Ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso: i chiarimenti per aderire alle azioni

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Sul web e sui social, all’indomani del test di ammissione, si leggono le proposte più disparate di adesione ai ricorsi. Sembra che basti pagare per avere non solo la certezza di entrare ma persino ottenere un risarcimento dei danni subiti per il solo fatto di aver partecipato ai test. L’offerta è pari a 10.000 euro non certo “bruscolini”.

Orbene, si da il caso che, come tutto ciò che da un decennio avviene su questa materia, quella decisione sul risarcimento del danno è stata ottenuta dagli Avvocati Santi DELIA e Michele Bonetti dopo un processo di due gradi di giudizio, un passaggio vittorioso all’Adunanza Plenaria e 5 anni di contenzioso. Il Consiglio di Stato condannò l’Ateneo di Messina e il MIUR a pagare i danni ai nostri ricorrenti rimasti fuori per 5 anni (proprio per il lungo tempo trascorso) e tutti i giornali nazionali ed i TG aprirono con questa notizia.

Non vi pare strano che, proprio noi, dopo aver ottenuto questo risultato non promettiamo un risarcimento a tutti gli esclusi dal test?

Non lo promettiamo perchè, non è seriamente pensabile che si possa, nel breve periodo di un giudizio d’urgenza, ottenere l’ammissione e un risarcimento. Non è mai accaduto nè accadrà.
Non abbiamo, mai, inoltre, fatto proclami nei teatri d’Italia dicendo che l’anno passato si sarebbe vinto in tempi brevi essendo ben consapevoli che essendo cambiato il sistema di gestione della prova, per la nostra vittoria alla Plenaria da cui sono scaturite migliaia di ammissioni, il T.A.R. avrebbe inevitabilmente chiesto più tempo per comprendere in che modo fossero rilevanti i nuovi vizi svolti. Nonostate ciò per primi abbiamo vinto sulle domande contestate, per primi sulla chiusura della graduatoria e per primi sulla redistribuzione dei posti extracomunitari portando a centinaia il numero dei nostri ammessi.

Si legge, ancora, di candidati che ottengono un “ricalcolo” del proprio punteggio grazie alle domande copiate da altri test come se, vedere il proprio punteggio schizzare a 70 o 80 punti possa dare certezza di ammissione. A differenza di quanto si legge sul web, peraltro, non vi è un obbligo per il Ministero di proporre test inediti. Tale obbligo vigeva molti anni fa ed oggi ed è da tempo venuto meno proprio grazie ai nostri ricorsi all’esito dei quali è stata introdotto il sistema di validazione del test a partire dal 2012.
Capisco che indigna pagare con soldi pubblici chi invece di fare i test li ha copiati, ma (a meno di approfondimenti che stiamo già curando con il MIUR e che potranno emergere all’esito della complessa fase d’accesso) non ci pare che da ciò possa dedursi la vostra ammissione. Qui la posizione dell’UDU.

In tal senso, dopo la vittoria sulla scheda anagrafica, abbiamo proposto un unico ricorso collettivo (quello sulla domanda 16) essendo convinti che tutte le altre posizioni vadano tutelate in maniera differenziata a seconda del punteggio: proporremo dunque, ricorsi individuali e individualizza

A differenza di quanto leggerete sul web e sui social, non esiste un ricorso buono per ogni stagione e non bastano generiche segnalazioni di irregolarità per pensare di ottenere l’ammissione. Ogni azione si imposta con, alla mano, i verbali di concorso e gli specifici accadimenti della prova.
A maggior ragione quest’anno ove, a seguito delle nuove istruzioni ministeriali diramate in accoglimento delle nostre tesi passate, le singole Commissioni hanno potuto recepire in maniera differente tali indicazioni.
Sulla base delle Vostre segnalazioni e della difformità riscontrate rispetto alle indicazioni ministeriali abbiamo molto materiale su cui lavorare e, a monte, possiamo basarci su vizi già accolti in precedenza.
Dopo 7 anni dal nostro primo ricorso sull’anonimato il Miur segue le nostre indicazioni e modifica la procedura. Dopo aver letto i verbali capiremo se le singole commissioni hanno seguito o meno tali indicazioni.
Anche lo scorso anno, mentre sui social si diceva che dopo le nostre vittorie dell’anno passato con oltre 15.000 ammessi, avevamo chiarito che il processo sarebbe stato più difficile e con tempi non immediatamente certi anche in quanto il TAR doveva esaminare una situazione che era totalmente nuova.
Quei contenziosi hanno portato alla vittoria sulla scheda anagrafica,
http://www.avvocatosantidelia.it/news/1020-ammissione-ai-corsi-a-numero-chiuso-di-medicina-vittoria-definitiva-dell%E2%80%99udu-sulla-scheda-anagrafica.html
su alcune domande contestate
http://www.avvocatosantidelia.it/news/1055-udu_vittoria-al-consiglio-di-stato-svolta-sul-numero-chiuso-ora-un-tavolo-di-confronto-con-il-miur-per-cambiare-la-legge.html
e sulla chiusura della graduatoria
http://www.avvocatosantidelia.it/news/1112-vittoria-dei-ricorsi-sulla-chiusura-anticipata-delle-graduatorie-2015-%C3%A8-necessario-rivedere-il-sistema-e-andare-verso-il-libero-accesso.html
ed all’ammissione di molti ricorrenti con punteggi sopra il 20. 
Per chiunque, persino per noi che siamo autori di tutte le PRIME VITTORIE sul numero chiuso, è impossibile fare delle previsioni sull’andamento del contenzioso.
Diffidate, quindi, da chi ritiene di poter prevedere il futuro e stima percentuali di vittoria.
Abbiamo una sola certezza da potervi affidare e riguarda i nostri risultati: tutto ciò che in questa materia è accaduto è passato per il nostro studio.

Siamo stati i primi a sollevare la questione dell’anonimato che ha ottenuto la definitiva consacrazione innanzi all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato nel novembre del 2013.
Siamo stati i primi a giungere sino alla Corte Costituzionale introducendo, di fatto, la graduatoria unica che tutti oggi conosciamo.
Siamo stati i primi ad eliminare il criterio delle opzioni nei corsi di laurea per le professioni sanitarie.
Da sempre, per primi, abbiamo individuato vizi specifici sulle domande. Anche quest’anno il MIUR ha annullato una domanda indifferentemente a tutti dimenticando che qualcuno aveva risposto bene, altri male e altri ancora non avevano risposto.
Solo a seguito della nostra vittoria al Consiglio di Stato il M.I.U.R. ha ordinato che i posti liberi per extracomunitari fossero messi a scorrimento per tutti.
Oggi, dalla graduatoria nazionale, vedete che i posti resi vacanti per passaggi ad anni successi al primo sono rimessi a scorrimento. Prima delle nostre vittorie non era affatto così.
Anche sul caso della scheda anagrafica, sin dall’anno passato, abbiamo per primi scritto la storia di questi ricorsi. E’ nostro il primo provvedimento collegiale al TAR come il primo rigetto dell’appello del MIUR al Consiglio di Stato
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