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Accesso al corso di laurea in Medicina: ancora per primi in Italia. Si apre il fronte delle ammissioni: errata l’istruttoria ministeriale sul numero dei posti.

Il Consiglio di Stato, dopo l’apertura sulle specializzazioni ove è stato disposto l’accoglimento dei posti disponibili, simmetricamente apre nuove possibilità sul numero chiuso degli studenti di medicina e chirurgia per l’anno corrente accogliendo i ricordi Udu patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Dichiara Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale UDU – Unione degli Universitari: “Infatti, rendendosi conto dei plurimi posti rimasti disponibili per l’anno accademico 2019/2020, nonostante le raccomandazioni nella conferenza dei Rettori e del tavolo tecnico, il Ministero dell’Università e della Salute non ha difatti consentito la copertura di tutti i posti programmati e rimasti disponibili. La presenza degli ordini professionali in plurime fasi del procedimento decisionale che hanno portato alla determinazione del numero chiuso, rende lo stesso illegittimo ed incostituzionale.”
Dichiarano l’Avv. Michele Bonetti e Santi Delia”Con un dotto provvedimento il Consiglio Di Stato, prendendo anche atto dell’aumento per il prossimo anno di 2000 posti assegnati alla facoltà di medicina, apre nuove possibilità anche per l’anno in corso consentendo agli studenti ricorrenti di potersi immatricolare in virtù del proprio punteggio e della propria posizione in graduatoria.”
Continua Gulluni: “Gli ingressi a Medicina sono a maggior ragione consentiti nel caso di specie, vista la situazione che stiamo vivendo e l’avanzamento della didattica online a distanza che supera i limiti della capienza strutturale a cui in modo illegittimo alcune università in questi anni si sono richiamate.”
Conclude Gulluni: “Riteniamo che sia arrivato il modello di ripensare il modello d’accesso ai corsi di laurea di Area medica e sanitaria verso una direzione di apertura, che riusulta sempre più necessario anche per ridare ossigeno al SSN, avviando un percorso partecipato con le Università e con le organizzazioni studentesche.

Può proporre opposizione di terzo il mero partecipante al concorso che subisce l’annullamento dello stesso? La risposta del C.G.A.

Il 16 Marzo 2020 il Consiglio di Giustizia Amministrativa, accogliendo le tesi dell’Avvocato Santi Delia, fissa innovativi principi in materia di legittimazione alla proposizione dell’opposizione di terzo e contraddittorio e che per tale ragione merita un approfondimento, ma andiamo con ordine. 

Il caso approda dinnanzi al T.A.R. Catania quando unaspirante docente universitaria si rivolge al giudice di prime cure per chiedere l’annullamento di una procedura concorsuale per l’assegnazione di un posto come professore di seconda fascia presso l’Ateneo di Messina. 

 Il motivo che spinge la docente ad impugnare il bando di concorso risiede nel fatto di ritenere illegittima la scelta operata dall’Università di Messina di indire una nuova procedura concorsuale senza prima procedere allo scorrimento della graduatoria del precedente concorso; concorso nel quale la stessa docente si qualificava idonea non vincitrice. 

Il T.A.R., ritenendo fondata la pretesa, con sentenza n. 431/2019, disponeva l’annullamento del bando di concorso. 

E’ solo in questo momento, tuttavia, che entrano in gioco gli altri partecipanti della selezione frattanto annullata e, in particolare, uno dei partecipanti alla nuova procedura frattanto annullata dal T.A.R. 

Costoro ritengono infatti di essere stati ingiustamente pretermessi dal giudizio di primo grado e per tale ragione decidono di proporre opposizione di terzo ex art. 108 c.p.a. 

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Coronavirus e chiusura delle scuole private: permane l’obbligo della retta?

Al fine di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, il Governo ha adottato e continua ad adottare numerose misure restrittive sull’intero territorio nazionale. In particolare, trattasi del D.L. 23 febbraio 2020 n. 6 recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19» e ulteriori successive disposizioni attuative, che diventano sempre più stringenti e limitanti per tutta la popolazione, coinvolgendo settori, eventi e attività di ogni genere. Con l’ulteriore Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020, viene estesa a tutto il territorio Nazionale “la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, compresa quella universitaria” fino alla data del 3 aprile 2020.

Le scuole paritarie di infanzia e primaria, come è noto, rappresentano una parte fondamentale del sistema di istruzione del nostro Paese. Due bambini su 3, in Italia, frequentano gli asili privati o paritari e 1 su 5 frequenta le scuole elementari presso una scuola paritaria.

Dei 13.000 istituti scolastici italiani il 70% garantisce l’istruzione dell’infanzia, mentre il 15% della primaria e il restante 15% della secondaria di primo e secondo grado.

La sospensione dei servizi educativi ha creato non pochi disagi alle famiglie italiane che, ad oggi, si ritrovano ad aver già pagato interamente o parzialmente le rette scolastiche dei figli; alle quali devono aggiungersi tutti quei servizi “extra scolastici” quali la mensa, il trasporto scolastico e il servizio pre-post scuola.

Proveremo con queste brevi note a darvi delle indicazioni di massima utili ad orientarvi.

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Coronavirus: Consiglio di Stato accoglie ricorso su nuovi accessi specializzandi.

Tra le motivazioni la necessità di reclutare medici per l’emergenza sanitaria

Roma, 19 marzo – “Accogliamo con favore il pronunciamento del Consiglio di Stato che accoglie i ricorsi di 50 medici per l’ammissione ai posti delle scuole di specializzazione vacanti da anni e mai riassegnati. Tra le motivazioni l’emergenza Covid-19 e la necessità di reclutare immediatamente medici”. Così la Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn in merito al pronunciamento del Consiglio di Stato che, con decreto 1210/2020 e altri decreti che si stanno susseguendo, ha accolto i ricorsi di 50 medici patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

“Parliamo di circa 300 posti persi ogni anno – precisa Andrea Filippi, segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn -. Fondamentale è rilevare che tra le motivazioni si legge un chiaro riferimento all’emergenza Covid-19 e alla necessità del reclutamento immediato dei medici riassegnando i posti delle specializzazioni che anno dopo anno non sono stati coperti e che oggi contribuiscono a determinare i problemi che sono sotto gli occhi di tutti. Il Consiglio di Stato, con un provvedimento illuminato a firma del Presidente Sergio Santoro della sesta sezione, ha quindi compreso la necessità urgente di aumentare gli specializzandi”.

“Auspichiamo che presto il Governo proceda nella direzione di questa importante sentenza, dopo che nel decreto Cura Italia approvato ieri è scomparso l’articolo che prevedeva l’aumento dei posti di formazione specialistica dei medici. Un provvedimento che attendevamo già prima dell’esplosione dell’emergenza Covid-19 e che oggi si rivela ancora più necessario per dare ossigeno al SSN”, conclude Filippi.

Parliamo, riferisce Santi Delia – founder di Bonetti & Delia – che ha patrocinato il ricorso, di circa 300 medici che possono da subito entrare in reparto. Posti lasciati vacanti anche di “anestesia” a Milano o di Medicina di emergenza a Brescia nonostante sia notorio che in questo momento in quelle zone si lavora in trincea.

Rassegna stampa

Quotidiano Sanità

ADNKRONOS

La Sicilia

Cga apre agli accompagnatori turistici: validi i titoli rilasciati dalla Regione.

La vicenda nasce nel 2015, quando alcuni accompagnatori turistici si rivolgono all’Avvocato Santi Delia lamentando il diniego subìto dall’Assessorato regionale Turismo Sport e Spettacolo della Regione Sicilia, il quale aveva negato l’iscrizione “all’Albo Regionale degli Accompagnatori Turistici” a coloro che, frequentato un corso di formazione finanziato dalla stessa regione siciliana, ritenevano di averne titolo. Secondo l’Assessorato, tuttavia, la mera frequenza del corso ed il superamento dell’esame finale non era sufficiente all’iscrizione all’albo dovendo procedere ne avevano fatto esplicita richiesta.

Il TAR PALERMO, a cui il legale si rivolge, accoglie la sua tesi affermando che “i corsi di formazione professionale finanziati dalla stessa Regione siciliana ex L.r. n. 24/1976, non possono – anche per ragioni di palese coerenza del sistema normativo ed amministrativo regionale – non ritenersi validi anche ai fini dell’iscrizione all’Albo regionale degli accompagnatori turistici”.

La vicenda però non si chiude perché l’Assessorato, consapevole che il principio indicato dal T.A.R. riguarda centinaia di potenziali interessati, decide di proporre appello al Consiglio di Giustizia Amministrativa, il quale, definitivamente, sancisce le ragioni dei ricorrrenti.

Con sentenza n. 152/2020 il C.G.A. giudica l’appello della Regione infondato chiarendo che “quanto dedotto in appello non è in grado di sovvertire la decisione di primo grado che ha ritenuto i provvedimenti regionali impugnati illegittimi in quanto adottati in violazione della citata disposizione regionale. Il Collegio ritiene infatti che sia compito dell’Amministrazione appellante organizzare con ampi margini di apprezzamento i corsi di cui al citato comma 3, ma non può certamente negarsi al cittadino – che ha riposto un ragionevole affidamento sulla bontà del proprio titolo conseguito, nell’ambito della formazione regionale, dopo aver seguito uno specifico corso professionale di accompagnatore turistico – la possibilità di esercitare la predetta professione, previa iscrizione nell’apposito albo.

Ogni diversa interpretazione della suddetta disposizione dev’essere, in particolare, esclusa, siccome irragionevole e lesiva dell’affidamento ingenerato nel cittadino dalla stessa Amministrazione regionale.”

 Un’altra vittoria assicurata per gli appellati e per i possibili futuri ricorrenti, dato che lo stesso C.G.A., in secondo e ultimo grado, si pronuncia circa l’infondatezza del ricorso e il suo definitivo respingimento.

Si apre dunque la possibilità di una più chiara regolazione della disciplina degli operatori turistici e più in generale dello stesso settore turistico, colonna portante dell’economia siciliana che, speriamo, dopo il crollo dovuto all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, possa rilanciarsi anche grazie a tali titolate figure che hanno il compito di mostrare le nostre bellezze ai tanti turisti in visita. Le Guide turistiche abilitate iscritte nell’elenco della Regione Siciliana sono attualmente 1266. Gli accompagnatori turistici iscritti nell’elenco della Regione Siciliana sono invece 570.

 Rassegna

Travelnostop

Vittoria al fianco dell’Università di Catanzaro sulle scuole di specializzazione

Bonetti & Delia, con il founder Santi Delia (in foto) e Michele Bonetti, hanno assistito l’Università Magna Graecia di Catanzaro nell’ampio contenzioso  generatosi a seguito del temporaneo mancato accreditamento di alcune scuole di specializzazione di medicina.

Si tratta di un contenzioso estremamente delicato nell’attuale emergenza sanitaria nazionale giacchè, in ipotesi di accoglimento, avrebbe consentito l’indiscriminato trasferimento degli specializzandi tra i diversi Atenei mettendo a rischio anche i livelli minimi assistenziali su cui sono tarate le ammissioni alle Scuole di specializzazione.

Il MIUR, difatti, oltre a comminare il mancato accreditamento in ragione del non raggiungimento di alcuni parametri imposti dall’Osservatorio nazionale, imponeva all’Ateneo di accordare il trasferimento incondizionato a tutti gli specializzandi che ne avevano fatto richiesta proprio in virtù della “sanzione” comminata. Gli specializzandi avevano dapprima adito il T.A.R. Calabria (sentenze nn. 1784/19 e da 1793 a 1798 del 2019 e n. 1902/19) e poi il Consiglio di Stato (sentenze nn. 1002 e 1003/2020) chiedendo la concessione del trasferimento ma entrambi i Giudici amministrativi dichiaravano il difetto di giurisdizione a favore del Giudice Ordinario.

Il contenzioso si è quindi spostato dinanzi al Giudice Ordinario che con ordinanze del 17 marzo ha confermato la legittimità dei provvedimenti dell’Ateneo.

Secondo il Tribunale di Catanzaro non esiste un diritto ad ottenere il trasferimento nell’ipotesi di mancato accreditamento della scuola giacchè i corsi erogati dall’Universitàè rimangono validi. “si rivela l’evanescenza della discrasia tra formazione sostanziale e validità del titolo comunque assicurato dall’Università agli specializzandi iscritti e ciò a prescindere dall’eventuale successivo mancato accreditamento o della disattivazione dei corsi. Il conferimento del titolo è indice di una formazione adeguata e la formazione adeguata in quanto tale, senza un titolo, non avrebbe gli effetti cui essa stessa mira, ovvero la sua spendibilità”. Il Tribunale ha inoltre sposato la tesi del T.A.R. Calabria circa la portata della disposizione ministeriale, poi annullata, che avrebbe consentito tali trasferimenti, affermando che  “una diversa interpretazione della previsione esporrebbe la stessa a profili di nullità per difetto assoluto di attribuzione”. “È recuperato, continua il Tribunale, il campo discrezionale dell’Università la quale, nella duplice veste di ente formatore e anche erogatore di prestazioni sanitarie, deve coniugare nella propria valutazione interessi diversi e tutti di rango primario per la sua azione didattica e amministrativa”.

La bontà della formazione che si continua ad erogare presso l’Ateneo, dunque, è oggi confermata non solo dal Giudice amministrativo ma anche da quello ordinario.

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La Nuova Calabria

Toplegal

Il messinese Santi Delia nella classifica dei top100 legali Italiani. E’ l’unico del Sud Italia

Forbes Italia ha selezionato 100 società al top nel mondo legale e della consulenza. Tra questi “Santi Delia” fondatore dello Studio Legale Avvocato Santi Delia (unico professionista nel Sud Italia selezionato) e founder di Bonetti & Delia – Studio legale.

Da studente di giurisprudenza e poi nei primi anni di pratica forense“, ci dice il messinese Santi Delia, “leggevo con ammirazione e stupore le classifiche stilate da Forbes. Si trovavano i mostri sacri dell’avvocatura italiana e le sigle majors dei grandi studi americani, gli stessi dove avevo in mente di volermi formare. Per quanto ne leggessi solo i nomi, seguendo sulla stampa specialistica come Toplegal i loro gesti e le loro attività, mi sembrava di conoscerli tutti ammirandone il modo con il quale la loro attività riuscisse a segnare davvero la vita economica del Paese e cambiarne, in un modo o nell’altro, l’andamento“. “Proprio a questo – e dunque a provare ad incidere davvero sulla quotidianità delle scelte di vita influenzandone l’andamento grazie alla tutela dei diritti – sono state indirizzate le mie scelte professionali, ispirandomi a chi riesce ad incidere, provando a lasciare il segno in ogni cosa che fa“.

Non credo“, continua Delia, “che nel mio caso sia riuscito a cambiare l’andamento del Paese negli stessi termini con cui i grandi studi ed i loro avvocati d’affari decidono le operazioni più importanti in Italia, ma – e non posso spiegare altrimenti la menzione che Forbes Italia mi ha voluto dedicare – ho cercato di tutelare diritti, sogni ed aspirazioni spesso sopite o incredule circa la loro affermazione“. “Su questo, sono certo, di esser riuscito a cambiare parecchie vite soprattutto tra i più giovani”.

E’ così che nasce uno studio legale con il più alto numero di contenzioso innanzi ai T.A.R. ed al Consiglio di Stato negli ultimi anni con una media di 900-1000 provvedimenti l’anno nell’ambito del contenzioso amministrativo sui grandi concorsi pubblici nazionali (Scuola, Università, Sanità, Pubblico impiego).

Ed è così che assieme a Chiomenti, Allen Overy, Carnelutti, Ernest & Young e Bonelli, Erede, Pappalardo, colossi del mercato legale ben sopra i 50 milioni di euro di fatturato all’anno, nella classifica delle 100 personalità del mondo legale, c’è anche l’Avvocato Santi Delia, quarantenne, sposato e papà di 3 figli. E’ lui l’unico legale del Sud Italia ad essere stato selezionato in questa speciale classifica.
“A 40 anni”, conclude Delia,  “l’enorme soddisfazione di leggermi inaspettatamente tra loro ti fa capire quanto ha pagato il lavoro, le scelte innovative sull’uso di internet e la via della super specializzazione. Il lavoro di squadra che mira a valorizzare le singole capacità di avvocati e giovani legali in formazione che decidono di far parte del progetto e il costante confronto con il mio socio Michele Bonetti con cui condivido ogni scelta. Da qui si riparte per nuovi traguardi”.

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La Sicilia

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Concorso funzionari giudiziari: dopo la vittoria al TAR aperte le adesioni al ricorso straordinario

La prima Sezione del Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti sul concorso di reclutamento per 2.329 unità per il profilo di funzionario giudiziario.

Alcuni esclusi hanno ricorso al TAR che, avallando la tesi degli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti, ha accolto la domanda cautelare consentendo ai nostri ricorrenti di ottenere l’ammissione alle successive prove scritte da cui erano stati esclusi. A differenza di quanto prospettato in altri ricorsi fondati su altri aspetti e che il T.A.R. ha respinto, la strategia dello studio, questa volta, si è concentrata nell’individuazione di censure specifiche su due quesiti ritenuti errati.

Si trattava, in particolare, dei quesiti nn. 26 (che riguardava il tema dell’obbligatorietà e gratuità dell’insegnamento nel nostro Paese) e 30 riferito alle “forme di raccordo di tipo organizzativo tra Stato e Regioni”.

Chi ha errato una o entrambre tali domande ed è fuori proprio in ragione di tali errori, può agire con ricorso straordinario al fine di ottenere l’ammissione alle successive prove. Per aderire all’azione clicca qui.

 

 

 

Ancora una volta per primi sul tema Concorsi Pubblici: vittoria al T.A.R. sul concorso che ha visto partecipare 115.000 aspiranti funzionari giudiziari.

La prima Sezione del Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti sul concorso di reclutamento per 2.329 unità per il profilo di funzionario giudiziario.

In 115.000 avevano presentato la domanda per presentarsi alla prima prova in “appena” 35.000 candidati. Quasi 7.000 gli ammessi alla seconda prova.

Alcuni esclusi hanno ricorso al TAR che, avallando la tesi degli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti, ha accolto la domanda cautelare consentendo ai nostri ricorrenti di ottenere l’ammissione alle successive prove scritte da cui erano stati esclusi.

A differenza di quanto prospettato in altri ricorsi fondati su altri aspetti e che il T.A.R. ha respinto, la strategia dello studio, questa volta, si è concentrata nell’individuazione di censure specifiche su due quesiti ritenuti errati.

Si trattava, in particolare, dei quesiti nn. 26 (che riguardava il tema dell’obbligatorietà e gratuità dell’insegnamento nel nostro Paese) e 30 riferito alle “forme di raccordo di tipo organizzativo tra Stato e Regioni”.

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Consiglio di Stato: i vincitori del concorso 2012 infanzia non immessi in ruolo hanno diritto all’assunzione nella propria Regione

I 36 posti fantasma inizialmente banditi in Sicilia sono riapparsi e dovranno essere assegnati ai ricorrenti degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Il Consiglio di Stato, difatti, ha accertato che “all’esito dell’attività istruttoria disposta dalla Sezione è emerso che a fronte di 216 posti banditi, quelli concretamente ricoperti attingendo dalla graduatoria del 2012 furono solo 180, residuando pertanto ulteriori 36 posti, confermando così la prospettazione della ricorrente”. ;

A questo punto il MIUR dovrà “procedere all’adozione di tutti gli atti necessari – computando anche i 36 posti non attribuiti rispetto al contingente bandito per il concorso scuola 2012 – al fine di consentire la scelta della cattedra a suo tempo spettante alla ricorrente, in rigoroso ordine di graduatoria“;

Grazie a tale riconoscimento, i giudici di Palazzo Spada, hanno ordinato la piena esecuzione della sentenza n. 152 del 2019, con cui era stata riformata, su ricorso degli stessi legali, la sentenza del T.A.R. Lazio, annullando in due parti distinte il Decreto Ministeriale del 2016 sulle assunzioni infanzia.

La storia del concorso delle insegnanti della scuola materna del 2012 (il primo dopo oltre un decennio), in particolare per la Regione Sicilia, ha del paradossale. Più nel dettaglio, difatti, nonostante fossero stati banditi 216 posti, in Sicilia solo 180 docenti furono assunti mentre gli altri 36 e gli ulteriori idonei, furono spediti fuori Regione.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia