Numero chiuso. Trasferimento da Università straniere in Italia

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Secondo il T.A.R. Napoli, il mancato superamento del concorso di ammissione presso un Ateneo Italiano “non è di per sé ostativa al trasferimento presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di una Università italiana” giacchè “le ragioni del ricorrente a vedersi valutata la propria istanza di trasferimento non appaiono manifestamente infondate, sia perchè non sussiste un espresso divieto normativo per i trasferimenti degli studenti iscritti ad Università appartenenti ad altri Stati, sia perchè, prima facie, il rispetto del numero programmato nazionale va rapportato al primo anno del corso di laurea e non a quelli successivi, laddove per questi ultimi si sia verificata una diminuzione del numero degli iscritti (come accaduto nel caso di specie, alla luce di quanto risulta dal D.R. n. 2442 del 19/10/2009) e quindi sussista una disponibilità di posti (che altrimenti verrebbe illogicamente persa)” (Sez. IV, 10 dicembre 2010, n. 27157).

L’anno passato avevamo segnalato come anche per il T.A.R. Catania è illegittima la scelta dell’Ateneo Italiano di subordinare il trasferimento dello studente proveniente da un Università comunitaria al superamento del test di ingresso previsto nel nostro paese e non in quello di provenienza.

Secondo i Giudici catanesi, infatti, “allo stato della normativa generale e speciale che regolamenta il passaggio da Università straniere non è prevista la sottoposizione dello studente ad un esame eguale a quello necessario per l’accesso al primo anno del corso di laurea, talchè l’iscrizione risulta subordinata alle sole condizioni attualmente previste, ancorchè il sistema così delineato finisca col consentire palesi elusioni dei rigidi criteri di selezione predisposti in sede nazionale per l’accesso alle Facoltà scientifiche a numero chiuso” (T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. I, 3 giugno 2010, n. 681).

Sul medesimo tema si veda anche T.A.R. Abruzzo, L’Aquila che “ritenendo sussistere i presupposti di legge”, ha sospeso “il Decreto Rettorale 6 novembre 2009 con il quale in ottemperanza all’invito del MIUR, era stato disposto il diniego di accoglimento dei fogli di congedo e domande di proseguimento studi degli studenti provenienti da paesi comunitari” (Sez. I, ord. 28 gennaio 2010, n. 30).