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Partono i ricorsi sui trasferimenti dall’estero

Sui nostri ricorsi la giurisprudenza del G.A. ha già ritenuto che il mancato superamento del concorso di ammissione presso un Ateneo Italiano “non è di per sé ostativo al trasferimento presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di una Università italiana” giacchè “le ragioni del ricorrente a vedersi valutata la propria istanza di trasferimento non appaiono manifestamente infondate, sia perchè non sussiste un espresso divieto normativo per i trasferimenti degli studenti iscritti ad Università appartenenti ad altri Stati, sia perchè, prima facie, il rispetto del numero programmato nazionale va rapportato al primo anno del corso di laurea e non a quelli successivi, laddove per questi ultimi si sia verificata una diminuzione del numero degli iscritti (come accaduto nel caso di specie, alla luce di quanto risulta dal D.R. n. x) e quindi sussista una disponibilità di posti (che altrimenti verrebbe illogicamente persa)” (T.A.R. Campania, Napoli, Sez. IV, 10 dicembre 2010, n. 27157). Ancora, secondo altro T.A.R. “allo stato della normativa generale e speciale che regolamenta il passaggio da Università straniere non è prevista la sottoposizione dello studente ad un esame eguale a quello necessario per l’accesso al primo anno del corso di laurea, talchè l’iscrizione risulta subordinata alle sole condizioni attualmente previste”e non può essere negata (T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. I, 3 giugno 2010, n. 681 e C.G.A. n. 166/08);

Gli studi dell’Avv. Santi Delia e dell’Avv. Michele Bonetti & Partners dopo alcune vittorie ottenute sul TAR Abruzzo proseguono la campagna per il diritto al sapere.

A differenza di quanto continuano a ritenere alcuni Atenei, secondo la C.G.E., “si deve rammentare, in limine, che se è pur vero che il diritto comunitario non arreca pregiudizio alla competenza degli Stati membri per quanto riguarda l’organizzazione dei loro sistemi di istruzione e di formazione professionale – in virtù degli artt. 165, n. 1, TFUE, e 166, n. 1, TFUE -, resta il fatto, tuttavia, che, nell’esercizio di tale potere, gli Stati membri devono rispettare il diritto comunitario, in particolare le disposizioni relative alla libera circolazione e al libero soggiorno sul territorio degli Stati membri (v., in tal senso, sentenze 11 settembre 2007, causa C-76/05, Schwarz e Gootjes-Schwarz, Racc. pag. I-6849, punto 70, nonché 23 ottobre 2007, cause riunite C-11/06 e C-12/06, Morgan e Bucher, Racc. pag. I-9161, punto 24). Gli Stati membri sono quindi liberi di optare o per un sistema di istruzione fondato sul libero accesso alla formazione – senza limiti di iscrizione del numero degli studenti -, ovvero per un sistema fondato su un accesso regolato che selezioni gli studenti. Tuttavia, che essi optino per l’uno o per l’altro di tali sistemi ovvero per una combinazione dei medesimi, le modalità del sistema scelto devono rispettare il diritto dell’Unione e, in particolare, il principio di non discriminazione in base alla nazionalità (tanto degli Atenei di provenienza quanto degli studenti, n.d.r.)” (C.G.E., Sez. Grande, 13 aprile 2010, proc. n. C-73/08).

i nostri studi sono a disposizione per una qualificata consulenza e per la predisposizione di ricorsi diretti ad ottenere il trasferimento.

(1) Secondo il T.A.R. Abbruzzosarebbe contraria all’apicale principio di libertà di circolazione e soggiorno nel territorio degli Stati comunitari, suscettibile di applicazione non irrilevante nel settore dell’istruzione tenuto conto degli obiettivi perseguiti dagli art. 3, n.1, lett. q), Ce e 149 n. 2 secondo trattino, Ce, in quanto teso a favorire la mobilità degli studenti (cfr. Corte di Giustizia, Grande Sezione, 23.10.2007, n. 12), neppure essendo stata in alcun modo opposta (e, per vero, neppure prospettata) la non equipollenza delle competenze e degli standards formativi richiesti per l’accesso all’istruzione universitaria nazionale (Sez. I, 22 dicembre 2010, n. 858; si veda anche ord. 28 gennaio 2010, n. 30, con la quale “ritenendo sussistere i presupposti di legge”, è stato sospeso “il Decreto Rettorale 6 novembre 2009 con il quale in ottemperanza all’invito del MIUR, era stato disposto il diniego di accoglimento dei fogli di congedo e domande di proseguimento studi degli studenti provenienti da paesi comunitari”).

Numero chiuso: la nostra battaglia per la libertà di studiare, i nostri successi per non arrestare il sapere…Vai al video

L’anno accademico che sta per concludersi ha segnato dei momenti storici ed indelebili nella nostra campagna etica per la libertà di studiare.

Mai, nella storia del numero chiuso, tanti studenti esclusi da un test di ingresso ingiusto ed illegittimo erano riusciti ad aprirsi la porta del corso di laurea cui da sempre avevano aspirato.

Clicca qui per vedere il video informativo di presentazione della campagna per il diritto di studiare

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Trasferimento da Università straniere: si al rito del silenzio se l’Ateneo non riscontra la richiesta di nulla osta

Una studentessa, iscritta al secondo anno dell’Università dell’Ovest “Vasile Goldis” della Romania, facoltà di Medicina Farmacia e Medicina Dentaria, dopo aver sostenuto (presso la predetta Università) le materie relative ai primi due anni di corso, chiedeva ad un’Università italiana il nulla osta per il trasferimento presso la facoltà di Medicina e Chirurgia, propedeutico per l’iscrizione al terzo anno del corso in odontoiatria per l’anno accademico 2010/2011.

L’Università non ha adottato alcun provvedimento in merito alla predetta istanza, sebbene sia decorso il termine di legge entro il quale essa si sarebbe dovuta pronunciare e la studentessa ha adito il T.A.R. usando il rito del silenzio.

Secondo il T.A.R. legittimamente essendo comunque onere dell’Ateneo riscontrare l’istanza della studentessa.

T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. III, 13 luglio 2011, n. 1811

Avv. Santi Delia

ADIDA: LA BATTAGLIA NON SI ARRESTA E IL TAR VUOLE VEDERCI CHIARO E ANDARE FINO IN FONDO

Di seguito il comunicato dell’associazione Adida da noi rappresentata in giudizio contro il decreto che istituisce i tirocini formativi attivi.
Lo studio dell’Avvocato Santi Delia è al fianco dei precari della terza fascia della scuola.

Prosegue la battaglia di Adida contro il c.d. T.F.A., politicamente con interpellanze e interrogazioni da depositare nei prossimi giorni in Parlamento e giuridicamente con i ricorsi pendenti diretti ad annullare il Decreto Gelmini di istituzione dei tirocini formativi attivi.

“Il 26 maggio 2011 si è svolta la prima udienza in camera di consiglio dinanzi alla Sezione Terza bis del Tar del Lazio”, riferisce la coordinatrice nazionale Prof.ssa Barbara Borriero ai propri ricorrenti, “i nostri legali hanno fatto sì che il processo non subisse una battuta di arresto e una pronuncia negativa con la c.d. sospensiva, ovvero un primissimo provvedimento cautelare di natura provvisoria. Tutti i ricorsi proposti dagli altri sindacati che hanno chiesto tale pronuncia sono stati rigettati e riceveranno una battuta d’arresto, poiché la loro udienza definitiva verrà fissata tra moltissimo tempo. Abbiamo scelto di rinviare la causa al merito, ovvero alla fase definitiva del processo, considerando l’orientamento cautelare del Tar del Lazio e la riferita necessità di approfondire la questione nel merito e di non volersi basare su pronunce di carattere provvisorio. Ma la via legale non è l’unica che percorriamo, far sottoporre docenti esperti al Tirocinio Formativo dopo anni e anni di lavoro è ingiusto e incostituzionale ed è per questo che stiamo organizzando un grande sit in sotto il Ministero chiedendo a tutti i nostri ricorrenti di aderire.”

“La prossima udienza sarà probabilmente fissata dopo l’estate” – riportano gli Avvocati incaricati del ricorso Michele Bonetti, Santi Delia, Riccardo Gozzi“con Adida abbiamo predisposto i motivi aggiunti per impugnare ulteriori atti che ha emanato la Pubblica Amministrazione, in particolare il Decreto Ministeriale sopravvenuto del 4 aprile 2011 n. 139 e la circolare del 29 aprile 2011”

Adida attende gli sviluppi processuali, informando che sono stati già notificati ulteriori accessi agli atti per scoprire i dati falsati dal Miur per giustificare il numero chiuso nei Tfa e la non ammissione in soprannumero dei precari della terza fascia.

Sul punto, i legali avanzeranno specifiche istanze istruttorie al Tar. Adida non si ferma e la sua battaglia non si arresta…

Corsi di Laurea a numero chiuso: pubblicati i Decreti Ministeriali che attribuiscono i posti agli Atenei

Sono stati pubblicati in data 27 giugno 2011 i Decreti Ministeriali di “Definizione posti disponibili per ammissioni” ai corsi di laurea in Odontoiatria, Veterinaria e Architettura.

Per Odontoiatria, in particolare, il D.M. evidenzia come vi sia “un fabbisogno di professionalità a livello nazionale inferiore alla potenzialità formativa del sistema universitario e avuto riguardo, comunque, alla normativa europea che prevede la libera circolazione dei professionisti”, ragion per cui, anche in ragione del fatto che si è determinato di “garantire un equilibrato rapporto tra studenti, docenti e poltrone attrezzate”, sono stati banditi soli 860 posti (71 in più rispetto all’anno passato). Appare, in verità, risibile l’aumento dei posti ove confrontato con l’intero fabbisogno comunitario.

Attesissimo, a questo punto, il D.M. riguardante Medicina.

D.M. 27 giugno 2011 (Odontoiatria)

D.M. 27 giugno 2011 (Veterinaria)

D.M. 27 giugno 2011 (Architetto)

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VITTORIA STORICA DELL’UDU: TAR TOSCANA ACCOLTI TUTTI I RICORSI

Vittoria storica a Firenze contro il numero chiuso. Ecco il comunicato stampa dell’UDU.

In data 27 maggio 2011 sono state pubblicate le sentenze dei ricorsi promossi dall’UDU FIRENZE con gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. “E’ una vittoria storica per la nostra associazione che da sempre combatte contro le irregolarità e ingiustizie del numero chiuso” così riferiscono i rappresentanti dell’Unione degli Universitari e il coordinatore dell’Udu Firenze Sinistra Universitaria Giuseppe Martelli: “Ringraziamo tutti i nostri Legali per l’impegno profuso, il Tar della Toscana e tutti coloro che hanno lavorato con noi, ma la strada è ancora lunga; dobbiamo rimetterci a lavoro per cambiare il sistema poiché la riforma sul numero chiuso del prossimo anno è assolutamente insoddisfacente e non cambia il metodo che fa acqua da tutte le parti. Le irregolarità del test fiorentino hanno dimostrato che il sistema selettivo è inaccettabile e per questo stiamo valutando la possibilità di fare un ricorso al Consiglio di Stato per far entrare i pochi ragazzi esclusi. L’Università degli Studi di Firenze ha la possibilità di cancellare questa “macchia” ammettendo tutti i partecipanti al test di ingresso che vi abbiano ancora interesse, diversamente valuteremo di richiedere un risarcimento per tutti i partecipanti al test del 2010/2011 che hanno subito ingentissimi disagi e danni.

Leggi cosa dice la stampa sulla notizia

La Repubblica

L’Unità

Corriere fiorentino

Ansa

Il Quotidiano Italiano

La Nazione

Il sito di Firenze

Diario di Firenze

Bliz quotidiano

Firenze Today

 

 

Corsi di laurea a numero chiuso: pubblicato il Decreto sulle modalità e contenuti delle prove di ammissione. Ecco tutte le novità

Test unico per medicina e odontoiatria, graduatoria regionale, punteggio minimo di ammissione per gli extracomunitari.

Le novità erano nell’aria da tempo e su questo sito si era già dato spazio agli annunzi del Ministero.

Oggi la conferma ufficiale con la pubblicazione, allo stato solo sul sito istituzionale del Miur, del D.M. 15 giugno 2011 rubricato “Modalità e contenuti prove di ammissione corsi di laurea ad accesso programmato a livello nazionale a.a. 2011/2012”.

Tra le premesse si legge che, per la prima volta, sono state introdotti “anche aspetti sperimentali”.

Vai al weblog per leggere l’intero commento al D.M.

Specializzandi e diritto al pagamento dei compensi maturati: la Cassazione spazza via lo spauracchio della prescrizione

La Corte di Cassazione, con un articolatissima sentenza, chiarisce quale è la data di inizio del decorso della prescrizione.

Sono salvi tutti coloro i quali avevano inviato una rituale richiesta di pagamento (o iniziato un’azione giudiziale) degli emolumenti per l’attività di specializzazione prestata entro il 27 ottobre 2009 (ma dopo il 27 ottobre 1999).

Gli specializzandi che hanno seguito i corsi tra gli anni 1983-1991, quindi, potranno sperare di ottenere il dovuto ristoro economico negato dallo Stato rispolverando le vecchie note di messa in mora inviate negli anni caldi della contestazione ed agendo oggi in forza dell’ormai consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione.  Ove, tuttavia, la nota di messa in mora o il giudizio fosse stato introdotto prima dell’inizio del decorso della prescrizione, e quindi prima del 27 ottobre 1999, è alla data di tali manifestazioni che dovrà aversi riguardo “posto che la reazione contro la permanenza della condotta inattuativa rende irrilevante la sua permanenza siccome giustificativa del fatto che la prescrizione non debba decorrere”.

 

Sul weblog l’articolo completo

Studio Legale Avvocato Santi Delia