IL CONSIGLIO DI STATO AMMETTE AL CORSO DI MEDICINA GENERALE PER IL TRIENNIO 2014/2015 IN VIRTÙ DELLA PRESENZA DI POSTI DISPONIBILI.

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Con ordinanza pubblicata in data 22 settembre 2017 la Terza Sezione del Consiglio di Stato, massimo organo della giustizia amministrativa, ha ribaltato l’orientamento espresso dal TAR del Lazio in ordine alla peculiare situazione di sei medici che, nel 2014, hanno partecipato al test per l’ammissione al corso di formazione specifica di Medicina Generale presso la Regione Lazio. Si tratta del terzo accoglimento dopo le vittorie per Sicilia e Puglia sugli appelli patrocinati dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello attraverso cui si chiedeva la riforma dell’ordinanza di rigetto emessa dal TAR Laziale innanzi al quale si impugnava il provvedimento – atto sopravvenuto rispetto al precedente giudizio conclusosi sfavorevolmente per i soggetti coinvolti – emesso dalla Regione Lazio e con cui veniva resa nota la presenza di posti disponibili presso il corso in parola per il triennio 2014/2015.

Il provvedimento, in antitesi all’ordinanza emessa dal TAR Lazio, ha dunque ritenuto “opportuno lasciare la res adhuc integra (…) essendo il corso di formazione ormai in via di completamento” e “prevalente l’interesse dei ricorrenti in precedenza comunque ammessi con riserva a terminarlo, sempre senza borsa di studio onde evitare esborsi di risorse pubbliche”.

“Trattasi di un risultato fondamentale”, come dichiara l’Avv. Michele Bonetti, “che conferma il granitico orientamento giurisprudenziale, tradottosi ormai in principio, secondo cui le Amministrazioni devono provvedere all’integrale saturazione del contingente programmato, quindi alla copertura integrale dei posti messi a concorso e rimasti vacanti e disponibili, non potendosi in alcun modo ravvisare la motivazione di un rifiuto della stessa alla loro riutilizzazione”.

Una vittoria, commentano i tre legali Bonetti, Delia e Pinelli, che rappresenta un ulteriore fondamentale precedente nella materia e che porta in primo piano i diritti, costituzionalmente garantiti e tutelati, alla formazione professionale, al lavoro nonché, nel caso di specie, alla salute.

Qualche mese fa, sempre nell’ambito delle specializzazioni mediche post lauream, il Consiglio di Stato aveva stabilito l’importante principio secondo cui la graduatoria deve essere gestita in modo tale da evitare i posti vacanti e che, in presenza di questi ultimi, gli idonei in graduatoria possono agire per ottenerli.

In quel caso il Consiglio di Stato aveva ribaltato la decisione del TAR chiarendo: “che, sulla base di quanto emerso a seguito dell’ordinanza del TAR Lazio III Sez. del 10 marzo 2017 n.1178, come anche dichiarato dai difensori del ricorrente, nella graduatoria per l’ammissione alla scuola di specializzazione in Chirurgia generale di Palermo vi è un posto che potrebbe essere assegnato all’appellante, e che in caso diverso resterebbe scoperto; Ritenuto il pregiudizio grave ed irreparabile (anche in relazione all’ipotesi risarcitorie formulate dal ricorrente, per non avere ottenuto tempestivamente l’iscrizione richiesta). Pertanto, in accoglimento dell’istanza, va disposta l’iscrizione alla Scuola di Chirurgia generale dell’Università di Palermo“.

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