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TRIBUNALE DI MESSINA: L’ESPROPRIATO NON PUO’ RIVOLGERE LA PROPRIA PRETESA ALL’ASSEGNATARIO DELL’ALLOGGIO COSTRUITO SUL SUO TERRENO

Pochi giorni fa il Tribunale di Messina si è finalmente espresso in merito ad una controversia di durata quasi decennale che vedeva come parti il Comune di Messina nella qualità di espropriatore, le Cooperative assegnatarie del terreno come delegate all’esproprio, i proprietari degli alloggi assegnati dalle cooperative ed, infine, i legittimi proprietari del terreno espropriato.

Una questione di fatto, dunque, assai comune per gli acquirenti (centinaia di migliaia in Italia) di edilizia economica e popolare che, dopo l’assegnazione degli alloggi, vengono spesso investiti di ingenti richieste da parte dei terzi coinvolti a vario titolo nella costruzione degli immobili. Ebbene la domanda di tanti acquirenti è: possono costoro rivolgersi direttamente ai proprietari degli immobili certamente più solvibili rispetto a fantomatiche Cooperative o Consorzi?

La sentenza del Tribunale di Messina dà una risposta chiara e convincente. Ma vediamo, prima, gli esatti termini della questione.

Un primo procedimento giudiziale si avviava nel 1996 quando i legittimi proprietari dei terreni, dopo aver subito l’espropriazione, agivano avverso le cooperative assegnatarie e delegate all’esproprio dal Comune, per vedersi riconoscere il risarcimento del danno a causa dell’illegittima occupazione del loro terreno.

La giustizia dava loro ragione assegnandogli congrui risarcimenti da eseguire, appunto, nei confronti delle Cooperative.

Gli espropriati, tuttavia, dopo aver compreso che le Cooperative condannate erano, sostanzialmente, insolvibili, pensano di rivolgere la pretesa direttamente nei confronti degli assegnatari cui, frattanto, le Cooperative avevano ceduto gli alloggi.

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Diploma magistrale: arriva la data della Plenaria

Da sempre gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia hanno creduto, anche in tempi non sospetti e con la collaborazione delle associazioni “Adida” e “La Voce dei Giusti”, alla vicenda del titolo abilitante del diploma magistrale. Per primi i suddetti avvocati tramite un ricorso collettivo di circa 220 ricorrenti hanno ottenuto, mediante un parere della sezione consultiva del Consiglio di Stato, il riconoscimento del valore abilitante del titolo facendolo recepire, tramite un’azione sinergica caldeggiata dal mondo associativo su citato, in un decreto ministeriale che ha disposto il trasferimento di tutti i diplomati magistrali dalla III alla II fascia delle graduatorie di istituto.

Tale passaggio eccezionale generò la campagna dei 3000 ricorrenti del 2014 per primi ammessi con ordinanza cautelare nelle famose GAE.

Ad oggi la vicenda appena descritta, relativa al riconoscimento definitivo del valore abilitante del diploma magistrale, è soggetta alla trattazione dinnanzi all’Adunanza Plenaria.

Nelle scorse settimane Vi abbiamo informato delle ragioni del rinvio della trattazione ed oggi vi è un nuovo sviluppo.

Come ricorderete, a differenza di quanto si legge sul web e sui social, il rinvio della trattazione dell’udienza finale di merito innanzi all’Adunanza Plenaria è legata a ragioni processuali squisitamente tecniche.

Il CDS, infatti, non sta fissando la data della Plenaria in quanto “bloccato” dalla Cassazione ed in attesa che quest’ultima decida sul ricorso proposto dal MIUR.

Finalmente la Cassazione ha fissato la camera di consiglio per il 6 giugno 2017 ragion per cui, verosimilmente, la decisione arriverà nei successivi 30 giorni ed il Consiglio di Stato potrà fissare l’Adunanza Plenaria per il mese di ottobre 2017.

Chiaramente la fissazione della Plenaria ci sarà solo se la Cassazione confermerà che la giurisdizione spetta al Giudice Amministrativo seguendo la linea del 2013 confermata nel 2016.

Proprio al fine di evitare il continuo “rimpallo” tra Giudice Ordinario e Giudice Amministrativo, infatti, prima di intraprendere ogni azione dopo la vittoria sul valore abilitante del titolo, abbiamo proposto, con Adida, un regolamento preventivo di giurisdizione. In quella sede nel 2013 le Sezioni Unite confermarono che la giurisdizione è del Giudice Amministrativo.

A dicembre 2016, come sapete, quella decisione del 2013, in cui si legge che ad agire erano “i precari storici della scuola Bonetti e Delia” è ripresa a piene mani dalle Sezioni Unite confermandone l’impianto. “Con le ordinanze n. 27991 e n. 27992 del 2013, queste Sezioni unite hanno invece rilevato che quando il caso riguarda la regolamentazione stessa delle graduatorie la giurisdizione non può che essere del Giudice amministrativo”.

Frattanto i nostri ricorrenti continuano a rimanere in GAE in forza delle ordinanze cautelari ed avranno gli incarichi che spettano loro sulla base del punteggio.

Qualora vi fossero soggetti non inseriti nelle GAE e ancora interessati a ricorrere o che volessero essere informati delle nostre azioni pendenti, vi chiediamo di compilare il form con i vostri dati. Vi ricordiamo che si tratta di adesioni a titolo gratuito non vincolante e finalizzate ad informazioni specifiche per tali azioni di ricorso.

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TFA SOSTEGNO: ACCOLTO IL PRIMO RICORSO IN ITALIA. CDS AMMETTE I NOSTRI RICORRENTI ALLE PROVE.

È di queste ore l’accoglimento del Consiglio di Stato che ammette i ricorrenti, patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, alle prove del TFA Sostegno per il 25 ed il 26 maggio 2017.

Il Governo aveva escluso i ricorrenti, precari storici, tutti iscritti all’ADIDA, che lavoravano da oltre tre anni sul sostegno ove proprio aspiravano a specializzarsi per ambire alla specializzazione.

Un inamissibile e contraddittorio numero chiuso è stato inserito anche per le specializzazioni sul sotegno da un decreto emesso dal Ministro Gelmini, e poi fatto proprio dall’attuale Governo che, da un lato, consente a questi soggetti di insegnare come precari con stipendi più bassi, e, dall’altro, non consente loro di partecipare al TFA Sostegno tramite il quale potrebbero ambire a stabilizzarsi, ottenendo il contratto a tempo indeterminato” – A parlare sono gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia – “Il Consiglio di Stato, anche se in una fase monocratica e cautelare, ha manifestato un primo ed il primo pronunciamento di riforma di ordinanze del T.A.R. del Lazio e del Governo, che condannava inesorabilmente al precariato questi professori che sostengono la scuola pubblica italiana, gli studenti diversamente abili e le loro famiglie”.

La GILDA, considerando anche il poco tempo a disposizione per far sostenere le prove a questi primi gruppi di ricorrenti, si metterà a disposizione, a titolo gratuito, per consentire la partecipazione alle prove.

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MOBILITA’ SCUOLA: ASSEGNARE UNA SEDE AD UN DOCENTE CON PUNTEGGIO INFERIORE E’ ILLEGITTIMO. ANCHE IL PUNTEGGIO MATURATO IN PARITARIA DOVRA’ ESSERE CONTEGGIATO. MIUR CONDANNATO.

Come molti docenti hanno avuto – purtroppo – modo di sperimentare, il recente piano di mobilità varato dal MIUR non è stato in grado di applicare correttamente il criterio di assegnazione alle sedi di preferenza sulla base del punteggio, così come previsto dal CCNI: l’ordine in cui vengono esaminate le richieste è dato dal più altro punteggio.

Numerosi, infatti, sono stati i casi in cui gli insegnanti si sono visti sopravanzare da altri colleghi assegnati a sedi “vicino casa” seppur in possesso di un punteggio inferiore.

Che l’algoritmo utilizzato dal Ministero nel gestire il piano di mobilità docenti fosse caratterizzato da molteplici irregolarità, è un fatto ormai noto: su tale argomento, lo studio Delia & Bonetti è stato uno dei primi ad individuare irregolarità nelle procedure di assegnazione dei docenti a sedi che, spesse volte, non corrispondevano a quelle che effettivamente sarebbero dovute spettare ai docenti in mobilità. Proprio grazie al nostro ricorso, inoltre, il MIUR è stato condannato a svelare l’algoritmo su ordine del T.A.R. Lazio (guarda il focus su questo link).

Oggi, tale illegittima condotta, è stata nuovamente sanzionata da una pronuncia del Tribunale di Torino, il quale ha chiarito che l’esistenza di soggetti con punteggi inferiori e senza alcun titolo di preferenza, che sopravanzano chi, come la ricorrente, ha un punteggio superiore, integra la violazione di quanto previsto dal CCNI. “Il Ministero deve pertanto essere condannato ad assegnare la ricorrente ad una delle sedi […] nel rispetto dei criteri di cui all’allegato 1 del CCNI per la mobilità del personale docente”.

Adesso il MIUR dovrà non solo ottemperare all’ordine giudiziale, ma sarà costretto a pagare oltre 3000 € di spese giudiziali.

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FAQ – #ricorsi2015numerochiuso #chiusuraanticipatadellegraduatorie

Abbiamo creduto insieme all’UDU, di poter raddrizzare una difficile campagna legale dove vi sono state sentenze di merito negative di altri legali.

Nel 2015 abbiamo avuto la responsabilità di circa 10.000 ingressi dell’anno precedente per la vicenda del noto plico, con all’interno i test, rubato a Bari; il cambio delle regole sull’anonimato indusse l’UDU ed i suoi legali ad una seria campagna, in cui spiegammo come il mutamento del concorso non poteva più portare all’ingresso sovrannumerario generalizzato.

Tale nostra responsabile e reale posizione non fu seguita da altri studi legali, che chiusero la vicenda con sentenza di merito di rigetto, e con condanna alle spese a danno degli studenti.

Piano piano, guadagnando centimetro su centimetro, iniziammo una campagna fatta di sospensive al T.A.R. ed al Consiglio di Stato, ed ottemperanze, credendo sulla vicenda dei posti disponibili e sulla cosiddetta “teoria della moltiplicazione dei posti come effetto sanzione”.

Del resto, la chiusura anticipata della graduatoria aveva determinato centinaia di posti liberi che si sommavano alle centinaia di posti vacanti degli extracomunitari dell’ultimo anno e degli anni precedenti.

Ora, tutti i ricorrenti con punteggio superiore al 20 potranno immatricolarsi, secondo noi, prima del test di settembre, con l’unico dubbio della sede mutevole a seconda del punteggio, così come normalmente accade nelle graduatorie nazionali.

In ogni caso, il T.A.R. fa ferme tutte le immatricolazioni intervenute che siamo riusciti a “portare a casa”.

Di seguito alcune faq utili, invitando alla lettura ognuno di Voi del presente provvedimento, le cui deduzioni sono, in linea di massima, standard per tutti i procedimenti.

CHI SI IMMATRICOLERA’ CON IL PROVVEDIMENTO?

Il provvedimento riporta espressamente “che vanno qualificate come illegittime eventuali postergazioni nelle immatricolazioni dei ricorrenti rispetto a candidati che abbiano comunque conseguito o conseguano nella graduatoria (riaperta) un punteggio di merito superiore”.

Il richiamo del provvedimento ad un’ulteriore sentenza del Consiglio di Stato chiarisce ancora di più che tutti i soggetti che hanno un punteggio uguale o superiore all’ultimo degli ammessi con la procedura appena espletatasi della riapertura delle graduatorie, potranno immatricolarsi a prescindere da qualsiasi valutazione discrezionale o malfunzionamenti lamentati dalle amministrazioni delle Università.

Pertanto, in ogni singola sede indicata dal candidato, se il ricorrente avesse un punteggio uguale o superiore all’ultimo degli ammessi sub judice potrà immatricolarsi.

Ad esempio, se alla Sapienza l’ultimo immatricolatosi con le procedure di riapertura online ha 20 punti, tutti quelli con un punteggio uguale o superiore a 20 potranno immatricolarsi.

Se (l’esempio è riportato a titolo meramente esemplificativo) l’ultimo ammesso nella prima scelta ha 24 punti, e, dunque, il ricorrente con 23 punti non si può immatricolare, potrà rivolgersi alle altre sedi indicate nella domanda di partecipazione al concorso.

Pertanto, se il candidato all’ultima sede indicata (sempre a titolo d’esempio) ha indicato Catanzaro o Sassari, dove si è entrati con 20 punti sub judice, potrà immatricolarsi in queste sedi tenendo conto sempre dell’ordine di scelta indicato nella domanda.

QUALI SARANNO I TEMPI DI IMMATRICOLAZIONE?

Non è possibile una stima della tempistica. Riteniamo che la vicenda si debba dirimere prima del nuovo test, a settembre.

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Medicina generale: anche i medici non abilitati possono partecipare alle prove di settembre. Arriva la prima sentenza del T.A.R. Lazio.

Il T.A.R. Lazio annulla il D.M. Salute 7 marzo 2006, nella parte in cui preclude la partecipazione ai laureati in Medicina non ancora abilitati.

E’ la prima vittoria di merito, degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti al fianco della CGIL FP Medici, che mette un punto fermo sulla questione: possono i laureati in medicina non ancora abilitati partecipare al concorso per l’ammissione al corso di Medicina generale?

Il Consiglio di Stato, dopo gli accoglimenti ottenuti nel 2015, lo scorso anno in sede cautelare consultiva aveva negato tale possibilità. Il T.A.R. Lazio, invece, sempre in fase cautelare, aveva ritenuto di accogliere tali istanze consentendo ai giovani medici di partecipare alle prove di ammissione.

Oggi è arrivata la prima sentenza di merito sul tema grazie alla quale, aderendo alla nostra azione, tutti i laureati non ancora abilitati potranno partecipare alla prova.

Per noi è un punto di arrivo partito da molto lontano con i primi giudizi del 2007 quando abbiamo sostenuto con forza vincendo che l’ammissione ai concorsi per l’accesso alle scuole di specializzazione doveva consentirsi anche ai neolaureati. Tale posizione, grazie a tali giudizi, fu poi recepita dal MIUR e, ancora oggi, l’accesso al concorso per le specializzazioni mediche è consentito a tutti i laureati che, entro il 2 novembre, conseguiranno l’abilitazione. Solo il Ministero della Salute, sul punto, è rimasto indietro impendendo la partecipazione a tali giovani medici.

Secondo il T.A.R. Lazio, in piena aderenza alle nostre tesi (e citando persino i precedenti con cui il nostro percorso è iniziato nell’ambito delle scuole di specializzazione) “nella specie, l’irragionevolezza della scelta dell’Amministrazione è palese, in quanto il possesso dell’abilitazione ha un rilievo secondario ai fini della qualificazione culturale necessaria per affrontare la prova e partecipare al concorso; esso è invece chiaramente finalizzato a garantire la sicurezza e la serietà dell’attività di tirocinio svolta durante il corso di specializzazione, che è un’attività professionale medica. Conseguentemente, è irragionevole – e comunque eccedente il criterio di stretta proporzionalità allo scopo – l’esclusione dal concorso dei soggetti che appaiano in grado di garantire il possesso del titolo alla data di inizio dell’attività”.

E tale ragionamento vale in maniera identica per l’ammissione al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, non a caso adottato dal Ministero della Salute in concomitanza a quello del MIUR nel marzo 2006, ma che ancora non è stato adeguato, rimanendo affetto dalla stessa illegittimità ed irragionevolezza nella disposizione recata dall’art. 5, che oltre tutto discrimina tra medici italiani che devono essere in possesso dell’abilitazione alla data di presentazione della domanda e medici comunitari che invece possono registrare l’abilitazione entro la data di inizio del corso di formazione“.

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RIAPERTURA GRADUATORIE 2015: VITTORIA! TUTTI I RICORRENTI CON PUNTEGGIO SUPERIORE ALL’ULTIMO ISCRITTO POSSONO IMMATRICOLARSI. MIUR NON PERDA ULTERIORE TEMPO. POI SI VADA VERSO LIBERO ACCESSO

Il T.A.R. Lazio ha definitivamente accolto i ricorsi degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti relativi alla chiusura anticipata delle graduatorie 2015, chiarendo che la scelta del MIUR di fare distinzione tra i vari provvedimenti riguardanti i ricorrenti, e disponendo che “vanno qualificate come illegittime eventuali postergazioni nelle immatricolazioni dei ricorrenti rispetto a candidati che abbiano comunque conseguito o conseguano nella graduatoria (riaperta) un punteggio di merito superiore (Cons. St., sez. VI, sentenza n. 2104 del 2017), non potendosi riconnettere alcun rilievo, ai fini di un differente apprezzamento, a profili che ineriscono all’organizzazione ovvero a disfunzioni dell’amministrazione nell’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali favorevoli”.

La riapertura delle graduatorie è frutto del lavoro processuale scaturito dalle nostre ordinanze e sentenze vittoriose e soprattutto del lavoro e dei contatti politici dell’UDU con il Ministero, e per il tramite con il CNSU, organo da noi presieduto e con maggioranza relativa dell’Unione degli Universitari.

La questione riguarda circa 1000 posti liberi a Medicina ed Odontoiatria che l’UDU ritiene vacanti con riferimento alle graduatorie 2015/2016. MIUR condannato anche a oltre 4000 euro di spese legali. Nell’ordinanza viene poi specificato che va consolidata la posizione di chi si è già immatricolato e che potranno immatricolarsi tutti coloro che hanno punteggio superiore rispetto all’ultimo studente iscrittosi fin ora, quindi tutti coloro con punteggio superiore a 20.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Il Ministero è stato condannato da mesi dal Tar a far scorrere le graduatorie. Dopo queste sentenze, centinaia di studenti sono in attesa di vedere riconosciuto anche dal MIUR il loro diritto a studiare per la facoltà che loro avevano scelto, risultando idonei nella graduatoria chiusa in maniera illegittima da parte del Ministero stesso nel febbraio 2016. Nonostante le rassicurazioni che ci sono state date a più riprese dai vari uffici competenti, il MIUR ha deciso in maniera irresponsabile di non dare piena attuazione a quanto disposto nelle sentenze, differenziando tra studenti in possesso di provvedimento monocratico e quelli in possesso di provvediamrno collegiale. Ora non ci sono più scuse: il Ministero riconosca subito il diritto di questi studenti di studiare ciò che avevano scelto per il proprio futuro.”

Continuano gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia: “Abbiamo inoltrato di fronte all’inerzia del Ministero dell’Istruzione, due ricorsi prototipi che hanno stabilito che i posti andranno attribuiti ai ricorrenti secondo l’ordine della graduatoria ed altri articolati criteri. Il Ministero è stato anche condannato alle spese per migliaia di euro e si profilano responsabilità erariali per cui abbiamo già dato mandato di inoltrare un esposto alla Corte dei Conti ed alla Procura di Roma al fine di vagliare eventuali ipotesi di reato”.

Conclude Marchetti: “Grazie alle nostre vittorie saranno riassegnati ai molti studenti comunitari tutti i posti rimasti vacanti degli extracomunitari a seguito della chiusura anticipata della graduatoria. Ora ci chiediamo chi ripagherà gli studenti di mesi e mesi di vita persi quando una sentenza dei Giudici dava loro diritto a studiare? Sul punto stiamo valutando una richiesta di risarcimento danni. Siamo stufi di tutto questo, il Ministero deve prendere atto del fallimento del numero chiuso e non nascondersi più dietro un dito, facendo perdere ulteriormente tempo agli studenti: vogliamo il libero accesso.”

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CONCORSO POLIZIA 559 AGENTI: TAR LAZIO RIGETTA RICHIESTA DEL MINISTERO DI REVOCA DEI PROVVEDIMENTI DI AMMISSIONE ALLE PROVE FISICHE

In data 17 maggio 2017 il T.A.R. del Lazio con decreto del Presidente ha respinto l’istanza di revoca dei decreti cautelari (leggi il decreto cliccando qui) avanzata dal Ministero contro il provvedimento dello stesso TAR che aveva ammesso alla partecipazione alle prove fisiche i nostri ricorrenti al concorso per 559 Allievi Agenti di Polizia.

Gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia al fianco del Sindacato ANIP-ITALIA SICURA affermano: “l’istanza di revoca del Ministero appena rigettata costituisce la prova che la nostra strategia di agire prima della scadenza delle prove ordinarie è stata l’unica vincente giacchè, dopo tale data, il T.A.R. ha ritenuto di non consentire altre ammissione alle prove fisiche in quanto le nuove date fissate sono successive a quelle iniziali di “ordinaria programmazione”.

La prossima tappa è quella del 13 giugno quando verrà trattata la questione dei ricorrenti che hanno agito successivamente ed auspicano un provvedimento favorevole di ammissione alle prove suppletive.

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DIPLOMATI MAGISTRALE: PERCHE’ LA PLENARIA NON DECIDE

Da sempre gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia hanno creduto, anche in tempi non sospetti e con la collaborazione delle associazioni “Adida” e “La Voce dei Giusti”, alla vicenda del titolo abilitante del diploma magistrale. Per primi i suddetti avvocati tramite un ricorso collettivo di circa 220 ricorrenti hanno ottenuto, mediante un parere della sezione consultiva del Consiglio di Stato, il riconoscimento del valore abilitante del titolo facendolo recepire, tramite un’azione sinergica caldeggiata dal mondo associativo su citato, in un decreto ministeriale che ha disposto il trasferimento di tutti i diplomati magistrali dalla III alla II fascia delle graduatorie di istituto.

Tale passaggio eccezionale generò la campagna dei 3000 ricorrenti del 2014 per primi ammessi con ordinanza cautelare nelle famose GAE.

Ad oggi la vicenda appena descritta, relativa al riconoscimento definitivo del valore abilitante del diploma magistrale, è soggetta alla trattazione dinnanzi all’Adunanza Plenaria.

A differenza di quanto si legge sul web e sui social, il rinvio della trattazione dell’udienza finale di merito innanzi all’Adunanza Plenaria è legata a ragioni processuali squisitamente tecniche.

L’Adunanza Plenaria, infatti, deciderà non sulla questione generale del diploma magistrale ma su uno specifico caso che le è stato sottoposto dalla Sesta Sezione del Consiglio di Stato.

In questo caso specifico sottoposto alla Plenaria, oltre alla categoria dei diplomati magistrali, si chiedeva l’ammissione in GAE degli abilitati con TFA e PAS. Nello stesso ricorso, dunque, vi erano più categorie di soggetti con diverse caratteristiche.
Il Consiglio di Stato, dunque, prima di decidere la causa ha dovuto trattare la questione di giurisdizione affermando, in quel caso, la propria giurisdizione e rigettando la domanda di ammissione in GAE di TFA e PAS. Contestualmente, sui diplomati magistrale, ha rimesso la questione all’Adunanza Plenaria.

Il MIUR, al fine di non far diventare definitiva la decisione del CDS di affermare la propria giurisdizione, ha proposto ricorso in CASSAZIONE con il quale ha sostenuto che, a monte, il CDS non doveva nè decidere (rigettando) su T.F.A. e P.A.S. nè rimettere alla Plenaria (sul diploma magistrale) ma semplicemente dichiararsi privo di giurisdizione a favore del Giudice Ordinario (in particolare di quello del Lavoro). Questa causa è ancora pendente nonostante la Cassazione a dicembre 2016 ha pubblicato numerose sentenze con cui ha affermato che in questi casi la giurisdizione è del Giudice Amministrativo.

Il CDS dunque non sta fissando la data della Plenaria in quanto “bloccato” dalla Cassazione. Abbiamo fatto diversi solleciti anche al fine di far valutare al MIUR di rinunciare ad un ricorso in Cassazione dall’esito scontato e negativo così da sbloccare la situazione e nei prossimi mesi, forse prima dell’estate, potrebbe arrivare una determinazione di questo tipo.

Frattanto i nostri ricorrenti continuano a rimanere in GAE in forza delle ordinanze cautelari ed avranno gli incarichi che spettano loro sulla base del punteggio.

Qualora vi fossero soggetti non inseriti nelle GAE e ancora interessati a ricorrere o che volessero essere informati delle nostre azioni pendenti, vi chiediamo di compilare il form con i vostri dati. Vi ricordiamo che si tratta di adesioni a titolo gratuito non vincolante e finalizzate ad informazioni specifiche per tali azioni di ricorso.

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CONCORSO POLIZIA 559 AGENTI: IL MINISTERO OTTEMPERA. I RICORRENTI CHIAMATI A VISITA PER IL 29 MAGGIO 2017. ADESIONI PROROGATE SINO ALLE ORE 19:00 DEL 15 MAGGIO 2017

Dopo una lunga e combattuta attività giudiziale e stragiudiziale, il Ministero ha ottemperato all’ordine giudiziale di espletamento delle prove fisiche per i nostri ricorrenti che avevano ottenuto un provvedimento favorevole dal T.A.R. Lazio nelle date del 2 e 3 maggio 2017. L’Amministrazione, infatti, ha provveduto a convocare i ricorrenti vincitori per il 29 maggio 2017, consentento loro di proseguire nel concorso per 559 allievi agenti di polizia. In questo link trovi il provvedimento.

Per coloro i quali fossero stati illegittimamente esclusi dalla prova concorsuale possono ancora aderire sino alle ore 19:00 del 15 maggio 2017, seguendo pedissequamente le indicazioni qui di seguito riportate.


Possono ricorrere, quindi, tutti coloro i quali hanno partecipato alle prove di concorso tra il 6 e l’11 marzo e non sono stati ammessi alle prove fisiche.

Il precedente concorso non ha rilievo alcuno a prescindere dall’esito precedentemente ottenuto.

2) Alcuni di Voi ci hanno chiesto come si fa a presentarsi alle prove fisiche senza accertamenti clinici richiesti dal bando.

Gli accertamenti clinici con cui Vi dovreste presentare alle prove fisiche verranno svolti successivamente in quanto diremo al Ministero che dovete avere lo stesso tempo concesso agli ammessi che hanno saputo per tempo come e quando presentarsi.

3) Dove trovo altri dettagli per aderire entro il 15/5?

Trova dettagli per aderire cliccando qui

Si chiarisce che il 15/5 h. 19:00 è il termine ultimo per agire innanzi al TAR scadendo il termine di impugnazione di 60 giorni e non vi saranno proroghe.

4) Dove posso trovare il provvedimento di accoglimento del TAR?

Puoi scaricare il provvedimento di accoglimento cliccando qui

 

 

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