Il Tribunale ordina il reintegro nelle attività assistenziali per un Professore Ordinario cessate illegittimamente dall’Azienda Sanitaria.

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Il Tribunale del Lavoro, condividendo la tesi dell’Avvocato Santi Delia, ha disposto il reintegro delle funzioni assistenziali che per molti anni erano state negate ad un docente del corso di laurea in Medicina “stante la necessità sia di rispettare i tetti di spesa previsti per il personale che i limiti numerici dei posti previsti nella dotazione organica dell’A.O.U. per i Dirigenti medici che in atto risultano tutti occupati”.

Il legale, superando la resistenza dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, è riuscito a dimostrare che nell’attuale assetto normativo, non può esistere la figura di un docente privato del minimo supporto assistenziale utile a render tale l’inscindibilità tra didattica e ricerca del proprio insegnamento anche a favore dei discenti. Il Tribunale, richiamando l’insegnamento della Corte Costituzionale, secondo cui “il preciso nesso funzionale tra attività assistenziale e attività didattica e di ricerca non consente la creazione di docenti medici destinati ad un insegnamento privo del supporto della necessaria attività assistenziale”, ha condannato l’Azienda all’immediata riassegnazione delle funzioni.

Nessun vincolo di bilancio o di rispetto della pianta organica, anche a fronte di presunti tagli alle dotazioni dell’Azienda, dunque, può far venire meno il perseguimento di una delle fondamentali mission aziendali dei Policlinici universitari, nati, appunto, al fine di sviluppare la massima coesione tra didattica, ricerca ed assistenza. “Questa impostazione”, chiarisce il Tribunale, “è stata ulteriormente rafforzata dalla successiva legislazione e dagli atti conseguenti (Linee guida, Protocolli di intesa, Codici di comportamento etc.) sia per quel che riguarda l’integrazione delle suindicate attività, sia per la loro differenziazione quanto a riconoscimento del diritto in favore del personale medico universitario allo svolgimento di adeguata attività assistenziale in strutture del SSN – la cui concreta individuazione compete al Direttore generale dell’Azienda di riferimento d’intesa con il Rettore -, obbligo per il suddetto personale universitario di rispondere al Direttore generale dell’Azienda ospedaliera del corretto adempimento dei doveri inerenti all’attività assistenziale”.

Il Tribunale ha inoltre condannato l’Azienda alle spese di giudizio ed aperto il fronte alle legittime domande del docente che, in separato giudizio, dovrà essere risarcito di tutte le retribuzioni ed indennità di cui è stato illegittimamente privato nel corso del decennio.