Medicina 2017: tutti i nostri dubbi sul test di ammissione. L’intervista a Studenti.it

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Chi va al mare mangia il gelato. Tutti i bambini mangiano il gelato. Francesco va al mare”. Se le precedenti affermazioni sono vere, quale delle seguenti è necessariamente vera?

E’ con domande come queste che, in Italia, da ormai quasi un trentennio, vengono selezionati gli studenti che possono studiare Medicina.
In tanti, praticamente tutti, si sono spesso chiesti se sia legittimo che i futuri medici vengano scelti sulla base di domande di questo tipo. E’ dal 2013, difatti, che il peso di tali domande di logica all’interno dell’economia del test è esponenzialmente aumentato rendondo, di fatto, tale sezione, come la più importante del test. Se riesci a risolvere la logica (che oggi pesa ben 30 punti sui 60 che sono utili per accedere) hai di fatto l’ammissione a Medicina in tasca. Ma non era affatto quello che il Legislatore del 1999 aveva in mente.

Come dovrebbe essere il test di accesso a Medicina secondo le indicazioni che diede il Legislatore nel 1999?

Il nostro legislatore seguendo le indicazioni della Corte Costituzionale, aveva immaginato una prova di ammissione (che oggi sappiamo tutti essere un test a crocette) basata su “prove di cultura generale, sulla base dei programmi della scuola secondaria superiore, e di accertamento della predisposizione per le discipline oggetto dei corsi medesimi”. Tale norma, in un decisivo documento che il MIUR ha reso accessibile solo dopo una serie infinita di nostri ricorsi sull’accesso agli atti, è letta dallo stesso Ministero come utile ad imporre che il test sia formato da metà domande di cultura generale sulla base dei programmi della scuola superiore e l’ulteriore metà basata sulle materie tipiche (che, per capirci, sono per Medicina quelle di Biologia, Matematica, Fisica, Chimica etc.. e per Architettura ad esempio Storia). Il problema è che oggi la cultura generale  basata sui programmi pesa soltanto 2 domande su 60 nell’attuale test e ben 20, invece, sono i test di logica che nessuno degli studenti studia nei programmi delle scuole superiori. In nessun programma ministeriale, difatti, compare questo tipo di logica che ci aiuta a capire se Francesco può andare al mare mangiando o men o il gelato.
Il test di ammissione, dunque, si è trasformato nella prova dei migliori studenti nella preparazione in corsi ad hoc che studiano questa logica (diversa a seconda che sia quella di Cambridge del 2015 o la più semplice degli eserciziari del 2016 e 2017 e da qui che i punteggi minimi di ammissione sono passati da 29 a 61) e ciò, a nostro modo di vedere, in maniera illegittima.

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