ESAME AVVOCATO: NOMINATO COMMISSARIO AD ACTA. LA CORTE D’APPELLO DEVE PROVVEDERE A RICORREGGERE I COMPITI DEGLI ASPIRANTI AVVOCATI MESSINESI

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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha commissariato la Commissione istituita in seno alla Corte d’Appello de L’Aquila. Il C.G.A., accogliendo il ricorso dell’Avv. Santi Delia ha sanzionato l’illecita condotta della Commissione esami avvocato istituita presso la Corte d’Appello di L’Aquila in quanto non ha ancora provveduto a ricorreggere gli elaborati dei candidati messinesi bocciati alla famigerata “prova scritta”.

Il C.G.A., nel mese di dicembre 2016, aveva per la prima volta nell’ambito della sessione di esami 2015/2016 di Messina, accolto l’appello proposto dal nostro studio ritenendo che “il riferimento che viene fatto dalla Commissione d’esami ai criteri di giudizio, per la sua genericità, non appare adeguato a fare ritenere superata la censura di assenza di motivazione del provvedimento negativo”.

Nonostante le diffide inviate alla Commissione, nessun atto volto alla ricorrezione degli elaborati era stato avviato, vanificando – di fatto – le aspettative di quei ricorrenti che non hanno ancora visto correggere secondo i canoni stabiliti dal supremo G.A. i propri compiti.

Con le ordinanze nn. 318, 319 e 321 del 2017 il C.G.A. ha chiarito che “sussiste l’ineludibile dovere dell’Amministrazione intimata di ottemperare al comando del Giudice, quale risulta dall’ordinanza […] e constatato che l’Amministrazione non ha posto in essere nessuna attività di ottemperanza al giudicato cautelare, com’era suo preciso dovere […]accoglie il ricorso, rinnova nei confronti delle amministrazioni intimate l’ordine che gli elaborati del ricorrente vengano nuovamente sottoposti a correzione con le modalità ivi indicate e nel rispetto del principio dell’anonimato, nel termine di 30 (trenta) giorni decorrenti dalla comunicazione o notificazione della presente ordinanza.

Per il caso di perdurante inerzia dell’Amministrazione nomina commissario ad acta il Presidente della Corte di Appello di L’Aquila, investendolo di ogni potere di adottare tutti gli atti opportuni e idonei ad assicurare la ricorrezione e valutazione degli elaborati da parte di una differente commissione, nel rispetto dell’anonimato e delle altre modalità richiamate nell’ordinanza di questo Consiglio”