Daily Archives: 15 Ottobre 2015

Annullamento graduatoria professioni sanitarie: accolta la nostra diffida.

A seguito della nostra diffida del 7 ottobre, l’Ateneo di Messina ha annullato le graduatorie di Professioni sanitarie e tutte le immatricolazioni sin’ora eseguite.

Secondo quanto riportato dal comunicato di Ateneo “il CINECA, ente a cui l’Università degli Studi di Messina ha affidato le procedure di correzione degli elaborati e relativa formulazione delle graduatorie dei test di ammissione per le Professioni Sanitarie AA 2015/2016, ha inviato una nuova graduatoria all’Ateneo Messinese in sostituzione della precedente, elaborata e trasmessa dallo stesso CINECA, e già pubblicata in data 2 ottobre 2015, perché incompleta.
L’Ateneo sta verificando la nuova graduatoria e provvederà quanto prima alla pubblicazione della stessa. I termini delle immatricolazioni, attualmente sospese, saranno conseguentemente prorogati.
L’Università degli Studi di Messina, rammaricata per l’accaduto e per i disagi causati agli studenti, nonostante l’impegno del personale tecnico-amministrativo, ha già provveduto ad inoltrare formale diffida al CINECA, responsabile dell’errore“.

Con successiva diffida abbiamo chiesto all’Ateneo, che ha notificato a tutti gli ammessi una comunicazione di avvio del procedimento di annullamento, prima di esporre specifiche controdeduzioni che è necessario che codesto Ateneo consenta accesso:
– ad ogni atto del procedimento instaurato all’esito della diffida di questa difesa in merito ai fatti dell’aula 317 o, se attivato precedentemente d’ufficio, degli atti del procedimento volto a tale fine;
– al verbale di tale aula e di trasmissione dei plichi al CINECA per la correzione;
– alle schede anagrafiche dei concorrenti non presenti sul portale web accessoprogrammato.cinceca.it/2015/studenti/provelocali.
Solo all’esito di tali approfondimenti sarà possibile comprendere se ed in che termini vi saranno i margini per agire nei confronti dell’Ateneo e/o del Cineca a tutela di tutti i soggetti pregiudicati da tale scelta.

Vi ricordiamo che, ogni giorno, dalle 19 alle 20, lo studio di Messina sarà aperto a tutti gli interessati con tutti i professionisti dello studio a completa disposizione.

 

Abilitazioni scientifiche nazionali (ASN): Consiglio di Stato rigetta appello e condanna alle spese il MIUR.

Il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello del MIUR e condannato lo stesso al pagamento delle spese processuali confermando, in sede cautelare la sentenza breve del TAR LAZIO ritenendo l’appello infondato.

Il tema è caldissimo e la sentenza innovativa in quanto moltissimi docenti di area medica hanno subito un errato computo dei loro valori di mediana per la mancata indicazione dei loro lavori nelle banche dati ISI o Scopus.
Il TAR accogliendo il ricorso valorizza, al contrario, l’importanza di altre riviste ritenendo illegittima la limitazione operata dal MIUR in sede operativa.

Più in particolare è chiarito che “il D.M. n. 76 del 2012 all’articolo 6, comma 2, richiama per i settori bibliometrici di cui all’allegato A al predetto D.M. gli indicatori bibliometrici ivi indicati e il predetto allegato A, al punto n. 2, prevede, tra che gli indicatori bibliometrici da utilizzare, alla lett. a), “il numero di articoli su riviste contenute nelle principali banche dati internazionali …”; – la delibera A.N.V.U.R. n. 50/2012 del 21.6.2012 all’articolo 1, punto n. 6, specifica che per “banche dati” “si intendono di norma le seguenti:a) ISI web of science (versione articoli + proceedings);b) Scopus; accessibili alla data del decreto abilitazioni e successivamente”; pertanto, da un lato, il D.M. non specifica quali siano esattamente le banche dati internazionali rilevanti ai fini che interessano e, dall’altro, la delibera A.N.V.U.R. citata individua ISi e Scopus in modo non vincolante, alla luce dell’inciso “di norma”, con la conseguenza che deve ritenersi che possano essere considerate, ai fini della predetta valutazione, anche altre banche dati purché di rilievo internazionale”.

Secondo il Consiglio di Stato “il ricorso non appare assistito da consistenti elementi di fumus boni iuris, con conseguente insussistenza dei presupposti per concedere la richiesta tutela cautelare”

Il MIUR è stato altresì condannato alle spese per entrambi i gradi di giudizio.

T.A.R. Lazio n. 8544/15 (Sez. III bis, est. MC Quiligotti, Pres. Caruso)

CDS, Sez. VI, 14 ottobre 2015, n. 4710 (est. Filippi, Pres. Baccarini)

Studio Legale Avvocato Santi Delia