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RICORSO PER LAUREANDI E NEOLAUREATI ESCLUSI DALLE GRADUATORIE D’ISTITUTO E DALL’ACCESSO AI TFA

L’’Associazione “La Voce dei Giusti” è la prima ad accorgersi del grave problema che affliggerà quanti, non ancora in possesso di Laurea, stanno pensando di diventare insegnanti o sono già addirittura inseriti in Graduatorie d’Istituto, pertanto  propone questo Ricorso al fine di ottenere l’accesso o la permanenza nelle Graduatorie d’istituto, per ottenere l’abilitazione accedendo ai TFA e per estendere il periodo di funzionamento dei PAS.

Con l’emanazione del Dm 81/2013 sono state apportate alcune sostanziali modifiche al DM 249/2010 che danneggiano fortemente tutti gli attuali iscritti ad un percorso di laurea o di diploma che porta all’acquisizione di una valida qualifica per l’accesso alle graduatorie di III fascia d’istituto, nonché tutti quei soggetti che hanno conseguito tali qualifiche successivamente al 15/02/2011, data di entrata in vigore del DM 249/2010.

Tale personale non solo laureandosi non potrà più, come previsto dalla vecchia versione del decreto 249/2010, inserirsi in III fascia e conseguentemente insegnare, ma, qualora intendesse abilitarsi, rischia di non poter ‘accedere direttamente’ ai TFA, così come è stato fino ad oggi,  e sarà costretto ad intraprendere daccapo un nuovo percorso di laurea magistrale.

L’attuazione delle norme del Dm 81/2013, comprese quelle previste dall’art. 3, apparentemente migliorative del vecchio decreto, ma al contrario ancora più lesive ed inadeguate, adottate addirittura con retroattività, rischiano di creare una ‘nuova categoria di precariato scolastico’, privo di qualsiasi riconoscimento e tutela ed escluso da qualsiasi graduatoria.

Per questi motivi “La Voce dei Giusti” ritiene che sia necessaria e urgente la proposizione di un ricorso, che miri ad annullare il Dm 81 e che porti i giovani che vorranno in futuro intraprendere la professione di insegnante, a godere di migliori prospettive e tutele. Se l’attuale III fascia d’Istituto è stata definita un inferno, per i giovani laureandi si prepara un inferno ancor più duro.

All’interno del ricorso si solleveranno inoltre censure circa la transitorietà dei percorsi abilitanti speciali, (PAS), previsti dal DM 81/13. Come è riportato sullo stesso testo del decreto che ne ha previsto l’istituzione, tali percorsi, sono il risultato dell’attuazione delle misure contenute nella direttiva 36/2005 della Comunità Europea: la direttiva in realtà prevedrebbe l’automatica equiparazione del servizio a qualifica professionale, eventualità attualmente ignorata dal Ministero, quindi obiettivo del ricorso sarà anche dimostrare che una misura compensativa dell’applicazione della direttiva non può essere attuata solo transitoriamente, ovvero, i PAS dovrebbero essere avviati in ‘modo ordinario’ anche negli anni successivi a favore di tutti quei soggetti che man mano raggiungano un’anzianità di servizio pari a tre anni scolastici.

Possono partecipare al ricorso le seguenti categorie di soggetti:

  • Laureati/Diplomati dopo il 15 Febbraio 2011, in possesso di valido titolo/qualifica che dia accesso alle graduatorie d’Istituto di III fascia ovvero di cui ai DMM 39/98 (laureati e diplomati vecchio ordinamento), 22/05 (lauree magistrali) e 508/99 (diplomati di conservatorio);
  • Studenti attualmente iscritti all’università o accademie o conservatori o a qualsiasi percorso di laurea/diploma che permetta l’acquisizione di uno dei titoli di cui alle tabelle contenute nei DDMM 39/98 (laureati e diplomati vecchio ordinamento), 22/05 (lauree magistrali) e 508/99 (diplomati di conservatorio), ovvero che hanno dato accesso alle graduatorie di circolo e d’Istituto di III fascia.

Le procedure di adesione e la documentazione e gli incartamenti necessari per la partecipazione all’azione di ricorso dovranno pervenire agli studi dei legali entro e non oltre il 30 Settembre 2013.

Modalità di adesione e tempistica:

Al fine di garantire la massima trasparenza e dare chiare ed esaustive risposte, si invita ognuno a leggere con attenzione la documentazione presente sul sito de La Voce dei Giusti:

https://sites.google.com/site/vocedeigiusti/home/ricorsi/ricorso-laureandi-e-neolaureati-esclusi-dalle-graduatorie-e-dallaccesso-ai-tfa

Bonus maturità: ufficiale l’abrogazione. Ecco la circolare del MIUR

La beffa finale è arrivata.

Ecco la circolare del MIUR che, nonostante fossero sempre più importati i rumors che davano voce ad un annullamento delle prove stante l’evidente incostituzionalità della decisione di modificare le regole del concorso durante la prova, conferma la scelta del Governo.

Chi spiegherà al candidato che si è seduto all’esame con 10 punti in tasca e che ha deciso di non rispondere ad una domanda dubbia al fine di non incappare nella decurtazione di punteggio che quei 10 punti non ci sono più?
Il bonus andava abolito e le prove ribandite con gli Atenei finalmente aperti a tutti gli studenti almeno sino a nuove prove conformi a legge.
Il MIUR pagherà le notte insonni fatte trascorrere agli studenti ed alle loro famiglie con una class action di migliaia di ricorrenti.

Intanto chi aveva diritto al bonus per legge, bando e decreto ministeriale ed è rimasto fuori dall’ultimo posto utile proprio per quella manciata di punti può fare ricorso ed ottenere l’ammissione.

Anche chi è rimasto fuori e non aveva diritto al bonus o non aveva un bonus sufficiente per superare l’ultimo ammesso può agire.

L’abolizione in corsa del bonus maturità è stata illegittima, tanto quanto la sua istituzione. L’illegittimità si è verificata nel momento in cui il Legislatore ha deciso di cambiare le regole mentre i ragazzi erano nelle aule del test, mentre i ragazzi mettevano le crocette, mentre i ragazzi contavano sull’attribuzione di un punteggio per aver superato l’esame per il diploma.

In nessun gioco si accetta il cambio di regole dopo la competizione e, a maggior ragione, non possiamo accettare il cambio di regole quando si decide del futuro dei nostri ragazzi[1].

In termini giuridici, questo si traduce nel mancato rispetto del principio della certezza del diritto che trova fondamento nella nostra stessa carta costituzionale: è stato emanato un decreto legge che ha eliminato il bonus maturità istituito proprio da quella “legge” abrogata durante la prova. Un concorso pubblico che “sceglie” i nostri destini non può essere così organizzato e congeniato. Sarà proprio la illegittimità costituzionale di tale decreto legge, che ha cambiato le regole del gioco in corso di test, ad essere oggetto dei ricorsi che stiamo predisponendo.

La battaglia che combattiamo da diversi anni ha sempre avuto come finalità ultima la tutela degli studenti, tutti, nessuno escluso, senza distinzione politica o partitica, con l’unico criterio che è quello della certezza del diritto.

Nessuno vuole far uscire nessuno, abbiamo un solo obiettivo, smantellare mattone dopo mattone il muro del numero chiuso, dalle contestazioni sulle domande, dalle risposte non conteggiate, dai posti degli extracomunitari di odontoiatria che rimangono vuoti e non assegnati né ai comunitari, né agli extracomunitari, dalle violazioni delle più elementari regole di organizzazione del concorso dalla carta di identità sul tavolo alla busta consegnata aperta.

Tutte le nostre contestazioni hanno un fine unico ammettere in sovrannumero gli studenti e allargare le graduatorie con il fine non nascosto di spingere legalmente il Legislatore italiano a rivedere la legge sul diritto allo studio che deve diventare libero e aperto a tutti.

È per questo che nel ricorso al Tar del Lazio avanzeremo una richiesta ulteriore di adire la Corte Costituzionale (già ci siamo andati, a novembre ci riandremo e proporremo poi la questione del cambio delle regole del gioco in corsa) per illegittimità costituzionale del Decreto Legge del 9 settembre.

Scrivi a santi.delia@avvocatosantidelia.it e chiedici come

Circolare MIUR

Abolizione del bonus di maturità: chi ne aveva diritto può ricorrente per ottenere l’ammissione

Che il bonus maturità, così come imposto dal Ministero, fosse una scelta scellerata lo dicevamo sin dagli inizi del 2013 prima ancora che il Ministro Profumo firmasse il Decreto di indizione delle prove.
Dopo 2 Ministri e 2 Ministeri si è riusciti ad abrogarlo proprio durante le prove di ammissione a Medicina e dopo che erano stati celebrati i test alle Università private nonchè quelli agli Atenei statali per Veterinaria e Professioni sanitarie, dando vita al più clamoroso dei pasticci della storia del numero chiuso.
Bene l’abrogazione ma scellerato il momento in cui ci si è decisi a farlo.
Barbara, arbitraria e contra legem, invece, la scelta di non spostare il test ad altra data consentendo frattanto a tutti gli studenti di seguire i corsi in attesa del nuovo test.
In nessun civile Stato di diritto si è mai sentito parlare di una selezione in cui le “regole del gioco” cambino proprio durante la prova con gli stessi candidati ignari di tutto.
Migliaia di studenti non si sono neanche iscritti al test perchè consapevoli che senza bonus maturità non avrebbero avuto alcuna possibilità di farcela.
Stamattina e nei giorni scorsi (Veterina e Professioni sanitarie) i candidati hanno  sostenuto la prova centellinando le risposte da dare e non proprio in funzione del bonus che avevano già acquisito in forza del bando di concorso.
Chi spiegherà al candidato che si è seduto all’esame con 10 punti in tasca e che ha deciso di non rispondere ad una domanda dubbia al fine di non incappare nella decurtazione di punteggio che quei 10 punti non ci sono più?
Il bonus andava abolito e le prove ribandite con gli Atenei finalmente aperti a tutti gli studenti almeno sino a nuove prove conformi a legge.
Il MIUR pagherà le notte insonni fatte trascorrere agli studenti ed alle loro famiglie con una class action di migliaia di ricorrenti.

Intanto chi aveva diritto al bonus per legge, bando e decreto ministeriale ed è rimasto fuori dall’ultimo posto utile proprio per quella manciata di punti può fare ricorso ed ottenere l’ammissione.

Scrivi a santi.delia@avvocatosantidelia.it e chiedici come

Ecco la nostra posizione

Intervista all’Avvocato Santi DELIA

Intervista all’Avvocato Michele Bonetti

Ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso: caos bonus maturità…ecco cosa succederà

Sarebbe il terzo revirement in poco meno di 6 mesi. Due Ministri (Profumo e Carrozza), due Ministeri (con l’entourage dei rispettivi Ministri), il meglio della classe dirigente di destra e di sinistra. L’espressione tecnica di una politica delle larghe intese in un momento di congiuntura, anche economica, assai sfavorevole.

Cosa ha partorito quest’eccellenza? L’introduzione del bonus maturità per l’ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso e l’entrata in vigore, immediata e senza appello, di una norma (contenuta nel c.d. Decreto Fioroni del 2008) che nessuno dei loro predecessori politici aveva mai avuto il coraggio di attuare.

Appuratone l’esito l’UDU ed i suoi legali (Santi Delia e Michele Bonetti) gridano allo scandalo: il sistema non funziona è profondamente iniquo e comprime in maniera ancora meno giustificata e giustificabile il diritto allo studio. Vogliamo, dicono gli studenti, un Consiglio dei Ministri immediato per la revisione del sistema.

Ma li, tra Viale Trastevere e Piazzale Kennedy, ci sono i Ministri ed il Ministero: quale migliore garanzia per la scelta del giusto sistema di selezione della futura classe dirigente italiana?

Il primo imbarazzante dietro front è del giugno 2013. Appena insediato il nuovo Ministro non ci vede chiaro rinvia il test, anche per l’accoglimento di un nostro ricorso al T.A.R. sulle modalità di presentazione della domanda, ed annuncia un correttivo e l’istituzione di una commissione di studio.

Il rimedio è peggiore del male. L’estate passa e i nostri ragazzi studiano con la consapevolezza che il bando di ammissione parla di un bonus che sarà decisivo ai fini dell’ammissione.

Poi, a 48 ore dall’esame più importante della loro vita, il Ministro va in piazza e dichiara che quei ragazzi avevano ragione. Il sistema non funziona.

“L’abbiamo guardato da tutte le parti, ho insediato una commissione tecnica apposta, abbiamo capito che è difficile introdurre un premio che garantisca giustizia. Sono giunta alla conclusione che sia impossibile.

Abbiamo provato a cambiare il bonus a giugno, a renderlo più equo, adesso è l’ora di fermarci. Per i test del 2014 il bonus maturità non ci sarà. La commissione ministeriale, in un secondo momento, ci dirà qual è il modo migliore per premiare gli studenti più efficaci delle scuole superiori”.

E’ la prova provata che il sistema bonus è l’ennesimo pasticcio all’italiana. Dopo 5 anni in cui la Legge che lo ha ideato (il c.d. Decreto Fioroni) viene rinviata nell’entrata in vigore di anno in anno, solo da aprile 2013 tutti gli studenti ne hanno appreso l’applicazione sin da settembre. I criteri previsti dal Legislatore, in appena qualche settimana di lavori frenetici, sono stati stravolti dal MIUR che ha confezionato la più barbara delle lotterie. I 10 punti verranno attribuiti non sulla base del merito ma solo con calcoli statistici (i c.d. percentili) per nulla capaci di fotografare e premiare il percorso di studi dei ragazzi. Qualche esempio? Uno studente modello del Maurolico che ha ottenuto 99 potrà ottenere zero punti di bonus. Lo stesso 99 ottenuto all’Istituto industriale o professionale della città o delle provincia valrà 9 punti. Tra il Nord e il Sud, inoltre, i valori di percentile sono enormemente differenti e saranno avvantaggiati proprio gli studenti del Nord con limiti di percentili più bassi che consentono a voti superiori all’80 di ottenere dei punti.

Lunedi, alle ore 11,00, mentre migliaia di studenti con le loro famiglie ad assisterli saranno impegnati nella prova per l’ammissione a Medicina, il Consiglio dei Ministri deciderà la sorte di tutti loro.

Sembra una beffa, uno scherzo…ma è solo la pura e semplice verità. Una cronaca fedelissima.

Quest’anno, a meno di una sospensione per un anno del numero chiuso (TUTTI AMMESSI ALLA FREQUENZA DEL CORSO DI LAUREA CHE SI SCEGLIE) che ci auguriamo e che con l’UDU stiamo continuando a chiedere con forza, l’ammissione sarà regolata da questo criterio assurdo.

Non consentiremo che il diritto allo studio venga compromesso sulla base di una mera cabala perché non si può decidere il futuro di un ragazzo con questi criteri, saremo in migliaia a ricorrere (con il maxi ricorso UDU) contro questo sistema.

Convocazione Consiglio dei Ministri n. 23

Avv. Santi Delia

Obiettivo avvocato: preparati con noi all’esame di avvocato

 


Il Corso Obiettivo avvocato ai blocchi di partenza: affrettati a porre le giuste premesse del tuo futuro successo professionale.

Studium Iuris – la nuova realtà dedicata alla formazione forense – annuncia l’avvio, a partire dal 23 settembre p. v., dei corsi on line e dal vivo per la preparazione dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, nelle sedi di Taurianova (RC)Messina.

Scopri le numerose iniziative formative della Scuola: visita il sito www.obiettivoavvocato.it oppure consulta la pagina Facebook “Studium Iuris s.r.l.”, e fissa un appuntamento con la Direzione scientifica e i suoi referenti nelle due città di svolgimento dei corsi frontali, che saranno lieti di riceverti per una dettagliata illustrazione dell’offerta didattica, e per l’individuazione del Corso più congeniale alle tue esigenze.

Approfitta dell’imperdibile offerta-lancio: iscrizione a 500 euro (corso dal vivo)600 euro (corso on-line completo)450 euro (corso on-line, solo atti e pareri), iva inclusa

La Scuola è convenzionata con le case editrici IPSOA​, CEDAM e WOLTERS KLUWER, i cui volumi di preparazione dell’esame (formulari, raccolte di pareri svolti, ecc…) e di consultazione durante gli scritti (Codici, annotati e non) potranno essere acquistati con uno sconto del 30% sul prezzo di copertina.

Le lezioni del Corso frontale, tenute da docenti e ricercatori universitari, avvocati del libero foro e magistrati amministrativi, si svolgeranno il sabato pomeriggio e il lunedì mattina, a Messina (locali dell’ERSU siti in Via Ghibellina, n. 146), per i corsisti provenienti dalla Sicilia, e a Taurianova (presso lo Studio legale dell’avv. Ilario Nasso, sito in Via La Resta, I trav., n. 2), per i corsisti provenienti dalla Calabria.

 

Intervista all’Avvocato Santi Delia sul bonus maturità

Se non hai ottenuto nessun punto di bonus o se ne hai ottenuti meno di quanto te ne spettavano è possibile agire innanzi al T.A.R. per ottenere quanto Ti spetta.

Il sistema attuato dal Ministro Carrozza è profondamente miope ed iniquo. Non lasceremo che nessuno studente che abbia diritto a studiare al corso di laurea a cui aspira possa subirne l’esclusione per via di un sistema BARBARO.

Sei sei stato escluso agisci….ORA!

Intervista a MESSINAORA

Dal 3 settembre prenderanno il via i test d’ingresso per i corsi a numero chiuso (Medicina e Chirurgia, Professioni sanitarie ecc…) e da quest’anno, come se non fossero mancate in passato, arrivano nuove polemiche. Arrivano grazie al “bonus maturità”, creato per premiare il merito ed eliminare le differenze fra studenti del nord e studenti del sud. In realtà, analizzando bene il meccanismo del “bonus maturità”, ci accorgiamo che il rischio è quello di una maggiore disuguaglianza fra studenti di istituti diversi di varie città.

Come ottenere il bonus di 10 punti da aggiungere al risultato ottenuto nel test? E’ necessario essersi diplomati con un voto uguale o superiore a 80/100  e pari o superiore all’80esimo percentile di riferimento, calcolato rispetto alla votazione complessiva conseguita dagli studenti esaminati all’intero della medesima commissione. Sì, ma cosa vuol dire?
L’Avvocato Santi Delia, noto in tutta Italia per il suo impegno a favore degli studenti universitari e contro il numero chiuso ormai da diversi anni, ci ha spiegato telefonicamente il perverso meccanismo di tale bonus, in vigore per la prima volta a partire da quest’anno.

“Il sistema del bonus maturità è l’ennesimo pasticcio all’italiana. Dopo 5 anni in cui la Legge che lo ha ideato (Decreto Fioroni) viene rinviata nell’entrata in vigore di anno in anno, solo dall’aprile 2013 tutti gli studenti hanno appreso che l’applicazione sarebbe stata attutata sin da settembre. I criteri previsti dal Legislatore – spiega l’Avv. Delia – in appena qualche settimana di lavori frenetici, sono stati stravolti dal MIUR che ha confezionato la più barbara delle lotterie. I 10 punti verranno attribuiti non sulla base del merito ma solo con calcoli statistici (i percentili) per nulla capaci di fotografare e premiare il percorso di studi dei ragazzi.”

Ma analizziamo gli effetti del bonus tramite qualche esempio. “Se un istituto di una città ha un percentile pari ad 82, tutti gli studenti che si sono diplomati presso tale istituto con un voto superiore ad 82 usufruiranno sicuramente del bonus, mentre se un’altra scuola di un’altra città ha il percentile pari a 99, chi avrà un voto di maturità inferiore a 99 non avrà alcun punto bonus. Inoltre, uno studente modello del Liceo Classico Maurolico – continua Santi Delia – che ha ottenuto 99 alla maturità del 2012 (quando il percentile veniva calcolato a livello provinciale) otterrà zero punti di bonus. Lo stesso 99 ottenuto all’Istituto industriale o professionale della città o delle provincia vale 9 punti. Tra il nord e il sud, inoltre, i valori di percentile sono enormemente differenti e saranno avvantaggiati proprio gli studenti del Nord con limiti di percentili più bassi che consentono a voti superiori all’80 di ottenere dei punti”.

Avere dei punti bonus al test è sicuramente decisivo per i candidati. Dunque chi non avrà alcun punto bonus avrà pochissime possibilità di andare avanti, mentre averne 10 aumenta in maniera evidente le speranze di superamente del test.

“Non consentiremo – conclude l’Avv. Delia – che il diritto allo studio venga compromesso sulla base di una mera cabala perché non si può decidere il futuro di un ragazzo con questi criteri.” (SIMONE INTELISANO)

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Altra rassegna stampa sull’argomento

Tempostretto

Il Messaggero

Corriere della Sera 1

Corriere della Sera 2

 

TEST D’INGRESSO: SE SEI UN EX AEQUO CON ALTRI O SE CI SONO ERRORI NELLA TUA GRIGLIA PUOI PASSARE IL TEST

Il Tar del Lazio con sentenza del 26 luglio 2013 ammette definitivamente una nostra ricorrente che aveva subito un errore nella correzione di una domanda, che aveva comportato la decurtazione di 0,25 punti.

Nel test vi era un annerimento della casella desumibile dalla forma grafica più marcata e che la riempiva del tutto rispetto alla forma usata per altre risposte.

Pertanto, in virtù dell’annerimento completo della casella si è riusciti a non computare la risposta con conseguente riattribuzione del punteggio di 0,25 inizialmente sottratto.

La vicenda trae origine da un procedimento giurisdizionale in cui si sosteneva che un candidato collocatosi in posizione ex aequo, ma con la laurea, doveva essere direttamente ammesso e non paragonato agli altri studenti.

Il Tar del Lazio nella prima fase cautelare respinse il ricorso ma la tenacia della ricorrente e dei suoi difensori ha fatto sì che il provvedimento, una volta impugnato, fosse riformato dinanzi al Consiglio di Stato sempre in fase cautelare e con ammissione in sovrannumero dell’istante.

Il Tar del Lazio, sez. III°, riaffrontando il ricorso in una fase non più sommaria ma di merito ha accolto il primo motivo sulla casella “mal” annerita e ha ritenuto assorbiti gli altri motivi.

In tal modo il Tribunale ha accolto il ricorso annullando il provvedimento impugnato in relazione al punteggio.

CAMPUS BIO-MEDICO: IRREGOLARITA’ NELLA GESTIONE DEI TEST

Sono pervenuti in questi giorni diverse segnalazioni su irregolarità nella gestione del test d’ingresso nel Campus Bio-Medico. Ciò nonostante, nella giornata di martedì inizieranno gli orali per coloro che hanno passato il test d’ingresso. Il nostro Studio legale ritiene illegittimo e contra legem lo svolgimento di un esame orale in aggiunta a un test d’ingresso.

Il Tar del Lazio ha già ammesso con riserva (e sciolto tale riserva positivamente nel merito) un nostro candidato ammesso all’orale e poi bocciato. Invitiamo tutti coloro che passeranno il test ma non l’orale a segnalarci la loro posizione e ulteriori irregolarità nelle prove.

LA NOSTRA BATTAGLIA PER IL DIRITTO DI INSEGNARE: ECCO TUTTI I RICORSI PER I DOCENTI

 

Carissimi docenti,

da ormai 4 anni siamo al Vostro fianco contro il precariato per tutelare il Vostro diritto ad insegnare.

Siamo stati i primi a vincere sui TFA riuscendo ad abbattere il muro di tutte le prove: dai famigerati test conditi anche da 25 errori, sino alle disparità sulla valutazione della prova scritta, di quella orale e dei Vostri titoli.

A graduatorie definitive affisse siamo persino riusciti ad ottenere l’ammissione degli idonei in sedi con posti vacanti.

Anche sul concorsone siamo stati i primi ad ottenere giustizia con i ricorsi contro il bando ed i requisiti ivi richiesti contro i precari storici della scuola. Ricorderete anche tutte le battaglie vinte sula soglia e sulle prove preselettive del concorsone, così come sulla valutazione delle griglie nella prova scritta.

Siamo stati in prima linea anche con migliaia di ricorsi al giudice del lavoro per contrastare l’abuso dei contratti a termine ed il cronico precariato che solo in Italia caratterizza il ll lavoro degli insegnanti.

In questa breve, per quanto possibile, e atecnica missiva volevamo cercare di rappresentare il percorso legale sino ad oggi espletato e quello che ci accingiamo a intraprendere per tutti Voi.

Nella nota vi sarà una suddivisione per capitoli in modo che ognuno di Voi possa assumere eventualmente anche le sole informazioni che desidera.

RICORSO PER ACCEDERE ALLE GAE PER TUTTI I NUOVI ABILITATI E ABILITANDI E PER COLORO CHE ENTRERANNO E CHE AVRANNO ACCESSO AI P.A.S.

Partono i nuovi ricorsi la cui scadenza è fissata al 30 settembre 2013 (data di invio della raccomandata con ricevuta di ritorno) in cui saranno impugnate tutte le disposizioni che vietano l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento ai docenti recentemente abilitati presso il TFA ordinario (sia per le vie ordinarie, sia per il tramite di pronuncia giudiziaria anche con riserva) e per chi si iscriverà ai PAS. La possibilità di inserimento era già prevista per i docenti abilitati presso le SSIS o i corsi ex-lege 143/04 ed è a nostro avviso illegittimo non consentire l’accesso alle Gae a docenti abilitati o da abilitare presso percorsi regolarmente attivati dalla Repubblica Italiana. La formazione da sempre è stata e deve essere connessa al reclutamento. Riteniamo dunque che sia legittimo pretendere l’accesso alle Gae da parte degli abilitati e abilitandi del Tfa e di coloro che si abiliteranno con i tirocini formativi speciali e che ogni limitazione normativa che preclude tale accesso (già codificata dal Ministero nelle modifiche al Regolamento introdotte dall’art. 15, c. 27 bis del D.M. 25 marzo 2013 pubblicate in Gazzetta il 4 luglio 2013) debba essere cambiata.

RICORSO P.A.S. RIVOLTO A TUTTI COLORO CHE NON HANNO ACCESSO AI PAS

L’Associazione Adida intende proporre una serie di ricorsi al TAR del Lazio per impugnare i decreti che hanno avviato le procedure di iscrizione ai PAS. Il ricorso è diretto a tutti coloro che hanno maturato servizio nel sistema di istruzione e formazione italiano ma, per il tipo di servizio svolto, il numero dei giorni, il tipo di contratto sottoscritto, o altri fattori, non rientrano nei parametri fissati dal MIUR per l’accesso ai PAS.
A questa pagina http://www.associazioneadida.org/content.6.ricorsi.html sono elencate alcune delle tipologie di ricorso, a titolo esemplificative, ma già abbiamo individuato altre categorie omogenee che saranno raggruppate in ricorsi collettivi specifici. In tutti i casi, si precisa che tutti coloro che vorranno intentare il ricorso dovranno comunque INOLTRARE AL MIUR E ALL’UFFICIO SCOLASTICO LA DOMANDA PER L’ACCESSO AI PAS, anche in forma cartacea qualora il sistema non permetta la registrazione; pertanto in tal caso si consiglia di inoltrare le raccomandate con ricevuta di ritorno (utilizzando come modello le voci del modulo on line del Ministero o ricostruendo tale modello seguendo il sito istanze on line o richiedendo il modulo alla stessa Associazione Adida), ENTRO E NON OLTRE STESSA DATA DI INOLTRO DELLA DOMANDA STABILITA DAL MINISTERO E AD OGGI FISSATA AL 29 AGOSTO 2013.

Per tutti coloro che invece versino in situazioni particolari e non accomunabili agli altri, ai fini di una rappresentazione corretta della propria censura (nel ricorso collettivo verranno necessariamente proposte come per legge motivi di natura collettiva e comuni a tutti i ricorrenti al fine di non incappare in vizi di procedura e inammissibilità) siamo disponibili a valutare con voi la possibilità di un ricorso individuale che consigliamo solamente qualora vi siano serie e comprovate ragioni, come ad esempio nel caso della sussistenza di contratti di collaborazione occasionali non computabili come giorni di servizio o altre fattispecie che denotino una specificità e apprezzabilità del caso individuale (ad esempio qualora per pochi giorni non si riesca ad entrare). Nel caso di ricorso individuale la somma eventualmente versata di euro 100 per il ricorso collettivo sarà decurtata dalla spesa o restituita.  
Anche per questa tipologia di ricorsi la scadenza è sempre fissata al 30 settembre 2013 (data di inoltro della raccomandata con ricevuta di ritorno) ma sono sempre fatte salve eventuali proroghe che visionerete sui nostri siti internet.

TIROCINIO FORMATIVO ORDINARIO

Adida ha impugnato le diverse prove concorsuali del tirocinio formativo consentendo la partecipazione alle prove successive e poi il superamento di tali esami in cui molti ricorrenti erano stati esclusi.
Dapprima si è iniziato con la impugnazione del test, poi con ricorsi successivi per l’impugnazione degli scritti con passaggio all’orale e infine con la contestazione degli orali con ammissione di molti esclusi direttamente al Tfa.
Una percentuale prossima al 95 % dei ricorsi semicollettivi (piccoli gruppi di ricorrenti) e dei ricorsi individuali è andata a buon fine. Nessuna ammissione con riserva da noi ottenuta sino ad oggi è stata ribaltata con la sentenza definitiva o in sede di appello.
Per i ricorsi collettivi generali in cui erano state accorpate più classi di laurea ed Atenei sono stati ammessi alla prova successiva tutti quei ricorrenti la cui prova doveva essere ancora espletata. Per tutti gli altri aderenti siamo in attesa della fissazione del merito ed è stato già richiesto il prelievo del fascicolo.
È stato avanzato anche un caso di un ricercatore escluso dal Tfa alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo e siamo in attesa della pronuncia.

CONCORSONE

Sono stati proposti diversi ricorsi con successo.
Dapprima è stato avanzato un ricorso per far accedere al concorso tutti coloro che non ne avevano accesso in virtù del principi di favor partecipationis e democraticità nei concorsi pubblici. È stato così proposto un ricorso per gli aderenti più “giovani” laureatisi recentemente e come tali esclusi. È stato poi inoltrato un ricorso per i soggetti già in ruolo ed esclusi dal concorso, nonché per altre categorie di esclusi. In tal modo centinaia di persone hanno avuto accesso al c.d. concorsone.
Successivamente è stato proposto un ricorso per i non ammessi del test che avevano preso tra i trenta e trentacinque punti, cinque punti di graduatoria che rappresentano migliaia di persone. Tutti i ricorrenti sono stati ammessi con riserva agli scritti successivi.
Da ultimo abbiamo ammesso agli orali decine di esclusi agli scritti.
Ad oggi siamo ancora in attesa della conferma dei provvedimenti cautelari con la sentenza di merito.

GIUDICE DEL LAVORO

Abbiamo proposto centinaia di ricorsi in tutta Italia contro il Ministero. Ad oggi siamo in attesa di sentenze definitive che non avverranno prima che la Corte Costituzionale, che ora attende la CGE, si pronunci sulla costituzionalità dello sfruttamento del lavoro precario.
Nell’attesa registriamo vittorie molteplici in diversi Tribunali, Milano, Genova, Viterbo, Piacenza, Cuneo, Verbania, Genova, Viterbo e Busto Arsizio etc. sulla questione degli scatti d’anzianità. Da sempre i precari vengono pagati meno dei loro colleghi in ruolo, tale questione è inaccettabile e abbiamo scelto così di rivendicare tutti gli arretrati per i nostri assistiti unitamente ad una condanna per il futuro ad adeguare anche i prossimi stipendi. Tali arretrati e scatti futuri, oltre a costituire somme importanti, incideranno su tutti gli altri istituti connessi, dalla tredicesima alla liquidazione che saranno oltremodo riaggiornate con interessi e rivalutazione. A ciò si è unito in alcuni casi un cospicuo risarcimento (c.d. indennità risarcitoria da collegato lavoro etc.) del danno.

RICORSO PER I PUNTI DEL MILITARE O SERVIZIO CIVILE

Dopo aver vinto un ricorso pilota al Tribunale di Roma l’Associazione ha iniziato una campagna per il riconoscimento del servizio militare e civile ai fini dell’attribuzione del punteggio.
Ai sensi dell’art. 20 della L. 24 dicembre 1986 n. 958, infatti, il servizio militare e civile prestato non in costanza di nomina deve essere valutato a condizione che il periodo di leva debba essere stato svolto successivamente al conseguimento del titolo che consente l’accesso in graduatoria. Tale legge rende illegittima l’interpretazione “restrittiva” data dal DM 42 dell’08.04.2009 al comma 5 punto 3, secondo cui il servizio militare ed i servizi assimilati per legge sono valutati solo se prestati in costanza di nomina.
Così in occasione dell’aggiornamento delle graduatorie d’istituto di III fascia, il problema del mancato riconoscimento del servizio militare ai fini dell’attribuzione dei 12 punti è stato nuovamente sollevato dinanzi ai Tribunali italiani ottenendo il detto punteggio.
Il contenzioso è stato avanzato su tutti i Tribunali garantendo un servizio capillare ai nostri aderenti su ogni sede.

RICORSI PRECEDENTI GAE: AL TAR A PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ETC., LA QUESTIONE DELLE QUESTIONI, TAR O GIUDICE DEL LAVORO?

Adida ha presentato una serie di ricorsi, individuali, semi collettivi e collettivi al Tar, nonché al Presidente della Repubblica avverso i decreti di riapertura delle Graduatorie ad Esaurimento. Una serie di ricorsi mirati per soggetti in possesso di abilitazione ma a cui era precluso l’ingresso in Gae, tra cui in primis un ricorso per i soggetti in possesso del diploma magistrale ovvero di un titolo abilitante per l’accesso alle Gae, per i precari della terza fascia abilitatisi sul campo e per stessa ammissione del Miur idonei all’insegnamento etc.
Per tutti tali ricorsi è stata già depositata un’istanza di prelievo, ovvero la richiesta della fissazione del merito della causa in cui sostanzialmente si definirà il giudizio.
Tuttavia è bene rappresentarvi che, in una serie di giudizi di altre note associazioni del settore, lo stesso Tar del Lazio ha emanato delle sentenze ove è stato dichiarato il difetto di giurisdizione in favore del Giudice del lavoro. In poche parole per la sezione Terza bis del Tar del Lazio, che ad oggi però è bene ricordarlo vanta il recente ingresso di un nuovo autorevole Presidente, a dover decidere non è il Tribunale Amministrativo ma il Giudice del Lavoro, ovvero il Tribunale del Lavoro.
Dinanzi a tale situazione Adida è stato l’unico soggetto che ha proposto un regolamento di giurisdizione dinanzi alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione diretto a dirimere definitivamente tale problematica. Difatti il rischio è che sia il Tar che il Giudice del lavoro dichiarino la giurisdizione dell’altro e che la questione si protragga nei gradi successivi. Così siamo andati direttamente al massimo organo per mettere la parola fine a tale incertezza. L’udienza è fissata dinanzi alle Sezioni unite della Cassazione per il giorno 24 settembre 2013 e concerne le tematiche dei ricorsi Gae, nonché dei ricorsi per il c.d. salva precari.

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Non possiamo che concludere con il ringraziarVi per l’onore che ci avete concesso sino ad oggi nel rappresentarVi e difenderVi.

E’ solo grazie alla Vostra fiducia che i risultati sono stati così eclatanti e positivi.

Nel segno della continuità della tutela dei precari della terza fascia rimbocchiamoci le maniche e permetteteci di tenere la barra dritta del nostro timone e proseguire tutti insieme per la tutela dei nostri diritti.
VostrI,
Santi Delia & Michele Bonetti
A v v o c a t I

Si allega per Vostra comodità un facsimile (in formato pdf e word) di domanda da inoltrare al MIUR e all’Ufficio Scolastico Provinciale a mezzo raccomandata a.r. di cui dovrete fare una copia e rimettertercela unitamente a tutta la documentazione.

 

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    Vittoria storia per gli ex medici specializzandi

    La Sentenza della Sezione Lavoro della Corte d’Appello di Milano emessa in data 24 luglio 2013 (n. 4832/2013) ha accertato il diritto alla rideterminazione triennale della borsa di studio e condannato così la Presidenza del Consiglio dei Ministri a pagare i medici specializzandi nel periodo 1994-2006 ed oggi specialisti.  L’azione è stata patrocinata dagli Avvocati Francesco Caronia e Giuseppe Pinelli, per lo studio legale Pinelli Schifani, e dall’Avvocato Santi Delia, – afferenti al network nazionale di studi legali creatosi nel 2007 su input dell’Associazione Italiana Giovani Medici (S.I.G.M.) – in difesa di due gruppi di medici che hanno impugnato rispettivamente una sentenza del Tribunale di Milano e di Pavia, che avevano negato il diritto dei ricorrenti in primo grado.Ai medici che si sono specializzati nel periodo tra il 1993 e il 2007 non è stata garantita l’”adeguata remunerazione” sancita dalla Direttiva 93/16/CE. In tale periodo i medici specializzandi hanno ricevuto la borsa di studio di cui al D.lgs. 257/91 – “bloccata” al valore del 1992 – senza l’applicazione del meccanismo di adeguamento previsto dall’art. 6 del D.lgs. 257/91.

    Il principio comunitario dell’”adeguata remunerazione” doveva essere garantito in Italia mediante un meccanismo di adeguamento delle borse di studio, comprendente la sua indicizzazione annuale per l’adeguamento al costo della vita nella misura del tasso programmato di inflazione e la sua rideterminazione triennale in funzione perequativa in funzione del miglioramento stipendiale tabellare minimo previsto dalla contrattazione collettiva relativa al personale medico neoassunto dipendente dal SSN. Tale meccanismo di adeguamento è stato utilizzato solo per l’anno 1992 e da allora l’emolumento è rimasto bloccato fino al 2006. La Corte milanese si è rifatta alla recente Sentenza della Suprema Corte di Cassazione, Sez. Lav., 29/10/2012 n. 18562 la quale ha rilevato che la parte di meccanismo di adeguamento relativo alla rideterminazione triennale è rimasto pienamente in vigore nel periodo tra il 1994 e il 2007.  Il Legislatore ha sospeso dal 94 al 2006, con varie leggi giustificate della tutela del bilancio pubblico, il meccanismo di indicizzazione annuale per l’adeguamento al costo della vita. Incredibilmente però il Legislatore “si è dimenticato” di emettere qualsiasi provvedimento “sospensivo” sulla parte di meccanismo di adeguamento inerente la rideterminazione triennale.

    In altre parole i medici specializzandi, nel periodo tra il 94 e il 2006, avrebbero dovuto ricevere una borsa di studio il cui valore doveva essere ogni tre anni riparametrata rispetto alla contrattazione collettiva del personale medico dipendente del SSN, così da agganciare la remunerazione degli specializzandi agli incrementi contrattuali conseguiti dal personale medico dipendente anche per evidenti ragioni di parità di trattamento rispetto ad analoghe mansioni svolte.In una nota del coordinamento nazionale del network legale, i coordinatori avvocati Francesco Caronia e Giuseppe Pinelli esprimono “viva soddisfazione per la nuova vittoria che fa seguito alle sentenze positive già ricevute dallo stesso patrocinio avanti i Tribunali di Torino, Novara, Ferrara, Brescia, Siena e Pisa”. Gli Avvocati Delia, Caronia e Pinelli manifestano“ancora più grande soddisfazione per il valore fondamentale della decisione della Corte meneghina che è il primo giudice di merito, per di più in grado di appello, a riconoscere il ragionamento della Cassazione in merito al meccanismo di adeguamento”.Il network di legali, coordinato dagli Avv.ti Caronia e Pinelli, rappresenta attualmente oltre 6.000 medici specializzandi in analoghe procedure avanti Tribunali e Corti d’appello su tutto il territorio nazionale ed “auspica ed esprime viva e rinnovata fiducia che anche questi collegi si adeguino all’intepretazione della Cassazione e riconoscano per tutti i medici specializzandi il diritto all’adeguata remunerazione”. Il coordinamento nazionale afferma quindi che questa “è una buona notizia per tutti quei medici che hanno frequentato le scuole negli anni dal 1994 al 2006 e non hanno ancora ottenuto giustizia”.

    Soddisfazione viene espressa anche dall’Associazione Italiana Giovani Medici (S.I.G.M.) che per prima ha sollevato in sede giudiziaria il problema del mancato recepimento da parte dell’Italia delle Direttive Comunitarie per gli specializzandi del periodo compreso tra il 1994 e il 2006: <<Una consistente giurisprudenza sta dando ragione alle nostre tesi. L’impatto sulle Casse dello Stato di tali controversie non sarà indifferente e pertanto, anche in ragione della crisi economico-finanziaria che attraversa il Paese, ci chiediamo se non sia il caso di cominciare ad esplorare la via del concordato al fine di ristorare i diritti disattesi di migliaia di giovani specialistici. Ci rendiamo disponibili al confronto per individuare eventuali soluzioni in sede legislativa, consci che le sempre più limitate risorse disponibili del capitolo della formazione medico-specialistica vadano prioritariamente indirizzate ai più giovani colleghi che aspirano ad entrare alle scuole di specializzazione>>.

    Studio Legale Avvocato Santi Delia