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Calcolo percentili bonus maturità. Ecco come si fa.

Al fine di rispondere alle centinaia di richieste di chiarimenti sul calcolo del bonus di maturità si chiariscono i seguenti aspetti.

Nell’elenco che troverete sul sito UNIVERSITALY sono indicati in fondo alla riga corrispondente alla Vostra scuola 4 colonne:

  • P80 = ottantesimo percentile >> 4 PUNTI
  • P85 = ottantacinquesimo percentile >> 6 PUNTI
  • P90 = novantesimo percentile >> 8 PUNTI
  • P95 = novantacinquesimo percentile >> 10 PUNTI

Cosa significa?

Significa che per ottenere il bonus previsto dal D.M. (ad esempio tra 80 e 84, 4 punti) la tua scuola dovrà avere un percentile inferiore o uguale al tuo voto.

Quindi il voto indicato sotto P80 è il minimo per poter prendere 4 punti.

Se il voto indicato è 84 e voi avete preso 83 NON OTTERRETE ALCUN PUNTEGGIO.

Se il voto indicato sotto P85 è 89 è quest’ultimo il voto minimo per poter prendere 6 punti e così via.

CASI PARTICOLARI (AD ESEMPIO LICEO CLASSICO MAUROLICO DI MESSINA O SCUOLA EMPEDOCLE DI MESSINA) con voti di maturità identici per più percentili.

La particolarità di tali scuole è dato dal fatto che alcune scuole presentano dei voti di maturità identici per più percentili.

Come fare per sapere a quanto ammonterà il proprio bonus maturità?

Si deve calcolare la media dei punti assegnati ai vari percentili.

Ad esempio:

Se avete preso 100 al MAUROLICO o al Liceo Empedocle (ove è presente 100 in tutti i valori di percentili – P80, P85, P90 e P95, dovrete eseguire la somma dei vari punti bonus (4,6,8,10 e quindi uguale a 28) e dividerla per i percentili, quindi 28/4=7.

Se avete preso 100 al MAUROLICO o al LICEO EMPEDOCLE avrete 7 punti in più al bonus maturità.

ULTERIORE ESEMPIO PER MESSINA IL LICEO ARCHIMEDE DOVE I PERCENTILI SONO (P80) 93, (P85) 96, (P90) 100, (P95) 100.

Si deve fare la media dei percentili P90 (8 punti) e P95 (10 punti).

In questo caso quindi 10+8=18, 18/2=9.

Prendendo 100 si otterrà un bonus di 9 punti.

 

Anonimato e ammissione a Medicina ancora un’altra vittoria. Il T.A.R. Campobasso ammette tutti i ricorrenti.

Il T.A.R. del Molise ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ed ordinato all’Ateneo di ammettere tutti i ricorrenti al corso di laurea in Medicina.

Hanno ancora una volta colto nel segno i motivi di ricorso spiegati avverso le modalità di svolgimento della prova in violazione dei principi di segretezza e anonimato.

Questa volta, tuttavia, il T.A.R. ha accolto anche nuovi e mai delibati vizi che hanno reso ancora più importante la pronuncia in commento.

La prima novità riguarda l’accoglimento del motivo di ricorso sulla mancata verbalizzazione del CINECA della correzione delle prove.

“Il Consorzio Interuniversitario al quale è stata affidata dalle Amministrazioni resistenti la gestione della prova selettiva per l’accesso al Corso di Laurea in Medicina 2012-2013, svoltasi a Campobasso in ambito interregionale, ha omesso di verbalizzare formalmente le operazioni di correzione degli elaborati della prova e questo costituisce vizio procedimentale alquanto rilevante e grave, poiché non consente di verificare la correttezza delle operazioni medesime.

Sono state accolte inoltre le complesse e variegate censure sull’anonimato.

“Inoltre, si può ritenere che la presenza di un codice a barre (con l’indicazione sottostante del numero di codice), riportato sia sulla scheda anagrafica di ciascun concorrente, sia sui modelli di questionario a ciascun concorrente consegnati, renda in astratto possibile l’identificabilità dell’autore della prova, anche dopo la conclusione della prova medesima, persino nel momento successivo delle operazioni di esame e valutazione dei questionari. Ciò anche in considerazione del fatto che, senza alcuna plausibile ragione, la consegna dei plichi di concorso è avvenuta in ordine alfabetico, nonché dopo aver verificato .

Anche se l’attribuzione di punteggio alla prova è rigorosamente legata al numero di risposte esatte contenute nell’elaborato di ciascun candidato, l’anonimato dell’elaborato (cioè la non identificabilità dell’autore prima dell’attribuzione del punteggio) resta un valore tutelabile, soprattutto allo scopo di prevenire ed evitare eventuali manipolazioni dell’esito della prova. Tale valore è da ritenersi effettivamente tutelato dalle puntuali e minute prescrizioni contenute nelle vigenti disposizioni e norme di settore, che – quando sono integrate da disposizioni di auto-regolamento, come nel caso di specie – non consentono però, in via di principio, procedure tali da rendere possibile a un qualsivoglia addetto alla vigilanza o membro della commissione di seguire la traccia dell’elaborato, identificandone l’autore, come avviene quando la tracciabilità sia consentita dall’identificazione del candidato mediante i codici a barre e numerico, riportati sia sulla scheda recante i dati anagrafici del medesimo (esibita sul banco durante la prova, per consentire alla vigilanza il controllo costante dell’identità del candidato), sia sul modello di questionario consegnato a ciascun candidato. E’ appena il caso di aggiungere che la regola dell’anonimato dei concorrenti sia espressione di un più generale principio di garanzia dell’imparzialità amministrativa (cfr.: Cons. Stato II, 6.10.2011 n. 3672; T.a.r. Sardegna Cagliari I, 14.3.2012 n. 229; T.a.r. Sicilia I, 28.2.2012 n. 457; T.a.r. Toscana I, 27.6.2011 n. 1105). Pertanto, si può ritenere che le particolari modalità con le quali si è svolta, nel caso di specie, la selezione per l’accesso al Corso di Laurea in Medicina 2012-2013, non abbiano fornito sufficienti garanzie per l’anonimato degli elaborati e dei candidati. Ciò costituisce, senza dubbio, vizio del procedimento e del provvedimento, che ne inficia la legittimità”.

Il passo più importante, tuttavia, è stato dettato con riguardo agli effetti della pronuncia di illegittimità del concorso. Cosa succede, in altre parole, se il concorso è illegittimo? Viene annullata la prova, ammessi i ricorrenti o risarciti i danni a questi ultimi?

La soluzione che avevamo messo sul campo e che era stata accolta, tra gli altri, dal T.A.R. Palermo, dal T.A.R. Brescia, dal T.A.R. Napoli, dal T.A.R. Firenze, dal T.A.R. Cagliari e dal Consiglio di Stato è stata ulteriormente superata.

Nelle superiori pronunce avevamo fatto valere criteri di equità e la costituzionalità incomprimibile del diritto allo studio che, in ipotesi di procedura illegittima, si riespande. Secondo noi nessuno può essere escluso da un corso di laurea se la procedura di concorso è illegittima.

Qui avevamo inoltre fatto valere la necessità di ottenere un risarcimento in forma specifica e quindi l’ammissione. In entrambi i casi deve ottenersi la possibilità di frequentare il corso di laurea.

Ed il T.A.R. Campobasso ha accolto questa tesi innovativa.

 

“Chiariti tali aspetti relativi al merito dell’impugnativa, occorre fare un’ulteriore riflessione sull’attualità dell’interesse a coltivare il ricorso, a distanza di tempo, cioè dopo che sono trascorsi alcuni mesi dalla selezione di accesso universitario programmato e dall’inizio dei corsi universitari. L’interesse dedotto in giudizio non ha natura meramente oppositiva, si qualifica anzi come interesse di natura pretensiva, poiché le ricorrenti dichiaratamente aspirano ad accedere al numero chiuso del Corso di Medicina. Un eventuale annullamento radicale delle prove selettive non sarebbe concretamente satisfattivo, poiché rimetterebbe semplicemente le candidate nella condizione di partenza, vale a dire quella di dover partecipare a nuova selezione, senza determinare neppure, stante la difficoltà e la complessità di organizzazione di simili dispositivi di verifica selettiva, un effetto anticipatorio della prova di accesso – rispetto al quale potrebbe sussistere un residuale interesse strumentale all’annullamento – prima del tempo in cui essa è naturalmente prevista per l’anno accademico successivo. Essendo, infatti, imminenti le nuove prove per l’accesso al Corso di Laurea in Medicina 2013-2014, l’annullamento della selezione per il 2012-2013 farebbe, verosimilmente, slittare la ripetizione della prova in coincidenza con quella del nuovo anno accademico, non producendo alcun effetto incrementale rispetto all’attuale posizione di aspettativa delle ricorrenti. Ciò induce a una riflessione sulla possibilità che – limitando l’accoglimento del ricorso all’interesse attuale e concreto delle ricorrenti – la pronuncia giurisdizionale avvenga in applicazione della norma di cui all’art. 34 comma terzo del C.p.a., a tenore della quale . Tale pronuncia di accertamento dell’illegittimità – che, in qualche modo, corrisponde alla richiesta delle stesse ricorrenti di essere reintegrate in forma specifica, mediante l’ammissione in soprannumero al Corso di Laurea in Medicina 2012-2013 – apre la strada alla valutazione della domanda risarcitoria delle ricorrenti. VIII – Le ricorrenti, invero, chiedono l’accertamento del loro diritto a essere ammesse al Corso di laurea in questione e di ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi, a causa del diniego dell’iscrizione, nonché la condanna in forma specifica, ex art. 30 comma secondo del C.p.a., delle Amministrazioni intimate all’adozione del relativo provvedimento di ammissione al Corso di laurea e, in via subordinata, al pagamento delle relative somme con interessi e rivalutazione, come per legge.

IX – Si possono ritenere sussistenti, nella specie, i presupposti del danno risarcibile, precisamente il provvedimento illegittimo (l’atto di esclusione dal Corso universitario), l’evento dannoso (la perdita della possibilità di frequentare il Corso), nonché l’elemento soggettivo della colpa, consistente nella palese violazione dei principi di buon andamento, correttezza e imparzialità, conseguente al mancato rispetto della regola di anonimato, nonché dei principi generali in materia di verbalizzazione delle operazioni amministrative (cfr.: Cons. Stato V, 31.7.2012 n. 4338; T.a.r. lazio Roma II, 18.2.2013 n. 1749).

Qualche dubbio sussiste per il nesso di causalità tra condotta ed evento, poiché l’esclusione dal Corso universitario non è la conseguenza diretta dell’illegittimità del procedimento, ma di una prestazione delle ricorrenti nella prova selettiva, ritenuta inadeguata. Tale dubbio può essere positivamente risolto, nella considerazione che un’organizzazione della prova culturale di accesso programmato al Corso di Medicina, se fosse stata più congrua, imparziale e rispettosa delle regole del buon andamento amministrativo, avrebbe favorito un clima di maggior garanzia e di serenità dei concorrenti, tale da rendere possibili – dal punto di vista soggettivo – prestazioni migliori di tutti, quindi anche delle ricorrenti. In termini di valutazione probabilistica oggettiva, conformemente a un giudizio di comune esperienza, l’applicazione di un parametro di garanzia d’imparzialità più elevato all’attività amministrativa, in una procedura di tipo concorsuale, favorisce le possibilità di tutti i concorrenti e di ciascuno di migliorare le proprie prestazioni e conseguire risultati più apprezzabili. Ciò depone a favore della sussistenza di un nesso di causa tra atto illegittimo ed evento dannoso. Il nesso causale, invero, sussiste quando tra condotta ed evento vi sia un rapporto di consequenzialità anche eventuale, di guisa che si devono comprendere nel risarcimento da fatto illecito quei danni mediati e indiretti che siano effetto possibile del fatto stesso, rientrando nella serie delle conseguenze cui esso dà origine, in base al criterio della cosiddetta regolarità causale (cfr.: Cons. Stato V, 10.2.2004 n. 493; T.a.r. Calabria Catanzaro II, 19.7.2012 n. 771; T.a.r. Friuli Trieste I, 30.8.2006 n. 572)”.

 

L’Università è ora obbligata a:

1) riesaminare le posizioni delle ricorrenti, per valutare autonomamente la possibilità di una reintegrazione in forma specifica, mediante l’ammissione in soprannumero al Corso, in alternativa al risarcimento per equivalente, comminabile in caso di impossibilità giuridica o fattuale della reintegra specifica.

 

2)Nell’eventualità che la reintegrazione in forma specifica sia tecnicamente o giuridicamente ardua o impossibile, l’Amministrazione dovrà rimborsare alle ricorrenti i documentati costi della partecipazione alla prova (eventuali spese di viaggio, acquisto di libri, frequentazione di corsi di preparazione, eccetera), nonché risarcire la perdita di delle ricorrenti, percentualmente misurata e ponderata, in relazione diretta con la posizione di graduatoria, valutando come “cento” la posizione numero uno di essa e “zero” la posizione virtuale successiva all’ultima. Considerato che l’accesso al Corso di Medicina, in caso di completamento degli studi universitari, fornisce altissime probabilità di inserimento lavorativo, la “chance” massima, quella della posizione numero uno di graduatoria, sarà calcolata – in misura forfetaria, considerando la riduzione oggettiva della per il doppio sbarramento del completamento degli studi e del reperimento di un posto di lavoro da medico – come un centesimo del reddito medio lordo di un medico di guardia medica della Regione Molise, conseguibile nel corso di una carriera di venti anni (senza alcuna parametrazione attuariale). Il ristoro della perdita di di ciascuna ricorrente, avendo come parametro la posizione numero uno, subirà una decurtazione proporzionale al rapporto ponderato della sua posizione in graduatoria con quella del numero uno della graduatoria medesima.

Mediante tale criterio empirico si potrà così giungere – in sede di accordo tra le parti o nell’eventuale successiva ottemperanza – a una quantificazione del danno risarcibile per equivalente”.

Si tratta di una pietra miliare per la riconosciuta fondatezza delle nostre tesi giacchè sono state accolte tutte le tesi sulla necessità di rispettare le regole di segretezza e imparzialità e anonimato nonché, in ipotesi di violazione, si è riconosciuta la possibilità di ottenere l’ammissione non solo sulla base di criteri di ragionevolezza ma anche in ottemperanza ad un’espressa previsione codicistica. Il risarcimento in forma specifico è quindi attuabile.

Il giorno precedente, invece, il C.G.A. ha rigettato l’appello contro l’Università di Messina relativo all’anno accademico 2011/2012.

Nonostante vi fossero gli stessi vizi qui denunciati e accolti, secondo il C.G.A. serve ancora la prova del dolo relativo alla manomissione dei plichi o, comunque, a fatti che possano dimostrare che la violazione dell’anonimato abbia concretamente favorito qualcuno a scapito di altri. E ciò nonostante il fatto che i plichi erano stati rubati dopo la prova impedendo così ai ricorrenti qualsiasi possibile individuazione di una prova in tal senso.

T.A.R. Molise, Campobasso, 4 giugno 2013, n. 396

C.G.A., 3 giugno 2013, n. 540

 

 

 

Dopo la Corte Costituzionale andiamo alla Plenaria: il C.G.A. rimette la questione sull’anonimato

Il C.G.A. ha rimesso all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato 4 nostri appelli riguardanti il caso anonimato all’Università di Messina.

Innanzi al contrasto giurisprudenziale tra le diverse Sezioni del Consiglio di Stato, il C.G.A. ha ritenuto così peculiare la nostra vicenda da rimettere la questione all’Adunanza Plenaria.

Il caso era quello che nel 2011 portò decine di ammessi all’Ateneo di Messina (http://www.avvocatosantidelia.it/index.php/news/163-il-consiglio-di-stato-accoglie-i-ricorsi-dellavv-santi-delia-la-prova-di-concorso-a-messina-e-stata-viziata-per-10-anni-i-ricorrenti-sono-tutti-ammessi).

Il massimo consesso della Giustizia Amministrativa si pronuncerà nei prossimi mesi.

C.G.A., 10 maggio 2013, n. 464

CGA: RESPINTI GLI APPELLI DELL’UNIVERSITA’ DI MESSINA. TUTTI I NOSTRI RICORRENTI SONO DEFINITIVAMENTE AMMESSI

L’Università di Messina aveva appellato le sentenze a noi favorevoli con cui eravamo riusciti a far ammettere i nostri ricorrenti al Corso di Laurea in Medicina nell’a.a. 2010/11. Il C.G.A. ha rigettato l’appello proposto dall’Avvocatura dello Stato citando proprio le nostre sentenze che, negli ultimi due anni, eravamo riusciti a collezionare innanzi al Consiglio di Stato.

Il Collegio, infatti, condivide l’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale del Consiglio di Stato (cfr. ex plurimis, Cons. St., sez. VI, 10 settembre 2009 n. 5434; Id., ordd. n. 647/2012 e n. 1791/2012), secondo cui, in presenza di un rapporto di congruità fra le strutture dell’Università ed il numero complessivo programmato per le iscrizioni al corso di laurea in medicina e chirurgia, la garanzia del diritto allo studio sancita dall’art. 34, primo comma, della Costituzione – che si qualifica come diritto della persona e non soffre di limitazioni in relazione al grado di istruzione – porta a privilegiare la tesi volta ad assicurare lo scorrimento degli studenti comunitari, utilmente collocati in graduatoria, nei posti assegnati agli studenti extracomunitari restati non utilizzati. Pertanto va confermata l’impugnata sentenza di primo grado, laddove ha disposto l’obbligo dell’Amministrazione di consentire lo scorrimento della graduatoria, con le modalità nella stessa indicate“.

Si tratta, quindi, di una vittoria costruita in questi due anni su più fronti: dal T.A.R. Catania che, per primo, aveva accolto la nostra tesi ai T.A.R. di Palermo, Catanzaro, Salerno, Cagliari, Brescia, Milano e L’Aquila e, finalmente quest’anno, anche del T.A.R. centrale del Lazio. Solo grazie a queste importanti pronunce anche il Consiglio di Stato cambiò orientamento e centinaia di nostri ricorrenti hanno ottenuto l’ammissione.

E oggi anche il C.G.A. ha messo il suo sigillo.

C.G.A., 10 maggio 2013, n. 467, Pres. De Nictolis

IL CGA CONFERMA L’AMMISSIONE DI TUTTI I RICORRENTI: saranno Fisioterapisti, Inferimieri e Radiologi

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha rigettato l’appello proposto dall’Avvocatura dello Stato per l’Università e il MIUR e confermato l’ammissione di tutti i nostri ricorrenti.

Abbiamo vinto. Senza se e senza ma. Vittoria eclatante e schiacciante su tutta la linea.
Tutti ammessi. Da chi aveva solo pochi punti e quindi sotto la soglia dei 20 stabiliti dal D.M. a chi sino al giorno dell’udienza era il primo dei non ammessi.
Confermata anche la condanna alle spese dell’Università e la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica.
Aveva colto nel segno il motivo sull’anonimato, sulla mancanza delle buste e sulla non necessità di proporre querela di falso.
La “reliquia” del foglio di istruzioni da noi reperita e, se ci è consentito, la nostra impostazione, sono state decisive e riportate in toto nella sentenza del T.A.R. hanno oggi trovato l’avallo del massimo organo di giustizia siciliana.
L’anonimato è stato platealmente violato dalla SELEXI e dall’Ateneo di Palermo e con esso il vostro diritto di studiare.
Avremo certamente modo di sentirci ma frattanto Vogliamo porgerVi i nostri più sinceri auguri per una splendida carriera accademica.
Siete studenti Infermieristica, Fisioterapia e Radiologia.

Avete avuto accesso al sapere e, come mai finiremo di provare a fare, ottenuto l’abbattimento delle illegittime barriere al Vostro diritto allo Studio.

Non perdete quest’occasione e siate orgogliosi di come Vi siete guadagnati di poter indossare quel camice.

Rassegna stampa

Giornale di Sicilia

Live Sicilia

Younipa

Messinaora

NUOVE VITTORIE PER IL PRECARIATO SCOLASTICO SUL FRONTE DEL RICONOSCIMENTO DEGLI SCATTI DI ANZIANITÀ.

I Tribunali di Milano, Piacenza, Cuneo, Verbania, Genova, Viterbo e Busto Arsizio hanno accolto i ricorsi di lavoro sul riconoscimento degli scatti di anzianità per i docenti precari. Ai ricorrenti sono stati riconosciuti gli scatti biennali di anzianità previsti dall’art. 53 della L. 312/1980, secondo cui al personale docente non di ruolo, titolare di incarico conferito dal Provveditore agli Studi (oggi Ufficio Scolastico Provinciale) sono attribuiti aumenti del 2,5% sulla base dello stipendio iniziale, per ogni biennio di servizio prestato.

Infatti, come statuito in una recente pronuncia del Tribunale di Milano “lo scatto di anzianità ha la funzione di parametrare il trattamento retributivo alla progressiva acquisizione di una maggiore professionalità e competenza del lavoratore. Esso, in sostanza, tiene conto della maturazione della sempre più ampia esperienza che ciascun lavoratore consegue in forza del protratto svolgimento della propria prestazione”.

Si tratta di vittorie storiche, in quanto, con esse si è raggiunto un importante traguardo: l’equiparazionein termini di competenza e professionalità, di un lavoratore a tempo determinato ad uno a tempo indeterminato, senza distinzioni fra abilitati e non abilitati, equiparandoli peraltro finalmente anche in termini economici.

Riferiscono soddisfatti gli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti: “Compito dei giudici deve essere quello di impedire qualsiasi trattamento sfavorevole dei lavoratori a tempo determinato, sulla sola base della durata dei contratti di lavoro che giustificano la loro anzianità e la loro esperienza professionale”.

TAR CATANZARO: i posti rimasti vacanti vanno ai nostri ricorrenti. L’Ateneo è condannato alle spese per oltre 6.000 euro

Il T.A.R. della Calabria (Pres. Calveri, Rel. Gatto Costantino), ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e ordinato la definitiva ammissione dei 5 ricorrenti. Secondo il T.A.R. l’Ateneo doveva mettere a scorrimento tutti i posti rimasti vacanti e non poteva lasciare fuori i nostri ricorrenti. Dinanzi a posti comunque rimasti vacanti è obbligo dell’Ateneo provvedere sempre allo scorrimento. I ricorrenti possono agire anche dopo molto tempo dalla pubblicazione della graduatoria giacchè non si impugna l’esito del concorso ma la successiva scelta dell’Ateneo di non provvedere allo scorrimento. Uno dei ricorrenti, ad esempio, aveva agito a settembre 2012 contestando il mancato scorrimento all’esito del test del 2011. Un altro muro è stato abbattuto.

Vai alla sentenza del T.A.R. Calabria con cui l’Ateneo è stato anche condannato a pagare oltre 6.000 euro di spese legali

Numero chiuso 2013/2014: è graduatoria unica. Cambia anche il test e c’è il bonus maturità

Il MIUR brucia le tappe e prima dell’attesa pronuncia della Corte Costituzionale detta le nuove regole di accesso per l’ammissione ai corsi di laurea a numero programmato nazionale per l’anno accademico 2013/2014. Sarà graduatoria unica per tutti i corsi di laurea con test nazionale: Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura.

Ecco tutte le novità.

Graduatoria unica nazionale. Dopo che il Consiglio di Stato aveva rimesso la questione alla Corte Costituzionale accogliendo i nostri ricorsi ed il T.A.R. Lazio, sempre e solo sui nostri ricorsi, aveva bocciato la scelta del MIUR di sperimentare le graduatorie aggregate anzichè l’opzione per un’unica graduatoria nazionale, il MIUR corre ai ripari e sceglie la via indicata dal Giudice amministrativo. I concorrenti che ad esempio partecipano al concorso per l’ammissione ai corsi di laurea per l’accesso a Medicina e Odontoiatria possono scegliere di spendere il loro punteggio per entrambi i corsi di laurea indicando la preferenza in via prioritaria per l’uno o l’altro C.D.L.

Tale scelta avviene obbligatoriamente al momento dell’iscrizione alla prova di ammissione (tra il 6 maggio ed il 7 giugno 2013).

Per quanto riguarda la scelta della sede, il MIUR segue ancora una volta la via tracciata dalla giurisprudenza degli ultimi anni. Dopo l’accoglimento di numerosi ricorsi riguardanti la tardiva scelta dell’opzione di sede, viene stabilito che la prima sede prescelta è quella dove si effettua il concorso.

Nessun vincitore, quindi, potrà ritrovarsi escluso sol perchè ha dimenticato di indicare la propria sede preferita.

Sempre all’atto dell’iscrizione al test, e quindi tra il 6 maggio ed il 7 giugno 2013, gli studenti dovranno indicare le “sedi per cui si intende concorrere”. L’attribuzione della sede avverrà nel medesimo senso dell’anno accademico precedente e cioè assegnando la sede prescelta sulla base del punteggio ottenuto e sino all’esaurimento dei posti in quel determinato Ateneo.

Ad esempio ove il candidato abbia partecipato al test presso la sede di Palermo (prima opzione automatica) ed abbia indicato come seconda scelta Messina, come terza Catania, poi Roma La Sapienza ed a seguire L’Aquila ed abbia totalizzato il punteggio di 70, otterrà l’ammissione nella sede (tra quelle prescelte) ove nessun altro candidato sia stato ammesso con tale punteggio.

E quindi ove a Palermo, Messina, Catania e Roma tutti gli ammessi abbiano almeno 71 di punteggio, il candidato otterrà l’ammissione a L’Aquila ove ipotizziamo che l’ultimo ammesso avrà totalizzato 68 punti.

Ove invece anche a Messina si dovesse ottenere l’ammissione con, ad esempio 69 punti, a L’Aquila verrà preferita la scelta su Messina indicata in via prioritaria.

Grazie a tale sistema di preferenza, ove il candidato abbia comunque indicato tutte le sedi disponibili dimostrando volontà a spostarsi rispetto alla propria prima scelta, in ipotesi di punteggio utile, otterrà l’ammissione.

Una volta ottenuta l’ammissione presso una delle opzioni potrà decidere se immatricolarsi o attendere che terminino gli scorrimenti presso le sedi indicate in via prioritaria. Ove si decida ad immatricolarsi (nel nostro esempio precedente a L’Aquila) le altre scelte anche se prioritarie verranno cancellate (in quel caso Messina).

Il nuovo test. Non più 80 domande ma 60. Non più due ore ma solo 1 ora e mezza di tempo.

Dopo 13 anni, sotto i colpi dei ricorsi, cambia il test. Quasi azzerata la cultura generale che da 40 domande su 80 passa a 5 su 60.

E’ la prova più evidente che i nostri ricorsi sul punto erano e sono fondati.

25 saranno le domande di logica, 14 di biologia, 8 di chimica e 8 di fisica e matematica. Questo per quanto riguarda il test più gettonato: quello per l’accesso a Medicina e Odontoiatria.

Attribuzione del punteggio. Al test sarà attribuito il punteggio massimo di 90 punti. 1,5 punti per ogni risposta esatta e 0,40 in meno per ognuna errata. Zero punti in caso di risposta non data.

Ulteriori 10 punti verranno attribuiti sulla base della pregressa carriera scolastica. In totale, quindi, si potranno ottenere al massimo 100 punti.

I 10 punti verranno attribuiti a chi ha ottenuto un voto di maturità pari almeno a 80/100 “rapportato  alla distribuzione in percentili dei voti ottenuti dagli studenti che hanno conseguito la maturità nella stessa scuola nell’a.a. 2011/12”. Tali percentili verranno resi noti sul sito del MIUR entro il 31 maggio 2013.

L’aumento delle risposte esatte a 1.5 punti e la riduzione a 60 delle domande, ha notevolmente diminuito l’impatto del voto di diploma giacchè bastano solo 7 domande esatte per riuscire a colmare il gap.

Nulla è previsto per i titoli di laurea vantati dai candidati e si prospetta, quindi, un pericoloso vuoto “regolamentare” sul punto che potrebbe essere foriero di contenzioso.

Il vademecum dei termini.

Dal 6 maggio al 7 giugno 2013 (ore 15.00): Iscrizione on line alla prova. Il perfezionamento dell’iscrizione avviene con il pagamento della tassa che ogni Ateneo stabilirà nei propri bandi.

All’atto dell’iscrizione on line è necessario inserire un valido indirizzo di posta elettronica e/o un numero di cellulare.

E’ questo il momento in cui indicare le sedi di preferenza per cui si intende concorrere. TALI PREFERENZE SONO IRREVOCABILI E LA PRIMA PREFERENZA E’ SEMPRE QUELLA IN CUI SI DECIDE DI SOSTENERE IL TEST.

Dal giorno successivo alla prova e per 6 giorni (ad esempio per Medicina e Odontoiatria dal 24 al 30 luglio) dovrà essere indicata nella propria area riservata il voto di maturità frattanto ottenuto. In mancanza di tale dato verrà attribuito il punteggio di ZERO.

Successivamente verrà percentualizzato il voto indicato sulla base di quanto chiarito in precedenza.

Dal 5 agosto in poi (prima Medicina e Odontoiatria ed in seguito gli altri Corsi di laurea) sarà possibile consultare il proprio voto nel test.

il 26 agosto verrà infine pubblicata la graduatoria nazionale di merito che tiene conto anche del voto di diploma.

Se il nominativo rientra tra i soggetti ASSEGNATI, grazie al proprio punteggio si è ottenuta l’ammissione nella PRIMA sede prescelta. Se, invece, il proprio nominativo è tra quelli PRENOTATI si può attendere prima di immatricolarsi o lo si può fare immediatamente perdendo però il diritto ad ottenere l’ammissione nelle altre sedi indicate in via prioritaria ma, al momento, sature.

In bocca al lupo a tutti i candidati.

D.M. 24 aprile 2013, n. 334

Avv. Santi Delia

 

Studio Legale Avvocato Santi Delia