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MEDICINA E ODONTOIATRIA: l’UNIVERSITA’ DI MESSINA DEVE OCCUPARE TUTTI I 23 POSTI LIBERI LASCIATI DAI CITTADINI EXTRACOMUNITARI

Nuova e decisiva vittoria contro l’Università di Messina. Dopo che il Consiglio di Stato, cambiando la propria più recente giurisprudenza, aveva ordinato l’ammissione di uno dei nostri ricorrenti, oggi il T.A.R. di Catania ha obbligato l’Ateneo “allo scorrimento della graduatoria unica fino alla completa utilizzazione dei posti, rimasti vacanti, riservati agli studenti extracomunitari e cinesi, e ciò anche mediante ulteriore scorrimento delle due graduatorie di Medicina e Cirurgia e di Odontoiatria, conseguente all’eventuale rinuncia di concorrenti posti in posizione potiore rispetto” ai ricorrenti.

Il T.A.R., inoltre, mostrando di aderire alle nostre tesi sulla concezione del “numero chiuso” ha sottolineato che “la scelta di non utilizzare i suddetti posti contrasta con la asserita finalità del “numero chiuso” per l’accesso agli studi universitari, vale a dire qualificare un numero congruo di laureati rispetto alle esigenze effettive del mercato del lavoro, posto che, come per altro emerge dal parere n. 5 del 22.6.2011 dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), “ci si aspetta, a partire dal 2013, un saldo negativo tra pensionamenti e nuove assunzioni” di medici” e ha anch’Egli ricordato l’importante e “recente decisione cautelare (cfr. Cons. Stato, VI, 15.2.2012, n. 647)” con la quale “anche il Giudice di seconde cure, in un caso analogo, ha ritenuto fondata la censura in esame, disponendo la sospensione della graduatoria nella parte in cui non è stato operato lo scorrimento dei posti non assegnati agli extracomunitari“.

Conclusivamente, ha statuito il T.A.R., “va annullato il bando di concorso ove venga interpretato nel senso di non consentire la redistribuzione ai cittadini comunitari dei posti riservati ai cittadini extracomunitari, con conseguente obbligo dell’Amministrazione procedere allo scorrimento della graduatoria, verso il quale la ricorrente nutre l’interesse strumentale così come ricostruito dalla citata A.P. 14/2011″.

T.A.R. Catania, sentenze brevi 9 marzo 2012, nn. 610, 614 e 616

Vai al primo DECRETO DI IMMATRICOLAZIONE FIRMATO DAL RETTORE

Vinti i ricorsi per le Università che non hanno provveduto all’ampliamento del 10% dei posti

Nuova vittoria  contro il meccanismo del numero chiuso. Questa volta tocca all’Università di Siena fare i conti con il provvedimento del TAR Lazio che accoglie la domanda degli studenti rimasti fuori dalle graduatorie per un mancato ampliamento dei posti nel 10%.
Innanzi alla ostinazione dell’Università di Siena a non provvedere all’ampliamento del 10%, abbiamo continuato a difendere gli studenti per la difesa i loro diritti.
Il risultato?
Ancora una volta il TAR riconosce il diritto allo studio, rileva nuovamente la irregolarità dell’Ateneo nel rifiuto di ampliare i posti e gli aspiranti studenti di medicina possono immatricolarsi.

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, ordinanza 2 marzo 2012, n. 785

TUTTI AMMESSI A PALERMO: saranno Fisioterapisti, Inferimieri e Radiologi

Carissimi,
tutti aspettavamo questa notizia e la notizia è arrivata.
Abbiamo vinto. Senza se e senza ma. Vittoria eclatante e schiacciante su tutta la linea.
Tutti ammessi. Da chi aveva solo pochi punti e quindi sotto la soglia dei 20 stabiliti dal D.M. a chi sino al giorno dell’udienza era il primo dei non ammessi.
Condanna alle spese dell’Università e trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica.
Ha colto nel segno il motivo sull’anonimato, sulla mancanza delle buste e sulla non necessità di proporre querela di falso.
La “reliquia” del foglio di istruzioni da noi reperita e, se ci è consentito, la nostra impostazione, sono state decisive e riportate in toto nella sentenza.
L’anonimato è stato platealmente violato dalla SELEXI e dall’Ateneo di Palermo e con esso il vostro diritto di studiare.
Avremo certamente modo di sentirci ma frattanto Vogliamo porgerVi i nostri più sinceri auguri per una splendida carriera accademica.
Siete studenti Infermieristica, Fisioterapia e Radiologia. Avete avuto accesso al sapere e, come mai finiremo di provare a fare, ottenuto l’abbattimento delle illegittime barriere al Vostro diritto allo Studio. Non perdete quest’occasione e siate orgogliosi di come Vi siete guadagnati di poter indossare quel camice.

Anche per Voi oggi la tartaruga è giunta in mare….

Con affetto e riconoscenza per la fiducia riposta in noi sul Vostro futuro.

Santi Delia & Michele Bonetti

Rassegna Stampa

Repubblica

Gazzetta del Sud

Giornale di Sicilia

Corriere Univ

Messinaora

Giornale di Sicilia 10 marzo 2012

——– Le Vostre parole ——

Gent.mo Avvocato,

La ringrazio di cuore perchè Lei oggi mi ha regalato un sogno, ma non solo, mi ha sopratutto concesso la possibilità di realizzarlo!!
Non abbiamo mai smesso di sperare, di lottare per quello che è il nostro diritto allo studio, la nostra vita nella legalità ma più di ogni altra cosa noi non abbiamo mai smesso di crederci, di credere che davvero, nell’unica vita che ci appartiene, siamo noi gli artefici del nostro destino e che ci sono obiettivi realmente raggiungibili di cui nessuno, neanche quegli uomini incravattati e sconosciuti possono privarci perchè è solo a noi che appartengono!! è stata un’attesa lunga, silenziosa, non priva di momenti di sconforto ma siamo stati adeguatamente ricompensati, e lo dobbiamo soprattutto a Voi e al Vostro operato! Faremo tesoro di questa opportunità, onoreremo il posto che ci siamo giustamente meritati tra le file dei banchi di quell’aula come tra le file della vita che stringiamo tra le mani.
Un caloroso saluto e i più sentiti ringraziamenti.
Federica D’arpa
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Grazie infinite per aver dato voce ai miei di sogni… grazie alla sua immensa Professionalità, all’amore e alla dedizione che presta nel suo lavoro; grazie a lei e al suo staff oggi ho coronato un sogno…1000 volte grazie. Un caloroso saluto,
Giovan Battista Sinnone.
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Non smetterò mai di ringraziarla! 🙂
Avrai sempre un posto importante nei miei pensieri! quella foto è in stand by nelle mie foto profilo da sei mesi… e adesso, grazie a te e al maresciallo Sinnone, ho potuto impostarla come immagine profilo… e cosa più importante, potrò realizzare il mio sogno. aiutare chi sta male.. è la cosa che più mi piace al mondo, far stare bene gli altri.. proprio come fai tu!
Tu sei una persona rara, una di quelle che crede fermamente in ciò che fa.. non lo dico per circostanza ma perchè l’ho capito subito e per questo ho avuto subito fiducia in te.. non hai mai agito per interessi economici ma perchè credi fermamente nella causa che porti avanti. Quando avrai un momento di sconforto pensa a queste parole.. tu hai regalato la speranza di un futuro migliore, la realizzazione di un sogno, la voglia di fare, di costruire. Ci hai regalato il nostro futuro e te ne saremo per sempre grati.
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Carissimo Avvocato, non avrò mai parole abbastanza per ringraziarLa per tutto ciò che con passione ed amore ha fatto per noi; ci ha permesso di poter realizzare i nostri sogni verso un futuro migliore.. grazie per la pazienza sempre mostrataci e per tutte le splendide qualità che umanamente e professionalmente La contraddistinguono..Non scorderò MAI il Suo nome, ha cambiato la nostra vita..Un sentito GRAZIE.
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Avvocato!!! Complimenti! Grazie! Stefania Barbaro

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Carissimo Avvocato, non ho parole per ringraziarla per tutto il lavoro svolto, per l’appoggio, e soprattutto per aver creduto in noi quando abbiamo bussato alla sua porta!

Elisabetta Garofalo

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Semplicemente GRAZIE di tutto.
Grazie per questa opportunità di vita, per tutto l’impegno ed il tempo speso in questa causa.
Profonda stima per la Vostra persona, per i metodi lavorativi e per quello in cui Vi credete e battete.
Cordialmente
Albanese Mirko

Il diritto allo studio per tutti: importante vittoria per uno studente disabile a La Sapienza

ll Tar Lazio accoglie il ricorso per l’Unione degli Universitari e ammette al corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Ateneo romano della Sapienza un altro studente disabile.

Il TAR Lazio censura ancora una volta il comportamento dell’Ateneo romano verso gli studenti disabili rilevando “che al ricorrente, disabile rispetto agli altri concorrenti in quanto affetto da “Dislessia” non appaiono essere state offerte in sede di svolgimento delle prove a test, le condizioni e gli strumenti appropriati a tale suo particolare stato“.

Secondo il Tar del Lazio sono sorrette da sufficienti elementi di buon esito le censure del candidato con le quali lamenta di “non essere stato messo in grado di concorrere mediante strumenti appropriati al suo particolare stato, in condizioni di parità con altri candidati“.

La decisione conferma quanto precedentemente e ripetutamente statuito dalla giustizia amministrativa a seguito di nostri ricorsi a favore di studenti con disabilità che continueremo a supportare senza alcuna esitazione.

Vedi ordinanza del TAR Lazio

Vedi articolo “La Repubblica”

Clicca qui per vedere l’articolo on-line

Justice TV

Test di Medicina: per il TAR le domande sono sbagliate!

Il Tar del Lazio pronunciatosi su un ricorso dell’Udu ha ritenuto che il test di quest’anno contiene una domanda sbagliata e ha ammesso all’Università una studentessa dell’Università di Modena.

Sono anni che l’Unione degli Universitari denuncia errori e illegalità nel test, domande annullate e completamente estranee ai programmi della scuola superiore. Si può mettere nel test una domanda sulla “grattachecca romana” e sul chiosco romano di granite la Sora Maria? O ancora sulla bacheca facebook di Vasco Rossi?

Il Tar ha analizzato così altri test, oltre quelli predetti della Sapienza sulla cui illegittimità non si discute neanche, e ha decretato l’illegittimità anche di altre domande ammettendo i nostri studenti.

A nostro avviso questa è la prova che si tratta di un metodo errato e che deve essere riformato!

 

Vedi di seguito il provvedimento del Tar del Lazio della Sezione III Bis, Presidente Dott. Evasio Speranza e Dott.ssa Ines Simona Immacolata Pisano, Consigliere, Estensore

Epocale vittoria al Consiglio di Stato

Se a dirlo è il Consiglio di Stato e non più e soltanto alcuni TAR, c’è da festeggiare.

Lo stesso Consiglio di Stato, difatti, dopo le aperture a favore dei ricorrenti comunitari del 2009, era tornato sui propri passi negando il diritto allo studio a centinaia di studenti.

Oggi, in accoglimento di un appello da noi proposto avverso l’Ateneo di Messina, si assiste ad una nuova e decisiva apertura. I posti lasciati liberi dagli studenti extracomunitari vanno assegnati ai cittadini comunitari. E’ questa la decisione dei Giudici di Palazzo Spada. Sono oltre 1.000 i posti che, ora, attendono di essere assegnati.

Di seguito il comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso degli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti ammettendo uno studente al corso di laurea in Odontoiatria. I Giudici di Palazzo Spada, mutando indirizzo rispetto agli ultimi arresti, hanno ritenuto illegittima la scelta del Miur e degli Atenei di non assegnare ai pretendenti comunitari i posti liberi inizialmente riservati ai cittadini extracomunitari e rimasti vacanti.
L’ex Ministro Gelmini, in una delle sue ultime dichiarazioni da reggente del dicastero di Piazzale Kennedy, aveva dichiarato di volere “che i posti riservati ad extracomunitari fossero riassegnati agli studenti italiani e comunitari che sono rimasti fuori dalle graduatorie”; l’ennesima promessa del Ministero rimasta inattuata, difatti rimangono posti mai assegnati ne’ ai comunitari, nè agli extracomunitari. Sono dunque 1.000 i posti che rischiano di rimanere vacanti nonostante migliaia di pretendenti pronti a subentrare.
La decisione del Consiglio di Stato, secondo gli Avvocati Bonetti e Delia, da una nuova speranza a centinaia di studenti ancora oggi incomprensibilmente esclusi dal corso di laura cui legittimamente aspirano a studiare e rappresenta un’importantissima riaffermazione del diritto allo studio di tutti gli studenti comunitari e extracomunitari.
Consiglio di Stato, Sez. VI, ordinanza 15 febbraio 2012, n. 647

ANSA

Ansa Sicilia

Gazzetta del Sud

Corriere della Sera

Tempostretto

Normanno

La Provincia di Messina.it

Il Dentale

Messinaora

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Indennità di reggenza ai collaboratori vicari della scuola: parte la class action contro il MIUR

Il Ministero deve pagare quanto dovuto per il lavoro già svolto da migliaia di docenti nella loro qualità di vicari dei Dirigenti cui è stata affidata la reggenza.

L’art. 69 comma 2 del CCNL Scuola del 04/08/1995 prevede l’indennità di reggenza da dividere al 50% tra il Dirigente scolastico titolare che assume la reggenza ed il docente vicario di tale scuola. La norma è tutt’ora in vigore così come espressamente previsto dalla contrattazione collettiva in vigore (art. 21 commi 1 e 2 del CCNL Scuola del 26/05/1999, dall’art. 33 del CCNI del 31/08/1999, dall’art. 142 del CCNL Scuola del 24/07/2003 e dall’art. 146 del CCNL Scuola del 29/11/2007).

Nonostante le disposizioni contrattuali di cui sopra prevedano espressamente il pagamento dell’indennità, il MIUR nega alle scuole il finanziamento necessario per il pagamento di tali indennità.

Sono già decide i provvedimenti giudiziali di vari Tribunali di tutta Italia che condannano il M.I.U.R. al pagamento di quanto dovuto e, sino ad oggi, illegittimamente non versato.

Gli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti lanciano la campagna per l’affermazione del diritto alla retribuzione per l’attività prestata da tali docenti su espresso incarico dei dirigenti scolastici reggenti attraverso ricorsi, in tutta Italia.

I ricorsi verranno incardinati nei Tribunali del Lavoro Italiani scelti in base alla sede in cui ogni singolo insegnante ha svolto l’attività lavorativa.

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Ora tocca ad A.D.I.D.A.: STOP al precariato. Class action per i supplenti della scuola da anni illegittimamente sfruttati

Dopo aver denunciato innanzi al T.A.R. le illegittimità legislative che colpiscono migliaia di docenti precari di terza fascia, le assurde pretese del T.F.A. che equipara un neolaureato ad un docente con decennale esperienza di insegnamento obbligandoli a sostenere lo stesso test a risposta multipla, gli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti iniziano la campagna per i diritti del lavoro attraverso una pioggia di ricorsi, in tutta Italia, per tutelare ed affermare i diritti essenziali dei lavoratori della scuola da anni sfruttati e sottopagati dalle Istituzioni scolastiche e pubbliche.
I ricorsi verranno incardinati nei Tribunali del Lavoro Italiani scelti in base alla sede in cui ogni singolo insegnante ha svolto l’attività lavorativa.
Avviso Importante
Secondo i giudici del Tribunale del lavoro di Milano, a seguito dell’introduzione dell’art. 2, c. 54, del D. L. 225/2010 (c.d. Decreto Milleproroghe), convertito dalla legge 10/2011, è stata posticipata l’efficacia del termine decadenziale del 24 gennaio 2011 introdotto dalla legge 183/2010 per l’impugnazione dei contratti scaduti che prevedono il licenziamento, per ritardare gli effetti preclusivi della nuova norma introdotta.
Pertanto si potrà adire il Giudice del Lavoro qualora entro questo mese (febbraio 2012) si invii la lettera con cui si impugnano i termini ed i contratti a tempo determinato, di collaborazione e similari.

F.A.Q.

Ricorso Giudice del Lavoro per la stabilizzazione degli insegnanti

Gent.le Professore,

I nostri Studi saranno a disposizione degli interessati per fornire ogni chiarimento in merito alla procedura giudiziaria di cui di seguito si indicano i requisiti essenziali, fornendo risposta alle domande più ricorrenti.

1) Obiettivi del ricorso.

Scopo del ricorso al Giudice del Lavoro è l’impugnazione dei contratti nonché di tutta la situazione economica e lavorativa dei precari che abbiano prestato servizio presso le Scuole Statali o Paritarie.

Le principali richieste portate avanti nel ricorso saranno quelle di:

a) Accertare il diritto del ricorrente al risarcimento del danno derivante dall’abuso costituito dalla successione di contratti a tempo determinato;

b) Accertare il diritto del ricorrente al riconoscimento, per effetto dell’anzianità maturata nel servizio pre-ruolo, degli scatti biennali in misura pari al 2,50% dello stipendio spettante per il passato e per il futuro;

c) Accertare il diritto del ricorrente alla parità di trattamento economico con il personale di ruolo;

 

2) Chi può fare ricorso? E se non ho spedito la lettera di impugnazione dei termini?

Possono aderire al ricorso tutti coloro che siano in possesso di valido titolo all’inserimento nelle graduatorie d’istituto o ad esaurimento ed in possesso di almeno 3 anni di servizio alle dipendenze del MIUR e/o di una Scuola paritaria. Questo è ciò che lo Studio Legale consiglia.

Se non è stata spedita la lettera di impugnazione dei termini consigliamo di non effettuare la vertenza se non per far valere alcune questioni come ad esempio gli scatti di anzianità pregressi.

 

3) Entro quanto devono essere impugnati i contratti e qual è il termine fissato per la presentazione del ricorso?

Con la legge 4 novembre 2010 n. 183, c.d. Collegato Lavoro (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 09 novembre 2010 ed entrata in vigore il 24 novembre 2010) il Legislatore ha modificato in maniera rilevante la materia dei contenziosi aventi ad oggetto la dichiarazione di nullità del termine apposto ai contratti a tempo determinato. In particolare, l’art. 32 della suddetta legge prevede che:

a) Il lavoratore che intende far valere l’illegittimità di uno o più contratti a termine in successione debba farlo improrogabilmente entro 60 giorni dalla scadenza degli stessi ;

b) Entro i successivi 270 giorni dall’impugnazione di cui al precedente punto depositare il ricorso presso il Tribunale del Lavoro competente territorialmente;

Inizialmente, con l’entrata in vigore del cd. Collegato Lavoro, il termine fissato per l’impugnazione di tutti i contratti stipulati fra il MIUR e i docenti alle sue dipendenze che avessero avuto termine entro il 31.12.2010 era stato fissato al 26.01.2011.

Tuttavia, con l’entrata in vigore del cd. “mille proroghe” (D.L. 29 dicembre 2010) il legislatore ha compiuto un’ampia virata sull’introduzione del termine breve per l’impugnazione dei contratti a tempo determinato, estendendolo a tutto l’anno 2011, e più precisamente fissando al 31.12.2011 la data ultima per l’impugnazione di tutti i contratti stipulati fra il MIUR e i docenti entro la fine del dicembre 2010.

Per quanto riguarda i contratti stipulati nel 2011 e successivamente, gli stessi dovranno essere impugnati improrogabilmente entro i 60 giorni dalla scadenza.

Il lavoratore che non abbia provveduto all’impugnazione nei suddetti termini decade dalla richiesta delle indennità.

4) Se ho spedito la lettera a gennaio 2011 sono passati i 270 giorni e sono quindi decaduto?

Si, l’azione doveva essere proposta dopo 270 giorni. In tal caso Vi preghiamo di verificare se vi sono impugnazioni successive e di spedircele. Dall’ultima lettera di impugnazione di tutti i termini dobbiamo stare entro 270 giorni.

5) Se non avessi ancora aderito, qual è la documentazione da inviare propedeutica alla presentazione del ricorso?

I documenti necessari per l’adesione al ricorso e da far pervenire al più presto presso il nostro Studio sono:

a) Copia di tutti i contratti di lavoro sottoscritti;

b) Copia delle buste paga relative ai 6 anni precedenti alla missiva di impugnazione dei contratti stipulati con il MIUR;

c) Copia dei CUD relativi agli ultimi sei anni;

d) Copia 730/2011 o Modello Unico 2011;

e) Procure sottoscritte in originale ;

f) Copia delle missive di impugnazione dei contratti corredate dalle relative ricevute di spedizione e di ritorno.

6) Sulla necessità di far effettuare i conteggi sulle differenze retributive ed indennità da parte del Consulente del Lavoro.
Ai fini di una maggiore completezza del ricorso è consigliabile far effettuare dei conteggi sulle differenze retributive ed indennità da parte di un Consulente del Lavoro.
Il nostro Studio mette a disposizione un proprio Consulente del Lavoro, il cui compenso per la propria prestazione è fisso e pari ad euro 125,00. Attenzione tale prezzo è una convenzione solo per i ricorrenti che provengono dall’A.d.i.d.a. essendo di molto superiori gli onorari dei Professionisti privati del settore.
Tuttavia, il ricorrente, qualora ne avesse la possibilità, può fare effettuare i conteggi richiesti da un proprio consulente.
Per usufruire del consulente convenzionato con lo studio legale il bonifico della indicata somma dovrà effettuarsi sul conto corrente:
intestazione del conto :

C.P.E.D.  SRL
Piazza Bologna  1
00162        Roma

Banca: INTESA
IBAN: IT26F0306905060100000000650

VI PREGHIAMO DI INDICARE NELLA CAUSALE IL NOME DEL RICORRENTE CHE FRUIRA’ DEL CONTEGGIO.

 

 

7) Che cos’è il contributo unificato e quando deve essere pagato?

Il contributo unificato è una tassa che deve essere pagata al momento di iscrivere la causa al ruolo, ossia quando si deposita il primo atto in cancelleria.

Il suo importo varia in relazione al valore e alla tipologia di causa ed è pari ad euro 225,00 per le cause di valore indeterminato .

Con il D.L. 06 luglio 2011 n. 98 (“misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”) è stato introdotto la presente tassa anche per le controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego.

Deve precisarsi, tuttavia, che sono esentati dal pagamento del contributo unificato tutti coloro che siano in possesso di un reddito imponibile ai fini IRPEF (risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi) inferiore ad € 31.884,48.

Si precisa che per la determinazione del reddito imponibile di cui sopra vi sono allo stato attuale due diversi orientamenti giurisprudenziali; l’uno prevede che da considerarsi è il reddito del nucleo familiare, mentre l’atro, ultimo, considera il reddito del solo lavoratore. Allo stato è prevalente la seconda interpretazione quindi considereremo il reddito del singolo lavoratore, salvo integrazioni su mutamenti di indirizzo.

8) E’ possibile ottenere l’assunzione a tempo indeterminato?

Nonostante vi siano state alcune pronunce che hanno lasciato aperti degli spiragli per la regolarizzazione del rapporto di lavoro, è doveroso rappresentare che tale possibilità allo stato attuale è ostacolata da quanto disposto dall’art. 97 della Costituzione che prevede la necessarietà del concorso pubblico per ottenere l’assunzione alle dipendenze della Pubblica Amministrazione. La Costituzione costituisce ostacolo anche per le ultime interpretazioni giurisprudenziali di carattere comunitario.

Tuttavia vi sono state delle sentenze di alcuni Tribunali (ad es. Genova, Siena etc.) che hanno provveduto alla stabilizzazione in virtù di una richiamata normativa comunitaria. Ma allo stato permane il predetto ostacolo.

9) Quale è il termine ultimo per inviare la documentazione?

Al fine di lavorare con maggiore attenzione e professionalità lo studio legale ha individuato nella data del 15 marzo il termine ultimo per l’invio dei plichi.

 

10) Quale è il prezzo del ricorso? E le spese legali?

 

Si prevede il pagamento di un contributo all’Associazione ADIDA pari ad euro 197,00 euro mentre il nostro studio legale sottoscriverà con ogni singolo ricorrente dei patti di quota lite al fine di avere un pagamento adeguato e commisurato all’esito del ricorso.

Si precisa che per il pagamento della quota di euro 197,00 e per ottenere la procura alle liti bisognerà rivolgersi ad Adida. Si rappresenta che in caso di esito negativo del ricorso trattasi di materia lavoristica per la quale generalmente vige il principio della compensazione delle spese legali; qualora vi fosse una condanna alle spese del giudizio a favore dell’Amministrazione il valore delle stesse si aggira intorno ai 1.200,00 euro.

 

11) Quante possibilità abbiamo? Vinceremo?

Non è possibile fornire una risposta precisa. Possiamo solo assicurarVi la nostra massima serietà e professionalità nella gestione della pratica rappresentandoVi che a nostro avviso la questione si presenta fondata e che è doveroso andare fino in fondo a questa vicenda.

TRASFERIMENTI DALL’ESTERO AL SECONDO ANNO: IL NUOVO ACCOGLIMENTO E’ DEL TAR CAGLIARI

Il TAR della Sardegna, con l’ordinanza 8 febbraio 2012, ha statuito l’illegittimità del rifiuto prestato dall’Ateneo di Sassari al trasferimento in Italia, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia, di uno studente proveniente dall’Università di Bruxelles.

Nonostante l’Ateneo si fosse appellato all’applicazione della L. 264/1999 (in materia di accesso programmato) il TAR Cagliari ha disposto l’iscrizione con riserva del ricorrente al corso di studi accogliendo le censure sollevate dall’Avv. Michele Bonetti e Santi Delia in merito all’inapplicabilità al caso di specie della normativa richiamata.

L’ordinanza Sarda costituisce l’ulteriore conferma di quanto sino ad oggi fatto dagli Avv.ti Bonetti e Delia e dall’UDU in materia di numero chiuso e a favore di numerosi studenti che trovano nel Ministero e negli Atenei i primi antagonisti per l’esercizio del diritto allo studio.

Vai all’ordinanza del TAR Cagliari

TAR LAZIO: salta il punteggio minimo anche per Scienze della Formazione

Il Decreto Gelmini, con il quale è stato introdotto il punteggio minimo per l’ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso, è illegittimo.

Illegittima la soglia di 20 punti per Medicina, Odontoiatria e Professioni sanitarie. Illegittima quella di 60 punti per Scienze della Formazione.

Un’altra vittoria storica per il diritto allo studio degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Il trionfo del ricorso come l’incipit di un cammino all’insegna della legalità

U.d.U. “Aboliremo tutte le soglie che impediscono l’accesso e l’ordinanza del Tar del Lazio è solo l’inizio, ora bisogna estendere il provvedimento a tutti Italia“.

Una “soglia minima” di punteggio pari a 60 su 80 punti, come si legge nel nel DM 4 agosto 2011, è imposta quale limite per ottenere la sufficienza nei test di ingresso di scienze della formazione dall’ex Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ed è sembrata un disincentivo per gli studenti desiderosi di accedere alla facoltà prescelta.

 

Nelle prove per l’ammissione al Corso di laurea magistrale in Scienze della Formazione primaria, infatti, l’arduo risultato era stato raggiunto soltanto da parte di 102 ragazzi: l’evidente conseguenza di ciò è stata il fatto che 148 posti sono rimasti non assegnati su ben 250 messi a disposizione.

In altre parole, ad oltre la metà degli studenti rientranti nella graduatoria non è stata conferita la facoltà di intraprendere gli studi. Per contrastare l’ingiustizia da loro subita per il fatto che non sono stati utilmente inseriti nella graduatoria di ammissione al corso di laurea, l’Unione degli Universitari di L’Aquila per il tramite del responsabile dell’organizzazione Michele Di Biase, ha promosso ricorso al TAR.

Ne è derivata un’ordinanza vittoriosa, la quale ha dichiarato illegittimo il limite di votazione predetto e ha ammesso 30 studenti al corso di laurea. Si tratta di un traguardo significativo, come ha sottolineato il Coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari Michele Orezzi; tuttavia dopo la battaglia si auspica di vincere “la guerra” e di estendere anche ai non ricorrenti il provvedimento.

La portata del fenomeno, infatti, è grande: ci sono ancora tantissimi posti da assegnare e l’obiettivo attuale consiste nell’estendere i vantaggi conseguiti alle altre città italiane, agli studenti che non hanno avuto la possibilità di fruire dei nostri ricorsi.

Lo stesso Legale dell’Unione degli Universitari, nel ribadire l’importanza di tutta la questione, ha evidenziato il rischio di chiusura per molti corsi, qualora il fenomeno descritto prosegua nel suo verificarsi. Pertanto, benché soddisfatto della sentenza, si augura che il Ministro Profumo possa prendere atto della stessa così da consentire l’assegnazione dei posti liberi residui.

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