Giustizia sportiva: Tribunale Federale, non c’è condanna per fatti occorsi dopo la partita se le dichiarazioni delle squadre sono discordanti.

magistratura
Categorie: News

Si è appena concluso con provvedimento di “non luogo a procedere” uno dei processi innanzi al Tribunale federale in cui la Società e gli atleti deferiti erano difesi dall’Avvocato Santi Delia.
Il procedimento era stato attivato nei confronti di una importante Società sportiva e di alcuni  suoi atleti, militanti in campionato nazionale maggiore, accusati da una compagine avversaria di essere stati protagonisti di un’aggressione nei confronti dei propri giocatori al termine di una partita ufficiale.

L’avvio di tale procedimento, si fondava esclusivamente sulle dichiarazioni testimoniali rese dagli atleti che si dichiaravano “aggrediti” e dai loro compagni senza che l’arbitro o altri Ufficiali di gara avessero potuto verificarne la veridicità.

Nonostante la mancanza di tale prova la Procura federale, dopo la fase di audizione ed “indagini”, deferiva comunque la Società ed i suoi giocatori. Si è prospettato, dunque, per la prima volta, l’originale caso in cui il Tribunale veniva chiamato a rispondere su fatti totalmente privi di riscontri esterni e oggettivamente imparziali.

Secondo il Tribunale federale a dover essere accolta è la tesi dello Studio dell’Avvocato Santi Delia e della Società accusata che, supportata da audizioni, dichiarazioni testimoniali e da scritti difensivi in cui si sono potute dimostare l’ incongruenza e la contraddittorietà delle accuse avversarie, oltre che l’infondatezza di quanto asserito. Stante anche l’assoluta mancanza di prove oggettive, il Tribunale Federale ha dichiarato che “la contestazione non appare suffragata da prove certe o tali da poterne accertare la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio” ragion per cui decideva con “il non luogo a procedere nei confronti di tutti i deferiti perchè l’addebito non risulta provato“.

Studio Legale Avvocato Santi Delia