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RICORSO COLLETTIVO FIRENZE: IL TAR VUOLE VEDERCI CHIARO

IL TAR VUOLE VEDERCI CHIARO Stampa E-mail

Oggi in data 29 settembre 2010 si e’ tenuta udienza dinanzi al TAR della Toscana. Il presidente del I° collegio, preso atto della mancata produzione degli atti di causa da parte dell’ateneo di Firenze, ha dovuto rinviare la causa al 19 ottobre 2010 ore 9:30.

 

Le udienze dei ricorsi collettivi e individuali si terranno sempre dinanzi alla I Sezione ove verranno discusse le tesi difensive degli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia proposte nel ricorso e nei motivi aggiunti con richiesta di immediato deposito di tutti gli atti nell’interesse di circa 3.000 studenti che chiedono al Miur e all’universita’ trasparenza, legalita’ e il diritto di studiare.

L’Udu Firenze ha diramato un comunicato con il quale ha dichiarato “di ritenere inammissibile il comportamento reticente dell’Ateneo che non intende collaborare al fine del chiarimento, in sede processuale, di cio’ che e’ avvenuto a Firenze durante il test. Noi non ci fermeremo davanti ai silenzi dell’ateneo e del ministero e non faremo un passo indietro nella nostra battaglia contro i blocchi all’ accesso”.

Conferenza sul numero chiuso

“Accesso vietato” Il numero chiuso compie 10 anni: selezioni dei meritevoli o negazione del diritto allo studio?

On line i servizi di stampa sulla conferenza nella quale l’Avv. Santi Delia ha tenuto una relazione tecnica sullo stato dell’arte dell’accesso programmato alle Università in Italia.

Clicca qui per vedere il servizio della televisione RTP sul convegno di studi.

Clicca qui per vedere il video dell’evento e l’intervista all’Avv. Santi Delia.

Clicca qui per leggere l’articolo della giornale on line Tempostretto del 22 settembre 2010.

Clicca qui per leggere l’articolo della Tv Messinawebtv

Clicca qui per leggere l’articolo della Gazzetta del Sud del 23 settembre 2010.

 

RICORSO COLLETTIVO FIRENZE: PER IL MINISTERO SI POSSONO APPENDERE IN AULA LE SOLUZIONI DEI TEST

L’Unione degli Universitari e i ricorrenti hanno appreso i futuri provvedimenti Ministeriali da alcuni articoli apparsi sulla stampa fiorentina che riferiscono che il Ministero convaliderà le prove dell’Università di Firenze.
La decisione del Miur avviene a circa 10 giorni dall’udienza già fissata per decidere la legittimità delle prove. Per il Ministero e l’Università, che hanno impedito ai candidati di portare in aula bottiglie di acqua minerale con le etichette al fine di evitare che ivi potessero scovarsi le sigle di alcune sostanze chimiche, quali quella dell’acqua, è invece lecito apporre le tavole degli elementi in alcune aule.
La decisione del Ministero si presenta ancora una volta lesiva degli interessi degli studenti e rappresenta un precedente gravissimo in tema di legalità e regolarità delle prove concorsuali e con tale decisione la controversia ha assunto oramai il carattere di natura nazionale.  
L’Unione degli Universitari nonostante le avverse chiusure, proseguirà incessantemente nelle sue richieste processuali e politiche di immatricolare tutti gli studenti e di ampliare sin da ora e con effetto immediato le graduatorie e i posti a disposizione, proprio alla luce dei gravissimi episodi verificatisi e che vedono come unica parte lesa gli studenti.
L’Unione degli Universitari ritiene assolutamente illegittima la posizione del Miur che impugnerà in ogni caso immediatamente dinanzi le competenti sedi e proseguirà nella sua battaglia politica e legale contro il numero chiuso e le illegalità che ivi si verificano.

Numero chiuso

Ricorsi a.a. 2007/2008. Annullamento ministeriale di una domanda con due soluzioni possibili.  Secondo il T.A.R. Lazio è illegittima la scelta dell’Amministrazione di non attribuire il punto promesso a tutti i soggetti che correttamente avevano effettuato la propria scelta (Sez. III bis, 9 settembre 2010, n. 32211).

Al T.A.R. Lazio sembra tornarsi a respirare la stessa aria della miliare sentenza n. 5986/2008 con la quale l’amico e collega Michele Bonetti, a difesa di oltre 2000 studenti illegittimamente esclusi da un test palesemente falsato, riuscì ad opttenere l’annullamento della prova tenuta a Roma La Sapienza.

Oggi, dopo non poche pronuncie di segno opposto, il Collegio titolare della Sezione competente alla decisione dei ricorsi contro il numero chiuso nelle Università (Pres. Speranza, Rel. Brandileone), lancia un’altro segnale, dopo quello in sede cautelare del 20 luglio u.s., di speranza nella battaglia contro il numero chiuso.

Secondo il T.A.R. Lazio, innanzi ad un quesito erroneamente formulato con due risposte possibili tra le 5 offerte, “la soluzione scelta dall’Amministrazione ha ingiustificatamente leso la legittima posizione acquisita dalla ricorrente che aveva comunque dato la risposta esatta al quesito”.

Al contrario, “alla anomalia rilevata dall’Amministrazione poteva, al limite, ovviare la stessa Commissione esaminatrice direttamente omisso medio o d’intesa con l’Amministrazione centrale, applicando le regole di ermeneutica dettate per i contratti, per costante giurisprudenza applicabili anche agli atti amministrativi (Cass. 12.11.1998, 11409) in particolare le regole di cui all’art. 1367 secondo cui “nel dubbio le clausole devono interpretarsi nel senso in cui possonoavere qualche effetto anziché quello in coui non ne avrebbero alcuno” (magis valeat quam pereat); e all’art. 1370 secondo cui le clausole predisposte s’interpretano nel dubbio a favore dell’altro (interpretatio contra stipulatorem)”.

“Il provvedimento di vanificazione totale, da parte dell’Ammministrazione, del quesito n. 71”, invece, “si pone in netto contrasto i principi generali dell’ordinamento amministrativo, quali quello della proporzione della misura adottata e del minor sacrificio per le posizioni dei soggetti interessati dai provvedimenti adottati; quello della conservazione (utile per inutile non vitiatur); quello dell’affidamento e buona fede; non ultimo quello della parità di trattamento che salvaguardato, da una soluzione che facesse salva, con misure al limite di convalida o riforma aggiuntiva, (del quesito n. 71 nella parte in cui conteneva due risposte esatte), che sarebbero risultate uniformi per tutti i candidati perchè per tutti indistintamente premiali, deve ritenersi violato dalla soluzione concretamente adottata dall’Amministrazione perchè assoggetta allo stesso trattamento sia i candidati che hanno come la ricorrente dato risposta esatta al quesito n. 71 sia i candidati che a tale quesito non hanno dato alcuna risposta o dato risposta sbagliata, benchè avvantaggiati dalla doppia risposta esatta…”.

RICORSO COLLETTIVO UDU: IL TAR TOSCANA DECIDERA’ IL 29 SETTEMBRE 2010

Prosegue la campagna dell’Udu contro il numero chiuso con la richiesta di immatricolazione degli studenti a seguito delle irregolarità che hanno caratterizzato l’edizione del test del 2010 presso l’Ateneo Fiorentino.

L’Unione degli Universitari attende la decisione del Tribunale Amministrativo, nonostante la recente pubblicazione della graduatoria in forma anonima da parte del Miur, intervenuta quando la stessa Università richiedeva la sospensione delle graduatorie “sino all’esito delle opportune verifiche” da svolgersi anche in sede giudiziale.

Il Tar della Toscana, sede di Firenze, deciderà le sorti di centinaia di studenti alla camera di consiglio del 29 settembre 2010.

L’udienza si terrà dinanzi la prima sezione del Tribunale Amministrativo presieduta dal Presidente Dott. Carlo Testori.

Ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria Università di Firenze

 

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Atti negativi e misure cautelari

T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. I, ord. 19 luglio 2010, n. 931, Pres. V. Zingales, Est. P.M. Savasta

Numero chiuso – Mancata ammissione CDL in Odontoiatria e Protesi Dentaria – Illegittimità dell’intero procedimento di concorso con riguardo alla correzione della prova di un candidato – Ammissione con riserva non deve essere concessa – Misura cautelare atipica con la quale si ordina la riedizione della prova – Sussiste.

Con l’ordinanza sopra richiamata il T.A.R. Catania si è occupato, in sede cautelare, del sempre vivo e mai risolto problema della tutela cautelare sugli atti negativi. Sull’argomento, nella sezione ProfiloPubblicazioni di questo sito potrete leggere un saggio dell’Avv. Santi Delia.

Il caso portato al vaglio dei Giudici catanesi riguardava numerose illegittimità perpetrate dalle Amministrazioni coinvolte nella gestione del procedimento di concorso per l’ammissione ad un corso di laurea a numero chiuso. Trattavasi di violazioni della lex specialis di concorso e dei principi generali in tema di pubbliche selezioni, talmente gravi da rendere impossibile la verifica dell’effettiva paternità dell’elaborato al ricorrente escluso dal novero dei vincitori. Secondo il T.A.R. Catania, che nelle more della complessa istruttoria svolta sull’accaduto aveva concesso la misura cautelare dell’ammissione con riserva, “in caso di smarrimento o impossibilità di certezze nell’associazione ad un candidato di un elaborato (ancor più nell’ipotesi in cui, come nel caso di specie, il migliore risultato conseguito nei due elaborati residuali, comunque, non collocherebbe in posizione utile per l’ammissione il candidato associato) non può, in sede cautelare, fornirsi una garanzia maggiore di quella conseguibile con il giudizio di merito, ma deve disporsi la riedizione della prova e non la semplice ammissione alla Facoltà in attesa del giudizio di merito”.

Il T.A.R. nella consapevolezza di non voler “pregiudicare oltremodo parte ricorrente”, ben interpretando lo spirito della L.n. 205/2000 in tema di atipicità della misura cautelare, emette una misura cautelare “facendo obbligo alle Amministrazioni intimate, ciascuno per la propria competenza, di procedere ad una nuova prova selettiva nei confronti del candidato”. In particolare, viene ordinato che “detta procedura debba essere svolta contestualmente alla prossima selezione per l’anno accademico 2010-2011, eventualmente tramite le medesime prove utilizzate per gli altri concorrenti, con l’avvertenza, però, che il risultato conseguito, proprio al fine di evitare ulteriore pregiudizio in capo al ricorrente, debba essere valutato, una volta intervenuta l’associazione del punteggio da questi conseguito, sia nella graduatoria dell’anno accademico 2009-2010 (in tal caso procedendo, ove vi sia un risultato sufficiente per conseguire una posizione utile, alla iscrizione retroattiva in soprannumero, al fine di non pregiudicare altri incolpevoli concorrenti già regolarmente iscritti), sia, in mancanza di raggiungimento di un esito favorevole, in quella relativa al prossimo anno accademico”.

La redazione

 


Studio Legale Avvocato Santi Delia