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VITTIME DEL DOVERE E BENEFICI ECONOMICI: LE NOSTRE VITTORIE ED I DIRITTI CHE SPETTANO A CHI HA SUBITO UN DANNO.

Lo status di vittima del dovere, nonché di soggetto ad essa equiparato, comporta il riconoscimento di una serie di importanti benefici economici quali l’assegno vitalizio, lo speciale assegno vitalizio,  nel caso in cui la percentuale di invalidità superi il 25%  e la c.d. speciale elargizione, consistente nell’erogazione di una provvidenza economica nella misura di € 2.000,00 per ogni punto percenuale.

Grazie alle nostre azioni, spesso in prima pagina sui quotidiani nazionali, siamo riusciti a far ottenere tale status a dipendenti civili e militari che hanno contratto gravi patologie in servizio.

Spesso accade che le patologie per le quali vengono riconosciuti gli anzidetti benefici economici sono di carattere ingravescente: si pensi alle patologie tumorali che possono determinare un progressivo aggravamento delle condizioni generali di salute.

Ebbene in tali casi  l’intervenuto aggravammento, sebbene accertato dalle stesse Commissione mediche ospedaliere, non determina, secondo un orientamento restrittivo seguito dalle Amministrazioni, una riliquidazione o un riconoscimento dei surriferiti benefici economici ritenendolo ciò possibile solo per quelle infermità e patologie indennizzate  fino all’entrata in vigore della L. n. 204/2004.

La giurispudenza, tuttavia, si è orientata in senso diametralmente opposto rispetto all’anzidetto orientamento, ritenendo invece che sia da escludere che “che la rivalutazione delle percentuali di invalidità di cui alla L. 206/2004 sia da riferire soltanto alle prestazioni già liquidate e indennizzate al momento dell’entrata in vigore della legge stessa e non anche per quelle riconosciute successivamente“. Grazie a queste vittorie è quindi ben possibile, qualora sussitano le condizioni clinciche e di legge, adire le competenti autorità giudiziarie per ottenre il giusto riconoscimento.

Se sei una vittima del dovere ed hai subito un aggravamento delle tue condizioni psicofisiche accertate scrivici a santi.delia@avvocatosantidelia.it

Diploma magistrale e G.A.E.: ecco i nostri prossimi passi. Si deve ri-decidere chi deve decidere.

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, nonché l’Associazione ADIDA, in merito alla nota vicenda del diploma magistrale, comunicano che, nonostante la pronuncia da parte dell’Adunanza Plenaria, non ritengono processualmente chiusa la vicenda e hanno notificato e depositato in data 11.04.2019 un regolamento di giurisdizione.
Per gli Avvocati Delia e Bonetti le Sezioni Unite dovranno chiarire la corretta giurisdizione del Giudice Amministrativo sulla vicenda dell’impugnazione dei Decreti di aggiornamento delle G.A.E. da parte dei diplomati magistrale.
L’Adunanza Plenaria si pone in contrasto, difatti, con alcune pronunce sulla giurisdizione delle Sezioni Unite precedenti.
Difatti, durante la “prima Plenaria”, il massimo organo del Consiglio di Stato rinviava più volte i procedimenti proprio in attesa della decisione sulla giurisdizione delle Sezioni Unite.
La riqualificazione, unitamente ad altre problematiche, degli atti impugnati da parte della “seconda Plenaria” fa si che sia necessario un ripensamento sul Giudice competente a decidere.
La scelta delle Sezioni Unite sulla qualificazione dei Decreti ministeriali di aggiornamento delle graduatorie, inaugurata all’esito di un ricorso preventivo di giurisdizione proposto nel lontano 2012 e confermata con diverse successive sentenze, difatti, sembra smentita dalla decisione delle Adunanze Plenarie del 2017 e 2019. Se così è, dunque, le stesse Sezioni Unite dovranno ripensare alla conferma o meno della giurisdizione in capo al G.A.
In poche e semplici parole, alla luce delle considerazioni della “seconda plenaria”, sino ad oggi ha deciso un Giudice che non doveva decidere.
Al fine di meglio spiegare tale vicenda, nonché le ripercussioni sui contenziosi pendenti con il merito fissato o con meriti ancora da fissare di fronte al Giudice Amministrativo, invitiamo tutti i nostri assistiti alla prossima riunione che si terrà, presso i nostri studi legali di Roma e Messina
Ecco il calendario delle riunioni nelle due sedi:
Messina – Via S. Agostino, 4 (Galleria Vittorio Emanuele), Sabato 13.04.2019  alle ore 10:00; Venerdì 19.04.2019 alle ore 15:30; Sabato 18 maggio 2019 alle ore 10:00.
Roma – Via di San Tommaso d’Aquino,47, il giorno 13 aprile p.v. alle ore 15:00, ed alle prossime che si terranno nelle seguenti date : Venerdì 19.04.2019 alle ore 15:30; Lunedì 06.05.2019 alle ore 16:00; Sabato 18 maggio 2019 alle ore 15:00.

PROVA SCRITTA AL CONCORSO DOCENTI: COME SIAMO RIUSCITI A DIMOSTRARE L’ERRONEITA’ DELLA BOCCIATURA COMMINATA.

In tanti ci state scrivendo all’esito delle prove scritte del concorso DIRIGENTI SCOLASTICI.

Andando a verificare la strutturazione della prova (5 quesiti a risposta aperta sulle materie indicate nel bando e due quesiti in lingua straniera) abbiamo appurato che è sostanzialmente analoga a quella del concorso docenti 2016 (otto quesiti di cui sei a risposta aperta e due, nella lingua straniera scelta dal candidato, a risposta chiusa).

In quei casi, per primi in Italia, siamo riusciti a far valere, con mirati ricorsi individuali, l’illegittimità di quelle valutazioni e l’ammissione, anche dirette, alle prove orali.

Come?

Ecco qualche esempio.

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Concorso Dirigenti scolastici: 6.500 bocciature alla prova scritta. Sono tutte legittime?

La domanda che tutti vi fate è proprio questa. E’ legittima la mia bocciatura? Impossibile dirlo, al momento.

Possiamo, però, sin da subito, affidarci alla nostra esperienza guardando al passato per cambiare il Vostro futuro concorsuale.

La strutturazione della prova (5 quesiti a risposta aperta sulle materie indicate nel bando e due quesiti in lingua straniera) è analoga a quella del concorso docenti 2016 (otto quesiti di cui sei a risposta aperta e due, nella lingua straniera scelta dal candidato, a risposta chiusa).

In quei casi, per primi in Italia, siamo riusciti a far valere, con mirati ricorsi individuali, l’illegittimità di quelle valutazioni e l’ammissione, anche dirette, alle prove orali.

Qui un articolo sulla rassegna su quelle vittorie.

In tali casi, come leggerete, abbiamo contestato, vincendo, le modalità di correzione, il metro di valutazione, l’irragionevolezza di votazioni anormalmente basse rispetto al contenuto delle prove.

Solo all’esito dell’accesso agli atti che sarà molto più ampio rispetto alla richiesta della Vs singola prova, inoltre, potremo avere contezza dell’esistenza di vizi tali da azionare giudizi collettivi.

La complessa fase di accesso e di consulenza sull’esito della Vs prova, dunque, sarà incentrata all’individuazione di vizi specifici che siano anche riferibili alle nostre precedenti vittorie così da consentire una più veloce delibazione da parte del T.A.R.

COME ADERIRE E COSTI DELL’AZIONE:

PER ADERIRE AL RICORSO E’ SUFFICIENTE COMPILARE IL FORM ACCEDENDO A QUESTO LINK E SCARICARE LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE.

APERTE LE ADESIONI AL RICORSO AVVERSO LA NOTA DEL MIUR CHE RIGETTA LE ISTANZE DI RICONOSCIMENTO DEL TITOLO CONSEGUITO IN ROMANIA.

Molti docenti hanno provveduto ad inoltrare al M.I.U.R. la domanda di riconoscimento del titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito in Romania.

Dopo un perdurante silenzio, con nota n. 5636 del 2 aprile 2019, il M.I.U.R. ha provveduto a rigettare in modo collettivo tutte le istanze di riconoscimento della qualifica professionale di docente. L’Amministrazione non ha difatti fornito né una risposta a seguito di un’analisi individuale delle differenti posizioni, né ha provveduto all’analisi comparata dei percorsi formativi svolti.

A nostro avviso, tale nota è totalmente illegittima e lesiva delle posizioni dei docenti che hanno presentato, in qualunque data, domanda di riconoscimento del titolo conseguito in Romania.

Riteniamo, difatti, che il M.I.U.R. debba adempiere all’obbligo di effettuare una disamina puntuale di ciascuna singola richiesta inoltrata.

Per tali motivazioni vi è la possibilità, per tutti gli interessati, di aderire al ricorso collettivo volto all’impugnazione della nota n. 5636 del 2 aprile 2019.

Per casi particolari si avanzeranno anche ricorsi individuali per i quali sarà necessario fissare un appuntamento presso lo studio proprio al fine di una previa valutazione della specifica singola situazione.

Specifichiamo che per il riconoscimento dell’abilitazione sul sostegno quest’ultima presenta criticità che andranno discusse personalmente con lo studio.

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Ammissione alle scuole di specializzazione in medicina: anche il Consiglio di Stato conferma la presenza di una domanda errata nel test. Respinto l’appello del MIUR

Il Consiglio di Stato, pronunciandosi sul ricorso presentato dagli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti, ha accolto le censure mosse contro una delle domande erratamente posta all’interno del test di ammissione per le scuole di specializzazioni mediche del 2018

Dopo la vittoria al TAR Lazio, il MIUR ha presentato appello avverso la nostra precedente vittoria, ma l’esito non è mutato. Diversamente, anche i giudici di Palazzo Spada hanno confermato che il quesito è errato ed il ricorrente ammesso alla scuola.

Sin dalle prime valutazioni all’esito del test avevamo fatto notare che, tra i quesiti somministrati, ve ne era uno (n. 96 codice domanda 146604) a nostro modo di vedere errato ragion per cui chi ha sbagliato o non risposto a tale domanda ed è fuori per il relativo punteggio poteva agire individualmente. 

Oggi è arrivato un fondamentale accoglimento da parte del Consiglio di Stato, che ha confermato il clamoroso errore nella formulazione della domanda.

Con il ricorso, difatti, si deduceva che l’errata formulazione della domanda ha reso illegittima la sua somministrazione, falsando il risultato della prova e pregiudicando il diritto all’ammissione presso la Scuola scelta. TAR e CONSIGLIO DI STATO, dunque, esaminate le tesi difensive dello Studio hanno “rilevato che la lesione lamentata da parte ricorrente va ascritta all’errata impostazione del quesito formulato mediante riproduzione del reperto radiografico per la denunciata inversione dell’impostazione grafica, errore emergente icto oculi”.

Il Consiglio di Stato, con ordinanza fortemente stringente ha affermato che “l’appello presentato dal Ministero non appare assistito da adeguato fumus boni iuris, avendo il primo giudice apprezzato correttamente in fatto ed in diritto la fattispecie in esame”. In tal modo, vengono confermate i rilievi già precedentemente avanzati

Così, ritenendo fondate le richieste degli Avvocati Delia e Bonetti, il Consiglio di Stato ha confermato la misura cautelare disposta dal giudice di primo grado che aveva sospeso l’efficacia degli atti impugnati e disposto l’iscrizione del ricorrente con riserva al corso di specializzazione.

Procedure mobilità ospedaliera: il Tribunale di Perugia accoglie il ricorso. Si al colloquio di idoneità ma solo se la Commissione predispone preventivamente i criteri di valutazione

Importantissimo provvedimento del Tribunale di Perugia, in Sezione collegiale lavoro, che ha accolto il ricorso presentato dall’Avv. Santi Delia sul tema della mobilità in ambito ospedaliero e ha permesso il riesame della valutazione di una candidata che era stata illegittimamente esclusa.

Nel caso in questione, la ricorrente poteva vantare una lunga esperienza nel settore medico, avendo conseguito la specializzazione, conseguito il dottorato e pubblicato numerosi scritti su riviste scientifiche ma secondo l’Azienda che aveva bandito la procedura di mobilità, all’esito del colloquio, la stessa non risultava comunque “idonea al fabbisogno aziendale”.

Nella fase cautelare monocratica, il Tribunale aveva rigettato il ricorso ritenendo che “il giudizio espresso dalla Commissione forma oggetto dell’esercizio di un’ampia discrezionalità tecnica non sindacabile se non in presenza di “un’evidente sviamento dell’esercizio della funzione” che, nella specie, non sarebbe stata rinvenuta.

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TEST MEDICINA: TRADITE LE PROMESSE. RESTA IL NUMERO CHIUSO MA ACCOLTI DUE NOSTRI IMPORTANTISSIMI MOTIVI PER I QUALI DA ANNI CI BATTIAMO A FIANCO DEGLI STUDENTI

“Numero chiuso si cambia”. Così l’anticipazione de Il Sole 24 ore Scuola sul Decreto alla firma del Ministro Bussetti. “Nelle prove di ingresso a medicina, odontoiatria, veterinaria, architettura e professioni sanitarie si dimezza il numero di quesiti di logica – da 20 a 10 -, mentre sale il peso della cultura generale, con i quesiti che passano da 2 a 12 e riguarderanno le seguenti materie: storia, letteratura italiana e straniera, attualità (educazione civica). Lo prevede il decreto del Miur alla firma del dal ministro Marco Bussetti che ha annunciato di voler aumentare del 20% i posti a medicina. dai quasi 10mila del 2018/19 si passerà a 12mila del 2019/20. In tutto 60 quesiti, dove i restanti 30 sono suddivisi per medicina tra i 18 di biologia, 12 di chimica, 8 di fisica e matematica (come lo scorso anno). La decisione di aumentare il numero dei quesiti di cultura generale è in netta controtendenza rispetto alla linea portata avanti negli ultimi anni, che aveva condotto a una loro progressiva riduzione (erano 5 nel 2012, scesi poi a 2 nel 2015)”.
Come e perchè ciò è avvenuto lo spiega l’Avvocato Santi Delia contattato dalla nostra redazione per un commento sulla notizia.

Il Ministero, con il Decreto che si appresta ad essere pubblicato, ha accolto i nostri due più importanti motivi di ricorso che hanno caratterizzato gli ultimi anni di contenzioso. Dopo che lo scorso anno fu stabilita la redistribuzione dei posti extracomunitari vacanti e la possibilità di trasferirsi da Medicina a Odontoiatria e viceversa in presenza di peculiari condizioni (temi su cui le nostre prime vittorie erano del 2012), oggi è la volta del numero dei posti (+20%) e della diminuzione della logica, tra le materie del test.

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IL CONSIGLIO DI STATO SI PRONUNCIA SULLA QUESTIONE DELLA DECADENZA UNIVERSITARIA

Il Consiglio di Stato si è pronunciato, accogliendo l’azione patrocinata dal nostro studio, sulla questione della decadenza dalla carriera universitaria di una studentessa consentendole la prosecuzione del proprio percorso accademico.

L’Ateneo in questione, in maniera del tutto errata, prevedeva difatti che la studentessa fosse incorsa nella  decadenza  dalla qualità di studente ai sensi dell’art. 149 del T.U. 1933/1592, dall’anno accademico 2009/10, poiché  tra il sostenimento di due esami di profitto intercorrevano più di otto  anni. Continue reading IL CONSIGLIO DI STATO SI PRONUNCIA SULLA QUESTIONE DELLA DECADENZA UNIVERSITARIA

L’Università nega il trasferimento a Medicina: il T.A.R. accoglie il ricorso ed ammette il ricorrente al terzo anno

Il TAR del Lazio ha disposto, con un provvedimento d’urgenza, l’immatricolazione di uno studente a cui era stato negato il nullaosta per il trasferimento al terzo anno del corso di laurea in Medicina e Chirurgia.

Nel caso di specie l’Università dell’Aquila aveva predisposto un bando di trasferimento con la previsione di un test restrittivo per le domande di accesso al terzo anno; lo studente ho quindi agito contro il rigetto della sua domanda di trasferimento ed ha ottenuto così, tramite il recentissimo pronunciamento del Giudice Amministrativo, l’iscrizione al terzo anno di Medicina.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia