Archivio: Azioni collettive

ILLEGITTIMO DEPENNAMENTO DALLE GAE DEI DIPLOMATI MAGISTRALI CON GIUDIZI PENDENTI : LA SENTENZA DEL TAR LECCE

Gli insegnanti con diploma di maturità magistrale inseriti in GAE non possono essere depennati se non a seguito di sentenza definitiva di merito in quanto, “ai fini della mantenimento in graduatoria con riserva, è sufficiente la pendenza di un giudizio, in primo o in secondo grado”.

Questo il principio affermato dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, sede di Lecce, che, con la sentenza n. 2068/2019 del 30 dicembre 2019, ha riammesso definitivamente un ricorrente nelle graduatorie ad esaurimento a seguito dell’illegittimo depennamento intervenuto da parte dell’USR, condannato altresì al pagamento delle spese di lite.

Nello specifico il ricorrente, era stato inserito in GAE tramite provvedimento cautelare del TAR Lazio e, per il solo fatto di non essere in possesso di un provvedimento definitivo, era stato escluso dall’ambita graduatoria con contestuale revoca del contratto a tempo indeterminato.

Il G.A., nell’annullare il provvedimento dell’Amministrazione, ha rilevato che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con decreto n. 374 del 24 aprile 2019, ha fornito indicazioni a livello nazionale circa l’inserimento in graduatoria dei docenti, precisando che “devono chiedere di permanere in graduatoria con riserva, compilando il modello 1: (…) b) coloro che, già iscritti con riserva in graduatoria ad esaurimento, hanno ancora pendente un ricorso giurisdizionale o straordinario al Capo dello Stato, avverso l’esclusione dalle graduatorie medesime o avverso le propedeutiche procedure abilitanti, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 8” (art. 6, comma 1, lett. b, cit. decreto) e prevedendo, al predetto art. 1, comma 8, che in “forza di quanto disposto dalle Adunanze Plenarie del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2017 n. 11 e del 27 febbraio 2019 n. 5, i docenti in possesso di diploma magistrale destinatari di sentenze di merito sfavorevoli, non potranno presentare istanza di aggiornamento”.

Ad avviso dell’On.le Giudicante il predetto decreto M.I.U.R. deve essere interpretato nel senso che possono essere esclusi dall’aggiornamento delle graduatorie solo quei docenti che abbiano ricevuto “sentenze di merito sfavorevoli”, cioè soggetti con situazioni coperte da giudicato, come emerge dalla combinata lettura degli artt. 1, comma 8, e 6, comma 1, lett. b), del cit. decreto.

In tale ottica il D.M. fornisce, per converso, la chiara istruzione di mantenere in graduatoria, con riserva, quei docenti la cui situazione non sia ancora definita dall’autorità del giudicato (v. art. 6, comma 1, lett. b, cit. decreto) e, in definitiva, ai fini del mantenimento in graduatoria con riserva, è sufficiente la pendenza di un giudizio, in primo o in secondo grado.

“E’ una pronuncia fondamentale a tutela di tutti gli insegnanti inseriti nelle graduatorie con provvedimenti non definitivi, che potranno continuare a lavorare fino alla decisione di merito”, sottolinea l’Avv. Santi Delia che ha patrocinato il ricorso congiuntamente all’Avv. Michele Bonetti.

SPECIALIZZAZIONI MEDICHE: NUOVA VITTORIA AL CONSIGLIO DI STATO

Il Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi sulle specializzazioni mediche proposti dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, pronunciandosi favorevolmente sulle istanze cautelari dei ricorrenti, ordinando al Ministero di procedere immediatamente all’assegnazione dei posti rimasti vacanti a tali soggetti.

Difatti, con l’ordinanza cautelare n. 6274 del 18 dicembre 2019, l’Organo più alto della Giustizia Amministrativa ha riformato la sentenza del T.A.R. Lazio che si era espressa negativamente su tali questioni.

Si tratta di una vittoria che da seguito alle prime, ormai storiche, affermazioni di questo principio stabilito già dal Consiglio di Stato con riferimento ai ricorsi vinti nel 2015, 2016 e 2017 per primi in Italia e che, anche questa volta, vede ottenere i posti vacanti a un decine di giovani medici esclusi per gran parte patrocinati dal nostro studio. Nel 2015 e 2016, difatti, solo grazie ai primi ricorsi individuali da noi patrocinati si è aperta la strada per la redistribuzione, ai ricorrenti, dei posti rimasti vacanti.

Il Consiglio di Stato, in particolare, ha imposto “lo scorrimento delle graduatorie dei candidati all’ammissione alle Scuole di specializzazione nei posti eventualmente disponibili nella sede richiesta, secondo l’ordine di priorità e nel rispetto della graduatoria ed entro i limiti della capienza finanziaria, al fine di consentire il proficuo inizio del corso didattico di specializzazione dei ricorrenti”.

In ossequio a quanto disposto dal G.A., dunque, i soggetti beneficiari dei provvedimenti cautelari sono stati individuati dal MIUR come assegnatari dei posti rimasti vacanti e presto, questi giovani dottori, potranno cominciare a frequentare gli ambiti corsi, immatricolandosi nelle diverse Scuole di Specializzazione.

Trattasi di un ulteriore tassello che si inscrive nel quadro di denuncia all’inadeguatezza di un sistema di accesso che mette irragionevolmente a disposizione dei giovani dottori solo una minima percentuale delle possibilità formative degli Atenei.

Il MIUR, inspiegabilmente, lascia da anni centinaia di posti vacanti, preferendo rivolgersi a medici in pensione o richiamare medici residenti all’estero. Quella del Consiglio di Stato –  commenta l’Avvocato Santi Delia, che con il collega Michele Bonetti segue da sempre il contenzioso –  rappresenta certamente una scelta ragionata, volta a riformare il non adeguato sistema di accesso alle Scuole di Specializzazione e soprattutto coraggiosa, affrontando infatti una situazione drammatica, dettata dalla carenza di medici specialisti, confermata e più volte denunciata sia dalle Regioni che dal Ministero della Salute”.

Anche per il 2019, nonostante si sia cambiato il sistema ed attuato lo scorrimento straordinario, i posti vacanti rinunciati in seguito o riservati rimangono vacanti. A tal fine è ancora possibile agire con ricorso straordinario cliccando il presente LINK

 

 

CONCORSO FUNZIONARI GIUDIZIARI : IL RICORSO PER GLI ESCLUSI ALLA PROVA PRESELETTIVA

Tra il 12 novembre e il 18 novembre 2019, presso la Nuova Fiera di Roma, si sono svolte le prove preselettive del “Concorso pubblico per titoli ed esami, per il reclutamento di complessive n. 2329 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato per il profilo di Funzionario nei ruoli del personale del Ministero della Giustizia”.

Da un’attenta e oculata analisi del test somministrato sono emerse molteplici incongruenze, oltre a plurime domande ambigue.

Senza scendere troppo nel dettaglio, riteniamo che FormezPA, l’ente che si occupa della gestione dell’intera procedura concorsuale, abbia indicato, per alcune domande, delle soluzioni totalmente inesatte.

Per tali ragioni, riteniamo che sia doveroso tutelare la posizione di tutti i soggetti esclusi dalla prova preselettiva e, in particolare, coloro che in ragione degli errori o la mancata risposta a quesiti ambigui, errati o comunque contestabili, sono stati esclusi.

Lo Studio Legale degli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, a seguito della pubblicazione della graduatoria di ammissione alla successiva prova scritta, ha deciso di predisporre delle nuove azioni giudiziali volte alla tutela di tutti i candidati illegittimamente esclusi dalla procedura concorsuale.

Due le principali azioni che lo studio predisporrà:

A) Un ricorso di natura collettiva, al costo di 250 euro.

B) Un ricorso di tipo individuale al costo di 2500 euro oltre IVA e CPA, in cui verrà maggiormente approfondita la Vostra posizione e ogni singola peculiarità sarà analizzata in maniera precisa e scrupolosa.

Si precisa che al fine di poter esperire il ricorso di tipo collettivo è necessaria l’adesione di almeno 30 soggetti esclusi dalla procedura concorsuale in questione.

La scadenza è fissata al 5 gennaio 2020 e, per poter aderire, è necessario compilare il seguente FORM e seguire le indicazioni presenti al seguente LINK compilando e sottoscrivendo tutta la documentazione presente.

Il Consiglio di Stato accoglie la nostra tesi sulla stabilizzazione dei ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello dall’Avvocato Santi Delia (founder di Bonetti & Delia Studio Legale) e sospeso le procedure di stabilizzazione dei ricercatori precari storici dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, imponendo l’inserimento nella graduatoria dei cosiddetti “non prioritari” anche dei ricercatori non in servizio alla data del 22 giugno 2017 (entrata in vigore del c.d. “Decreto Madia”).

Secondo l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare a tale procedura di stabilizzazione potevano accedere esclusivamente  i ricercatori in servizio alla data del 22 giugno 2017 a prescindere dalla loro anzianità di contratti precari nel tempo sottoscritti.

Delia & Bonetti, invece, hanno sostenuto che tale requisito non poteva ritenersi utile ai fini della partecipazione ma, esclusivamente, al fine di gradare i concorrenti comunque ammessi alla procedura. Per i soggetti in servizio alla data temporale indicata dalla norma, dunque, era riservata una semplice priorità di assunzione e giammai un’esclusiva riserva di posti.

Secondo il Consiglio di Stato “la domanda cautelare proposta appare assistita dai necessari presupposti, in specie in relazione al carattere non escludente della clausola in contestazione, nonché relativamente all’ammissione con riserva nella graduatoria dei non prioritari”.

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Toplegal

AMMISSIONE A MEDICINA E ODONTOIATRIA: ECCO LE AZIONI

Carissimi,

ci scrivete in quanto, come saprete, da sempre siamo stati in prima linea, al fianco di centinaia di studenti delusi da un sistema di selezione che, a nostro modo di vedere, è incostituzionale e non premia in ogni caso il vero merito ed i migliori.
Da ultimo la nostra battaglia sul test dello scorso anno e la più recente vittoria alla vigilia del test.

nonchè quelle su Milano, Roma La Sapienza e L’Aquila contro tutti i numeri chiusi

Di seguito anche un link con cui facciamo il punto sui ricorsi del 2018 a seguito delle ultime decisioni del Consiglio di Stato

A differenza di quanto leggerete sul web e sui social, non esiste un ricorso buono per ogni stagione e non bastano generiche segnalazioni di irregolarità per pensare di ottenere l’ammissione.
Ogni azione si imposta con, alla mano, i verbali di concorso e gli specifici accadimenti della prova.
A maggior ragione quest’anno ove, a seguito delle nuove istruzioni ministeriali diramate in accoglimento delle nostre tesi passate, le singole Commissioni hanno potuto recepire in maniera differente tali indicazioni.
Sulla base delle Vostre segnalazioni e della difformità riscontrate rispetto alle indicazioni ministeriali abbiamo molto materiale su cui lavorare e, a monte, possiamo basarci su vizi già accolti in precedenza.
Da 3 anni e dopo 8 dal nostro primo ricorso sull’anonimato il Miur segue le nostre indicazioni e modifica la procedura. Dopo aver letto i verbali capiremo se le singole commissioni hanno seguito o meno tali indicazioni anche con riferimento alle tante segnalazioni che stanno arrivando.

Anche nel 2015, mentre sui social si diceva che dopo le nostre vittorie dell’anno passato con oltre 15.000 ammessi tutti sarebbero stati ammessi (e altri 5000 nel 2013 sul bonus maturità e anonimato), avevamo chiarito che il processo sarebbe stato più difficile e con tempi non immediatamente certi anche in quanto il TAR doveva esaminare una situazione che era totalmente nuova. E così è stato tanto per il 2015 quanto per il 2016.
Quei contenziosi hanno portato alla vittoria sulla scheda anagrafica,
su alcune domande contestate
e sulla chiusura della graduatoria
ed all’ammissione di  TUTTI I ricorrenti con punteggi sopra il 20.

Nel 2016/17 per primi abbiamo vinto sulla domanda n. 16 annullata e sui posti extracomunitari rimasti vacanti riuscendo a far ammettere centinaia di nostri ricorrenti che studiano tutt’oggi in attesa delle sentenze finali.

Oggi, dalla graduatoria nazionale, vedete che i posti resi vacanti per passaggi ad anni successi al primo sono rimessi a scorrimento. Prima delle nostre vittorie non era affatto così.

Nel 2017 sui posti extracomunitari che dallo scorso anno vengono riassegnati.

Centinaia, inoltre, sono le ammissione all’esito del precedente test (2018) tanto sulle domande contestate quanto sul numero dei posti banditi

Per chiunque, persino per noi che siamo autori di tutte le PRIME VITTORIE sul numero chiuso, è impossibile fare delle previsioni sull’andamento del contenzioso.
Diffidate, quindi, da chi ritiene di poter prevedere il futuro e stima percentuali di vittoria.

La questione degli accessi alla rete la notte prima del test, in particolare, è in corso di approfondimento al fine di comprendere che incidenza possa avere sul contenzioso.

Abbiamo una sola certezza da potervi affidare e riguarda i nostri risultati: tutto ciò che in questa materia è accaduto è passato per il nostro studio.
Siamo stati i primi a sollevare la questione dell’anonimato che ha ottenuto la definitiva consacrazione innanzi all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato nel novembre del 2013.
Siamo stati i primi a giungere sino alla Corte Costituzionale introducendo, di fatto, la graduatoria unica che tutti oggi conosciamo.
Siamo stati i primi ad eliminare il criterio delle opzioni nei corsi di laurea per le professioni sanitarie.
Da sempre, per primi, abbiamo individuato vizi specifici sulle domande.
Anche quest’anno ritieniamo di aver individuato degli elementi totalmente nuovi e mai approfonditi che ci consento di agire per particolari categorie di soggetti.
Chi può intraprendere l’azione:

Chiunque abbia partecipato al test e si sia collocato in posizione non utile per l’ammissione. Per chi ha un punteggio basso, è possibile agire in virtù di vizi generali. Grazie a ricorsi così calibrati, in passato infatti è stato possibile ammettere anche ragazzi con ZERO punti.
Questi vizi potranno essere usati da tutti. Tanto da chi ha ZERO quanto da chi ha ottenuto punteggi alti.
Il consiglio, tuttavia, è di agire avendo almeno ottenuto la soglia di idoneità di 20.
Visitando le sezioni (avvocatosantidelia.it  – sezione materie trattate – Diritto allo Studio e sezione News) è possibile leggere un resoconto di tutti i nostri risultati degli ultimi anni.
Può cliccare direttamente sui seguenti link:
Cliccando sui seguenti link (http://www.youtube.com/watch?v=ebUDj5l-ZoI#t=14), invece, può vedere il video informativo di presentazione della campagna per il diritto di scegliere.

Cosa fare:

Al fine di avere un quadro quanto più possibile completo delle censure da svolgere in ricorso, anche in ragione delle numerosissime segnalazioni di irregolarità già pervenute presso i nostri studi, è indispensabile proporre, immediatamente, istanza di accesso al fine di ottenere copia della documentazione di concorso.
Trattasi di incombente indispensabile per agire tanto al fine di ottenere l’allargamento delle graduatorie in corso di pubblicazione quanto l’ammissione con riserva.
Quest’anno, stante la peculiarità dei vizi che dedurremo, accetteremo solo ricorsi individuali. Il costo è € 1850 oltre € 650 di contributo unificato.

Per aderire (la scadenza è quella del 15/11) segua le indicazioni  di cui alla

DOCUMENTAZIONE DA SCARICARE

Qui il form di adesione

https://www.avvocatosantidelia.it/2019/09/03/5518/

Per essere sempre aggiornati sulle attività dello studio La invitiamo a iscriversi gratuitamente alla newsletter sul nostro sito www.avvocatosantidelia.it o sui social network
A presto

CONCORSO INPS PER L’ASSUNZIONE DI 967 CONSULENTI PROTEZIONE SOCIALE: RICORSO AL PDR PER LA MANCATA VALUTAZIONE DEL DIPLOMA DI SPECIALIZZAZIONE

Sul sito web dell’INPS è stato reso pubblico l’elenco delle sedi assegnate ai candidati che si sono collocati utilmente nella graduatoria definitiva di merito del concorso a 967 posti di consulente protezione sociale.

L’Ente, ai fini dell’attribuzione della sede di prima destinazione, pur tenendo conto della preferenza espressa dal candidato all’esito dell’apposito procedimento, ha utilizzato il criterio dell’ordine rivestito nella graduatoria finale, dando, dunque, rilievo determinante al punteggio complessivo conseguito da ciascun concorrente, punteggio composto anche dai punti attribuiti in sede di valutazione dei titoli di merito.

Molti candidati, tuttavia, hanno riscontrato alcune irregolarità proprio in relazione al punteggio attribuito per i titoli di merito posseduti e dichiarati al momento della presentazione della domanda di partecipazione al concorso. A tal fine nelle settimane scorse, alla presenza dell’Avvocato Santi Delia, sono state celebrate due riunioni a Roma e Messina con un comitato di idonei e vincitori della selezione volti a valutare la scelta dell’INPS di non attribuire alcun valore al diploma di specializzazione per le professioni legali che, inizialmente, la stessa Commissione aveva valutato alla stregua di un master di secondo livello.

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SPECIALIZZAZIONI MEDICHE: L’AZIONE PER I NON AMMESSI AL PDR

Il concorso per l’accesso alle specializzazioni mediche presenta una peculiare criticità su cui verrà avanzata specifica azione giudiziale con particolare riferimento alla mancata assegnazione dei posti rimasti vacanti.

Difatti, terminata la fase delle immatricolazioni, nel caso in cui vi siano posti di specialità sui quali alcuni candidati assegnati non hanno perfezionato l’immatricolazione, è possibile che tali posti restino vacanti anche all’esito della Sessione straordinaria di recupero finalizzata alla riassegnazione dei suddetti posti come previsto dal bando di concorso.

Per tale ragione, per tutti i soggetti che abbiano un punteggio inferiore all’ultimo ammesso verrà proposta un’unica modalità di ricorso al Presidente della Repubblica tramite il quale si può ottenere l’attribuzione diretta di un posto vacante a prescindere dalla distanza dall’ultimo ammesso (con scuola di specializzazione e università allo stato non individuabili).

E’ evidente che il presupposto è che i posti residuino come sono residuati e per questo si agirà con ricorso straordinario.

In particolare si tratta di un motivo su cui abbiamo ottenuto importanti vittorie sino all’ultimo concorso e che ha consentito negli ultimi anni l’immatricolazione di diversi medici specializzandi presso scuole di specializzazione

 

Per aderire all’azione basta compilare il form cliccando  QUI  oltre a scaricare QUI la documentazione di adesione (non è sufficiente la sola compilazione del form ma è necessario eseguire entrambi i passaggi).

 

Navigator: accolto il nostro ricorso. E’ il primo in Italia.

Dal concorso per assegnare 3000 incarichi da “navigator”, i “professionisti” che proveranno a far funzionare il reddito di cittadinanza, le cui prove si svolgeranno a partire da domani a Roma, sono stati esclusi oltre 20 mila candidati.

Solo 54 mila (su quasi 80.000 domande), difatti, giungeranno ai cancelli della Fiera di Roma per contendersi un assegno mensile da 3.000 euro per i prossimi due anni e l’intima speranza (chissà quanto fondata…) che se il reddito di cittadinanza avrà vita breve la loro figura potrà essere ricollocata in nuovi e diversi servizi alle dipendenze dello Stato.

Ma perchè sono stati esclusi oltre 20.000 concorrenti, pur se in possesso dei requisiti di concorso?

La ragione è da rintracciare in una clausola del bando che, secondo l’Avvocato Santi Delia fondatore dello Studio Legale Bonetti & Delia che difende un centinaio di esclusi, è “palesemente illegittima”. L’art. 6 del bando, difatti, dispone che “sono ammessi alla selezione i candidati in possesso dei requisiti di ammissibilità richiesti dall’art. 3 del presente Avviso, secondo un rapporto di 1 a 20 tra posizioni ricercate e candidature pervenute su base provinciale, in ragione del miglior voto di laurea”. In altre parole, l’ammissione alla mera prova selettiva a quiz è legata non solo e non tanto al miglior voto di laurea (e qui siamo innanzi a lauree notevolmente eterogenee tra loro) ma anche al fatto che vi saranno province in cui si è ammessi con un voto di laurea pari a 100 ed altre in cui non è sufficiente un 105.

Per questo abbiamo chiesto al Tribunale di far partecipare i nostri concorrenti esclusi ed oggi, alle soglie dell’inizio delle prove, è arrivato il primo accoglimento in Italia.

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BANDO REGIONALE SICILIA “RG. UE 1305/13 – PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014 – 2020” APERTE LE ADESIONI AL RICORSO STRAORDINARIO

A seguito della pubblicazione dell’elenco definitivo dei soggetti aggiudicatari della assegnazione dei finanziamenti europei relativi al bando pubblico “RG.UE  1305/13 – PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014 – 2020”, e recante le disposizioni concernenti la MISURA 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali”, la Sottomisura 10.1 “Pagamento per impegni agro-climatico-ambientali” ed in particolare l’Operazione 10.1.c “Conversione e mantenimento dei seminativi in pascoli permanenti” della Regione Siciliana, molti candidati non inseriti nello stesso elenco hanno riscontrato irregolarità.

La finalità del bando riguardava la salvaguardia delle risorse: acqua, suolo, aria e biodiversità attraverso l’adozione di specifiche ed idonee pratiche agricole e tecniche di gestione aziendale, programmate secondo le criticità e vulnerabilità del territorio regionale. In particolare, la misura aveva ad oggetto la “Conversione e mantenimento dei seminativi in pascoli permanenti”, a cui sarebbe conseguita la compensazione di quanto anticipato dai concorrenti alla procedura per detta conversione, grazie alla predisposizione dei finanziamenti europei a tal fine.

Abbiamo raccolto diverse segnalazioni da parte dei concorrenti circa errori riscontrati in molteplici fasi della procedura regionale e, per tale ragione, abbiamo già promosso un primo ricorso al T.A.R. Palermo avverso il pregiudizio apportato alla posizione dei concorrenti della procedura, da parte della Regione Siciliana.

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TFA SOSTEGNO 2019: ricorso per accedere presso altri Atenei con posti vacanti

DI CHE COSA SI TRATTA E PERCHE’ ADERIRE

Ancora una volta a farsi portavoce della battaglia per la tutela dei docenti precari che da anni lavorano sul sostegno sono gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Il MIUR, come è noto, ha indetto un ulteriore bando per accedere al tirocinio formativo mediante un percorso preselettivo a numero programmato. A differenza degli anni passati e della previsione del D.M. del 2011, è stata eliminata la soglia minima di 21/30 ma è rimasta quella pari al doppio del numero dei posti banditi.

Ai sensi di tale bando infatti, è ammesso alle prove un numero di candidati, a prescindere dalla votazione, pari al doppio dei posti disponibili per gli accessi.

Ciò significa che potrebbero essere Università ove si accede alla seconda prova con il minimo (previsto dal D.M. e non riportato nei bandi) di 21/30 ed altre ove, anche con 24 o 25 si resta fuori. E’ già avvenuto, in realtà di Atenei con ammessi con zero punti stante il fatto che si sono presentati meno pretendenti rispetto ai posti banditi. Altri casi ancora ove potrebbero rimanere posti vacanti in taluni Atenei giacché non vi sono idonei utili a coprire i posti messi a concorso.

Si tratta di casi e posizioni su cui, sempre per primi in Italia, abbiamo vinto.

Nella tornata del 2017/2018 prima il Consiglio di Stato e poi il T.A.R., difatti, hanno ritenuto che se, ad esempio, a Bergamo siano rimasti 10 posti vacanti questi ben possono essere occupati da 10 idonei presso l’Ateneo di Roma ove, al contrario dell’Università lombarda, la selezione aveva visto rimasti esclusi dalla partecipazione al corso soggetti, comunque, idonei.

Vi sono Atenei, difatti, che pur avendo posti vacanti per gli stessi corsi per cui i ricorrenti avevano superato il concorso, non accoglievano la domanda di immatricolazione “la graduatoria degli ammessi al corso non può essere in nessun caso integrata con altri candidati“.

La giurisprudenza amministrativa, sollecitata con i nostri ricorsi, ha stabilito che i posti rimasti vacanti nei corsi TFA di tutte le università italiane possono essere, dunque, tutti ricoperti dai candidati risultati idonei presso altri Atenei diversi da quello in cui tali posti sono risultati liberi (link).

Per gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, dunque, l’attuale struttura del T.F.A. risulta palesemente illegittimo in quanto la non utilizzazione di posti disponibili a fronte di soggetti idonei a poterli ricoprire, unitamente al sistema di ammissione fondato sulla soglia cui non corrisponde una graduatoria nazionale, viola  gli stessi principi legislativi anche di rilievo costituzionale  dell’autonomia universitaria e del diritto allo studio.


CHI PUO’ AGIRE E AUTORITA’ GIUDIZIARIA DA ADIRE

Lo studio intende incardinare a tutela di queste categorie un ricorso collettivo innanzi al TAR LAZIO, per tutti i soggetti con punteggio superiore o uguale a 21/30 ed esclusi.

Un’altra azione, stante il fatto che verranno incardinati motivi volti all’aumento del numero dei posti, consentirà l’accesso anche ai soggetti con punteggi superiore o uguale a 18/30.

E’ inoltre possibile valutare, stante l’esistenza di molteplici quesiti dubbi, l’adesione ad azioni individuali cucite, appunto, sullo specifico risultato ottenuto.



COME ADERIRE E COSTI DELL’AZIONE

Il costo di adesione all’azione (che in seguito valuteremo insieme dopo l’accesso e le peculiarità ivi riscontrate se collettiva, individualizzata per piccoli gruppi selezionati o individuale) è pari a € 500,00. Tale quota, appunto, comprende tutta la fase di studio ed approfondimento della Vs posizione ivi compreso l’accesso agli atti e la valutazione degli esiti dello stesso.

Tale somma, inoltre, all’esito della scelta successiva dell’azione da intraprendere, potrà rappresentare l’intera quota di adesione in ipotesi di scelta per azione collettiva o di acconto per un eventuale ricorso individuale (da € 1500 oltre iva, cpa e cu a € 2500 oltre accessori) o individualizzato in gruppi selezionati.

Per aderire all’azione è sufficiente seguire le seguenti istruzioni ENTRO IL 09/06.

1)         COMPILARE IL FORM ON LINE DI ADESIONE ACCEDENDO A QUESTO LINK;

2)         SCARICARE E COMPILARE LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE CARTACEA;

3)         Bonificare la quota alle COORDINATE ALLEGATE

4)         Inviare la superiore documentazione e la ricevuta di bonifico via mail a segreteria@avvocatosantidelia.it scansionata

5)         Inviare la medesima documentazione e la ricevuta di bonifico a mezzo posta con raccomandata a.r. allo studio di Messina, Via S. Agostino 4, 98122

Fuori dalla busta dovete indicare RICORSO TFA SOSTEGNO.

La mera spedizione della documentazione di adesione a mezzo posta, mail, pec o fax, seppur nei termini indicati, non comporta accettazione dell’incarico ed i legali, anche senza previa comunicazione, potranno non dar seguito al mandato ricevuto e restituire, su richiesta dell’interessato, la quota eventualmente versata. E’ onere del ricorrente, pertanto, verificare l’effettiva

accettazione del mandato.

Ogni comunicazione informativa verrà inoltrata a mezzo mail nelle varie fasi del contenzioso ove i sottoscritti difensori lo riterranno opportuno e gli atti difensivi predisposti saranno disponibili in sola visione presso gli studi professionali degli stessi previo appuntamento da concordare con le segreteria.

Copia degli stessi non verrà, in ogni caso, fornita a seguito dell’adesione e di ciò gli aderenti confermano espressa consapevolezza.

Studio Legale Avvocato Santi Delia