Numero chiuso: manca l’anonimato a Salerno e Messina. Ammessi tutti i ricorrenti.

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Ancora una volta, dopo anni di indagini, ricerche e accessi agli atti, il muro del numero chiuso è stato abbattuto. Abbiamo capito come e perchè quella selezione era mal gestita e come ripristinare la legalità.

A Salerno, così ci ha scritto l’Ateneo, era prassi utilizzare l’etichettatura della documentazione di concorso, anche se proveniente dal Ministero come nel caso dell’ammissione a Medicina, a mezzo di codici a barre adesivi.

Grazie a tale sistema, tuttavia, seppur la graduatoria era poi compilata in tempi più brevi grazie alla meccanizzazione della lettura ottica, la Commissione sapeva prima della correzione quale era il codice segreto dei candidati sgretolando definitivamente tutte le garanzie d’anonimato che la legge impone in tali tipi di concorsi.

Solo attraverso numerosi ed incrociati approfondimenti anche avendo a mente l’intero contenzioso nazionale che gestiamo, quindi, siamo riusciti a portare alla luce tutti questi nuovi elementi che, come fu per il “caso Messina del 2010” deciso dalla Plenaria, erano sotto gli occhi di tutti da sempre ma nessuno, mai, si era accorto di quanto fossero illegittimi.

A Messina, invece, la prova di concorso, gestita da una ditta privata, era caratterizzata da numerose irregolarità che il Consiglio di Stato ha ritenuto tanto rilevanti da consentire l’immediata ammissione dei nostri ricorrenti ribaltando la scelta del T.A.R. Lazio.

Ecco il comunicato stampa Ansa.

(ANSA) – ROMA, 9 MAG – Il Consiglio di Stato ha accolto le domande proposte dagli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti che avevano dedotto la violazione del principio dell’anonimato presso l’ateneo di Salerno nel concorso per l’ammissione a Medicina dell’anno accademico 2013/2014. Il Tar di Salerno aveva rigettato il ricorso ma i giudici di palazzo Spada hanno ribaltato l’esito ammettendo gli studenti.

Sempre la sesta sezione qualche giorno prima aveva accolto la richiesta di ammissione degli studenti formulata dai legali con riguardo al concorso di Messina dello stesso anno che il Tar Lazio aveva invece rigettato. 

Secondo l’avvocato Delia “il Miur deve immediatamente prendere provvedimenti giacché anche il concorso di quest’anno è affetto da identici vizi e gli esclusi possono agire per ottenere l’ammissione. Secondo noi il test si è svolto in maniera non regolare perché il metodo usato da Miur e atenei non garantisce che la prova sia corretta in maniera davvero segreta. 

Abbiamo dimostrato infatti che la commissione doveva sapere, proprio applicando le indicazioni del ministero, che un determinato codice (segreto) corrispondeva a una determinata persona. Questo perché il Miur si ostina a lasciare il codice numerico sotto il codice a barre”(ANSA).

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