MEDICINA E ODONTOIATRIA: l’UNIVERSITA’ DI MESSINA DEVE OCCUPARE TUTTI I 23 POSTI LIBERI LASCIATI DAI CITTADINI EXTRACOMUNITARI

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Nuova e decisiva vittoria contro l’Università di Messina. Dopo che il Consiglio di Stato, cambiando la propria più recente giurisprudenza, aveva ordinato l’ammissione di uno dei nostri ricorrenti, oggi il T.A.R. di Catania ha obbligato l’Ateneo “allo scorrimento della graduatoria unica fino alla completa utilizzazione dei posti, rimasti vacanti, riservati agli studenti extracomunitari e cinesi, e ciò anche mediante ulteriore scorrimento delle due graduatorie di Medicina e Cirurgia e di Odontoiatria, conseguente all’eventuale rinuncia di concorrenti posti in posizione potiore rispetto” ai ricorrenti.

Il T.A.R., inoltre, mostrando di aderire alle nostre tesi sulla concezione del “numero chiuso” ha sottolineato che “la scelta di non utilizzare i suddetti posti contrasta con la asserita finalità del “numero chiuso” per l’accesso agli studi universitari, vale a dire qualificare un numero congruo di laureati rispetto alle esigenze effettive del mercato del lavoro, posto che, come per altro emerge dal parere n. 5 del 22.6.2011 dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), “ci si aspetta, a partire dal 2013, un saldo negativo tra pensionamenti e nuove assunzioni” di medici” e ha anch’Egli ricordato l’importante e “recente decisione cautelare (cfr. Cons. Stato, VI, 15.2.2012, n. 647)” con la quale “anche il Giudice di seconde cure, in un caso analogo, ha ritenuto fondata la censura in esame, disponendo la sospensione della graduatoria nella parte in cui non è stato operato lo scorrimento dei posti non assegnati agli extracomunitari“.

Conclusivamente, ha statuito il T.A.R., “va annullato il bando di concorso ove venga interpretato nel senso di non consentire la redistribuzione ai cittadini comunitari dei posti riservati ai cittadini extracomunitari, con conseguente obbligo dell’Amministrazione procedere allo scorrimento della graduatoria, verso il quale la ricorrente nutre l’interesse strumentale così come ricostruito dalla citata A.P. 14/2011″.

T.A.R. Catania, sentenze brevi 9 marzo 2012, nn. 610, 614 e 616

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