Ricorsi elettorali: la nostra vittoria al T.A.R. Catania

La Quinta Sezione del T.A.R. Catania, con i dispositivi di sentenza pubblicati nella prima mattina di oggi, ha definito i ricorsi elettorali riguardanti le elezioni amministrative del maggio 2026 della città di Messina.

Il T.A.R. ha respinto entrambi i ricorsi proposti e confermato, dunque, l’esito della consultazione elettorale.

I ricorsi riguardavano il tema dell’esenzione della raccolta delle firme a corredo delle liste presentate da un partito politico istituito all’ARS e che, all’ultima consultazione regionale, aveva ottenuto almeno un seggio e l’inserimento del Comune di Messina, da parte dell’Assessorato regionale, tra quelli ammessi al voto nella sessione di maggio 2026.

Sul primo tema, il T.A.R., sembra aver aderito all’orientamento già reso noto nei giorni scorsi sull’analogo tema del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto. Nonostante in questo caso le liste erano 15 e non 3, la tesi che avevo sostenuto sembra essere stata valorizzata dalla V Sezione.

Ancora inesplorato, invece, era il tema delle, asseritamente tardive, dimissioni del Sindaco a cui seguiva l’indizione dei comizi da parte dell’Assessorato.

Il primo ricorso proposto nel mese di aprile, difatti, era stato dichiarato inammissibile dal T.A.R. invitando, se di interesse, i ricorrenti ad agire avverso gli esiti della consultazione come, appunto, era ora avvenuto.

Temi giuridici non solo nuovi ma persino inesplorati in oltre 30 anni di vigenza delle norme che ci hanno impegnato e stimolato alla ricerca di soluzioni e ragionamenti tutt’altro che scontati sul nostro sistema elettorale.