Medicina: il C.G.A. dichiara nulli i test di Messina. Condanna di MIUR e Ateneo a pagare 20.000 euro di spese legali

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Il Consiglio di Giustizia amministrativa, con 3 sentenze gemelle del 26 settembre, ha dichiarato la nullità della graduatoria del concorso per l’ammissione al corso di laurea in Medicina dell’Università di Messina dell’a.a. 2010/2011 ammettendo definitivamente tutti i ricorrenti.
Secondo il C.G.A., con la decisione dell’Adunanza Plenaria del novembre 2013, era stata già annullata “la graduatoria invalidamente formata” da MIUR e ATENEO che devono essere condannati ad ammettere i ricorrenti ed a pagare le spese processuali (circa 20.000 euro) del più lungo e tortuoso processo riguardante un test di ammissione.
“Tutto cominciò”, commenta l’Avvocato Santi Delia, “nel 2010, quando insieme al collega Michele Bonetti, accettammo la difesa dell’U.D.U. per contestare le modalità di svolgimento della prova a Messina sulla base delle direttive del Ministero dell’Università. Per la prima volta denunciammo che era violato l’anomiato. Oggi questo giudizio si conclude finalmente in senso favorevole agli studenti che, nonostante la sconfitta innanzi al T.A.R. Catania, sono rimasti uniti e decisi nel continuare una battaglia di legalità che oggi coinvolge oltre 7.500 studenti”.  In mezzo ci sono state le storiche sentenze della Plenaria e oggi del C.G.A. ove i ragazzi sono stati assistiti dagli Avvocati Cantelli e Ferrari.
“Grazie al coraggio di questi 12 ragazzi oggi ammessi dopo 4 anni da quel concorso ed all’Udu”, continuano Bonetti e Delia “si è stabilito un principio che, solo negli ultimi due anni accademici, ha dato vita a migliaia di ammissioni: se la graduatoria è nulla per violazione dell’anonimato non ci sono tra gli esclusi distinzioni di posizione è punteggio. E’ tutto illegittimo ed il diritto allo studio si riespande consentendo ad ogni candidato di poter studiare”.
Un’altra battaglia per il diritto allo studio è stata vinta e la riforma dell’accesso è sempre più vicina.
Dopo questa sentenza il C.G.A. potrebbe ammettere altri studenti illegittimamente esclusi.

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