Archivio: Diritto scolastico

MOBILITA’ DOCENTI: TRIBUNALE CONDANNA MIUR E DISPONE TRASFERIMENTO. DOCENTE SICILIANA TORNA A CASA.

Il Tribunale del lavoro di Catania ha accolto il ricorso patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti con il quale è stato annullato l’illegittimo diniego di trasferimento richiesto da una docente, pubblicando, in data 18 settembre 2019, la sentenza n. 3794/2019.

La nostra ricorrente, assunta a tempo indeterminato nel 2010, richiedeva nel 2016 trasferimento dall’Ufficio scolastico dell’ambito provinciale di Catania all’ambito provinciale di Messina. Il M.I.U.R. rigettava le pretese della docente non accordandole il trasferimento ma, contestualmente, accordava il trasferimento di altri docenti presso il medesimo Ufficio scolastico pur se in possesso di un punteggio minore, in diversa fascia e soprattutto assunti con una fase diversa e posteriore a quella della nostra assistita.

Secondo quanto sostenuto in ricorso, tale scelta violava palesemente i dettami della Legge n. 107 del 2015 e si poneva in contrapposizione con il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente la mobilità del personale docente, educativo che in maniera puntuale e dettagliata disciplina le operazioni relative ai trasferimenti e l’ordine da seguire per le diverse fasi previste dal Piano Intermobiliare del 2016.

Pertanto, gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti adivano il Tribunale del lavoro di Catania, censurando proprio l’illegittimità dell’operato del Ministero che, anche in violazione delle norme di rango costituzionale, interferiva in modo arbitrario sul riconoscimento del diritto alla precedenza della docente, pregiudicando la sua posizione e ledendo i principi di parità di trattamento, di trasparenza e di efficienza cui si sarebbe dovuta attenere.

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CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI: IL TAR VUOLE VEDERCI CHIARO E ORDINA UN’ISTRUTTORIA SUI NOSTRI RICORSI INDIVIDUALI.

Il Tribunale Amministrativo del Lazio con due Ordinanze (che si allegano), in data 11 settembre, ha disposto una motivata istruttoria su due ricorsi individuali patrocinati dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, ove si contestavano anche le prove concorsuali e si chiede l’ammissione alla prova orale, ad oggi ancora possibile, considerando la non assegnazione di tutti i posti banditi e le intervenute rinunce.
Contemporaneamente, lo stesso Tar, sempre con Ordinanza emessa dalla Sez. 3° Bis, ma in composizione feriale ha ordinato, al fine di decidere sulle problematiche informatiche che hanno caratterizzato le prove dei Dirigenti Scolastici, di acquisire i tabulati comprovanti gli accessi informatici al software. L’autorità giudiziaria ha disposto che si ritiene necessario acquisire i “tabulati comprovanti gli accessi informatici al software assegnato a parte ricorrente durante il giorno della prova, il backup della prova che ha esportato il tecnico a fine prova, il log delle sessioni sul server di controllo, onde comprovare l’effettivo accesso di parte ricorrente anche alle pagine di cui alle domande le cui risposte non sono poi state esportate.
Tale ordinanza risponde ai tanti casi segnalatici di prove che la scelta “computer based” ha evidentemente creato.
Si tratta degli unici casi su cui il Tar ha mostrato delle nuove aperture dopo la sospensione della propria sentenza da parte del Consiglio di Stato e che riaccendono le speranze dei candidati esclusi per un’errata valutazione della propria prova scritta e che avevano agito individualmente.
I contenziosi saranno trattati alle udienze del prossimo 19 novembre ed a quella del 3 dicembre.
Allegati: 1. Ordinanza n. 10866/2019 del 11.09.2019.
2. Ordinanza n. 10868/2019 del 11.09.2019.

CONCORSO STRAORDINARIO, NUOVA IMPORTANTE VITTORIA AL CONSIGLIO DI STATO

Con ordinanza del 30 agosto 2019 il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare proposta dagli Avv.ti  Santi Delia e Michele Bonetti nel ricorso in appello avverso la sentenza del TAR del Lazio che aveva negato ai ricorrenti la possibilità di partecipare concorso straordinario bandito ai sensi dall’art. 4, co. 1-quater del DL 87/2018.

Il provvedimento è di particolare importanza” sottolineano gli Avv. e Delia e Bonetti “non solo perché segna un passo avanti per l’apertura giudiziale alla partecipazione al concorso in parola ma anche perché è reso a tutela di candidati disabili”.

Gli appellanti, difatti, sono tutti docenti in possesso del diploma di maturità magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 che, grazie al punteggio maturato ed all’esito di un ricorso volto al riconoscimento del valore abilitante di tale titolo di studio, hanno ottenuto il ruolo seppur con riserva processuale. Tale incarico, in particolare, è stato ottenuto in virtù dell’iscrizione nelle liste riservate ex L.n. 68/99 e, dunque, della posizione di disabilità di tali insegnanti i quali hanno effettivamente confermato detto incarico all’esito dell’anno di prova.

Trattasi di un provvedimento determinante e di estrema rilevanza, che segue il precedente accoglimento ottenuto per la partecipazione alla procedura concorsuale del personale educativo abilitato tramite il concorso del 2000 (per informazioni visionare il link http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/1978-per-la-prima-volta-ammessi-i-ricorrenti-educatori-al-concorso-straordinario).

Trattasi di un importante e illuminato provvedimento del Consiglio di Stato che ha accolto ex art. 55 comma 10 c.p.a. il ricorso, per la prima volta su un provvedimento definitivo del TAR (sentenza).

ASSEGNAZIONE SEDI FIT: ILLEGITTIMA L’ATTRIBUZIONE NEI PRIMI MESI DEL 2019 IN IPOTESI DI NUOVE SOPRAVVENUTE DISPONIBILITA’

I vincitori del concorso  riservato agli abilitati hanno scelto le sedi di assegnazione sulla base delle vacanze successive alle immissioni in ruolo per l’a.s. 2018/19.

La loro decorrenza giuridica, tuttavia, è quella del prossimo anno scolastico 2019/20. Se, dunque, frattanto vi sono state ulteriori disponibilità si è assistito al paradosso che, ad esempio, il vincitore al primo posto della graduatoria abbia scelto su talune sedi disponibili (ad esempio in Sicilia, Messina, Palermo e Ragusa) e, oggi, il ventesimo, sceglierà, oltre a queste sedi anche ulteriori frattanto rese disponibili (ad esempio Enna o Agrigento).

Assurdo, dunque, oltre che contrario ai più basilari principi che regolano i pubblici concorsi, che con la stessa decorrenza giuridica e prima ancora che inizi il nuovo anno i vincitori meglio graduati siano stati pregiudicati rispetto ad altri.

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Concorso Dirigenti scolastici e assunzioni dei vincitori: legittimo non tenere conto della 104?

Più di un dubbio permane sulla scelta del MIUR di applicare la preferenza ex L.n. 104/92 solo all’interno della Provincia assegnata ai vincitori e non quale priorità assoluta nella scelta delle sedi inizialmente assegnabili.

In disparte ragioni squisitamente etiche e di abuso di tale beneficio, qui si proverà ad analizzare la questione dal punto di vista esclusivamente giuridico e, in particolare, con riferimento al dato positivo dettato dalle norme applicabili.

Tra queste, in particolare, non possiamo che iniziare la nostra disamina dall’art. 601 d.l.vo 16.4.1994 n. 297 – testo unico in materia di istruzione – secondo cui “gli articoli 21 e 33 della legge quadro 5 febbraio 1992 n. 104, concernente l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate si applicano al personale di cui al presente testo unico” (co. 1) e che “le predette norme comportano la precedenza all’atto della nomina in ruolo, dell’assunzione come non di ruolo e in sede di mobilità” (co. 2).
Appare pacifico che la nomina dei nuovi Dirigenti scolastici rappresenti una nuova NOMINA IN RUOLO ragion per cui non sembrano esservi dubbi sul fatto che il dato normativo imponga al MIUR il rispetto del dettato di legge. Bisogna, allora, interrogarsi sulla portata dello stesso.
Soccorre, in tal senso, l’interpretazione della Cassazione che, con la sentenza n. 9201/2012, ha chiarito che “la disposizione dell’art. 33, comma 5, della legge n. 104 del 1992, laddove vieta dì trasferire, senza consenso, il lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile convivente [il requisito della convivenza non compare più nel nuovo testo dell’art. 33 cit.], deve essere interpretata in termini costituzionalmente orientati – alla luce dell’art. 3 secondo comma, Cost., dell’art. 26 della Carta di Nizza e della Convenzione delle Nazioni Unite del 13 dicembre 2006 sui diritti dei disabili, ratificata con legge n. 18 del 2009 – in funzione della tutela della persona disabile. Ne consegue che il trasferimento del lavoratore è vietato anche quando la disabilità del familiare, che egli assiste, non si configuri come grave, a meno che il datore di lavoro, a fronte della natura e del grado di infermità psico-fisica del familiare, provi la sussistenza di esigenze aziendali effettive ed urgenti, insuscettibili di essere altrimenti soddisfatte” (Cass. n. 9201/2012).
Orbene, pur se la Suprema Corte “si pronunciava sul divieto di trasferimento del lavoratore, tuttavia”, secondo la giurisprudenza più recente resa all’esito di contenziosi attivati da questa difesa, è stato chiarito che “atteso anche il tenore dell’art. 26 della Carta di Nizza e della Convenzione delle Nazioni Unite sopra citata, deve ritenersi che, anche in relazione all’assegnazione del posto di lavoro, il diritto del disabile all’assistenza – tutelato tramite l’assegnazione del familiare che gli presta assistenza nel posto di lavoro sito nel luogo il più vicino possibile al domicilio dell’assistito – sia un diritto assoluto, tanto da determinare un’interpretazione restrittiva dell’inciso “ove possibile” di cui all’art. 33 cit., tale cioè da comprendere solo i casi di insussistenza di alcun posto di lavoro scoperto nel luogo di lavoro in oggetto, non invece da includere in detta accezione il contemperamento di esigenze di diversa natura di altri lavoratori, che pure aspirino all’assegnazione di quel posto, non usufruendo della preferenza ex art. 33 cit.

Non sembra, dunque, sulla base di tale interpretazione giurisprudenziale, che ove vi siano posti vacanti gli stessi possano essere negati ai titolari di benefici ex L.n. 104/92 a favore di altri vincitori pur se meglio collocati.

E’ possibile, dunque, agire individualmente avverso l’assegnazione della sede attribuita scrivendo a santi.delia@avvocatosantidelia.it

ASSUNZIONI DOCENTI E SUCCESSIVA MOBILITA’: MIUR E CCNL, SECONDO TRIBUNALE, VIOLANO LA CARTA DI NIZZA.

Il Tribunale del Lavoro di Vicenza, con sentenza del 13 agosto 2019, n. 241, ha definitivamente accolto il ricorso patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti avente ad oggetto il trasferimento negato ad una docente calabrese in possesso dei requisiti previsti dalla legge 104.

Nel caso di specie, il Ministero aveva negato alla ricorrente, portatrice di handicap e referente della madre, anch’ella portatrice di handicap grave, il trasferimento presso una delle sedi da lei ambite nella Regione di riferimento.
Secondo il Tribunale, “la tesi difensiva del Ministero” secondo cui le precedenze ex L.n. 104 si applicano solo alla fase provinciale e non a quelle interprovinciali (che regolano, per capirci, i trasferimenti da Milano a Messina o viceversa), si pone in contrasto con i principi sanciti dalla Suprema Corte di Cassazione e dalla Carta di Nizza.

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CONCORSO TFA SOSTEGNO: ILLEGITTIMO L’ANNULLAMENTO DA PARTE DELLA COMMISSIONE DELLA PROVA SCRITTA IN CASO DI COPIATURA SUBITA DAL CANDIDATO

Il Presidente del Tar Catania, su ricorso patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ha accolto il ricorso di una candidata esclusa dalle prove scritte del concorso TFA (Tirocinio Formativo Attivo) per il sostegno svolto presso l’Università degli Studi di Messina.

Secondo la Commissione, difatti, il compito della ricorrente e quello di altra candidata erano stati annullati per “copiatura formale e sostanziale”. Continue reading CONCORSO TFA SOSTEGNO: ILLEGITTIMO L’ANNULLAMENTO DA PARTE DELLA COMMISSIONE DELLA PROVA SCRITTA IN CASO DI COPIATURA SUBITA DAL CANDIDATO

Concorso dirigenti scolastici: le FAQ per comprendere cosa succederà dopo la sentenza di annullamento.

Il 2 luglio 2019 il TAR del Lazio ha emesso una prima sentenza sul concorso “Dirigenti scolastici” con la quale ha annullato “in toto la procedura concorsuale in questione”.

Ecco le risposte alle Vostre principali domande che, riconoscendo al nostro studio l’autorevolezza che nel tempo ci siamo meritati, sono state riprese e pubblicate dal Sole 24 ore.

Sulla base di quale motivo il T.A.R. ha accolto?

Il TAR ha ritenuto fondato il motivo di ricorso con il quale abbiamo dedotto l’illegittima composizione del Comitato tecnico integrato con i Presidenti delle Sottocommissioni per incompatibilità di taluno tra essi. In particolare 3 membri, pur incompatibili, si erano frattanto dimessi e dunque non hanno partecipato rendendo ininfluente la loro posizione di incompatibilità. Altri 3, invece, tutti tra i Presidenti di sottocommissione, facendo parte attiva della Commissione in seduta Plenaria al momento di creazione dei criteri, hanno inficiato il funzionamento dell’organo.

Il T.A.R. per giustificare tale principio cita una recente sentenza patrocinata dal nostro studio evidenziando che il Collegio deve agire nella totalità dei suoi membri “talché la presenza anche di un solo componente versante in situazione di incompatibilità mina in radice il principio del collegio perfetto con conseguente invalidità delle attività svolte“.

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IL TAR DEL LAZIO ACCOGLIE CON SENTENZA IL NOSTRO RICORSO PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO STRAORDINARIO DI UNA RICORRENTE IN VIRTU’ DI INTERPRETAZIONE COSTITUZIONALMENTE ORIENTATA E SENZA RIMESSIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE

Con sentenza l’On.le T.A.R. del Lazio ha accolto il nostro ricorso finalizzato alla partecipazione al concorso straordinario previsto dall’art. 4, co. 1-quater del DL 87/2018, confermando l’ordinanza del 21 febbraio, con la quale il T.A.R. del Lazio consentiva ad una nostra ricorrente l’ammissione con riserva alla procedura selettiva di carattere straordinario.

Si vuole evidenziare l’importanza di questa pronuncia, trattandosi del primo provvedimento attraverso il quale il T.A.R. consente ad una ricorrente la partecipazione alla procedura concorsuale di carattere straordinario finalizzata al reclutamento di docenti della scuola primaria e dell’infanzia.

Il caso di specie concerne l’anzidetto intervento legislativo che prevede tra i requisiti necessari per l’accesso al concorso straordinario lo svolgimento, nel corso degli ultimi 8 anni, di almeno 2 annualità di servizio specifico, anche non continuativo, su posto comune o sostegno presso le scuole statali, considerandosi svolta una annualità purché il servizio abbia avuto una durata di 180 giorni o sia stata prestato ininterrottamente da febbraio fino agli scrutini finali, previsti per il mese di giugno.   

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PRIMI AGGIORNAMENTI SULLA PRONUNCIA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

La Corte Costituzionale ha appena emesso un comunicato stampa con cui, in merito all’udienza odierna sulla costituzionalità del cosiddetto FIT transitorio, ha ritenuto infondate ed inammissibili le questioni sollevate dal CDS.

Secondo la Corte Costituzionale è legittima la scelta del legislatore di escludere i dottori di ricerca dalla procedura riservata del FIT. Per quanto riguarda la questione generale relativa al “carattere riservato e non aperto a tutti della procedura concorsuale” secondo la Corte la questione non avrebbe rilevanza diretta nel giudizio pendente dei dottori di ricerca, e come tale è inammissibile e non potrà essere esaminata.

Secondo gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia “in attesa delle motivazioni possiamo già rilevare che la Corte si è pronunciata solo sul peculiare caso dei dottori di ricerca, lasciando ancora aperta la questione della legittimità dei concorsi riservati a particolari categorie di soggetti”.

In attesa del deposito delle motivazioni, la Corte Costituzionale ha reso pubblica la discussione celebrata il 7 maggio. La discussione, compresa di relazione del Prof. Giuliano AMATO che sarà l’estensore della decisione, al fine di individuarla all’interno della pagina, è di 41 minuti ed è stata la più lunga della giornata.

Per vedere lo svolgimento dell’udienza di discussione clicca qui

 

Seguono ulteriori aggiornamenti.

 

Studio Legale Avvocato Santi Delia