Specializzazioni mediche e MMG: Consiglio di Stato, si al sovrannumero. Sospesa la sentenza negativa del T.A.R. su medicina generale

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Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello degli Avvocati Santi Delia, Michele Bonetti e Umberto Cantelli e confermato l’ammissione in sovrannumero dei ricorrenti al corso di specializzazione di medicina generale.
Il Tar Lazio aveva rigettato le domande dei ricorrenti sostenendo l’impossibilità di attuare la graduatoria unica nazionale anche per medicina generale mettendo l’accento sul fatto che i medici di medicina generale dovrebbero poi continuare la loro carriera all’interno della stessa Regione.
I legali Bonetti e Delia, citando le fonti della contrattazione collettiva, hanno invece sostenuto che le graduatorie dei medici in possesso del titolo acquisito al completamento del corso triennale possono essere formate da abilitati presso qualunque altra regione a nulla rilevando la Regione che ha rilasciato il titolo stesso.
Anche la sesta Sezione, oggi, ha ribadito la correttezza della scelta sovrannumeraria per le scuole di specializzazione respingendo le richieste del Miur che sosteneva l’impossibilità di ammettere gli specializzandi alle scuole oltre il numero programmato. Le decisioni cautelari, dicono i legali, sono assai importanti anche in quanto consentono, ancora una volta, di accedere alla tutela sovrannumeraria preferendola rispetto all’annullamento dell’intera procedura.
Dal 2007, anno del primo concorso farsa per l’accesso ai corsi di laurea a numero chiuso, infatti, sosteniamo che innanzi ad un concorso illegittimo l’unico rimedio possibile e’ quello dell’ammissione in sovrannumero in quanto il diritto allo studio ed alla formazione professionale e’ libero come la costituzione prevede e può essere compresso solo innanzi ad una prova conforme a legge.
Se, come accaduto, questa prova è illegale a tutti deve essere consentito studiare o specializzarsi. Le prime vittorie ai Tar Palermo, Brescia, Cagliari, Napoli, Firenze e, tra gli altri, Campobasso sono seguite le pronunce di C.g.a. e Consiglio di Stato che, ancora una volta, ha ribadito la correttezza di questi principi.
 
 
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