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TFA SOSTEGNO 2019: ricorso per accedere presso altri Atenei con posti vacanti

DI CHE COSA SI TRATTA E PERCHE’ ADERIRE

Ancora una volta a farsi portavoce della battaglia per la tutela dei docenti precari che da anni lavorano sul sostegno sono gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Il MIUR, come è noto, ha indetto un ulteriore bando per accedere al tirocinio formativo mediante un percorso preselettivo a numero programmato. A differenza degli anni passati e della previsione del D.M. del 2011, è stata eliminata la soglia minima di 21/30 ma è rimasta quella pari al doppio del numero dei posti banditi.

Ai sensi di tale bando infatti, è ammesso alle prove un numero di candidati, a prescindere dalla votazione, pari al doppio dei posti disponibili per gli accessi.

Ciò significa che potrebbero essere Università ove si accede alla seconda prova con il minimo (previsto dal D.M. e non riportato nei bandi) di 21/30 ed altre ove, anche con 24 o 25 si resta fuori. E’ già avvenuto, in realtà di Atenei con ammessi con zero punti stante il fatto che si sono presentati meno pretendenti rispetto ai posti banditi. Altri casi ancora ove potrebbero rimanere posti vacanti in taluni Atenei giacché non vi sono idonei utili a coprire i posti messi a concorso.

Si tratta di casi e posizioni su cui, sempre per primi in Italia, abbiamo vinto.

Nella tornata del 2017/2018 prima il Consiglio di Stato e poi il T.A.R., difatti, hanno ritenuto che se, ad esempio, a Bergamo siano rimasti 10 posti vacanti questi ben possono essere occupati da 10 idonei presso l’Ateneo di Roma ove, al contrario dell’Università lombarda, la selezione aveva visto rimasti esclusi dalla partecipazione al corso soggetti, comunque, idonei.

Vi sono Atenei, difatti, che pur avendo posti vacanti per gli stessi corsi per cui i ricorrenti avevano superato il concorso, non accoglievano la domanda di immatricolazione “la graduatoria degli ammessi al corso non può essere in nessun caso integrata con altri candidati“.

La giurisprudenza amministrativa, sollecitata con i nostri ricorsi, ha stabilito che i posti rimasti vacanti nei corsi TFA di tutte le università italiane possono essere, dunque, tutti ricoperti dai candidati risultati idonei presso altri Atenei diversi da quello in cui tali posti sono risultati liberi (link).

Per gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, dunque, l’attuale struttura del T.F.A. risulta palesemente illegittimo in quanto la non utilizzazione di posti disponibili a fronte di soggetti idonei a poterli ricoprire, unitamente al sistema di ammissione fondato sulla soglia cui non corrisponde una graduatoria nazionale, viola  gli stessi principi legislativi anche di rilievo costituzionale  dell’autonomia universitaria e del diritto allo studio.


CHI PUO’ AGIRE E AUTORITA’ GIUDIZIARIA DA ADIRE

Lo studio intende incardinare a tutela di queste categorie un ricorso collettivo innanzi al TAR LAZIO, per tutti i soggetti con punteggio superiore o uguale a 21/30 ed esclusi.

Un’altra azione, stante il fatto che verranno incardinati motivi volti all’aumento del numero dei posti, consentirà l’accesso anche ai soggetti con punteggi superiore o uguale a 18/30.

E’ inoltre possibile valutare, stante l’esistenza di molteplici quesiti dubbi, l’adesione ad azioni individuali cucite, appunto, sullo specifico risultato ottenuto.



COME ADERIRE E COSTI DELL’AZIONE

Il costo di adesione all’azione (che in seguito valuteremo insieme dopo l’accesso e le peculiarità ivi riscontrate se collettiva, individualizzata per piccoli gruppi selezionati o individuale) è pari a € 500,00. Tale quota, appunto, comprende tutta la fase di studio ed approfondimento della Vs posizione ivi compreso l’accesso agli atti e la valutazione degli esiti dello stesso.

Tale somma, inoltre, all’esito della scelta successiva dell’azione da intraprendere, potrà rappresentare l’intera quota di adesione in ipotesi di scelta per azione collettiva o di acconto per un eventuale ricorso individuale (da € 1500 oltre iva, cpa e cu a € 2500 oltre accessori) o individualizzato in gruppi selezionati.

Per aderire all’azione è sufficiente seguire le seguenti istruzioni ENTRO IL 09/06.

1)         COMPILARE IL FORM ON LINE DI ADESIONE ACCEDENDO A QUESTO LINK;

2)         SCARICARE E COMPILARE LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE CARTACEA;

3)         Bonificare la quota alle COORDINATE ALLEGATE

4)         Inviare la superiore documentazione e la ricevuta di bonifico via mail a segreteria@avvocatosantidelia.it scansionata

5)         Inviare la medesima documentazione e la ricevuta di bonifico a mezzo posta con raccomandata a.r. allo studio di Messina, Via S. Agostino 4, 98122

Fuori dalla busta dovete indicare RICORSO TFA SOSTEGNO.

La mera spedizione della documentazione di adesione a mezzo posta, mail, pec o fax, seppur nei termini indicati, non comporta accettazione dell’incarico ed i legali, anche senza previa comunicazione, potranno non dar seguito al mandato ricevuto e restituire, su richiesta dell’interessato, la quota eventualmente versata. E’ onere del ricorrente, pertanto, verificare l’effettiva

accettazione del mandato.

Ogni comunicazione informativa verrà inoltrata a mezzo mail nelle varie fasi del contenzioso ove i sottoscritti difensori lo riterranno opportuno e gli atti difensivi predisposti saranno disponibili in sola visione presso gli studi professionali degli stessi previo appuntamento da concordare con le segreteria.

Copia degli stessi non verrà, in ogni caso, fornita a seguito dell’adesione e di ciò gli aderenti confermano espressa consapevolezza.

Mobilità docenti: il contratto collettivo nazionale viola la Legge 104/92. Tribunale ordina trasferimento.

Il Tribunale del lavoro di Barcellona P.G. ha accolto il ricorso patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti con il quale è stato annullato l’illegittimo diniego di trasferimento richiesto da una docente.

La nostra ricorrente, assunta a tempo indeterminato nel 2010 quale docente di scuola secondaria di I grado, ai sensi della legge 104/92 come unica referente per la madre portatrice di handicap richiedeva il trasferimento presso una delle sedi preferite e che le avrebbero concesso di riavvicinarsi e prendersi cura del proprio familiare.

Così, con ricorso d’urgenza gli Avvocati Delia e Bonetti adivano il Tribunale del lavoro di Barcellona P.G. censurando proprio l’illegittimità del CCNI che, in violazione delle norme di rango costituzionale nonché della stessa L. n. 104/1992 (nonchè del principio gerarchico delle fonti garantito dalla Costituzione e dal diritto comunitario), interferisce in modo arbitrario sul riconoscimento del diritto alla precedenza del lavoratore dinanzi all’interesse del disabile ad essere assistito con soluzione di continuità. Continue reading Mobilità docenti: il contratto collettivo nazionale viola la Legge 104/92. Tribunale ordina trasferimento.

Tiziana Barbera

Laureata all’Università di Messina il 21 luglio 2003 con votazione 106/110, discutendo una tesi di laurea in diritto civile con titolo: “Il risarcimento del danno non patrimoniale ex art. 2059 c.c.”.”, relatore Prof. Vincenzo Scalisi.

Dopo aver frequentato il corso Galli negli anni 2003/2004 e nel 2005 partecipa e vince il concorso pubblico per esami bandito dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale per Ispettore del Lavoro.

In servizio dal 29 maggio 2006 presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Como con la qualifica di Ispettore del Lavoro, Area C, posizione economica C2, transita l’anno successivo presso il Comune di Messina con la qualifica di Direttore di Sezione, Cat. D3, ex 8a qualifica funzionale, presso il Dipartimento Patrimonio, Fitti attivi, Ufficio Contratti e poi presso l’Area Coordinamento Economico Finanziaria, Dipartimento programmazione bilancio ed entrate.

Dal 2010 al 2013 si trasferisce all’Inps di Messina dove si occupa anche di contenzioso sino alle dimissioni nel 2013 per svolgere a tempo pieno la professione forense.

E’ avvocato dal 2006 e si occupa prevalentemente di diritto civile e del lavoro.

Concorso straordinario infanzia primaria: ricorso per docenti S.F.P. esclusi

DI CHE COSA SI TRATTA E PERCHE’ RICORRERE

L’azione giurisdizionale che deve essere promossa al fine di tutelare i suoi interessi è un ricorso straordinario avverso tutti gli atti di concorso straordinario “primaria e infanzia” così come bandito nell’anno 2018.

Il concorso nasce per rispondere all’esito negativo dell’Adunanza Plenaria del dicembre 2017 secondo cui il diploma magistrale non è sufficiente per essere ammessi in G.A.E. Esigenze di par condicio hanno poi portato il Legislatore a coinvolgere S.F.P. a cui questa informativa è diretta.

Anche in ragione di quanto deciso dalla Consiglio di Stato nell’ambito del ricorso da noi proposto sul FIT che ha portato quel concorso riservato alla Corte Costituzionale, secondo cui “è costituzionalmente illegittima, in particolare per quanto riguarda il personale docente, la previsione di una procedura di reclutamento ristretta la quale limiti in modo irragionevole la possibilità di accesso dall’esterno”, siamo convinti che ci siano margini per tutelare le categorie che seguono.


CHI PUO’ RICORRERE

Nell’immediato riteniamo che vi siano molteplici categorie tutelabili e per cui proporre ricorso sin da ora:

1) S.F.P. con 2 anni di servizio svolto ma nella scuola paritaria;

2) S.F.P. con servizio, svolto nella scuola statale, inferiore ai due anni ma che, con il corrente anno scolastico, completa il requisito;

3) S.F.P. con due anni di servizio svolto ma “combinato” tra scuola paritaria e statale;

4) S.F.P. senza servizio (o con servizio insufficiente) che hanno superato precedenti concorsi;

5) S.F.P. con servizio insufficiente ma che grazie al tirocinio raggiungono i due anni;

6) S.F.P. con servizio insufficiente su infanzia e primaria ma che raggiungono i due anni, in tutto o in parte, con servizio svolto in altre CDC (tanto svolto nella scuola statale quanto nella paritaria).

Si precisa che se il ricorrente ha più situazioni sovrapponibili (ad esempio è un S.F.P. con i due anni in paritaria (ricorso 1) ma ha anche superato precedenti concorsi (ricorso 4), il consiglio è di aderire a due ricorsi collettivi pagando due quote (ricorso 1 e ricorso 4). E’ dunque possibile aderire a più ricorsi collettivi pagando più quote (le spedizioni e tutta la procedura sono sempre separate e vanno fatte autonomamente).

Chiaramente solo facendo un ricorso individuale si può cucire su di voi un ricorso che dia atto e vi tuteli al meglio con riferimento alle Vs peculiarità. Il ricorso individuale ha costi variabili da € 1500 a € 2500. Per chi fosse interessato deve scrivere a santi.delia@avvocatosantidelia.it e riceverà le istruzioni personalizzate di adesione.

Ulteriore precisazione su sostegno.

Per chi aspira a concorrere su sostegno, può aderire alle categorie sopra indicate. Non serve, infatti, alcuna precisazione giacchè è sempre il servizio che, unitamente al titolo di cui siete in possesso, deve essere posseduto ai sensi del bando.

I ricorsi, difatti, sono proposti al fine di sostenere che tale servizio, di cui non siete in possesso, non può essere decisivo per la Vs non ammissione. Se, dunque, partecipate sul sostegno ed avete la specializzazione, potete contestare, come gli altri, i requisiti legati al servizio giacchè il bando prevede il possesso di “almeno due annualita’ di servizio specifico rispettivamente sulla scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su posto comune che di sostegno“. Non è imposto, dunque, il servizio specifico su sostegno giacchè lo specializzato su sostegno può partecipare anche se ha due anni su posto comune. Di conseguenza può partecipare ai ricorsi contestando i requisiti di servizio sopra indicati in maniera ordinaria.

Chiaramente gli specializzati sul sostegno potranno, se ritengono, agire sia per posto di sostegno che per posto comune (facendo due ricorsi ed indicandolo nel form).


MODALITA’ DI ADESIONE

Per aderire all’azione sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono scaricando la seguente documentazione.

La scadenza di adesione è fissata per il 05/02/2019.

SCARICA LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE E LE ISTRUZIONI PER COMPILARE IL FORM

           SCARICA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE AL CONCORSO


COSTI

IL COSTO DI ADESIONE E’ PARI A EURO 140.

Non vi sarà alcun costo di tessera o eventuali trattenute sindacali.

Non riteniamo che vi saranno problemi per il raggiungimento di numeri minimi di partecipanti. In ogni caso, per le categorie più particolari, è fissato il tetto minimo di 20 ricorrenti.

Si specifica che, trattandosi di un’adesione avvenuta direttamente con il nostro studio legale non vi saranno costi aggiuntivi di tessere e trattenute sindacali.

Lo studio collabora con i movimenti e le associazioni più libere di docenti, che spesso e volentieri, agiscono gratuitamente, coadiuvando i ricorrenti, anche per le fasi più complesse e collabora con i sindacati ritenuti più affidabili, concreti e seri che spesso si diversificano in base alla sede territoriale in cui sono presenti.

Si ribadisce che il ricorrente avrà contatto solo con lo studio legale, senza alcuna indicazione che esuli dalla propria sfera di competenza giuridica e tecnica.

Concorso straordinario infanzia primaria: ricorso per i Diplomati magistrale esclusi

DI CHE COSA SI TRATTA E PERCHE’ RICORRERE

L’azione giurisdizionale che deve essere promossa al fine di tutelare i suoi interessi è un ricorso straordinario avverso tutti gli atti di concorso straordinario “primaria e infanzia” così come bandito nell’anno 2018.

Il concorso nasce per rispondere all’esito negativo dell’Adunanza Plenaria del dicembre 2017 secondo cui il diploma magistrale non è sufficiente per essere ammessi in G.A.E.

Anche per far fronte alle problematiche legate ai probabili licenziamenti, il Legislatore ha varato il D.L. 187/18 e con esso un concorso straordinario, con prova orale non selettiva, finalizzato al reclutamento di docenti della scuola primaria e dell’infanzia.

Proprio in virtù delle motivazioni poste alla base dell’indizione del concorso, riteniamo che sia illegittimo negare la partecipazione dei docenti privi del requisito di servizio. A nostro modo di vedere, senza i fatti e le questioni giuridiche legate al caos “Plenaria”, il concorso straordinario, così come oggi è articolato, non avrebbe senso di esistere. Ciò in quanto non vi è alcuna ulteriore ragione per spiegare l’indizione di un concorso straordinario con prova non selettiva e non un concorso ordinario riservato a diplomati magistrale e laureati in S.F.P

Nel 2012 e 2016, difatti, i concorsi banditi non riservavano alcun canale preferenziale ai fini del reclutamento.

Anche in ragione di quanto deciso dal Consiglio di Stato nell’ambito del ricorso da noi proposto sul FIT, che ha portato quel concorso riservato alla Corte Costituzionale, secondo cui “è costituzionalmente illegittima, in particolare per quanto riguarda il personale docente, la previsione di una procedura di reclutamento ristretta la quale limiti in modo irragionevole la possibilità di accesso dall’esterno”, siamo convinti che ci siano margini per tutelare le categorie che seguono.

Se, difatti, si ha riguardo a requisiti ulteriori rispetto al possesso del mero titolo (su cui tutta la vicenda G.A.E. si è sviluppata) la procedura risulterebbe illegittima perché “appare in primo luogo istituita in assenza delle peculiari ragioni di interesse pubblico richieste per giustificarla”.

Ecco perché, in estrema sintesi, abbiamo ritenuto di agire a favore di tutti i docenti esclusi in possesso del titolo di diploma magistrale.

 


CHI PUO’ RICORRERE

Nell’immediato riteniamo che vi siano molteplici categorie tutelabili e per cui proporre ricorso sin da ora:

  • A) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale che a seguito di ricorso al T.A.R. o al P.D.R. hanno ottenuto la misura cautelare di immissione nelle G.A.E. senza servizio o con servizio non sufficiente all’ammissione al concorso
  • B) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale con indirizzo linguistico o sperimentale che a seguito di ricorso al T.A.R. o al P.D.R. hanno ottenuto la misura cautelare di immissione nelle G.A.E. senza servizio o con servizio non sufficiente all’ammissione al concorso;
  • C) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale con 2 anni di servizio svolto nella scuola paritaria;
  • D) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale con indirizzo linguistico o sperimentale con 2 anni di servizio svolto nella scuola paritaria;
  • E) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale con servizio svolto nella scuola statale, inferiore ai due anni e che, con il corrente anno scolastico, completerebbero il requisito;
  • F) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale ad indirizzo linguistico o sperimentale con servizio svolto nella scuola statale, inferiore ai due anni ma che, con il corrente anno scolastico, completerebbero il requisito;
  • G) Soggetti in possesso di Diploma Magistrale conseguito, senza servizio;
  • H) Soggetti in possesso di Diploma Magistrale con indirizzo linguistico o sperimentale, senza servizio;
  • I) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale con due anni di servizio svolto in maniera “combinata” tra scuola paritaria e statale;
  • J) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale ad indirizzo linguistico o sperimentale con due anni di servizio svolto in maniera “combinata” tra scuola paritaria e statale;
  • K) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale senza servizio ma con ruolo ottenuto grazie ad azione giudiziale;
  • L) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale ad indirizzo linguistico o sperimentale senza servizio ma con ruolo ottenuto grazie ad azione giudiziale;
  • M) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale senza due anni di servizio ma con ruolo ottenuto grazie ad azione giudiziale e che hanno superato il periodo di prova;
  • N) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale ad indirizzo linguistico o sperimentale senza due anni di servizi ma con ruolo ottenuto grazie ad azione giudiziale e che hanno superato il periodo di prova;
  • O) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale senza servizio (o con servizio insufficiente) che hanno superato precedenti concorsi;
  • P) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale ad indirizzo linguistico o sperimentale senza servizio (o con servizio insufficiente) che hanno superato precedenti concorsi;
  • Q) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale con servizio insufficiente su infanzia e primaria ma che raggiungono i due anni, in tutto o in parte, con servizio svolto in altre CDC (sia presso scuole statali che paritarie);
  • R) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale ad indirizzo linguistico o sperimentale con servizio insufficiente su infanzia e primaria ma che raggiungono i due anni, in tutto o in parte, con servizio svolto in altre CDC (sia presso scuole statali che paritarie);
  • S) Insegnanti in possesso di Diploma Magistrale, assunti con le quote della Legge n. 68/1999, che hanno superato l’anno di prova o comunque in ruolo ma che non hanno ancora maturato le annualità di servizio necessarie per accedere al concorso riservato
  • T) Personale educativo abilitato a seguito del concorso bandito nel 2000, con due anni di servizio svolto (sia presso scuole statali che paritarie) nelle classi di concorso PPPP oppure EEEE, e che vuole partecipare al concorso riservato per la scuola primaria.
  • U) Personale educativo abilitato a seguito del concorso bandito nel 2000, senza servizio svolto e che vuole partecipare al concorso riservato per la scuola primaria;
  • V) Insegnanti esclusi dal concorso riservato per la scuola primaria a causa del mancato riconoscimento del servizio prestato in Religione Cattolica;
  • W) Insegnanti esclusi dal concorso riservato, a causa del mancato riconoscimento del servizio prestato presso le scuole comunali, sulla classe di concorso su cui si ha il servizio specifico;
  • X) Insegnanti che posseggono il requisito dei due anni di servizio ma svolto oltre il limite di otto anni previsto dai compilatori ministeriali (es. due anni di servizio svolto ma negli ultimi 10 anni).

Si precisa che se il ricorrente ha più situazioni sovrapponibili (ad esempio è un D.M. con i due anni in paritaria (ricorso C) ma ha anche superato precedenti concorsi (ricorso O), il consiglio è di aderire a due ricorsi collettivi pagando due quote (ricorso C e ricorso O). E’ dunque possibile aderire a più ricorsi collettivi pagando più quote (le spedizioni e tutta la procedura sono sempre separate e vanno fatte autonomamente).

Chiaramente solo facendo un ricorso individuale si può cucire su di voi un ricorso che dia atto e vi tuteli al meglio con riferimento alle Vs peculiarità. Il ricorso individuale ha costi variabili da € 1500 a € 2500. Per chi fosse interessato deve scrivere a santi.delia@avvocatosantidelia.it e riceverà le istruzioni personalizzate di adesione.

Ulteriore precisazione su sostegno.

Per chi aspira a concorrere su sostegno, può aderire alle categorie sopra indicate. Non serve, infatti, alcuna precisazione giacchè è sempre il servizio che, unitamente al titolo di cui siete in possesso, deve essere posseduto ai sensi del bando.

I ricorsi, difatti, sono proposti al fine di sostenere che tale servizio, di cui non siete in possesso, non può essere decisivo per la Vs non ammissione. Se, dunque, partecipate sul sostegno ed avete la specializzazione, potete contestare, come gli altri, i requisiti legati al servizio giacchè il bando prevede il possesso di “almeno due annualita’ di servizio specifico rispettivamente sulla scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su posto comune che di sostegno“. Non è imposto, dunque, il servizio specifico su sostegno giacchè lo specializzato su sostegno può partecipare anche se ha due anni su posto comune. Di conseguenza può partecipare ai ricorsi contestando i requisiti di servizio sopra indicati in maniera ordinaria.

Chiaramente gli specializzati sul sostegno potranno, se ritengono, agire sia per posto di sostegno che per posto comune (facendo due ricorsi ed indicandolo nel form).


MODALITA’ DI ADESIONE

IL COSTO DI ADESIONE E’ PARI A EURO 90.

LA SCADENZA DI ADESIONE E’ FISSATA PER IL 05/02/2019.

Per aderire all’azione sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono scaricando la seguente documentazione.

SCARICA LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE E LE ISTRUZIONI PER COMPILARE IL FORM

SCARICA LA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE AL CONCORSO

Consiglio di Stato: concorso a cattedra 2016. La cautelare consente la stipula di contratti a tempo indeterminato.

I ricorrenti ammessi alle prove suppletive o sin dall’origine al concorso a cattedra del 2016 e le abbiano superate hanno diritto, ove utilmente collocati in graduatoria, alla stipula di contratti di ruolo.
E’ quanto deciso dal Consiglio di Stato in accoglimento di un ricorso proposto dagli Avvocati Santi DELIA e Michele Bonetti a difesa di uno dei dottori di ricerca ammessi al concorso 2016.
Secondo i Giudici di Palazzo Spada “l’ordinanza di cui si chiede l’esecuzione disponeva l’ammissione con riserva senza porre limiti, all’operatività normativa di tale iscrizione, intendendo tale misura nella pienezza della sua effettività, senza cui la tutela cautelare sarebbe nullificata nella sua funzione costituzionele garantita dall’art 24 Cost.” ritenendo “preferibile evitare un’esecuzione puramente formale, che non implichi l’attribuzione di un’effettiva posizione utile in graduatoria e ciò al fine di salvaguardare la concreta possibilità di ottenere, in base al punteggio maturati in virtù del titolo abilitativo riconosciuto e di ogni altro titolo, la stipula di contratti a tempo indeterminato”.
“Dopo la storica ottemperanza sulle G.A.E. con commissariamento del MIUR a favore del diplomati magistrale nel 2015”, commentano gli Avvocati Delia e Bonetti, “arriva un nuovo sigillo sul valore della misura cautelare: è il riconoscimento della bontà delle nostre tesi che, per primi, sin dal 2015, abbiamo sostenuto”.

Buona Pasqua

Serena Pasqua a tutti Voi.

Studio Legale Avvocato Santi Delia

Con affetto Santi, Rosario, Tiziana, Roberto, Andrea, Marco, Angela, Laura, Alessio e Giuseppe.

dirittoallostudio

Test 2017: il compito che visualizzo non è mio. Arrivano decine di segnalazioni. Ecco cosa fare.

RISULTATI TEST MEDICINA 2017, QUALCOSA NON TORNA – Sono sempre di più gli studenti che dopo aver controllato i risultati del proprio test sul sito del Miur si dicono sicurissimi di non aver risposto in un certo modo o di non aver fatto alcuni segni che ora invece appaiono nel foglio delle risposte. Qualcosa non torna e se all’inizio sembravano inspiegabili casi isolati, in rete gli studenti si sono confrontati e hanno capito che ad avere le stesse perplessità erano in tanti, troppi.

E’ IL MIO CODICE MA QUELLE NON SONO LE MIE RISPOSTE – Una valanga di segnalazioni è arrivata alle nostre mail raccontanto di essere sicuri di aver risposto a questa o quella domanda che ora non si ritrovano.

COSA POSSONO FARE ORA GLI STUDENTI CHE SI SENTONO DANNEGGIATI? Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti che da anni assistono l’UDU e migliaia di giovani candidati esclusi, fanno presente di aver ricevuto decine di segnalazioni circostanziate da parte di candidati che non riconoscono il proprio compito.
“Ogni anno”, ci riferisce l’Avvocato Santi Delia, “riceviamo segnalazioni di questo tipo. In ragione dell’emotività del momento non sempre i candidati ricordano perfettamente le risposte date. Per questo valutiamo attentamente queste segnalazioni e solo dopo approfondita analisi agiamo innanzi al T.A.R.”
 “Grazie ad azioni mirate” – ci scrivono gli avvocati –  “siamo riusciti, su ordine del T.A.R. Catania, a far entrare la Guardia di Finanza al CINECA ed ad appurare l’effettiva esistenza di uno scambio di compiti grazie al quale il medesimo T.A.R. decretò l’accoglimento del nostro ricorso. In altri casi TAR e Consiglio di Stato hanno decretato, sempre sui nostri ricorsi, l’illegittimità di alcune correzioni operate dal CINECA ammettendo i nostri ricorrenti“. “Ogni azione va quindi vagliata attentamente caso per caso approfondendo la presenza di segni anomali anche attraverso perizie chimiche sull’inchiostro e calligrafiche che accertino chi ha messo quei segni che non sono di paternità del candidato”.
“La storia dei ricorsi sul numero chiuso che viviamo sul campo da quasi un decennio e che ci ha visti protagonista di ogni momento di rivoluzione di questo barbaro sistema che riusciremo ad eliminare (dall’anonimato, alla graduatoria unica alla redistribuzione dei posti extracomunitari sino alle vittorie sulle domande errate sino alle tavole di chimica del caso Firenze), ci insegna che non esistono, come si legge, tre-cinque o sette tipi di ricorso. Ogni azione va calibrata sulla singola posizione dei candidati che verranno accorpati in gruppetti omogenei solo dopo averne vagliato le caratteristiche”.

Per info scrivere a santi.delia@avvocatosantidelia.it

magistratura

Ricerca praticanti per le sedi di MESSINA e ROMA

In ragione dell’ampliamento della nostra struttura, sono in corso le selezioni di giovani praticanti avvocati per le sedi di Messina e Roma.

La nostra idea della professione forense ci porta a voler curare con particolare attenzione la selezione e la valorizzazione di nuovi talenti.

I neolaureati effettueranno il periodo di pratica sotto la supervisione di diversi avvocati con specializzazioni in diritto amministrativo, industriale, civile e del lavoro.

Il nostro profilo ideale è giovane (non saranno prese in considerazione candidature di profili oltre i 28 anni), dinamico, continuamente aggiornato, pronto al sacrificio ed ai “turni di notte” con in mano una tazza di caffè alla ricerca di una nuova idea.

Particolare attenzione verrà riservata ai candidati che hanno maturato un’ottima carriera universitaria ed un eventuale esperienza all’estero.

Chi fosse interessato a entrare nel nostro team può inviare il proprio CV all’indirizzo segreteria@avvocatosantidelia.it entro il 10/11/2017 indicando la sede di (indicativa) preferenza.

Lo Studio Legale degli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti tra i vincitori della settima edizione del Premio internazionale Le Fonti: è boutique di eccellenza dell’anno 2017

Nella sede di Borsa Italiana, Le Fonti Awards 2017 sceglie lo Studio Legale degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia tra le Boutique d’eccellenza dell’Anno.

Per i risultati ottenuti e per l’ampia attività a tutela di migliaia di ricorrenti, il nostro Studio è stato insignito del Premio Internazionale Le Fonti nella categoria speciale – Boutique d’eccellenza.
Il riconoscimento, patrocinato dalla Commissione Europea, è arrivato mercoledì 7 giugno nella splendida cornice di Palazzo Mezzanotte a Milano.
I criteri-guida per l’attribuzione del Le Fonti Awards sono i risultati di business, lo sviluppo strategico, l’internazionalizzazione, la leadership e l’innovazione di settore, la qualità del servizio, l’attenzione al cliente. L’individuazione delle eccellenze avviene analizzando rendimenti, operazioni e altri fatti idonei ai fini della premiazione e relativi ad un arco temporale di 12 mesi. La base di partenza della selezione è la votazione della comunità di lettori – professionisti di settore, manager e imprese – del Gruppo Editrice Le Fonti (che pubblica la rivista World Excellence, il quotidiano online Finanza & Diritto e la rivista internazionale IAIR Review) che si esprime attraverso una survey online su ogni categoria di riferimento.

Tra i vincitori della Sezione Diritto Amministrativo anche lo Studio del Prof. Malinconico e quello del Prof. Giuseppe Franco Ferrari.

Nelle altre branche il riconoscimento è andato, tra gli altri, agli Studi Legali Legance, Giarda, Trifirò, Macchi di Cellere Gangemi, Pirola, Pennuto, Zei.

Lo Studio era stato selezionato come finalista del prestigioso premio “Le Fonti” nella categoria “Boutique di Eccellenza dell’Anno – Categoria Speciale”. I finalisti erano stati selezionati da agenti indipendenti, con il patrocinio, tra gli altri, della Commissione Europea e la Media Partnership esclusiva di CorriereEconomia.

Si tratta di un importante riconoscimento per lo Studio, che tra il 2015 ed il 2017 ha vissuto una fase di significativo consolidamento ed espansione delle proprie aree di attività ed intervento anche nell’ambito del diritto industriale, della cura di importanti clienti nazionali ed internazionali nell’ambito del licensing e della tutela delle proprietà intellettuali nonchè nella gestione degli Atenei telematici comunitari.

Agli Avvocati Cassazionisti fondatori dello Studio, Santi Delia e Michele Bonetti, infatti, si sono aggiunti l’Avvocato cassazionista Umberto Cantelli, i colleghi Tiziana Barbera, Rosario Cannata e Silvia Antonellis, Roberto Frisone, Marco Pellegrini, Francesco Moscariello, Alberto Carelli,  a rafforzare e dare qualità alle due sedi romane e siciliane dello Studio che, ad oggi, conta una trentina tra avvocati, praticanti e collaboratori.

Studio Legale Avvocato Santi Delia