Archivio: Azioni collettive

Il Consiglio di Stato accoglie la nostra tesi sulla stabilizzazione dei ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello dall’Avvocato Santi Delia (founder di Bonetti & Delia Studio Legale) e sospeso le procedure di stabilizzazione dei ricercatori precari storici dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, imponendo l’inserimento nella graduatoria dei cosiddetti “non prioritari” anche dei ricercatori non in servizio alla data del 22 giugno 2017 (entrata in vigore del c.d. “Decreto Madia”).

Secondo l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare a tale procedura di stabilizzazione potevano accedere esclusivamente  i ricercatori in servizio alla data del 22 giugno 2017 a prescindere dalla loro anzianità di contratti precari nel tempo sottoscritti.

Delia & Bonetti, invece, hanno sostenuto che tale requisito non poteva ritenersi utile ai fini della partecipazione ma, esclusivamente, al fine di gradare i concorrenti comunque ammessi alla procedura. Per i soggetti in servizio alla data temporale indicata dalla norma, dunque, era riservata una semplice priorità di assunzione e giammai un’esclusiva riserva di posti.

Secondo il Consiglio di Stato “la domanda cautelare proposta appare assistita dai necessari presupposti, in specie in relazione al carattere non escludente della clausola in contestazione, nonché relativamente all’ammissione con riserva nella graduatoria dei non prioritari”.

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AMMISSIONE A MEDICINA E ODONTOIATRIA: ECCO LE AZIONI

Carissimi,

ci scrivete in quanto, come saprete, da sempre siamo stati in prima linea, al fianco di centinaia di studenti delusi da un sistema di selezione che, a nostro modo di vedere, è incostituzionale e non premia in ogni caso il vero merito ed i migliori.
Da ultimo la nostra battaglia sul test dello scorso anno e la più recente vittoria alla vigilia del test.

nonchè quelle su Milano, Roma La Sapienza e L’Aquila contro tutti i numeri chiusi

Di seguito anche un link con cui facciamo il punto sui ricorsi del 2018 a seguito delle ultime decisioni del Consiglio di Stato

A differenza di quanto leggerete sul web e sui social, non esiste un ricorso buono per ogni stagione e non bastano generiche segnalazioni di irregolarità per pensare di ottenere l’ammissione.
Ogni azione si imposta con, alla mano, i verbali di concorso e gli specifici accadimenti della prova.
A maggior ragione quest’anno ove, a seguito delle nuove istruzioni ministeriali diramate in accoglimento delle nostre tesi passate, le singole Commissioni hanno potuto recepire in maniera differente tali indicazioni.
Sulla base delle Vostre segnalazioni e della difformità riscontrate rispetto alle indicazioni ministeriali abbiamo molto materiale su cui lavorare e, a monte, possiamo basarci su vizi già accolti in precedenza.
Da 3 anni e dopo 8 dal nostro primo ricorso sull’anonimato il Miur segue le nostre indicazioni e modifica la procedura. Dopo aver letto i verbali capiremo se le singole commissioni hanno seguito o meno tali indicazioni anche con riferimento alle tante segnalazioni che stanno arrivando.

Anche nel 2015, mentre sui social si diceva che dopo le nostre vittorie dell’anno passato con oltre 15.000 ammessi tutti sarebbero stati ammessi (e altri 5000 nel 2013 sul bonus maturità e anonimato), avevamo chiarito che il processo sarebbe stato più difficile e con tempi non immediatamente certi anche in quanto il TAR doveva esaminare una situazione che era totalmente nuova. E così è stato tanto per il 2015 quanto per il 2016.
Quei contenziosi hanno portato alla vittoria sulla scheda anagrafica,
su alcune domande contestate
e sulla chiusura della graduatoria
ed all’ammissione di  TUTTI I ricorrenti con punteggi sopra il 20.

Nel 2016/17 per primi abbiamo vinto sulla domanda n. 16 annullata e sui posti extracomunitari rimasti vacanti riuscendo a far ammettere centinaia di nostri ricorrenti che studiano tutt’oggi in attesa delle sentenze finali.

Oggi, dalla graduatoria nazionale, vedete che i posti resi vacanti per passaggi ad anni successi al primo sono rimessi a scorrimento. Prima delle nostre vittorie non era affatto così.

Nel 2017 sui posti extracomunitari che dallo scorso anno vengono riassegnati.

Centinaia, inoltre, sono le ammissione all’esito del precedente test (2018) tanto sulle domande contestate quanto sul numero dei posti banditi

Per chiunque, persino per noi che siamo autori di tutte le PRIME VITTORIE sul numero chiuso, è impossibile fare delle previsioni sull’andamento del contenzioso.
Diffidate, quindi, da chi ritiene di poter prevedere il futuro e stima percentuali di vittoria.

La questione degli accessi alla rete la notte prima del test, in particolare, è in corso di approfondimento al fine di comprendere che incidenza possa avere sul contenzioso.

Abbiamo una sola certezza da potervi affidare e riguarda i nostri risultati: tutto ciò che in questa materia è accaduto è passato per il nostro studio.
Siamo stati i primi a sollevare la questione dell’anonimato che ha ottenuto la definitiva consacrazione innanzi all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato nel novembre del 2013.
Siamo stati i primi a giungere sino alla Corte Costituzionale introducendo, di fatto, la graduatoria unica che tutti oggi conosciamo.
Siamo stati i primi ad eliminare il criterio delle opzioni nei corsi di laurea per le professioni sanitarie.
Da sempre, per primi, abbiamo individuato vizi specifici sulle domande.
Anche quest’anno ritieniamo di aver individuato degli elementi totalmente nuovi e mai approfonditi che ci consento di agire per particolari categorie di soggetti.
Chi può intraprendere l’azione:

Chiunque abbia partecipato al test e si sia collocato in posizione non utile per l’ammissione. Per chi ha un punteggio basso, è possibile agire in virtù di vizi generali. Grazie a ricorsi così calibrati, in passato infatti è stato possibile ammettere anche ragazzi con ZERO punti.
Questi vizi potranno essere usati da tutti. Tanto da chi ha ZERO quanto da chi ha ottenuto punteggi alti.
Il consiglio, tuttavia, è di agire avendo almeno ottenuto la soglia di idoneità di 20.
Visitando le sezioni (avvocatosantidelia.it  – sezione materie trattate – Diritto allo Studio e sezione News) è possibile leggere un resoconto di tutti i nostri risultati degli ultimi anni.
Può cliccare direttamente sui seguenti link:
Cliccando sui seguenti link (http://www.youtube.com/watch?v=ebUDj5l-ZoI#t=14), invece, può vedere il video informativo di presentazione della campagna per il diritto di scegliere.

Cosa fare:

Al fine di avere un quadro quanto più possibile completo delle censure da svolgere in ricorso, anche in ragione delle numerosissime segnalazioni di irregolarità già pervenute presso i nostri studi, è indispensabile proporre, immediatamente, istanza di accesso al fine di ottenere copia della documentazione di concorso.
Trattasi di incombente indispensabile per agire tanto al fine di ottenere l’allargamento delle graduatorie in corso di pubblicazione quanto l’ammissione con riserva.
Quest’anno, stante la peculiarità dei vizi che dedurremo, accetteremo solo ricorsi individuali. Il costo è € 1850 oltre € 650 di contributo unificato.

Per aderire (la scadenza è quella del 15/11) segua le indicazioni  di cui alla

DOCUMENTAZIONE DA SCARICARE

Qui il form di adesione

https://www.avvocatosantidelia.it/2019/09/03/5518/

Per essere sempre aggiornati sulle attività dello studio La invitiamo a iscriversi gratuitamente alla newsletter sul nostro sito www.avvocatosantidelia.it o sui social network
A presto

CONCORSO INPS PER L’ASSUNZIONE DI 967 CONSULENTI PROTEZIONE SOCIALE: RICORSO AL PDR PER LA MANCATA VALUTAZIONE DEL DIPLOMA DI SPECIALIZZAZIONE

Sul sito web dell’INPS è stato reso pubblico l’elenco delle sedi assegnate ai candidati che si sono collocati utilmente nella graduatoria definitiva di merito del concorso a 967 posti di consulente protezione sociale.

L’Ente, ai fini dell’attribuzione della sede di prima destinazione, pur tenendo conto della preferenza espressa dal candidato all’esito dell’apposito procedimento, ha utilizzato il criterio dell’ordine rivestito nella graduatoria finale, dando, dunque, rilievo determinante al punteggio complessivo conseguito da ciascun concorrente, punteggio composto anche dai punti attribuiti in sede di valutazione dei titoli di merito.

Molti candidati, tuttavia, hanno riscontrato alcune irregolarità proprio in relazione al punteggio attribuito per i titoli di merito posseduti e dichiarati al momento della presentazione della domanda di partecipazione al concorso. A tal fine nelle settimane scorse, alla presenza dell’Avvocato Santi Delia, sono state celebrate due riunioni a Roma e Messina con un comitato di idonei e vincitori della selezione volti a valutare la scelta dell’INPS di non attribuire alcun valore al diploma di specializzazione per le professioni legali che, inizialmente, la stessa Commissione aveva valutato alla stregua di un master di secondo livello.

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SPECIALIZZAZIONI MEDICHE: L’AZIONE PER I NON AMMESSI AL PDR

Il concorso per l’accesso alle specializzazioni mediche presenta plurime criticità su cui verranno avanzate azioni giudiziali specifiche e calibrate rispetto alla posizione del singolo candidato.

RICORSO COLLETTIVO “C”. Un ricorso di tipo collettivo (RICORSO C) ed azionabile da tutti i soggetti presenti in graduatoria ed oltre l’ultima posizione bandita verrà proposto contestando:

– la scelta del MIUR e del nuovo Regolamento di fondare la selezione non su una prova di scuola e di area ma su un’unica prova identica per tutte le tipologie di accesso. A nostro modo di vedere (e del Consiglio di Stato in sede consultiva) ciò è illegittimo. Queste le parole del Consiglio di Stato “relativamente alla scelta introdotta con il nuovo schema di regolamento di orientare la selezione nei confronti dei laureati in possesso di “una preparazione teorico-pratica che abbraccia un ambito più esteso possibile del sapere medico chirurgico”, prevedendo una prova di esame unica ed identica a livello nazionale (art. 3, comma 1), non più riferita dunque a ciascuna tipologia di scuola di specializzazione, con scelta preferenziale collocata ex post, come già segnalato, pur lasciando integri gli ambiti di apprezzamento discrezionale riservati all’Amministrazione proponente, la Sezione osserva e ribadisce che la scelta adottata può non apparire pienamente rispondente al criterio della specializzazione, che costituisce l’obiettivo stesso delle Scuole di che trattasi. Devesi, altresì, segnalare che la menzionata norma legislativa di riferimento, di attuazione della normativa comunitaria, continua a far riferimento a prove di ammissione “per ogni singola tipologia”, seppur “con contenuti definiti a livello nazionale” (art. 36, comma 1, d.lg. n. 368 del 1999). Continue reading SPECIALIZZAZIONI MEDICHE: L’AZIONE PER I NON AMMESSI AL PDR

Navigator: accolto il nostro ricorso. E’ il primo in Italia.

Dal concorso per assegnare 3000 incarichi da “navigator”, i “professionisti” che proveranno a far funzionare il reddito di cittadinanza, le cui prove si svolgeranno a partire da domani a Roma, sono stati esclusi oltre 20 mila candidati.

Solo 54 mila (su quasi 80.000 domande), difatti, giungeranno ai cancelli della Fiera di Roma per contendersi un assegno mensile da 3.000 euro per i prossimi due anni e l’intima speranza (chissà quanto fondata…) che se il reddito di cittadinanza avrà vita breve la loro figura potrà essere ricollocata in nuovi e diversi servizi alle dipendenze dello Stato.

Ma perchè sono stati esclusi oltre 20.000 concorrenti, pur se in possesso dei requisiti di concorso?

La ragione è da rintracciare in una clausola del bando che, secondo l’Avvocato Santi Delia fondatore dello Studio Legale Bonetti & Delia che difende un centinaio di esclusi, è “palesemente illegittima”. L’art. 6 del bando, difatti, dispone che “sono ammessi alla selezione i candidati in possesso dei requisiti di ammissibilità richiesti dall’art. 3 del presente Avviso, secondo un rapporto di 1 a 20 tra posizioni ricercate e candidature pervenute su base provinciale, in ragione del miglior voto di laurea”. In altre parole, l’ammissione alla mera prova selettiva a quiz è legata non solo e non tanto al miglior voto di laurea (e qui siamo innanzi a lauree notevolmente eterogenee tra loro) ma anche al fatto che vi saranno province in cui si è ammessi con un voto di laurea pari a 100 ed altre in cui non è sufficiente un 105.

Per questo abbiamo chiesto al Tribunale di far partecipare i nostri concorrenti esclusi ed oggi, alle soglie dell’inizio delle prove, è arrivato il primo accoglimento in Italia.

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BANDO REGIONALE SICILIA “RG. UE 1305/13 – PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014 – 2020” APERTE LE ADESIONI AL RICORSO STRAORDINARIO

A seguito della pubblicazione dell’elenco definitivo dei soggetti aggiudicatari della assegnazione dei finanziamenti europei relativi al bando pubblico “RG.UE  1305/13 – PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014 – 2020”, e recante le disposizioni concernenti la MISURA 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali”, la Sottomisura 10.1 “Pagamento per impegni agro-climatico-ambientali” ed in particolare l’Operazione 10.1.c “Conversione e mantenimento dei seminativi in pascoli permanenti” della Regione Siciliana, molti candidati non inseriti nello stesso elenco hanno riscontrato irregolarità.

La finalità del bando riguardava la salvaguardia delle risorse: acqua, suolo, aria e biodiversità attraverso l’adozione di specifiche ed idonee pratiche agricole e tecniche di gestione aziendale, programmate secondo le criticità e vulnerabilità del territorio regionale. In particolare, la misura aveva ad oggetto la “Conversione e mantenimento dei seminativi in pascoli permanenti”, a cui sarebbe conseguita la compensazione di quanto anticipato dai concorrenti alla procedura per detta conversione, grazie alla predisposizione dei finanziamenti europei a tal fine.

Abbiamo raccolto diverse segnalazioni da parte dei concorrenti circa errori riscontrati in molteplici fasi della procedura regionale e, per tale ragione, abbiamo già promosso un primo ricorso al T.A.R. Palermo avverso il pregiudizio apportato alla posizione dei concorrenti della procedura, da parte della Regione Siciliana.

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TFA SOSTEGNO 2019: ricorso per accedere presso altri Atenei con posti vacanti

DI CHE COSA SI TRATTA E PERCHE’ ADERIRE

Ancora una volta a farsi portavoce della battaglia per la tutela dei docenti precari che da anni lavorano sul sostegno sono gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Il MIUR, come è noto, ha indetto un ulteriore bando per accedere al tirocinio formativo mediante un percorso preselettivo a numero programmato. A differenza degli anni passati e della previsione del D.M. del 2011, è stata eliminata la soglia minima di 21/30 ma è rimasta quella pari al doppio del numero dei posti banditi.

Ai sensi di tale bando infatti, è ammesso alle prove un numero di candidati, a prescindere dalla votazione, pari al doppio dei posti disponibili per gli accessi.

Ciò significa che potrebbero essere Università ove si accede alla seconda prova con il minimo (previsto dal D.M. e non riportato nei bandi) di 21/30 ed altre ove, anche con 24 o 25 si resta fuori. E’ già avvenuto, in realtà di Atenei con ammessi con zero punti stante il fatto che si sono presentati meno pretendenti rispetto ai posti banditi. Altri casi ancora ove potrebbero rimanere posti vacanti in taluni Atenei giacché non vi sono idonei utili a coprire i posti messi a concorso.

Si tratta di casi e posizioni su cui, sempre per primi in Italia, abbiamo vinto.

Nella tornata del 2017/2018 prima il Consiglio di Stato e poi il T.A.R., difatti, hanno ritenuto che se, ad esempio, a Bergamo siano rimasti 10 posti vacanti questi ben possono essere occupati da 10 idonei presso l’Ateneo di Roma ove, al contrario dell’Università lombarda, la selezione aveva visto rimasti esclusi dalla partecipazione al corso soggetti, comunque, idonei.

Vi sono Atenei, difatti, che pur avendo posti vacanti per gli stessi corsi per cui i ricorrenti avevano superato il concorso, non accoglievano la domanda di immatricolazione “la graduatoria degli ammessi al corso non può essere in nessun caso integrata con altri candidati“.

La giurisprudenza amministrativa, sollecitata con i nostri ricorsi, ha stabilito che i posti rimasti vacanti nei corsi TFA di tutte le università italiane possono essere, dunque, tutti ricoperti dai candidati risultati idonei presso altri Atenei diversi da quello in cui tali posti sono risultati liberi (link).

Per gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, dunque, l’attuale struttura del T.F.A. risulta palesemente illegittimo in quanto la non utilizzazione di posti disponibili a fronte di soggetti idonei a poterli ricoprire, unitamente al sistema di ammissione fondato sulla soglia cui non corrisponde una graduatoria nazionale, viola  gli stessi principi legislativi anche di rilievo costituzionale  dell’autonomia universitaria e del diritto allo studio.


CHI PUO’ AGIRE E AUTORITA’ GIUDIZIARIA DA ADIRE

Lo studio intende incardinare a tutela di queste categorie un ricorso collettivo innanzi al TAR LAZIO, per tutti i soggetti con punteggio superiore o uguale a 21/30 ed esclusi.

Un’altra azione, stante il fatto che verranno incardinati motivi volti all’aumento del numero dei posti, consentirà l’accesso anche ai soggetti con punteggi superiore o uguale a 18/30.

E’ inoltre possibile valutare, stante l’esistenza di molteplici quesiti dubbi, l’adesione ad azioni individuali cucite, appunto, sullo specifico risultato ottenuto.



COME ADERIRE E COSTI DELL’AZIONE

Il costo di adesione all’azione (che in seguito valuteremo insieme dopo l’accesso e le peculiarità ivi riscontrate se collettiva, individualizzata per piccoli gruppi selezionati o individuale) è pari a € 500,00. Tale quota, appunto, comprende tutta la fase di studio ed approfondimento della Vs posizione ivi compreso l’accesso agli atti e la valutazione degli esiti dello stesso.

Tale somma, inoltre, all’esito della scelta successiva dell’azione da intraprendere, potrà rappresentare l’intera quota di adesione in ipotesi di scelta per azione collettiva o di acconto per un eventuale ricorso individuale (da € 1500 oltre iva, cpa e cu a € 2500 oltre accessori) o individualizzato in gruppi selezionati.

Per aderire all’azione è sufficiente seguire le seguenti istruzioni ENTRO IL 09/06.

1)         COMPILARE IL FORM ON LINE DI ADESIONE ACCEDENDO A QUESTO LINK;

2)         SCARICARE E COMPILARE LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE CARTACEA;

3)         Bonificare la quota alle COORDINATE ALLEGATE

4)         Inviare la superiore documentazione e la ricevuta di bonifico via mail a segreteria@avvocatosantidelia.it scansionata

5)         Inviare la medesima documentazione e la ricevuta di bonifico a mezzo posta con raccomandata a.r. allo studio di Messina, Via S. Agostino 4, 98122

Fuori dalla busta dovete indicare RICORSO TFA SOSTEGNO.

La mera spedizione della documentazione di adesione a mezzo posta, mail, pec o fax, seppur nei termini indicati, non comporta accettazione dell’incarico ed i legali, anche senza previa comunicazione, potranno non dar seguito al mandato ricevuto e restituire, su richiesta dell’interessato, la quota eventualmente versata. E’ onere del ricorrente, pertanto, verificare l’effettiva

accettazione del mandato.

Ogni comunicazione informativa verrà inoltrata a mezzo mail nelle varie fasi del contenzioso ove i sottoscritti difensori lo riterranno opportuno e gli atti difensivi predisposti saranno disponibili in sola visione presso gli studi professionali degli stessi previo appuntamento da concordare con le segreteria.

Copia degli stessi non verrà, in ogni caso, fornita a seguito dell’adesione e di ciò gli aderenti confermano espressa consapevolezza.

SOSTEGNO 2019: aperte le adesioni per i candidati non ammessi alla prova scritta.

Ancora una volta a farsi portavoce della battaglia per la tutela dei docenti precari che da anni lavorano sul sostegno sono gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Il MIUR, come è noto, ha indetto un ulteriore bando per accedere al tirocinio formativo mediante un percorso preselettivo a numero programmato. A differenza degli anni passati e della previsione del D.M. del 2011, è stata eliminata la soglia minima di 21/30 ma i bandi confermano la soglia in fase preselettiva, di un numero di ammessi pari al doppio del numero dei posti banditi.

Ai sensi di tale bando infatti, è ammesso alle prove un numero di candidati, a prescindere dalla votazione, pari al doppio dei posti disponibili per gli accessi.

Ciò significa che potrebbero essere Università ove si accede alla seconda prova con il minimo (previsto dal D.M. e non riportato nei bandi) di 21/30 ed altre ove, anche con 24 o 25 si resta fuori. E’ già avvenuto, in realtà di Atenei con ammessi con zero punti stante il fatto che si sono presentati meno pretendenti rispetto ai posti banditi. Altri casi ancora ove potrebbero rimanere posti vacanti in taluni Atenei giacché non vi sono idonei utili a coprire i posti messi a concorso.

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MOBILITÀ DOCENTI 2019: RICORSO AL T.A.R. E AL GIUDICE DEL LAVORO

MOBILITA’ DOCENTI – DI CHE COSA SI TRATTA E PERCHE’ ADERIRE

Lo studio degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti in ordine al trasferimento o mancato trasferimento dei docenti, predispone azioni volte alla tutela dei diritti spettanti a ciascun docente.

Quest’anno la procedura di mobilità ha visto il concretizzarsi di danni a capo, principalmente, di due categorie di docenti:

  • Docenti prestanti servizio in scuola paritaria, che oggi vedono tuttavia riconoscersi metà del punteggio loro spettante.

L’ordinanza 9 Marzo 2019, n. 203 in materia di mobilità prevede dei limiti per il riconoscimento del punteggio del servizio nella scuola paritaria ai fini della mobilità.

Sono valutabili solo gli anni svolti in scuole primarie paritarie che abbiano conservato anche lo status di parificata insieme alla qualifica di paritaria e solo fino al 31 agosto 2008. Sono inoltre riconoscibili gli anni svolti nella materna paritaria, ma solo se comunale.

Tale decisione trova la propria fonte nella contrattazione collettiva giacché è proprio il CCNL a disporre che il servizio non verrà conteggiato.

A nostro modo di vedere la decisione della contrattazione collettiva e ora dell’ordinanza sulla mobilità mortifica il servizio svolto per anni da migliaia di insegnanti e si pone in evidente antitesi con i principi interni e comunitari che mirano ad evitare ogni discriminazione tra i vari lavoratori nonostante svolgano mansioni analoghe

  • Docenti con figli minori dei 3 anni, l’azione è dunque rivolta a chi non ha ottenuto il cd trasferimento in deroga previsto per gli insegnanti con figli minori dei 3 anni. 

A nostro modo di vedere al docente neo immesso in ruolo che chiede l’applicazione dei benefici previsti dall’art. 42 bis del D.Lgs. 151/01, non si applica il c.d. “blocco” previsto dalla L. 107/15 sulle assunzioni a tempoindeterminato.
Per tutti gli insegnanti genitori di bimbi di età inferiore a tre anni sarà dunque possibile presentare domanda amministrativa per ottenere l’assegnazione temporanea ex art. 42 bis del D.Lgs. 151/01 presso una sede di servizio ubicata nella medesima provincia dove il coniuge e genitore del minore svolgeva l’attività lavorativa. In caso di rigetto si agirà in via d’urgenza innanzi al Giudice del Lavoro.

Le due azioni possono essere cumulate o separate ed i costi non variano.


CHI PUO’ AGIRE

Come già su esplicato, potranno agire:

  • Docenti prestanti servizio in scuola paritaria che vedono riconoscersi metà del punteggio loro spettante;
  • Docenti con figli minori dei 3 anni che non vedono accettarsi il cd trasferimento in deroga, tuttavia previsto per tale categoria di insegnanti;

AUTORITA’ GIUDIZIARIA DA ADIRE

               Per ottenere il riconoscimento di tale servizio svolto è possibile agire con ricorso collettivo al T.A.R. oppure con un ricorso al Giudice del Lavoro.

 


TEMPI DI DEFINIZIONE DEL GIUDIZIO


                                                                                                 I tempi di definizione di tale giudizio vanno dai 2 mesi del ricorso al T.A.R. ai 6-24 mesi di quello al GDL.


COME ADERIRE E COSTI DELL’AZIONE


Per ADERIRE AL RICORSO
E’ SUFFICIENTE COMPILARE IL FORM ACCEDENDO A QUESTO LINK E SCARICARE LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE.

Medicina generale: ottengono definitivamente il titolo i nostri ricorrenti ammessi.

Si conclude con il definitivo riconoscimento della validità del titolo acquisito il percorso di quasi 100 giovani medici ammessi al corso di formazione in medicina generale nella Regione Sicilia all’esito del concorso tenutosi nel 2014. Il Consiglio di Stato ne ha sancito la definitiva ammissione e la validità del loro percorso.

All’esito di quel concorso erano rimasti esclusi dal novero degli ammessi e, per la prima volta, si decise di tutelarli al fine di esplorare un contenzioso su cui non risultavano precedenti.
Su Medicina generale, infatti, non era mai esistito un contenzioso e, ancora una volta, per primi siamo riusciti a vincere.
In quei contenziosi, innanzi al Consiglio di Stato, eravamo riusciti a dimostrare l’illegittimità della scelta del Ministero della Salute e delle Regioni di optare per la graduatoria regionale anzichè per quella nazionale. Grazie a quelle decisioni, sono stati centinaia i nostri giovani medici ammessi in diverse Regioni: Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Campania, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, etc..

Il percorso per l’attuazione della graduatoria unica, tuttavia, dopo tali vittorie oggi portate a compimento, ha subito un blocco.

A seguito dei mutamenti nella composizione dei Consiglio di Stato, infatti, vi sono stati alcuni pronunciamenti negativi che hanno convinto il Ministero a persistere nelle proprie scelte. Tali decisioni sono state impugnate innanzi alla CEDU e, dopo aver superato il primo vaglio di ammissibilità sono pronte per essere decise.

Tra qualche mese, tuttavia, la Sezione del T.A.R. che si occupa del tema cambierà i propri membri e proveremo a proporre nuovamente le censure pur con la consapevolezza che senza la pronuncia della CEDU che ormai dovrebbe essere vicina, è assai arduo pensare ad un revirement nell’immediato.

Frattanto, tuttavia, chi per primo ha creduto nella nostra idea ha ottenuto definitivamente l’ambito titolo.

Anche quest’anno lo studio agirà a tutela dei non ammessi. Per ulteriori dettagli clicca qui.

Studio Legale Avvocato Santi Delia