Daily Archives: 23 Novembre 2019

Il caso “sardine” e la bocciatura su cui interviene il Giudice: perchè è sempre la Legge la giusta bussola a cui affidarsi.

Due casi apparentemente diversi ci inducono una riflessione sul vasto tema dell’insegnamento.

A Piacenza un docente avverte, in maniera neanche troppo velata, i suoi studenti che ove dovessero manifestare in piazza battezzandosi “sardine”, potranno vedere il 6 con il binocolo. Il Ministro non ci pensa due volte ed annuncia la sospensione del docente.

A Cremona, invece, ci sono altri docenti che bocciano, a torto o a ragione, un ragazzo di prima media, in piena scuola dell’obbligo, pur con una media ben oltre il 6 e mezzo e qualche insufficienze in taluna materie orali.

Sul primo caso a gridare allo scandalo sono molti quotidiani, scagliandosi contro il docente reo di aver minacciato una bocciatura ingiusta alle sardine ribelli. Non puoi, è ovvio, essere bocciato perchè “sardina”. Siamo tutti concordi. Quel docente non fa bene il suo lavoro perchè la Legge e forse anche la Costituzione, impone un insegnamento, ed una valutazione, scevro da tratti politici e discriminazioni di ogni sorta.

Sul secondo, invece, a gridare allo scandalo sono altri quotidiani, che sul primo caso erano per lo più rimasti freddi, affermando seccamente e senza mezze parole che i Prof. hanno sempre ragione e che se hanno deciso di bocciare, nonostante la media del 6 e mezzo e la scuola dell’obbligo un motivo ci sarà. E nessun Giudice deve mettersi in mezzo, perchè altrimenti il ruolo della Scuola si depotenzierebbe e, con esso, il ruolo di precettori dei suoi protagonisti.

Conciliare le due grida di scandalo è evidentemente impossibile ma vi sono dei tratti comuni che possono farci comprendere quanto errato sia, in maniera preconcetta, ritenere incontestabile una decisione di chi decide di bocciare. In un caso e nell’altro, quei docenti, in un caso secondo il senso comune, nell’altro secondo i Giudici, hanno violato la legge e le parti lese da tale violazione hanno trovato tutela: nel primo caso mediatica (tutti accanto alle sardine a cui è impedito di manifestare perchè a rischio bocciatura), nel secondo giudiziale.

Basterebbe, allora, al fine di mantenere una corretta bussola di valutazione, fidarsi della Legge, di un sistema di divisione dei poteri e, nello specifico, di un sistema giudiziario che, in uno Stato democratico, per funzionare, deve semplicemente garantire l’applicazione della legge. Anche quando può non piacere.

“Ci piace”, allora, ed il senso comune lo condivide, l’annunciata sospensione del Prof. oppressore di sardine; deve allo stesso modo piacerci la decisione del Giudice che, applicando la legge, appura che quella bocciatura alla scuola dell’obbligo è illegittima perchè quei Prof., semplicemente, non l’hanno applicato correttamente.

Questo, in particolare, il caso di Cremona.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia