CONCORSO SCUOLA: BONETTI & DELIA VINCONO AL TAR PALERMO. DISPOSTO L’IMMEDIATO REINSERIMENTO DEL RICORRENTE IN GRADUATORIA.

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“Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla, per quanto di ragione, la graduatoria di cui al DDG 9 gennaio 2017, n. 302 nella parte in cui il ricorrente non è stato inserito nella graduatoria relativa alla classe di concorso A020 – Fisica”.

In questi termini si è pronunciato il TAR Palermo, a conclusione di una complessa vicenda processuale sviluppatasi in un doppio grado di giudizio che vede protagonisti gli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti, ancora una volta, al fianco della classe docente, questa volta a difesa di un candidato illegittimamente escluso dalla graduatoria di merito relativa al concorsone 2016, sulla scorta di un presunto errore di compilazione della domanda di partecipazione, rivelatosi di fatto insussistente stante le conclusioni cui si è giunti con l’odierno accoglimento.

Nel caso di specie, sottolinea l’Avv. Santi Delia – name founder dello Studio Legale Bonetti & Delia – “si è trattato di un errore inconsapevole del docente in fase di presentazione della domanda”. La Commissione, solo dopo le prove, si è avveduta del presunto errore escludendo il docente che, frattanto, si era collocato in posizione utile per la chiamata in ruolo. Il T.A.R. ha censurato tale scelta evidenziando la contraddittorietà del comportamento dell’Amministrazione che, si legge in sentenza, “significativamente la stessa Commissione di concorso – senza opporre alcun diniego – ha” dapprima “provveduto a convocarlo per ogni singola prova delle classi di concorso bandite”, inducendo dunque il candidato a ritenere di aver correttamente agito ed ingenerando l’affidamento circa la bontà della propria domanda di partecipazione.

A ciò si aggiunga, si legge in sentenza, che “l’amministrazione” anche laddove “avesse ritenuto ambigua la domanda proposta dal ricorrente, avrebbe dovuto attivare l’istituto del soccorso istruttorio, contemplato dall’art.6 della L. n. 241/90” da considerarsi “non una facoltà bensì un doveroso modus procedendi dell’amministrazione, volto a superare inutili formalismi in nome del principio del favor partecipationis”, ebbene contravvenendo a quello che avrebbe dovuto essere un “doveroso modus operandi”, a detta del Collegio,  la P.A. non si neppure adoperata offrendo supporto al candidato, ben potendo chiedere in ipotesi di tal fatta dei semplicissimi chiarimenti.

Innanzi ad una situazione paradossale qual è quella oggetto dell’odierno pronunciamento, chiosa l’Avv. Delia, non possiamo non ritenerci soddisfatti rispetto alla decisione giudiziale che disponendo “il reinserimento nella graduatoria” del ricorrente ha sopperito a quello che avrebbe dovuto essere il compito della P.A, ovvero “privilegiare il dato sostanziale rispetto a quello meramente formale, … soprattutto, quando ad essere messa in discussione non è di certo la sussistenza dei requisiti di partecipazione, come nel caso che ci occupa”.