Daily Archives: 3 Settembre 2014

scolastico

“La buona scuola”. La confessione del Governo dopo un decennio di precariato dei nostri supplenti

‪#‎labuonascuola‬ Dedicato a tutti i supplenti della Scuola.
1200 nostri giudizi pendenti in 151 Tribunali del Lavoro d’Italia. Tutti aspettano la sentenza della CGE cui la Corte Costituzionale ha rimesso la questione. Quale questione? In sintesi ed in maniera atecnica. E’ corretto che i supplenti della scuola siano confinati a decenni di precariato anche se, di fatto, la Scuola ha bisogno di loro? E’ normale ed ammissibile che da 8 anni una GAE è esaurita e si attinge solo dalla 3 fascia e tali precari svolgono le loro mansioni essendo puntualmente licenziati per le vacanze di NATALE, di Pasqua ed estive? Senza riconoscimento di anzianità di servizio ed eventuale risarcimento danni in caso di accertato abuso? Secondo la Cassazione e l’Avvocatura dello Stato si, giacchè è la Legge a prevederlo. 
La Consulta dubita che queste norme siano conformi al diritto dell’Unione e la questione va alla CGE.
Oggi la confessione, candida come quella di un bambino di 10 anni prima della Sua prima comunione, del Premier.
“La prima emergenza riguarda il numero dei docenti che abbiamo nelle scuole. A settembre di ogni anno, con la riapertura delle scuole, ci troviamo con qualche decina di migliaia di insegnanti che mancano all’appello. E quindi con cattedre che vengono assegnate, per tutto l’anno scolastico, a dei supplenti. Anno dopo anno. Attraverso una finzione che continua da anni, dal momento che queste supplenze servono a rimpiazzare parte del contingente complessivo di docenti di cui lo Stato ammette di aver bisogno stabilmente”.
Pag. 12 del documento ufficiale del Governo sulla “buona Scuola”.
Matteo Renzi ha deriso la difesa dell’Avvocatura dello Stato e confermato che la Cassazione ha preso, sul punto, una sonora cantonata.
La specialità del sistema scuola non esiste. Era una burla. 
“Anno dopo anno. Attraverso una finzione che continua da anni, dal momento che queste supplenze servono a rimpiazzare parte del contingente complessivo di docenti di cui lo Stato ammette di aver bisogno stabilmente”.
Forse ora che lo confessa anche lui….noi non eravamo poi così matti.
Come si spiegano, però, queste parole ai precari di montagna, ai docenti delle isole e a quelli che hanno insegnato lontano 1000 km dalla propria famiglia e che hanno visto (meglio, sentito) crescere i propri figli al telefono? Per dieci anni gli era stata raccontata la favoletta dell’organico di fatto e di diritto e, se lo diceva lo Stato, come non credergli.
Forse vinceremo in giudizio ma credo che abbia, ancora una volta, perso l’Italia.

Avv. Santi Delia

Studio Legale Avvocato Santi Delia