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La nuova azione per il riconoscimento del libero diritto di insegnare.

La nostra nuova battaglia. Contro la rottamazione della laurea degli insegnanti e il numero chiuso per accedere all’esame di abilitazione. Tutti, se dimostrano di poter superare l’esame di Stato previsto dalla Costituzione, hanno diritto di insegnare.

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Numero chiuso. Medicina 2008

Il T.A.R. Lazio ha esaminato la patente violazione dell’anonimato perpetrata dall’Ateneo nel corso degli ultimi anni nelle prove di ammissione a Medicina.

Ecco il testo dell’ordinanza con la quale il T.A.R. onera i ricorrenti ad avvertire tutti circa la possibilità che l’accoglimento del ricorso comporterebbe l’annullamento dell’intera procedura.

Il testo del ricorso verrà affisso nei prossimi giorni anche all’ingresso delle aule di lezione, presso la Segreteria che cura le immatricolazioni e sul sito web di Ateneo.

 

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Le dichiarazioni dell’UDU e dei legali che patrocinano il ricorso, a seguito delle ordinanze del T.A.R. Catania e del Lazio sulla possibilità di annullamento del concorso del 2008 e del 2010 per gravi violazioni dell’anonimato e della segretezza delle prove.

“Dopo gli scandali del 2007, dal Ministero e da tutti gli Atenei coinvolti, era arrivata la promessa che quanto capitato non si sarebbe più ripetuto. Secondo quanto emerso dagli atti processuali, da anni, la gestione della prova di accesso a Medicina presso l’Ateneo di Messina è caratterizzata da singolari modalità di identificazione dei candidati e di consegna finale dei plichi che, non secondo l’U.D.U. o i legali, ma secondo una sentenza passata in giudicato del T.A.R. (rivolta proprio all’Ateneo di Messina), “ha reso inutili le procedure previste in via generale dal legislatore in relazione ad ogni procedura concorsuale nonché con riferimento alla prova in questione dal Decreto Ministeriale e dal bando di concorso, al fine di garantire il rispetto del principio di segretezza e la regola dell’anonimato e della par condicio dei concorrenti”.

La nostra è una battaglia per la legalità e non una guerra fra studenti, tra i più e i meno bravi o fortunati nell’aver azzeccato o meno una crocetta su un test. Siamo convinti, quindi, che dal prossimo anno tale metodo non verrà più usato e che, anche a Messina, si applichino le regole stabile per tutti gli Atenei in maniera trasparente ed imparziale.

Per quanto già accaduto, invece, confidiamo sul fatto che se è vero, come riteniamo che sia, che il diritto allo studio possa (purtroppo, ma non smetteremo mai di lottare per questo) essere compresso solo all’esito di una legittima prova di concorso che individui i più bravi e non i più fortunati, dinanzi a tali gravi violazioni, debba essere concesso a tutti i ricorrenti di accedere al sapere senza che nessuno (men che meno, per responsabilità non proprie ma delle Amministrazioni coinvolte), debba pagare anni e sacrifici di studio.

U.D.U. Santi Delia Michele Bonetti

Numero chiuso per gli insegnanti

La nostra nuova battaglia: contro la rottamazione della laurea degli insegnanti e il numero chiuso per accedere all’esame di abilitazione.

Tutti, se dimostrano di poter superare l’esame di Stato previsto dalla Costituzione, hanno diritto di insegnare.

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Numero chiuso e sanatoria degli studenti riammessi dal T.A.R.

Il Consiglio di Stato applica il criterio “sostanzialista” e ritiene sanata la posizione di una studentessa al III anno del Corso di Laurea in Odontoiatria che, nonostante fosse stata ammessa senza una rituale “sospensiva”, grazie alla brillante carriera sino ad allora tenuta, aveva dimostrato “di essere in grado di frequentare il corso al quale non era stata ammessa”.

Secondo i Giudici di Palazzo Spada “sembra che il corso di studi sia stato seguito con il consapevole ed ininterrotto consenso della Facoltà di medicina dell’Università, pur in mancanza di una specifica pronuncia cautelare del Tar che lo permettesse; il che comporta che si è avuto in concreto un totale affidamento da parte dell’Università in favore dell’interessata e che questa abbia dimostrato di essere in grado di frequentare il corso al quale non era stata ammessa. Diversamente verrebbero ad essere vanificati i risultati di quattro anni di studio, durante i quali l’Università avrebbe potuto ben informare la studentessa della provvisorietà della sua frequenza al corso di laurea” (Cons. Stato, Sez. VI, 17 febbraio 2010, n. 889).

Ammissione a Medicina 2010/2011. Arriva il primo accoglimento del TAR Lazio

Con una pronuncia cautelare assolutamente innovativa la Sez. III bis del T.A.R. Lazio ha ammesso alla frequenza alle lezioni del Corso di Laurea in Medicina dell’Università di Messina il ricorrente difeso dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti. Secondo il T.A.R. “il ricorso appare assistito da sufficienti elementi di fumus in ordine alle censure prospettate con i primi due motivi di ricorso non potendosi escludere con certezza l’intenzione della ricorrente di annullare la risposta fornita in ordine alla domanda n. __, con conseguente illegittima detrazione del punteggio di 0, 25, idoneo a collocarla in posizione utile nella graduatoria degli idonei”. i Giudici romani, inoltre, hanno ritenuto sussistere “elementi di fondatezza anche in ordine ai profili svolti con il terzo motivo di ricorso circa l’esistenza di posti disponibili variamente non coperti”.

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 10 dicembre 2010, n. 5288

Università di Messina: concorso per l’ammissione del 2008

Il TAR Lazio censura duramente il comportamento dell’Ateneo ed insiste per il deposito dei documenti di concorso.

Il T.A.R. Lazio, con ordinanza collegiale del 30 dicembre 2010, ha così statuito: “la Sezione non può non censurare il comportamento dell’amministrazione che è venuta a meno al proprio dovere di collaborare con il giudice per la sollecita definizione del processo; dovere ribadito da ultimo dal codice del processo amministrativo, il quale impone alle parti di cooperare “per la realizzazione della ragionevole durata del processo” (art. 2, comma 1, c.p.a.). Tanto premesso – ferme le conseguenze e responsabilità di vario tipo rivenienti dall’inottemperanza di un ordine impartito dall’autorità giurisdizionale – si reitera la richiesta istruttoria, assegnando per l’adempimento il termine di giorni 30 (trenta), decorrente dalla comunicazione e/o notificazione della presente decisione“.

L’udienza pubblica è stata fissata per il 17 febbraio 2011.

CRONICA CARENZA DI MEDICI IN ITALIA

Il disastro è atteso sin dal 2012. Le denunce, gridate a gran voce con i ricorsi degli ultimi anni dagli Avv.ti Santi Delia & Michele Bonetti con riguardo alle erronee istruttorie sul numero degli ammissibili, trovano ora il conforto dei dati provenienti dal Ministero della Salute. Il MIUR con il D.M. 21 ottobre 2010, finalmente, confessa di sapere anch’esso dell’emergenza.

Intanto si deve già correre ai ripari.

Si riporta di seguito il paradossale esempio della Regione Veneto. E’ solo uno dei tanti grazie ai quali è possibile comprendere quanto il numero chiuso oggi applicato in Italia sia ben lontano dai risultati che il Legislatore del ’99 si era prefissato. Nessuna selezione volta ad una migliore preparazione ma mere barriere per l’accesso al sapere.

Medici privati in ospedali pubblici, a Roma e in Veneto i primi casi

Roma, 13 dic. (Adnkronos Salute) – A Conegliano, in provincia di Treviso, li chiamano camici rossi, perché il colore della divisa è quello, rosso. Sono il simbolo della sanità pubblica che, a breve e in alcuni casi già da ora, dovrà fare i conti con la carenza di medici. Loro, i camici rossi, sono infatti medici che fanno capo a organizzazioni private che, dietro contratti di appalto, li forniscono – come fanno con infermieri e tecnici – agli ospedali pubblici. In Veneto, avamposto del fenomeno, operano perlopiù nei pronto soccorso, gestiscono le urgenze ospedaliere. A Roma invece, dove l’esperimento deve ancora partire, l’Asl Roma A ha deciso di appaltare – intanto per un anno – il servizio di radiologia di tre suoi presidi.Ma questa novità poco piace ai sindacati medici del Ssn. “E’ ora di mettere la parola fine alla presenza nei pronto soccorso degli ospedali veneti dei medici in camice rosso, simbolo di appartenenza a organizzazioni esterne private rispetto al camice bianco indossato dai medici pubblici”, dice Tiberio Monari, segretario provinciale Fp Cgil medici Treviso. “A fronte della carenza dei medici pubblici – aggiunge – sono infatti in aumento gli appalti a organizzazioni private dei turni di guardia svolti da medici con rapporti libero professionali retribuiti ad ore”.Per Monari, “è inaccettabile che da un lato non si garantisca una sufficiente dotazione organica pubblica chiedendo ai medici continuamente ore aggiuntive di straordinario e dall’altro lato si appaltano a organizzazioni private i turni dei medici al pronto soccorso”. A pensarla così è anche il segretario nazionale Fp Cgil medici, Massimo Cozza, che dice: “C’è un problema di qualità dell’assistenza che difficilmente può essere garantita da medici che saltuariamente lavorano nel pronto soccorso senza integrazione con gli specialisti ospedalieri e con una formazione da verificare”. “Inoltre – spiega Cozza – così facendo si scardina l’equità dei compensi con la possibilità di poter pagare meno e senza tutele, quali la pensione o la malattia, un medico privato che svolge lo stesso turno di pronto soccorso che andrebbe svolto dal medico pubblico”.Dopo il Veneto, prima regione ad aver sperimentato questo nuovo modello di sanità, anche nel Lazio si cerca di ricalcare l’esperienza. A Roma, il commissario straordinario della Asl Roma A, Camillo Riccioni, insediatosi lo scorso 25 novembre, ha firmato il 6 dicembre una delibera per appaltare a società private esterne le prestazioni d’opera di radiologia, nello specifico risonanza magnetica e mammografia in tre presidi gestiti dalla Asl. Lo rivela Stefano Mele, segretario regionale del Lazio della Fp Cgil medici, che spiega: “La delibera prevede che a erogare queste prestazioni saranno medici specialisti e tecnici in radiologia. Avvalendosi delle attrezzature e dei macchinari della Asl. Per un anno, per 5 giorni a settimana, e per un controvalore base di 430 mila euro”. La motivazione della delibera è la carenza di organico. “Hanno preferito – afferma Mele – puntare sull’esternalizzazione anziché fare contratti magari a tempo determinato. Tutto questo in pieno piano di rientro, con il blocco del turnover, delle assunzioni e dei concorsi. Ma – sottolinea Mele – noi ci batteremo per non far passare questo tentativo da parte dei privati di prendersi rami d’azienda del Servizio sanitario pubblico”.”Siamo – conclude il segretario nazionale della Fp Cgil medici, Cozza – al modello Marchionne Fiat-Chrysler imposto negli Usa e applicato nel Servizio sanitario nazionale con l’aggravante di una privatizzazione strisciante”.

TAR FIRENZE: ACCOLTI I RICORSI DEL 15 DICEMBRE 2010. LA BATTAGLIA DELL’UDU NON SI ARRESTA.

Di seguito il comunicato stampa dell’U.D.U.

Gli Avv.ti Santi Delia & Michele Bonetti augurano a tutti gli ammessi un brillante percorso accademico.

Sempre a Vostra disposizione.

Santi Delia & Michele Bonetti

Il Tar Firenze, I° sezione, presieduta dal Giudice Carlo Testori ha accolto i ricorsi di Odontoiatria e Medicina.

Sono state attribuite ben cinque domande ai ricorrenti di odontoiatria che non avevano risolto o avevano risposto in modo errato i quesiti risolvibili con le tavole periodiche.

Lo stesso è accaduto ai ricorrenti di Medicina interessati da quattro quesiti e le cui udienze sono sempre state trattate il 15. Sono circa altri 40 i ricorrenti dell’Udu Firenze – Sinistra Universitaria interessati dal provvedimento del Tar del 15 dicembre che si immatricoleranno con riserva ai corsi di Odontoiatria e di Medicina.
L’Udu proseguirà nel merito del giudizio per far subentrare anche tutti gli altri pochi ricorrenti rimasti che non hanno fruito del provvedimento e a cui l’Ateneo ha negato il loro diritto allo studio.

 

Studio Legale Avvocato Santi Delia