PROCEDIMENTI DISCIPLINARI PROMOSSI NEI CONFRONTI DI “MEDICI UNIVERSITARI”: LA COMPETENZA È DELL’ATENEO.

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“È agevole rilevare come effettivamente sussista il dedotto vizio di incompetenza, che inficia la validità di tutto il procedimento disciplinare e del relativo provvedimento conclusivo: invero, ………, la censura avrebbe dovuto essere irrogata non dal Direttore dell’UOC, né dal Direttore Generale sentito il Comitato dei garanti, bensì dal Rettore, cui il presunto addebito non è stato neppure comunicato.”

In tal senso si è orientato il Tribunale di Messina, Sezione Lavoro, definitivamente pronunciando sul ricorso promosso da un Docente medico difeso dell’Avv. Santi Delia, founder di Bonetti & Delia, avverso il provvedimento disciplinare irrogato nei suoi confronti dal Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera, il quale ultimo, come acclarato dal Giudice nell’odierna pronuncia, risultava sprovvisto di qualsivoglia competenza in subiecta materia.

Il Tribunale ha chiarito che nei casi in cui ci si trovi dinnanzi a Professori Universitari “strutturati”, la natura del rapporto lavorativo che viene in rilievo, è duplice, trattandosi sia di un vero e proprio “rapporto di impiego” che si instaura con l’Università, sia di un rapporto servizio con l’Azienda ospedaliera.

Ciò posto, commenta l’Avv. Delia, “che non possa esistere sanzione senza il coinvolgimento dell’Ateneo, stante l’inscindibilità delle mansioni e l’effetto che la sanzione disciplinare ha sul principio di inscindibilità”.

La decisione che oggi ci occupa, dunque, serve senz’altro a far chiarezza sul tema statuendo che “i docenti in questione, essendo dipendenti dell’Università, restano dunque soggetti al potere disciplinare DEI SOLI ORGANI UNIVERSITARI COMPETENTI, a partire dal Rettore”.

Diversamente opinando, si incorrerebbe, come nel caso che oggi ci occupa, nel “vizio di incompetenza, che inficia la validità di tutto il procedimento disciplinare e del relativo provvedimento conclusivo”.