Daily Archives: 14 Settembre 2013

NASCE L’ASSOCIAZIONE “LA VOCE DEI GIUSTI”

Lo studio legale, comunica la nascita dell’associazione ‘La Voce dei Giusti’ https://sites.google.com/site/vocedeigiusti/home/chi-siamo,. L’Associazione è nata con lo scopo di tutelare e vigilare sulla salvaguardia dei diritti di ognuno, delle libertà fondamentali e della legalità, partendo da uno studio attento e approfondito delle leggi e delle norme.

Rappresentiamo l’avvio di una nuova fondamentale azione di ricorso tesa a operare alcune censure contenute nel DM 81/13, la cui emanazione ha fortemente pregiudicato il futuro professionale di molti. Per questo motivo vi invitiamo a leggere con attenzione il testo qua sotto riportato, cercando se potete a divulgare le informazioni in esso contenute, in quanto esso tratta di un aspetto fortemente sottovalutato, e nei confronti del quale è necessario agire con la massima rapidità al fine di poter far fronte efficacemente al problema  https://sites.google.com/site/vocedeigiusti/home/ricorsi.

RICORSO PER LAUREANDI E NEOLAUREATI ESCLUSI DALLE GRADUATORIE D’ISTITUTO E DALL’ACCESSO AI TFA

L’’Associazione “La Voce dei Giusti” è la prima ad accorgersi del grave problema che affliggerà quanti, non ancora in possesso di Laurea, stanno pensando di diventare insegnanti o sono già addirittura inseriti in Graduatorie d’Istituto, pertanto  propone questo Ricorso al fine di ottenere l’accesso o la permanenza nelle Graduatorie d’istituto, per ottenere l’abilitazione accedendo ai TFA e per estendere il periodo di funzionamento dei PAS.

Con l’emanazione del Dm 81/2013 sono state apportate alcune sostanziali modifiche al DM 249/2010 che danneggiano fortemente tutti gli attuali iscritti ad un percorso di laurea o di diploma che porta all’acquisizione di una valida qualifica per l’accesso alle graduatorie di III fascia d’istituto, nonché tutti quei soggetti che hanno conseguito tali qualifiche successivamente al 15/02/2011, data di entrata in vigore del DM 249/2010.

Tale personale non solo laureandosi non potrà più, come previsto dalla vecchia versione del decreto 249/2010, inserirsi in III fascia e conseguentemente insegnare, ma, qualora intendesse abilitarsi, rischia di non poter ‘accedere direttamente’ ai TFA, così come è stato fino ad oggi,  e sarà costretto ad intraprendere daccapo un nuovo percorso di laurea magistrale.

L’attuazione delle norme del Dm 81/2013, comprese quelle previste dall’art. 3, apparentemente migliorative del vecchio decreto, ma al contrario ancora più lesive ed inadeguate, adottate addirittura con retroattività, rischiano di creare una ‘nuova categoria di precariato scolastico’, privo di qualsiasi riconoscimento e tutela ed escluso da qualsiasi graduatoria.

Per questi motivi “La Voce dei Giusti” ritiene che sia necessaria e urgente la proposizione di un ricorso, che miri ad annullare il Dm 81 e che porti i giovani che vorranno in futuro intraprendere la professione di insegnante, a godere di migliori prospettive e tutele. Se l’attuale III fascia d’Istituto è stata definita un inferno, per i giovani laureandi si prepara un inferno ancor più duro.

All’interno del ricorso si solleveranno inoltre censure circa la transitorietà dei percorsi abilitanti speciali, (PAS), previsti dal DM 81/13. Come è riportato sullo stesso testo del decreto che ne ha previsto l’istituzione, tali percorsi, sono il risultato dell’attuazione delle misure contenute nella direttiva 36/2005 della Comunità Europea: la direttiva in realtà prevedrebbe l’automatica equiparazione del servizio a qualifica professionale, eventualità attualmente ignorata dal Ministero, quindi obiettivo del ricorso sarà anche dimostrare che una misura compensativa dell’applicazione della direttiva non può essere attuata solo transitoriamente, ovvero, i PAS dovrebbero essere avviati in ‘modo ordinario’ anche negli anni successivi a favore di tutti quei soggetti che man mano raggiungano un’anzianità di servizio pari a tre anni scolastici.

Possono partecipare al ricorso le seguenti categorie di soggetti:

  • Laureati/Diplomati dopo il 15 Febbraio 2011, in possesso di valido titolo/qualifica che dia accesso alle graduatorie d’Istituto di III fascia ovvero di cui ai DMM 39/98 (laureati e diplomati vecchio ordinamento), 22/05 (lauree magistrali) e 508/99 (diplomati di conservatorio);
  • Studenti attualmente iscritti all’università o accademie o conservatori o a qualsiasi percorso di laurea/diploma che permetta l’acquisizione di uno dei titoli di cui alle tabelle contenute nei DDMM 39/98 (laureati e diplomati vecchio ordinamento), 22/05 (lauree magistrali) e 508/99 (diplomati di conservatorio), ovvero che hanno dato accesso alle graduatorie di circolo e d’Istituto di III fascia.

Le procedure di adesione e la documentazione e gli incartamenti necessari per la partecipazione all’azione di ricorso dovranno pervenire agli studi dei legali entro e non oltre il 30 Settembre 2013.

Modalità di adesione e tempistica:

Al fine di garantire la massima trasparenza e dare chiare ed esaustive risposte, si invita ognuno a leggere con attenzione la documentazione presente sul sito de La Voce dei Giusti:

https://sites.google.com/site/vocedeigiusti/home/ricorsi/ricorso-laureandi-e-neolaureati-esclusi-dalle-graduatorie-e-dallaccesso-ai-tfa

Bonus maturità: ufficiale l’abrogazione. Ecco la circolare del MIUR

La beffa finale è arrivata.

Ecco la circolare del MIUR che, nonostante fossero sempre più importati i rumors che davano voce ad un annullamento delle prove stante l’evidente incostituzionalità della decisione di modificare le regole del concorso durante la prova, conferma la scelta del Governo.

Chi spiegherà al candidato che si è seduto all’esame con 10 punti in tasca e che ha deciso di non rispondere ad una domanda dubbia al fine di non incappare nella decurtazione di punteggio che quei 10 punti non ci sono più?
Il bonus andava abolito e le prove ribandite con gli Atenei finalmente aperti a tutti gli studenti almeno sino a nuove prove conformi a legge.
Il MIUR pagherà le notte insonni fatte trascorrere agli studenti ed alle loro famiglie con una class action di migliaia di ricorrenti.

Intanto chi aveva diritto al bonus per legge, bando e decreto ministeriale ed è rimasto fuori dall’ultimo posto utile proprio per quella manciata di punti può fare ricorso ed ottenere l’ammissione.

Anche chi è rimasto fuori e non aveva diritto al bonus o non aveva un bonus sufficiente per superare l’ultimo ammesso può agire.

L’abolizione in corsa del bonus maturità è stata illegittima, tanto quanto la sua istituzione. L’illegittimità si è verificata nel momento in cui il Legislatore ha deciso di cambiare le regole mentre i ragazzi erano nelle aule del test, mentre i ragazzi mettevano le crocette, mentre i ragazzi contavano sull’attribuzione di un punteggio per aver superato l’esame per il diploma.

In nessun gioco si accetta il cambio di regole dopo la competizione e, a maggior ragione, non possiamo accettare il cambio di regole quando si decide del futuro dei nostri ragazzi[1].

In termini giuridici, questo si traduce nel mancato rispetto del principio della certezza del diritto che trova fondamento nella nostra stessa carta costituzionale: è stato emanato un decreto legge che ha eliminato il bonus maturità istituito proprio da quella “legge” abrogata durante la prova. Un concorso pubblico che “sceglie” i nostri destini non può essere così organizzato e congeniato. Sarà proprio la illegittimità costituzionale di tale decreto legge, che ha cambiato le regole del gioco in corso di test, ad essere oggetto dei ricorsi che stiamo predisponendo.

La battaglia che combattiamo da diversi anni ha sempre avuto come finalità ultima la tutela degli studenti, tutti, nessuno escluso, senza distinzione politica o partitica, con l’unico criterio che è quello della certezza del diritto.

Nessuno vuole far uscire nessuno, abbiamo un solo obiettivo, smantellare mattone dopo mattone il muro del numero chiuso, dalle contestazioni sulle domande, dalle risposte non conteggiate, dai posti degli extracomunitari di odontoiatria che rimangono vuoti e non assegnati né ai comunitari, né agli extracomunitari, dalle violazioni delle più elementari regole di organizzazione del concorso dalla carta di identità sul tavolo alla busta consegnata aperta.

Tutte le nostre contestazioni hanno un fine unico ammettere in sovrannumero gli studenti e allargare le graduatorie con il fine non nascosto di spingere legalmente il Legislatore italiano a rivedere la legge sul diritto allo studio che deve diventare libero e aperto a tutti.

È per questo che nel ricorso al Tar del Lazio avanzeremo una richiesta ulteriore di adire la Corte Costituzionale (già ci siamo andati, a novembre ci riandremo e proporremo poi la questione del cambio delle regole del gioco in corsa) per illegittimità costituzionale del Decreto Legge del 9 settembre.

Scrivi a santi.delia@avvocatosantidelia.it e chiedici come

Circolare MIUR

Studio Legale Avvocato Santi Delia