Concorso specializzazioni medicina: Ministero pubblica “road map”. T.A.R. rigetta richiesta Ministero di decurtare i titoli attribuiti prima della nuova udienza.

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Il Ministero ha oggi pubblicato il nuovo cronoprogramma che regolerà le fasi di scelta ed assegnazione del concorso.

Dal 23 al 27 novembre, in particolare, i candidati potranno scegliere tra le scuole e le sedi disponibili sulla base del proprio punteggio e a partire da giorno 30 vi saranno le assegnazioni.

Anche in ragione di ciò il Ministero, oltre ad appellare tutti i provvedimenti favorevoli agli aspiranti specializzandi ottenendo dal Consiglio di Stato la riforma di tali provvedimento sino al 26 novembre p.v. (data della nuova udienza in Consiglio di Stato), ha chiesto al T.A.R. la revoca dei provvedimenti monocratici emessi ed ancora validi ed efficaci sino all’udienza del 18 novembre e del 2 dicembre.

Il T.A.R., a differenza di quanto auspicava il Ministero, ha rigettato l’istanza di revoca, accogliendo la tesi difensiva degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti al fianco degli aspiranti specializzandi, facendo intendere che la partita non è affatto chiusa e che solo entro il 30 dicembre potrà essere tale.

L’orientamento assunto dalla Sezione sulla specifica questione dedotta in giudizio necessita di essere approfondito e rimeditato in sede di trattazione collegiale, alla luce dei recenti pronunciamenti del giudice d’appello (che pur avendo riformato le ordinanze cautelari già emesse in primo grado, non ha però fornito un indirizzo interpretativo univoco della normativa applicabile alla res controversa, limitandosi a disporre la sollecita fissazione della udienza di discussione, ai sensi dell’art. 55, comma 10, cod. proc. amm.), sicché nelle more della relativa delibazione non si ravvisano i presupposti per disporre la revoca del suddetto decreto cautelare monocratico; Considerato, comunque, che la questione verrà definita in sede collegiale entro un breve lasso di tempo, nel rispetto delle esigenze di celerità rappresentate dall’Amministrazione, connesse all’ordinato espletamento delle operazioni propedeutiche all’inizio delle attività didattiche (previsto per mercoledì 30 dicembre 2020)“.

Il T.A.R., dunque, in questo caso, ha accolto i nostri argomenti spiegati in memoria evidenziando l’opportunità di sollevare questione di costituzionalità sin dalle successive udienze già calendarizzate del 18 e del 2 dicembre 2020, al fine di evitare che il danno provocato dall’applicazione di una norma palesemente incostituzionale diventi irreparabile.

La decisione della Corte Costituzionale tra uno o due anni, ad esempio per i corsisti di Mmg ormai all’ultimo anno, quando costoro avranno già concluso quel corso è assolutamente inutile e renderebbe la questione persino inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse. Sin dalla fase cautelare, a contrario, al fine di consentire una tutela effettiva e non effimera degli interessi dedotti in giudizio è ben possibile accedere allo strumento della rimessione alla Corte anche in quanto, a parere di chi scrive, è davvero arduo sostenere che, nella specie, la questione proposta non sia quanto meno “non manifestamente infondata” con riguardo al fatto che per un ventennio l’interpretazione offerta è stata opposta a quella oggi proposta dal Consiglio di Stato e, per quanto riguarda i titoli, la norma è stata introdotta nell’ambito della decretazione d’urgenza nonostante sia disposizione di sistema che mira a formare gli specialisti che saranno tali almeno tra 4-5 anni.