In 9000 per la prima prova del test alla Cattolica, ma nessuno si chiede se è legittimo

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Giornata trafficata nella capitale, non solo per il mal tempo che ha colpito la città, ma soprattutto per il flusso di 8.794 persone, senza contare eventuali accompagnatori, che oggi si sono imbattute nel test preselettivo per l’iscrizione alla facoltà di Medicina e Chirurgia della Cattolica del Sacro Cuore.

Mentre c’è chi si compiace del boom di iscrizioni, c’è chi pensa che il diritto allo studio oggi ha un prezzo, pari a 120 €, che corrisponde alla quota di iscrizione ai test; c’è chi pensa a quanti soldi ha incassato la Cattolica, dal momento che ha sbaragliato la concorrenza degli altri atenei dal momento che è l’unica a dare accesso alla procedura selettiva nel mese di aprile.

Il profilo dell’aspirante studente di Medicina e Chirurgia che ha pagato 120 € per l’iscrizione ai test è, dunque, quello di un giovane partito da un qualsiasi paese d’Italia, accompagnato da un genitore, da un fratello, da un amico che alle 9 è entrato nella sede del Palace Hotel e solo alle 12.30 ha cominciato il test.

Chi passerà il test sarà sottoposto ad un esame orale a nostro avviso troppo discrezionale e già censurato dal TAR.
Il giovane aspirante deve concorrere con le altre 8793 persone: uno solo uno su 28 sarà ammesso a Medicina e solo 1 su 22 a Odontoiatria.

In pochi, forse, si sono chiesti come e perchè, nonostante vi sia una Legge (n. 264/99) che obbliga TUTTI gli Atenei a sottoporre TUTTI candidati ad un’unica prova IDENTICA su tutto il territorio nazionale da svolgersi nella stessa data, sia concesso ad un’Università privata di incassare oltre 1 MILIONE di euro per svolgere un test in data e con modalità diverse rispetto agli altri.

Il dettato normativo sembra inequivocabile “L’ammissione ai corsi di cui agli articoli 1 e 2 è disposta dagli atenei previo superamento di apposite prove di cultura generale, sulla base dei programmi della scuola secondaria superiore, e di accertamento della predisposizione per le discipline oggetto dei corsi medesimi, con pubblicazione del relativo bando almeno sessanta giorni prima della loro effettuazione, garantendo altresì la comunicazione dei risultati entro i quindici giorni successivi allo svolgimento delle prove stesse. Per i corsi di cui all’articolo 1, comma 1, lettere a) e b), il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica determina con proprio decreto modalità e contenuti delle prove di ammissione, senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato“.

Per l’anno accademico 2012/2013 il Ministero non ha ancora pubblicato alcun D.M. ma, come tutti sanno, MAI è stato consentito che gli Atenei Statali individuino gli ammessi se non sulla base di un test unico per tutta la penisola e corretto presso il CINECA.

Vedremo se, in un Paese come l’Italia, anche queste stranezze diventino normali.

La campagna contro il numero chiuso degli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti, riparte anche per il nuovo anno accademico e questa volta dal mese di aprile.