Trasferimenti dall’estero: il CGA respinge gli appelli dell’Avvocatura. I nostri ragazzi possono continuare a studiare a Messina.

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Nonostate la Plenaria, l’Avvocatura dello Stato aveva appellato le nostre sentenze favorevoli innanzi al C.G.A.

L’appello del MIUR e dell’Ateneo è sfornito del fumus (della fondatezza) e del periculum ed è pertanto rigettato.

 

“Il Collegio ritiene che le ragioni poste a sostegno delle doglianze dell’Amministrazione appellante non sono tali da mettere in dubbio la motivazione della decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 1 del 2015 che merita, per logicità e ragionevolezza, di essere applicata anche ai fini della presente controversia. L’interpretazione delle fonti interne e dell’art. 165 del TFUE prospettate nel ricorso in appello non sono convincenti e non giustificano una disciplina degli interessi qui in esame diversa rispetto a quanto deciso in primo grado.

L’art. 4 comma 1 delle legge n. 264 del 1999 non è applicabile al caso di specie che non attiene a studenti che intendo iscriversi per la prima volta al corso di studi. Le fonti applicabili utilizzano indistintamente i termini “ammissione” e “immatricolazione” così che chi si trasferisce da un corso di studi di un ateneo al corso di studi di altro ateneo non è tenuto a sostenere le prove previste per chi si iscrive al primo anno.

Se lo studente appartiene a uno Sato membro dell’Unione europea deve essere rispettato il principio di libera circolazione e soggiorno e ciò indipendentemente da quanto previsto dall’art 165 del TFUE. L’Amministrazione universitaria appellante non era vincolata ad adottare i provvedimenti impugnati con il ricorso introduttivo. Detti provvedimenti sono pertanto illegittimi come peraltro correttamente affermato dal giudice di prime cure con la sentenza impugnata. Dalle superiori premesse emerge con sufficiente chiarezza che il provvedimento del Consiglio di corso di studi del 27 febbraio 2014 impugnato con il ricorso introduttivo è illegittimo per violazione dell’art. 4 della legge n. 264 del 1999 avendo l’Università degli Studi di Messina ritenuto la domanda dello Studente inammissibile “in assenza di superamento di esami di ammissione a numero programmato”. Conclusivamente l’appello è infondato e deve essere rigettato. Conseguentemente la sentenza impugnata merita di essere confermata”.

C.G.A., 26 aprile 2018, n. 233

Studio Legale Avvocato Santi Delia