Archivio: Diritto Sanitario

IL MIUR NON PROVVEDE ALLO SCORRIMENTO DELLE GRADUATORIE PER L’AMMISSIONE ALLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE DI AREA SANITARIA PER L’ANNO 2017/2018: IL TAR LAZIO LO COMMISSARIA.

Con decreto cautelare monocratico del 24 agosto 2019, il Tribunale Amministrativo per il Lazio, su istanza degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ha messo fine all’illegittimità del comportamento del MIUR che, pur in presenza di numerose ordinanze di accoglimento ottenute dai legali in sede cautelare, ometteva di dare attuazione all’ordine di distribuire i posti rimasti vacanti all’esito della procedura di ammissione alle Scuole di Specializzazione di Area medica per l’anno 2017-2018 ai ricorrenti.

I posti rimasti scoperti per le scuole di specializzazione sono più di 500, ed è, pertanto, inaccettabile che il Ministero non si determini sui tempi e sulle modalità dello scorrimento, pur a fronte di fronte delle numerose condanne inflitte dal T.A.R. Lazio.

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AMMISSIONE A MEDICINA: I POSTI VACANTI VANNO ATTRIBUITI AI SOLI RICORRENTI. CONSIGLIO DI STATO CONFERMA SENTENZA DEL TAR FIRENZE E BACCHETTA IL MIUR

Delia e Bonetti cambiano ancora una volta la storia del numero chiuso e delle sue regole. “Si inventano” la competenza territoriale del Tar locale (confermata dal Consiglio di Stato in sede di regolamento preventivo di giurisdizione) di un principio decisivo per il contenzioso che oggi il Consiglio di Stato conferma: il motivo se accolto genera un beneficio ai ricorrenti e non a tutti i soggetti in graduatoria.
All’esito del giudizio patrocinato dagli Avv.ti Delia e Bonetti, in particolare, il Tar aveva disposto che “i posti riservati ai cittadini extracomunitari rimasti vacanti vanno attribuiti ai ricorrenti che, giudizialmente ne chiedano l’attribuzione”.
Tale pronuncia, aveva invero rappresentato un vero e proprio spartiacque per il contenzioso dell’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria sancendo che i posti rimasti vacanti degli extracomunitari vanno assegnati ai candidati che abbiano agito giudizialmente e non a tutti.
Il Tar chiariva ulteriormente che “Quanto affermato dalla Avvocatura”, secondo cui potrebbe agire in giudizio solo chi è davvero prossimo all’ultimo degli ammessi, “sarebbe dirimente qualora l’annullamento della clausola del bando e della graduatoria producesse effetti nei confronti di tutti i partecipanti, compresi quelli che non hanno proposto alcun ricorso. Ma non è così, atteso che per pacifica giurisprudenza (contraddetta da un solo precedente del tutto isolato del TAR Lazio) nei concorsi pubblici graduatoria è atto scindibile il cui annullamento ha effetto nei soli confronti di coloro che abbiano proposto il ricorso, poi accolto (Consiglio di Stato sez. III, 06/07/2016, n. 3005). La applicazione di tale principio al caso di specie fa sì che la platea dei soggetti che potrebbero beneficiare dell’annullamento della clausola impugnata si profila ristretta ai soli candidati che abbiano proposto ricorso con conseguente chance per la Sig.ra XXX di conseguire la ammissione”. Continue reading AMMISSIONE A MEDICINA: I POSTI VACANTI VANNO ATTRIBUITI AI SOLI RICORRENTI. CONSIGLIO DI STATO CONFERMA SENTENZA DEL TAR FIRENZE E BACCHETTA IL MIUR

TEST DI AMMISSIONE COMPUTER BASED: SI ALLA RIPETIZIONE DELLA PROVA A SEGUITO DEL BLOCCO DEL COMPUTER. SI ANCHE AL CONSEGUENTE SOVRANNUMERO A SEGUITO DI TALE RIPETIZIONE

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, pronunciandosi sul ricorso proposto dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, ha accolto le censure sollevate avverso le modalità di conduzione della prova concorsuale finalizzata all’ammissione alle scuole di specializzazione medica per l’anno 2018, specie in riferimento ad alcune anomalie, riscontrate in sede di espletamento del test di ammissione, riguardanti il corretto funzionamento della postazione informatica assegnata ad uno dei candidati.

Già in sede cautelare, peraltro, il Giudice amministrativo aveva ritenuto sussistessero i presupposti ai fini dell’accoglimento dell’istanza di sospensione della efficacia degli atti concorsuali impugnati, disponendo, così, la ripetizione della prova di ammissione, per le difficoltà riscontrate da uno dei candidati, e dovute all’imperfetto funzionamento della propria postazione informatica.

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VITTIME DEL DOVERE E BENEFICI ECONOMICI: LE NOSTRE VITTORIE ED I DIRITTI CHE SPETTANO A CHI HA SUBITO UN DANNO.

Lo status di vittima del dovere, nonché di soggetto ad essa equiparato, comporta il riconoscimento di una serie di importanti benefici economici quali l’assegno vitalizio, lo speciale assegno vitalizio,  nel caso in cui la percentuale di invalidità superi il 25%  e la c.d. speciale elargizione, consistente nell’erogazione di una provvidenza economica nella misura di € 2.000,00 per ogni punto percenuale.

Grazie alle nostre azioni, spesso in prima pagina sui quotidiani nazionali, siamo riusciti a far ottenere tale status a dipendenti civili e militari che hanno contratto gravi patologie in servizio.

Spesso accade che le patologie per le quali vengono riconosciuti gli anzidetti benefici economici sono di carattere ingravescente: si pensi alle patologie tumorali che possono determinare un progressivo aggravamento delle condizioni generali di salute.

Ebbene in tali casi  l’intervenuto aggravammento, sebbene accertato dalle stesse Commissione mediche ospedaliere, non determina, secondo un orientamento restrittivo seguito dalle Amministrazioni, una riliquidazione o un riconoscimento dei surriferiti benefici economici ritenendolo ciò possibile solo per quelle infermità e patologie indennizzate  fino all’entrata in vigore della L. n. 204/2004.

La giurispudenza, tuttavia, si è orientata in senso diametralmente opposto rispetto all’anzidetto orientamento, ritenendo invece che sia da escludere che “che la rivalutazione delle percentuali di invalidità di cui alla L. 206/2004 sia da riferire soltanto alle prestazioni già liquidate e indennizzate al momento dell’entrata in vigore della legge stessa e non anche per quelle riconosciute successivamente“. Grazie a queste vittorie è quindi ben possibile, qualora sussitano le condizioni clinciche e di legge, adire le competenti autorità giudiziarie per ottenre il giusto riconoscimento.

Se sei una vittima del dovere ed hai subito un aggravamento delle tue condizioni psicofisiche accertate scrivici a santi.delia@avvocatosantidelia.it

Ammissione alle scuole di specializzazione in medicina: anche il Consiglio di Stato conferma la presenza di una domanda errata nel test. Respinto l’appello del MIUR

Il Consiglio di Stato, pronunciandosi sul ricorso presentato dagli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti, ha accolto le censure mosse contro una delle domande erratamente posta all’interno del test di ammissione per le scuole di specializzazioni mediche del 2018

Dopo la vittoria al TAR Lazio, il MIUR ha presentato appello avverso la nostra precedente vittoria, ma l’esito non è mutato. Diversamente, anche i giudici di Palazzo Spada hanno confermato che il quesito è errato ed il ricorrente ammesso alla scuola.

Sin dalle prime valutazioni all’esito del test avevamo fatto notare che, tra i quesiti somministrati, ve ne era uno (n. 96 codice domanda 146604) a nostro modo di vedere errato ragion per cui chi ha sbagliato o non risposto a tale domanda ed è fuori per il relativo punteggio poteva agire individualmente. 

Oggi è arrivato un fondamentale accoglimento da parte del Consiglio di Stato, che ha confermato il clamoroso errore nella formulazione della domanda.

Con il ricorso, difatti, si deduceva che l’errata formulazione della domanda ha reso illegittima la sua somministrazione, falsando il risultato della prova e pregiudicando il diritto all’ammissione presso la Scuola scelta. TAR e CONSIGLIO DI STATO, dunque, esaminate le tesi difensive dello Studio hanno “rilevato che la lesione lamentata da parte ricorrente va ascritta all’errata impostazione del quesito formulato mediante riproduzione del reperto radiografico per la denunciata inversione dell’impostazione grafica, errore emergente icto oculi”.

Il Consiglio di Stato, con ordinanza fortemente stringente ha affermato che “l’appello presentato dal Ministero non appare assistito da adeguato fumus boni iuris, avendo il primo giudice apprezzato correttamente in fatto ed in diritto la fattispecie in esame”. In tal modo, vengono confermate i rilievi già precedentemente avanzati

Così, ritenendo fondate le richieste degli Avvocati Delia e Bonetti, il Consiglio di Stato ha confermato la misura cautelare disposta dal giudice di primo grado che aveva sospeso l’efficacia degli atti impugnati e disposto l’iscrizione del ricorrente con riserva al corso di specializzazione.

TEST MEDICINA: TRADITE LE PROMESSE. RESTA IL NUMERO CHIUSO MA ACCOLTI DUE NOSTRI IMPORTANTISSIMI MOTIVI PER I QUALI DA ANNI CI BATTIAMO A FIANCO DEGLI STUDENTI

“Numero chiuso si cambia”. Così l’anticipazione de Il Sole 24 ore Scuola sul Decreto alla firma del Ministro Bussetti. “Nelle prove di ingresso a medicina, odontoiatria, veterinaria, architettura e professioni sanitarie si dimezza il numero di quesiti di logica – da 20 a 10 -, mentre sale il peso della cultura generale, con i quesiti che passano da 2 a 12 e riguarderanno le seguenti materie: storia, letteratura italiana e straniera, attualità (educazione civica). Lo prevede il decreto del Miur alla firma del dal ministro Marco Bussetti che ha annunciato di voler aumentare del 20% i posti a medicina. dai quasi 10mila del 2018/19 si passerà a 12mila del 2019/20. In tutto 60 quesiti, dove i restanti 30 sono suddivisi per medicina tra i 18 di biologia, 12 di chimica, 8 di fisica e matematica (come lo scorso anno). La decisione di aumentare il numero dei quesiti di cultura generale è in netta controtendenza rispetto alla linea portata avanti negli ultimi anni, che aveva condotto a una loro progressiva riduzione (erano 5 nel 2012, scesi poi a 2 nel 2015)”.
Come e perchè ciò è avvenuto lo spiega l’Avvocato Santi Delia contattato dalla nostra redazione per un commento sulla notizia.

Il Ministero, con il Decreto che si appresta ad essere pubblicato, ha accolto i nostri due più importanti motivi di ricorso che hanno caratterizzato gli ultimi anni di contenzioso. Dopo che lo scorso anno fu stabilita la redistribuzione dei posti extracomunitari vacanti e la possibilità di trasferirsi da Medicina a Odontoiatria e viceversa in presenza di peculiari condizioni (temi su cui le nostre prime vittorie erano del 2012), oggi è la volta del numero dei posti (+20%) e della diminuzione della logica, tra le materie del test.

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MEDICINA GENERALE 2014/2017: IL TAR LAZIO SULLA DEFINITIVA AMMISSIONE AL CORSO

Con sentenza n. 1039/2019, pubblicata in data 28.01.2019, il TAR Lazio ha accolto il ricorso dei medici del corso di formazione di Medicina Generale per il triennio 2014/2017, che sono stati così definitivamente ammessi allo stesso alcuna riserva, seppur in assenza del diritto all’erogazione della borsa di studio.

I ricorrenti entrarono con provvedimento cautelare in appello (Consiglio di Stato, Sez. III, ordinanza n. 339/2015). E successivamente, nella lunga e complessa vicenda giudiziaria, ottennero poi una pronuncia negativa, dapprima del TAR e poi del Consiglio di Stato. I ricorrenti impugnarono poi una nota dell’Amministrazione che confermava la presenza di posti disponibili, chiedendo così di poter rientrare nel corso di Medicina Generale.

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AMMESSA RICORRENTE IN MEDICINA GENERALE: ERA STATA ESCLUSA A CAUSA DI UN ERRORE CONTENUTO NELLA VALUTAZIONE DEL QUIZ

È stata emessa in questi giorni la sentenza del Consiglio di Stato che ha permesso l’ammissione al corso di medicina generale di una ricorrente esclusa dalla graduatoria a causa di una risposta valutata come errata, che poi si è rivelata invece corretta.

 Alla candidata infatti, erano stati dati 0 punti nonostante avesse indicato correttamente la risposta. Il quiz somministrato nel test del 2016 chiedeva di “individuare la terapia più utile per valutare la risposta alla terapia antivirale per l’epatite cronica da HCV”), scegliendo tra “viremia quantitativa”, come ritenuto dalla ricorrente, o “viremia qualitativa”, come sostenuto dall’Amministrazione.

Quanto accaduto pregiudicava notevolmente il punteggio e, nondimeno, la posizione in graduatoria della ricorrente, che si ritrovava fra i non ammessi pur avendo risposto correttamente alla domanda. Secondo il TAR Lazio, a cui gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti si erano rivolti, la domanda non presentava alcuna criticità e le difese della stessa Commissione ministeriale che aveva redatto il quesito erano sufficienti a giustificare l’esclusione dal corso. Continue reading AMMESSA RICORRENTE IN MEDICINA GENERALE: ERA STATA ESCLUSA A CAUSA DI UN ERRORE CONTENUTO NELLA VALUTAZIONE DEL QUIZ

Specializzazioni mediche: la prima vittoria sul concorso 2018 è ancora del nostro studio.

Il TAR ha accolto i primi ricorsi sulle specializzazioni mediche proposti dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ordinando al Ministero di procedere allo scorrimento sui posti vacanti.
I primi dati ci dicono che sono oltre 500 i posti rimasti vacanti e che, solo chi ha agito giudizialmente, può aspirare ad ottenere. Continue reading Specializzazioni mediche: la prima vittoria sul concorso 2018 è ancora del nostro studio.

TAR LAZIO: annullato decreto INPS su contrattazione sindacale. Si apre un nuovo fronte sulla “vera” rappresentatività.

Da Quotidiano Sanità. “Con una sentenza inequivocabile il Tar del Lazio accoglie pienamente il ricorso avviato mesi fa dal sindacato Sinmevico contro l’Inps. Al centro la decisione dell’istituto guidato da Tito Boeri di individuare unilateralmente, nell’avvio della contrattazione per la stipula di una nuova convenzione dei medici di medicina fiscale, criteri di rappresentatività che si riferivano erroneamente ad aree contrattuali come quelle della Medicina Generale che nulla hanno a che vedere con la Medicina Fiscale. Una storia senza precedenti, quella avvenuta in Inps, un errore che ha ritardato la convenzione di un anno”. A dare notizia dell’accoglimento del ricorso patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Silvia Antonellis, sono la Fp Cgil Medici e il Sinmevico.

La Fp Cgil Medici e Sinmevico, fanno sapere, “hanno denunciato sin dall’avvio della contrattazione questo grave difetto nella rappresentatività, che di fatto escludeva dal tavolo alcune delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative della medicina fiscale”. Per Andrea Filippi, segretario nazionale della Fp Cgil Medici, “l’Inps ha sempre voluto dare peso al titolo di un atto d’indirizzo che erroneamente collocava la rappresentatività sindacale in un ambito, quello della medicina generale, che nulla ha a che vedere con la Medicina Fiscale”.

“Sin dal primo giorno di contrattazione – continua Filippi – nell’evidenza dell’errore commesso, abbiamo sempre rappresentato, insieme a Sin.me.vi.co, la necessità di individuare in via prioritaria criteri di rappresentatività specifici per una nuova convenzione, ma Inps ed i ministeri competenti non hanno voluto darci ascolto. Finalmente la sentenza del Tar ci da ragione e restituisce la contrattazione ai veri rappresentanti dei medici fiscali”.
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Studio Legale Avvocato Santi Delia