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APERTE LE ADESIONI AI RICORSI AL TAR PER PROFESSIONI SANITARIE

Da poco si sono celebrate le prove di accesso per i corsi di laurea in professioni sanitarie presso i vari Atenei italiani.

Anche quest’anno si sono riscontrate diverse irregolarità durante lo svolgimento delle prove di accesso, in particolare, sulla violazione del principio dell’anonimato nei concorsi pubblici.

In maniera davvero incredibile, in alcune sedi, si sono verificati identici vizi su cui abbiamo già vinto.

Anche in ragione dei recenti accoglimenti del T.A.R. Lazio su casi identici, il concorso di quest’anno è davvero un’occasione unica per agire ed eliminare definitivamente questo sistema barbaro. Per il singolo ricorrente è invece l’occasione per ottenere l’ammissione al corso di laurea ambito.

A seguito delle numerose segnalazioni già pervenute agli Avvocati SANTI DELIA & MICHELE BONETTI, abbiamo deciso di aprire le adesioni al ricorso al TAR per i corsi di laurea in professioni sanitarie. Per effettuare l’accesso agli atti, potrà servirsi, gratuitamente, del modello allegato in fondo alla pagina.

Per ulteriori informazioni circa tempi e modalità di adesione al ricorso, La invitiamo a scaricare l’informativa che trova parimenti in fondo.

MODELLO ACCESSO ATTI

DOCUMENTAZIONE DA COMPILARE E INVIARE

Esami d’avvocato 2013: i giudizi delle sottocommissioni devono essere motivati

Ennesima pronuncia dei giudici amministrativi sull’obbligo di motivazione nei giudizi espressi sugli elaborati redatti per l’esame d’abilitazione forense. In questo caso è il TAR Calabria, dopo un’identica pronuncia del TAR Brescia, a ribadire l’obbligo di motivazione in base a quanto stabilito nella recente riforma dell’ordinamento forense.

In particolare i giudici calabresi hanno affermato che con la riforma dell’ordinamento forense è stato pienamente recepito il principio di matrice comunitaria secondo cui l’accesso ad un professione regolamentata, come quella forense deve avvenire in condizioni chiare ed inequivocabili e quindi di assoluta trasparenza.

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scolastico

“La buona scuola”. La confessione del Governo dopo un decennio di precariato dei nostri supplenti

‪#‎labuonascuola‬ Dedicato a tutti i supplenti della Scuola.
1200 nostri giudizi pendenti in 151 Tribunali del Lavoro d’Italia. Tutti aspettano la sentenza della CGE cui la Corte Costituzionale ha rimesso la questione. Quale questione? In sintesi ed in maniera atecnica. E’ corretto che i supplenti della scuola siano confinati a decenni di precariato anche se, di fatto, la Scuola ha bisogno di loro? E’ normale ed ammissibile che da 8 anni una GAE è esaurita e si attinge solo dalla 3 fascia e tali precari svolgono le loro mansioni essendo puntualmente licenziati per le vacanze di NATALE, di Pasqua ed estive? Senza riconoscimento di anzianità di servizio ed eventuale risarcimento danni in caso di accertato abuso? Secondo la Cassazione e l’Avvocatura dello Stato si, giacchè è la Legge a prevederlo. 
La Consulta dubita che queste norme siano conformi al diritto dell’Unione e la questione va alla CGE.
Oggi la confessione, candida come quella di un bambino di 10 anni prima della Sua prima comunione, del Premier.
“La prima emergenza riguarda il numero dei docenti che abbiamo nelle scuole. A settembre di ogni anno, con la riapertura delle scuole, ci troviamo con qualche decina di migliaia di insegnanti che mancano all’appello. E quindi con cattedre che vengono assegnate, per tutto l’anno scolastico, a dei supplenti. Anno dopo anno. Attraverso una finzione che continua da anni, dal momento che queste supplenze servono a rimpiazzare parte del contingente complessivo di docenti di cui lo Stato ammette di aver bisogno stabilmente”.
Pag. 12 del documento ufficiale del Governo sulla “buona Scuola”.
Matteo Renzi ha deriso la difesa dell’Avvocatura dello Stato e confermato che la Cassazione ha preso, sul punto, una sonora cantonata.
La specialità del sistema scuola non esiste. Era una burla. 
“Anno dopo anno. Attraverso una finzione che continua da anni, dal momento che queste supplenze servono a rimpiazzare parte del contingente complessivo di docenti di cui lo Stato ammette di aver bisogno stabilmente”.
Forse ora che lo confessa anche lui….noi non eravamo poi così matti.
Come si spiegano, però, queste parole ai precari di montagna, ai docenti delle isole e a quelli che hanno insegnato lontano 1000 km dalla propria famiglia e che hanno visto (meglio, sentito) crescere i propri figli al telefono? Per dieci anni gli era stata raccontata la favoletta dell’organico di fatto e di diritto e, se lo diceva lo Stato, come non credergli.
Forse vinceremo in giudizio ma credo che abbia, ancora una volta, perso l’Italia.

Avv. Santi Delia

Trasferimenti dall’estero: svolta al T.A.R. Catania. Annullata la delibera dell’Università di Messina. L’Ateneo immatricola i nostri ricorrenti.

Il T.A.R. Catania ha annullato la delibera del Consiglio di Dipartimento di Medicina con cui erano state rigettate tutte le istanze di trasferimento presentate dai nostri ragazzi provenienti da ARAD, MADRID, TIMISOARA e PE’CS, ordinando all’Università di riesaminare tutte le istanze.
A seguito di tale riesame l’Ateneo, preso atto che le materie date all’estero sono assolutamente conformi all’ordinamento italiano, ha ammesso i nostri ricorrenti ad anno successivo al primo consentendone l’immatricolazione.

Per chi non ha fatto ricorso, non avendo ricevuto alcuna comunicazione di esclusione, c’è ancora tempo per agire sino al 15 settembre 2014.

Siamo innanzi, quindi, ad un vero e proprio spartiacque per il diritto di studiare nel nostro Paese. Chi proviene dall’estero, quindi, non deve affrontare nuovamente il test in Italia e la sua ammissione alle Università italiane passa solo per la verifica del percorso di studi all’estero.

Scrivi a santi.delia@avvocatosantidelia.it per capire se anche Tu puoi studiare in Italia

scolastico

PAS: il Consiglio di Stato dice si all’ammissione dei nostri ricorrenti

I nostri ricorrenti sono stati ammessi ai Percorsi abilitanti speciali (c.d. PAS). Con ordinanza depositata in data 27 agosto u.s. la VI Sez. del Consiglio di Stato ha infatti accolto un piccolo ricorso collettivo di un gruppo di docenti patrocinato dagli avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Umberto Cantelli.

Secondo noi è “un motivato e importante provvedimento che prende atto di come i P.A.S. debbano veramente essere aperti a tutti considerando anche che per accedervi, come correttamente rilevato dal Consiglio di Stato, non vi è alcuna selezione preliminare né alcun limite numerico di ammissibilità. Se dunque non vi è un numero chiuso, le limitazioni per gli insegnanti in virtù di più o meno giorni di servizio sono assolutamente illegittime”.

ANONIMATO: IL CONSIGLIO DI STATO CONTINUA AD AMMETTERE UNO DOPO L’ALTRO I NOSTRI RICORRENTI

In data 26 agosto u.s., con ordinanza depositata il giorno seguente, il Consiglio di Stato ha ribadito il proprio orientamento sul vizio dell’anonimato.

Dopo gli importanti accoglimenti sui nostri ricorsi al T.A.R., il Consiglio di Stato ammette con riserva i nostri ricorrenti dinanzi ad una sentenza del TAR Abruzzo che non aveva rilevato la violazione dell’anonimato nel concorso per accedere alla facoltà di Medicina.

Per l’avvocato Michele Bonetti, che parla anche a nome degli altri patrocinatori del ricorso avvocati Santi Delia e Umberto Cantelli, trattasi di “un segnale importantissimo del Consiglio di Stato che ribadisce come vi siano <<profili della vicenda giuridica da cui sembrerebbe emergere la fondatezza delle doglianze con particolare riguardo alla violazione delle regole concernenti l’anonimato concorsuale>>, unico vizio da noi proposto”.

Prosegue l’Avv. Bonetti: “A nulla rileva che il concorso in questione è quello dello scorso anno, poiché nel nostro ricorso si lamentavano violazioni dell’anonimato <<standard>> e molto meno gravi rispetto a quelle dell’anno corrente, accompagnate dalla fuga di notizie dei test, fuga rappresentata da un plico trafugato a Bari il cui contenuto poteva ed è stato comunicato in tutte le sedi della Repubblica. Pertanto, il Consiglio di Stato è lapidario nel ritenere che le modalità del concorso siano strutturalmente illegittime e lo ribadisce in un’ordinanza motivata in riforma di una sentenza con l’ammissione con riserva addirittura a fine agosto!”.

Ci auguriamo che il Consiglio di Stato, ma soprattutto i tribunali amministrativi italiani, proseguano su questa scia consentendo in tal modo agli studenti italiani di poter studiare.

scolastico

GAE 2014. Vittoria al T.A.R. Dopo i congelati entrano anche i depennati

Il Tar del Lazio, Sezione III bis, presieduto dal Cons. Massimo Luciano Calveri, ha sospeso il D.M. 235/14 di aggiornamento delle G.A.E.  e ammesso i depennati in G.A.E.

E’ il secondo gruppo di ricorsi già deciso dal T.A.R. Lazio in sede cautelare sugli oltre 1.500 precari della scuola difesi dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

 “È una vittoria davvero importante” riferiscono gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, difensori dell’associazione sindacale “La Voce dei Giusti”, “in cui il Tar ha ritenuto di annullare un Decreto del Ministero”.

Il T.A.R., ricordano i legali, ha richiamato, per concedere l’immediata ammissione, la recente sentenza sui depennati sul precedente D.M. di aggiornamento su cui il Consiglio di Stato ha usato parole durissime per stigmatizzare la scelta del MIUR. “L’esito voluto dall’amministrazione è contraddittorio, e non privo di elementi di prevaricazione per le legittime aspettative giuridiche degli interessati, perché l’avere blindato le graduatorie, nella prospettiva del loro esaurimento, non può giustificare, apparendo anzi sommamente ingiusto, la cancellazione definitiva dalle medesime per effetto di una omissione non consapevole perché non debitamente partecipata e in assenza di una corretta e completa partecipazione procedimentale”, ricorda l’avvocato Delia.

Per l’avvocato Michele Bonetti “trattasi di una nuova breccia nel muro delle GAE mediante una coraggiosa decisione del Tar del Lazio; ora dopo questa apertura proseguiremo nella nostra battaglia per l’ingresso nelle Gae dei diplomati magistrali e di tutte le categorie da noi rappresentate. Il Tar dopo la nostra vittoria dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione ha coraggiosamente ribadito la propria giurisdizione sulla materia delle Graduatorie ad esaurimento e ha accolto il nostro ricorso”.

I legali dell’Associazione Sindacale “La Voce dei Giusti” invitano tutti i precari della scuola a non arrendersi e a continuare, tutti uniti e con entrambe le associazioni, nella battaglia.

Tutti i depennati ed i congelati potranno partecipare ai nuovi ricorsi d’urgenza al GIUDICE DEL LAVORO aderendo entro il 31 AGOSTO 2014

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Orizzonte scuola

scolastico

Renzi annuncia 100.000 assunzioni dalle G.A.E. Per i congelati SSIS, i DEPENNATI ed i Diplomati magistrali è l’ultima spiaggia. Ricorso d’urgenza per entrare in G.A.E. Ora o mai più.

Renzi e il Ministro Gianni annunciano 100.000 immissioni in ruolo sin dal 15 settembre. Ciò vorrebbe dire che i docenti esclusi dalle G.A.E. sono definitivamente fuori dal mondo della scuola.

Nei giorni scorsi il Tar del Lazio ha accolto i nostri ricorsi ed annullato gli ultimi due D.M. di aggiornamento delle G.A.E. nella parte in cui escludevano i congelati SSIS e i depennati.

“Non si tratta più di un provvedimento cautelare ma di una sentenza di merito con il quale il T.A.R. ha definitivamente annullato la scelta del Ministero di non consentire ai congelati SSIS oggi abilitati grazie al T.F.A. di poter essere ammessi in G.A.E. Una scelta che, nonostante le nostre precedenti vittorie al T.A.R. e al Consiglio di Stato, il M.I.U.R. ha nuovamente adottato anche con il recente D.M. 1 aprile 2014, n. 235”, commenta l’avvocato Delia.

Grazie a quei provvedimenti è stata finalmente fatta giustizia nei confronti di una categoria di docenti, quella dei congelati SSIS, che, per usare le parole dell’ex Ministro Gelmini, hanno “agli occhi di qualcuno, tre difetti: sono pochi, sono qualificati e hanno completamente ragione. Viene il sospetto che siano considerati da troppi come dei “figli di nessuno”.

Il T.A.R., inoltre, sui depennati, ha richiamato, per concedere l’immediata ammissione, la recente sentenza sui depennati sul precedente D.M. di aggiornamento su cui il Consiglio di Stato ha usato parole durissime per stigmatizzare la scelta del MIUR.

“L’esito voluto dall’amministrazione è contraddittorio, e non privo di elementi di prevaricazione per le legittime aspettative giuridiche degli interessati, perché l’avere blindato le graduatorie, nella prospettiva del loro esaurimento, non può giustificare, apparendo anzi sommamente ingiusto, la cancellazione definitiva dalle medesime per effetto di una omissione non consapevole perché non debitamente partecipata e in assenza di una corretta e completa partecipazione procedimentale”, ricorda l’avvocato Delia.

Oggi, leggendo le parole del Governo, chi non ha ancora agito o non ha ottenuto una vittoria al T.A.R. rischia definitivamente di perdere tale diritto in quanto ove davvero venissero assunti i 100.000 precari delle G.A.E. per chi non è ivi inserito, sarebbe davvero la fine di un sogno.

I congelati SSIS e ddevono ottenere tale riconoscimento e non possono più attendere.

Anche i diplomati magistrali sulla base dei medesimi principi possono agire.

Per l’approfondimento sul diploma magistrale clicca qui

COME FARE PER ADERIRE

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Corsi liberi a Medicina: ecco come frequentarli in attesa dell’esito del ricorso

Cari ragazzi, in tanti ci chiedete cosa fare nell’attesa dell’esito dei ricorsi straordinari (quelli al T.A.R. hanno tempi brevi e dovete solo attendere la Vostra udienza).

Qui di seguito riportiamo le domande più frequenti.

1) Cosa vuol dire frequentare ex art. 6?

L’art. 6 del Regio decreto del 4 giugno 1938 n. 1269 intitolato “Approvazione del regolamento sugli studenti, i titoli accademici, gli esami di stato e l’assistenza scolastica nelle università e negli istituti superiori” dà la possibilità di frequentare e sostenere due esami da parte di coloro che non hanno passato il test di ammissione a numero chiuso. Ci si immatricola così ad un altro corso di laurea complementare, affine e similare, frequentando però la facoltà ove non si è riusciti ad entrare. In tal modo si può iniziare a frequentare l’Università ove non si è riusciti ad entrare sostenendone i primi esami, salvo poi l’anno successivo riprovare il test di ammissione e una volta superato chiederne la convalida. Gli esami che si possono sostenere sono solo due, ma è frequente il caso di alcune Università che consentono di sostenere ulteriori esami informalmente con successiva registrazione e formalizzazione.

2) Cosa devo fare per frequentare ex art. 6?

Il predetto articolo quando viene ripreso dalla normativa universitaria assume spesso un’altra posizione (non sempre il numero 6 del regolamento universitario anche se molte Segreterie Studenti per comodità continuano ad identificarlo sempre e comunque come articolo 6) e viene recepito con particolari modalità pratiche attuative che si differenziano da Università ad Università , da Facoltà a Facoltà , e rispetto alle quali avrà cura di richiedere la relativa modulistica nelle segreteria di competenza.

Per questo si consiglia vivamente di andare presso la Segreteria Studenti, richiedere i relativi moduli e vagliarli attentamente prima di sottoscriverli.

3) E’ possibile che alcuni Atenei non attivino i corsi liberi o che non mi ammettano ai corsi liberi?

Si è possibile giacchè ogni Ateneo è autonomo e può scegliere come crede.

Ove tali corsi vengano attivati ogni Ateneo decide chi ammettere sulla base di requisiti che, normalmente, dovrebbero essere predeterminati.

I requisiti che, normalmente, rilevano sono:

– voto al test;

– voto di diploma;

– età;

– altre lauree.

 

 

 

Studio Legale Avvocato Santi Delia