Santi Delia nell’archiviazione del procedimento ANAC per la nomina del DG del Comune di Messina

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Santi Delia ha assistito il Direttore generale del Comune di Messina nel procedimento di inconferibilità dell’incarico aperto da ANAC nel mese di aprile 2021.

A seguito di segnalazione il Segretario generale e RPCT del Comune della tredicesima città d’Italia per numero di abitanti, chiedeva all’ANAC di valutare se la nomina del Dott. Federico Basile, già esperto del Sindaco, ai sensi dell’art. 14 L.r. n. 7/1992, fosse valida e non in contrasto con le norme anticorruzione.
Anac, preso atto della segnalazione, aveva espressamente contestato al Comune, al RPCT ed al DG che “l’attività svolta dallo stesso quale “esperto” nominato dal Sindaco ai sensi dell’art. 14 della L.R. 7/1992 sembrerebbe essere connotata dai requisiti della stabilità, della continuità, dell’organizzazione e della rilevanza economica, che l’Autorità considera significativi nell’individuazione di un’attività professionale retribuita dall’ente che conferisce l’incarico idoneo a configurare la fattispecie di inconferibilità di cui all’art. 4 d.lgs. 39/2013 (in tal senso, oltre ai precedenti citati nella richiesta di parere, si vedano anche le più recenti delibere 537/2019 e 400/2020”).
In sede di controdeduzioni, il legale del D.G. aveva enfatizzato la peculiare e unica a livello nazionale disciplina della figura degli esperti del Sindaco nella legislazione regionale siciliana giacchè “nel caso delle nomine degli esperti del sindaco nell’ordinamento degli enti locali in Sicilia non trovano applicazione le disposizioni che agli incarichi esterni che possono essere conferiti dall’Amministrazione comunale” rilevando come i copiosi precedenti citati dall’ANAC in sede di contestazione non potessero ritenersi applicabili alla diversa disciplina che solo in Sicilia trova applicazione.
Anac, in sede di provvedimento di archiviazione, ha valorizzato tale argomento evidenziando che “il ruolo in questione può ricondursi nell’alveo degli incarichi di tipo fiduciario che, normalmente, appaiono sforniti di poteri di amministrazione e gestione diretta, caratterizzandosi, viceversa, per una spiccata vocazione di supporto e sostegno all’attività e ai compiti espletati dal diretto responsabile (il sindaco nel caso di specie). L’attività svolta in provenienza dal DG si concretizza, perciò, nel perseguimento di un fine di tipo pubblicistico riferibile al medesimo ente in cui egli ha assunto, in un secondo momento, l’incarico di destinazione. Ciò significa che il soggetto coinvolto non appare espressione di due interessi tra di loro contrastanti, l’uno di tipo  privatistico/personale (in provenienza), l’altro di tipo  pubblicistico in ragione dell’incarico assunto  (in destinazione) bensì lo stesso – almeno astrattamente – ha sempre perseguito dapprima come esperto e poi come DG dell’Ente, un’unica finalità – facente capo al Comune di Messina”.
Si tratta, commenta l’Avvocato Santi Delia, del primo caso trattato dall’Anac sul tema della speciale normativa elettorale che caratterizza la Sicilia.
L’archiviazione ottenuta, nonostante le iniziali ed assai argomentate deduzioni di contestazione dell’Autorità, conferma la bontà “delle controdeduzioni” rese e lo “sforzo di valorizzare la ratio sottesa alla norma in parola”, conclude con soddisfazione il legale messinese.

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