corsi speciali per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento”. Prevale dunque l’interesse del cittadino che perderebbe “l’opportunità di partecipare ai percorsi abilitanti previsti dal decreto ministeriale n. 58/13”. Prosegue il Consiglio di Stato che con “l’accoglimento dell’istanza cautelare, ai fini dell’ammissione con riserva dell’appellante ai percorsi abilitanti speciali” non si produce “alcun pregiudizio dell’Amministrazione appellata, non ostando alcuna selezione preliminare, né alcun limite numerico di ammissibilità”.

Per gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti si tratta di un’altra importantissima affermazione in difesa dei precari della scuola.

Ammissione a Medicina. TAR Palermo i nostri ricorrenti restano a Palermo e non vanno a Caltanissetta

Il T.A.R. Palermo ha respinto il ricorso di alcuni candidati che chiedevano l’assegnazione a Palermo invece che a Caltanissetta in danno dei nostri ricorrenti ammessi lo scorso anno dal T.A.R. Lazio per la vicenda “bonus maturità”.

Il T.A.R. ha ritenuto che “i criteri di assegnazione degli iscritti, come riportati nella relazione del Rup, appaiono prima facie logici e razionali, tenuto conto della complessa ed ancora non definitiva situazione venutasi a creare per l’a.a. 2013/14″ e che, proprio come da noi sostenuto “appare altresì rilevante il fatto che i ricorrenti, avuto riguardo alla prima graduatoria, stante il loro punteggio, andrebbero assegnati comunque a Caltanissetta“.

Per gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti è l’ennesima vittoria in difesa dei nostri studenti che possono regolarmente continuare a studiare a casa propria.

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magistratura

Concorso magistratura 2014: irregolarità durante le prove scritte

In questi giorni i nostri studi sono stati contattati da numerosi partecipanti alle prove scritte del concorso per 365 posti di magistrato ordinario indetto dal Ministero della Giustizia.

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno ricevuto circostanziate segnalazioni da diversi partecipanti che, in maniera del tutto autonoma l’uno dall’altro, hanno rappresentato presunte irregolarità che, ove accertate, renderebbero certamente annullabili le prove di concorso espletate. Sembrerebbe che diversi candidati siano stati trovati in possesso di testi non consentiti. Non solo codici commentati ma anche dizionari giuridici che, durante la prova, potevano circolare liberamente nell’aula proprio perchè autorizzati dalla Commissione.

Altri candidati affermano di aver visto appunti di ogni genere e di aver essi stessi subito controlli assai approssimativi da parte di commissari e vigilantes.

Anche al fine di vagliare la fondatezza e la veridicità di tali segnalazioni, un gruppo di candidati ha dato mandato agli Avvocati Delia e Bonetti di presentare istanza d’accesso al Ministero della Giustizia per chiedere copia dei verbali di concorso.

La partecipazione alla richiesta di accesso è gratuita.

Per aderire alla richiesta di accesso scrivi a santi.delia@avvocatosantidelia.it e riceverai istruzioni dettagliate

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Il Fatto Quotidiano

Il Tempo

 

Trasferimenti dall’estero: si apre la prima breccia al Consiglio di Stato e dal T.A.R. Catania arrivano nuovi accoglimenti

Per la prima volta nella storia dei trasferimenti dall’estero, il Consiglio di Stato accoglie un ricorso sui trasferimenti, facendo rientrare dalla Spagna un nostro ricorrente. “Trattasi di un’ordinanza cautelare del Consiglio di Stato che, seppur non motivata nel merito, rappresenta la prima breccia in un orientamento sino ad oggi consolidato. L’UDU porterà la questione sino all’Adunanza Plenaria” – a parlare è l’Avvocato dell’UDU Michele Bonetti, patrocinatore del ricorso insieme agli Avv.ti Umberto Cantelli e Santi Delia.

Gli studi all’estero” prosegue Michele Bonetti “a seguito delle strettoie del numero chiuso in Italia, sono un problema non più di pochi, ma di tutti i nostri giovani e delle nostre famiglie. Oggi sono 44.000 gli studenti all’estero che rappresentano un impoverimento culturale ed economico del nostro Paese. All’estero non si studia più solo Medicina e Odontoiatria, ma anche Fisioterapia, Professioni Sanitarie, Ingegneria ed Economia, tutti Corsi di Laurea che stanno completamente chiudendo a favore di poli esteri che poi scopriamo spesso collegati agli Atenei italiani”.

Intanto un nuovo fronte si apre in Sicilia. L’Avvocato Santi Delia chiarisce che “il Tribunale siciliano ha colto le peculiarità del “caso Messina” la cui fase istruttoria e di delibazione delle istanze dei nostri ricorrenti è stata seguita dal nostro studio per oltre 8 mesi ed ha accolto la nostra innovativa tesi. Grazie a tale teoria vi è persino compatibilità tra l’accordare il trasferimento dall’estero ai nostri ragazzi e la nota posizione di chiusura sull’aspetto del diritto comunitario da parte del Consiglio di Stato“.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia