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Concorso docenti 2016: ricorso per l’assegnazione interregionale tra gli idonei dei posti banditi

CONCORSONE 2016 – RICORSO IDONEI NON VINCITORI – DI CHE COSA SI TRATTA E PERCHE’ RICORRERE

Le prove del concorso docenti 2016 stanno giungendo al termine e, in quasi tutte le regioni, sono ormai state pubblicate le graduatorie di merito dei vincitori.

Tali graduatorie, come previsto dal novato art. 400 comma 15 del Testo Unico, a cui si rifanno i DD.MM., sono composte “da un numero di soggetti pari, al massimo, ai posti messi a concorso, maggiorati del 10 per cento”.

Ciò comporta, in un concorso di natura nazionale, che per le medesime classi di insegnamento in una regione non vi sia un numero di vincitori sufficiente a coprire i posti banditi mentre in altre regioni vi sia un ingente numero di idonei che non potrà essere destinatario di contratti. Da tale situazione nasce il rischio concreto che gli idonei al concorso non abbiano alcuna speranza di essere assunti nel triennio di validità delle graduatorie nonostante abbiano superato le prove di un duro concorso. Per questo motivo, insieme all’associazione ADIDA, avanzeremo ricorso per la tutela degli idonei al concorso esclusi dalle graduatorie di merito al fine di consentire lo “scorrimento della graduatoria” a livello interregionale per le classi di concorso in cui sono residuati posti non coperti. Pertanto se, ad esempio, nella classe di concorso A060 ci sono posti vacanti in Umbria mentre nelle Marche vi sono insegnanti idonei in esubero, questi ultimi potranno proporre ricorso per andare ad occupare tali posti “banditi” ma rimasti liberi.

CHI PUO’ RICORRERE

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Consiglio di Stato: graduatorie di Medicina e Odontoiatria da rifare. Dentro in 400.

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti sconfessando la posizione del MIUR e del TAR e scegliendo, espressamente, la soluzione proposta dai legali dell’UDU che, proprio sulla domanda n. 16, ha patrocinato un maxi – ricorso collettivo a difesa degli studenti. Intanto presso l’Ateneo di Messina arrivano i primi due studenti immatricolati in sovrannumero grazie a decreti presidenziali emessi nella settimana precedenti.

Il MIUR aveva sterilizzato gli effetti della domanda n. 16 attribuendo a tutti i concorrenti, indistintamente, il punteggio positivo di 1,5. In una graduatoria in cui oltre il 25% degli ammessi è deciso proprio nel gap di una domanda tale scelta si è rivelata decisiva per migliaia di candidati ammessi o esclusi grazie a tale imponderabile fattore.

“Avevamo proposto”, commentano Delia e Bonetti, “ricordando l’esperienza del 2013 ed il caso bonus maturità cancellato dal Governo nel giorno delle prove di esame, che in casi come questo l’unica soluzione utile per tutelare la par condicio dei concorrenti sarebbe stata quella di redigere una graduatoria virtuale, parallela rispetto a quella ordinaria, ove rintracciare, in concreto, tutti i soggetti realmente danneggiati”.

Il Consiglio di Stato ha accolto questa tesi. Si tratta del primo accoglimento nazionale (dopo quelli ottenuti sempre dall’UDU in sede monocratica e nonostante le non corrette notizie circolate nei precedenti giorni su queste vicende da parte di altri studi legali) grazie al quale, il MIUR viene investito dell’onere di “riesaminare la posizione di coloro che abbiano proposto tempestivo ricorso, ordinario o straordinario, avente ad oggetto il medesimo quesito 16, onde evitare la proliferazione di ricorsi seriali”.

Secondo il Consiglio di Stato la decisione del MIUR è stata errata: senza se e senza ma: “il Ministero, piuttosto che assegnare il medesimo punteggio a tutte le risposte (e quindi anche a quelle palesemente errate), in aderenza alle previsioni del bando avrebbe dovuto attribuire ‘1,5’ punti alla sola risposta verificata esatta (ancorché differente da quella erroneamente identificata, inizialmente, come corretta dalla stessa Amministrazione), ‘0’ punti alla risposta non data (è il caso dell’odierno ricorrente) e ‘- 0,4’ punti alla risposta errata, in quanto solo tale soluzione è coerente con il principio della par condicio dei concorrenti”. Il MIUR, a questo punto, “al fine di individuare la posizione in graduatoria spettante all’odierno ricorrente in applicazione di tale metodo, all’Amministrazione deve essere ordinato di riformulare virtualmente le graduatorie d’interesse”. Con questa procedura sono circa 400 studenti in tutta Italia potranno essere ammessi al corso di Medicina.

Si tratta di un secondo ordine proveniente dai Giudici Amministrativi nei confronti di Viale Trastevere, nel mese di febbraio 2017 riguardante i discussi test di Medicina e Odontoiatria.

Il 2 febbraio 2017, infatti, era intervenuta la Sezione III bis del TAR LAZIO che, con riguardo al test dell’anno passato (a.a. 2015/16), aveva ordinato al MIUR di “procedere allo scorrimento della graduatoria definitiva di cui trattasi seguendo l’ordine della medesima e sulla base dei punteggi conseguiti da parte dei singoli candidati e, quindi, attribuire i posti che effettivamente siano rimasti scoperti – tenendo conto sia delle sedi disponibili che delle relative preferenze espresse nella domanda di partecipazione – avuto esclusivo riguardo nella predetta operazione di scorrimento – quanto alle posizioni da scorrere – ai candidati che abbiano presentato ricorso avverso il D.M. n. 50/2016 e abbiano conseguito in sede giurisdizionale un provvedimento favorevole in sede cautelare o di merito”.

Anche in tal caso il Consiglio di Stato ha limitato ai soli ricorrenti gli effetti positivi di tale azione chiarendo “di rimettere all’Amministrazione la valutazione di riesaminare la posizione di coloro che abbiano proposto tempestivo ricorso, ordinario o straordinario, avente ad oggetto il medesimo quesito 16, onde evitare la proliferazione di ricorsi seriali”.
Entrambi i provvedimenti, dunque, al fine di evitare ulteriore contenzioso che il MIUR farebbe bene ad evitare, dovranno considerare solo i ricorrenti.

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Il Sole 24 ore

Tempostretto

Normanno

PRECARI DELLA SCUOLA: RICORSO PER LA STABILIZZAZIONE, IL RISARCIMENTO DEI DANNI E LA RICOSTRUZIONE DI CARRIERA

RICORSO STABILIZZAZIONE, RISARCIMENTO DANNI E RICOSTRUZIONE DI CARRIERA – DI CHE RICORSO SI TRATTA?  

Il MIUR ha per anni assunto e continua ad assumere docenti precari che svolgono le medesime mansioni di colleghi assunti a tempo indeterminato, i quali tuttavia sono soggetti alla reiterazione di plurimi contratti a tempo determinato per un limite spesso superiore alle 36 mensilità. Ciò, a dispetto di quanto statuito dalla normativa europea che prevede la stabilizzazione del docente ove il contratto a tempo determinato superi il suddetto termine.

Una ulteriore conseguenza, dato dalla illegittima reiterazione dei contratti, è il danno che si concretizza in capo a ciascun docente. Un recente orientamento della Cassazione riconosce, infatti, la spettanza del risarcimento danni al singolo precario che abbia  subito l’apposizione illegittima del termine contrattuale.

Invero, è del mese di dicembre la pronuncia delle S.S.U.U. della Suprema Corte di Cassazione che ha di fatto creato due distinte categorie di docenti cui spetterebbe il risarcimento del danno in caso di reiterazione dei contratti per oltre le 36 mensilità.

Trattasi di docenti che hanno prestato servizio o su organico di diritto (con contratti sino al 31/08) con un minimo di 36 mensilità o su organico di fatto (con contratti sino al 30/06) con un minimo di 36 mensilità prestate nel medesimo Istituto e con la medesima CDC.

Per i casi esposti è certo che, salvo una nuova mutazione della giurisprudenza a riguardo, tutti i docenti dovranno essere risarciti per i danni subiti. Infine, ultima e ulteriore lesione a capo del docente che inevitabilmente viene a concretizzarsi e nondimeno riconosciuta oggi da tutti i Tribunali aditi, è la mancata ricostruzione di carriera, dunque la condanna in capo al MIUR al pagamento ai ricorrenti di tutte le differenza retributive, derivanti dagli scatti di anzianità, maturate ma tuttavia illegittimamente non percepite.

PERCHE’ ADERIRE AL RICORSO? Il ricorso mira ad ottenere ristoro per i danni subiti a causa della reiterata ed illegittima apposizione del termine contrattuale.

Data la tipologia del ricorso, verrà dunque sottoposta ai giudici l’intera questione lavorativa al fine di richiedere un equo risarcimento del danno subito per via dello sfruttamento e delle ingiuste discriminazioni e abusi da anni perpetrati nonché la richiesta degli scatti di anzianità.


CHI PUO’ ADERIRE

Possono aderire tuttii docenti (abilitati e non) che abbiano sottoscritto un contratto a tempo determinato, per oltre le 36 mensilità, con una amministrazione scolasticanel corso dell’anno scolastico appena terminato, possono presentare ricorso al Giudice del Lavoro.  


AUTORITA’ ADITA


Per il riconoscimento della detta ricostruzione si agirà innanzi al Giudice del lavoro.
 


TEMPI DELL’AZIONE

I tempi di un’azione innanzi al Giudice del lavoro ammontano a ca 6 – 24 mesi.


COME ADERIRE

Primo passo – Cosa c’è in allegato e cosa farne:

In allegato troverà una lettera di impugnazione, una procura, un conferimento di incarico professionale, un’autocertificazione reddituale e le coordinate bancarie sulle quali effettuare il bonifico.

1. La lettera di impugnazione: ATTENZIONE: se ha già inviato la lettera come da istruzioni di Adida, vada al punto 2. altrimenti: apra l’allegato “Lettera d’impugnazione, la stampi e la compili in ogni punto, firmandola dove richiesto. 

La lettera deve essere inviata al proprio datore di lavoro e/o al luogo in cui ha sede il l’ente (privato o pubblico) dal quale siete stati assunti. Pertanto, chi ha lavorato per una paritaria privata manderà la lettera al datore privato e/o che l’ha assunto (cioè alla scuola paritaria o parificata), chi ha lavorato per scuole statali deve inviare la lettera al MIUR il cui indirizzo è: Viale Trastevere 76/A, 00153 ROMA. L’invio deve essere effettuato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno (avendo cura di conservare le ricevute di invio e di ritorno del plico, senza le quali non è possibile avviare il ricorso).

2. La procura: apra l’allegato “procura” e stampi il file3 volte. Compili e firmi tutte e tre le copie.

3. L’incarico professionale: l’incarico professionale (per mera praticità è stato denominato patto di quota lite) garantisce trasparenza relativamente al compenso del professionista che ha svolto e seguito la pratica. Pertanto Lei è invitato a leggere tale file con calma e a chiamarci in caso di dubbi. Stampi una copia del file “CONFERIMENTO INCARICO” e poi lo compili e lo firmi.

4. Autocertificazione reddituale: questo documento attesta che Lei ha un reddito FAMILIARE annuo inferiore ad euro 32.298,99. Infatti, in tal caso, Lei è esentato dal dover pagare il contributo unificato (un contributo di spese di giustizia richiesto dalla legge). Quindi, qualora la Sua famiglia (esattamente i soggetti che sono nel suo stato di famiglia) abbia un reddito inferiore a tale soglia, Lei dovrà stampare, compilare e firmare il documento. Qualora invece il reddito della Sua famiglia superi la predetta soglia, Lei dovrà pagare il Contributo Unificato di euro 259,00.

5.Coordinate bancarie: Il versamento da effettuare per tale ricorso è di euro 700,00 se il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 32.298,99. In caso contrario dovrà versare la somma di euro 959,00 comprensiva di Contributo Unificato. Relativamente alla causale del versamento La preghiamo di scrivere: “Ricorso GDL 2014 + il nominativo del ricorrente”.

6.Riepilogo contratti:Compili dettagliatamente il file word RIEPILOGO CONTRATTI rispondendo anche alle domande ivi indicate.

Secondo passo – l’invio della documentazione in formato elettronico:

Tutta la documentazione utile va inviata sia via mail sia via posta con raccomandata con ricevuta di ritorno.

Cosa inviare via Mail:

ATTENZIONE: L’OGGETTO DELLA MAIL DEVE ESSERE “RICORSO GDL 2016 OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE”

ATTENZIONE: L’INDIRIZZO MAIL E’ santi.delia@avvocatosantidelia.it

Una fotocopia della procura compilata e firmata.

  • Una fotocopia di un Suo documento di identità.

  • Una fotocopia dell’incarico professionale (o patto di quota lite) compilato e firmato.

  • Una fotocopia dell’autocertificazione reddituale (solo nel caso in cui il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 32.298,99) compilata e firmata.

  • Una fotocopia dell’avvenuto versamento (per la cifra da versare guardare il primo passo, punto 4)

  • Una fotocopia della lettera di impugnazione dei contratti e delle ricevute di spedizione e di ritorno (se già in vostro possesso) di tale lettera.

  • Una copia di tutti i contratti di lavoro stipulati con le scuole (tutti quelli in Vostro possesso, non importa quanto siano vecchi).

  • Una copia di tutte le buste paga relative ai contratti di lavoro di cui al punto 6.

  • Una copia di tutti i CUD relativi agli anni di lavoro di cui al punto 6.  

  • Un riepilogo in formato elettronico (WORD) di tutti i contratti di lavoro e della Sua situazione personale così come indicato nel FILE “RIEPILOGO CONTRATTI”.

 

Terzo passo – la spedizione a mezzo del servizio postale:

ATTENZIONE: LA DOCUMENTAZIONE VA SPEDITA CON RACCOMANDATA A/R

ATTENZIONE: SULLA BUSTA VA SCRITTO “RICORSO GDL 2016 OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE”

ATTENZIONE: L’INDIRIZZO A CUI INVIARE IL PLICO E’: “AVV. SANTI DELIA – VIA S. AGOSTINO 4, 98122 MESSINA”

ATTENZIONE: PER “ORIGINALE” SI INTENDE UN FOGLIO COMPILATO E FIRMATO CON PENNA (NON UNA FOTOCOPIA).

Cosa spedire via posta:

1. Tre originali della procura compilate e firmate.

2. Una fotocopia di un Suo documento di identità.

3. Un originale dell’incarico professionale compilato e firmato.

4. Un originale dell’autocertificazione reddituale (solo nel caso in cui il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 32.298,99) compilata e firmata.

5. Una fotocopia dell’avvenuto versamento (per la cifra da versare guardare il primo passo, punto 4).

6. L’originale della lettera di impugnazione dei contratti inviata al MIUR e le ricevute di spedizione e di ritorno (se già in vostro possesso) di tale lettera ORIGINALI.

7. Due copie di tutti i contratti di lavoro stipulati con le scuole (tutti quelli in vostro possesso, non importa quanto siano vecchi).

8. Due copie di tutte le buste paga relative ai contratti di lavoro di cui al punto 6.

9. Due copie di tutti i CUD relativi agli anni di lavoro di cui al punto 6.

10. Un riepilogo di tutti i contratti di lavoro e della Sua situazione personale che però va anche inviato in formato word digitale denominato “RIEPILOGO CONTRATTI”.

ATTENZIONE: COMPILARE I DOCUMENTI IN STAMPATELLO E SCRITTURA LEGGIBILE.

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e i loro studi di Messina e Roma, con Adida rimangono a Sua disposizione per qualsiasi chiarimento.

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DOCENTI CHE HANNO OTTENUTO IL “PASSAGGIO DI RUOLO”: ricorso per ricostruzione della carriera

RICORSO PER LA RICOSTRUZIONE DI CARRIERA – DI CHE COSA SI TRATTA?  

A seguito delle modifiche legislative intervenute a livello normativo l’originaria previsione che consentiva il passaggio da un ruolo inferiore ad uno superiore, è stata estesa anche agli insegnanti di scuola materna. Tuttavia, nulla veniva espressamente stabilito circa la valutazione del servizio pregresso: in altri termini non era chiaro se il servizio prestato nel ruolo inferiore potesse essere valutato “per intero” nel nuovo ruolo, mediante ricostruzione di carriera.

La via tracciata dalle SS.UU e dalla recente Cassazione sez. Lavoro, n. 19778/2016, detta oggi una risposta univoca al quesito, dando vita al principio per cui tutti i docenti hanno diritto al riconoscimento dell’intero servizio prestato nel settore scuola –  sia esso in veste di precario che di docente a tempo indeterminato – attraverso la ricostruzione della carriera.

Il ricorso inoltre è rivolto anche a tutti i docenti che dopo aver svolto servizio in scuole paritarie hanno ottenuto il ruolo nelle scuole statali senza aver ottenuto il conteggio per intero anche di questo servizio.


PERCHE’ ADERIRE AL RICORSO

Il ricorso mira ad ottenere la ricostruzione corretta della carriera sulla base dell’intero servizio svolto tanto in altre CDC o in altri gradi di ruolo quanto presso le scuole paritarie ante ruolo. 


CHI PUO’ ADIRERE

I docenti che hanno insegnato presso la scuola materna, i quali hanno diritto alla ricostruzione della carriera, con il computo di tutto il servizio prestato, nel caso in cui scelgano di cambiare il “grado” della scuola ove insegnare. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione,infatti, si sono pronunciate favorevolmente, riconoscendo la ricostruzione della carriera ai docenti “in caso di passaggio dalla scuola materna alla scuola secondaria”.

Il ricorso inoltre è rivolto anche a tutti i docenti che dopo aver svolto servizio in scuole paritarie hanno ottenuto il ruolo nelle scuole statali senza aver ottenuto il conteggio per intero anche di questo servizio.


 

AUTORITA’ ADITA


Per il riconoscimento della detta ricostruzione si agirà innanzi al Giudice del lavoro.


 

COME ADERIE


Tutti coloro i quali fossero interessati, sono pregati di contattarci via mail all’indirizzo santi.delia@avvocatosantidelia.it, per esporci il relativo caso.

DIPLOMATI MAGISTRALE ANTE 2001-2002, DEPENNATI E CONGELATI SISS

RICORSO DOTTORATI TFA SOSTEGNO – DI CHE COSA SI TRATTA E PERCHE’ RICORRERE 

Le GAE sono ancora chiuse per DEPENNATI, CONGELATI SISS e DIPLOMATI MAGISTRALE ANTE 2001/2002.

I ricorsi al TAR sono scaduti ed è possibile agire solo innanzi al Giudice del Lavoro.

I diplomati magistrale sono fuori dopo che, persino secondol’Adunanza Plenaria, devono essere ammessi in G.A.E.

Ancora una volta non si è consentito ai DEPENNATI ed ai CONGELATI SISSIS che avevano omesso di inserirsi in G.A.E. nel 2009 ma che ora hanno ottenuto l’abilitazione a mezzo del T.F.A. di poter inserirsi e/o reinserisi in G.A.E. Secondo noi si tratta di docenti discriminati perché, pur avendo gli stessi titoli e gli stessi requisiti dei colleghi già presenti nelle Gae, sono esclusi per mancato aggiornamento d’iscrizione, dopo la chiusura delle graduatorie con la Legge 27 dicembre 2006 n.296 o per aver dimenticato di iscriversi nel 2009 quali congelati SISSIS. Di fatto è impedito, a docenti in possesso di titoli e di merito, di avere l’opportunità di lavorare nella scuola per gli ostacoli burocratici frapposti dal MIUR.

Abbiamo già vinto su questo tema tanto suiDEPENNATIquanto suiCONGELATI. Stessa cosa accade per i DIPLOMATI MAGISTRALI che,solo grazie al nostro ricorso straordinario del 2012, sono riusciti ad ottenere il riconoscimento del valore abilitante del loro titolo e la relativaammissione in GAE.


PERCHE’ ADERIRE?

Il ricorso mira all’inserimento del singolo ricorrente nelle GAE, graduatorie che oggi precludono l’inserimento ai nuovi abilitati. Le GAE altro non sono che il canale di reclutamento del personale scolastico, alternativo al concorso pubblico.


CHI PUO’ ADIRERE

Al ricorso in oggetto possono aderire le tre categorie di docenti sopra elencate, ovvero:

  • Diplomati magistrale ante 2001-2002, anche se non hanno MAI insegnato e non sono inseriti in alcuna graduatoria;
  • Depennati dalle GAE, sono tutti coloro i quali per mancato aggiornamento della domanda di permanenza in GAE si sono trovati definitivamente fuori dalle stesse;
  • Congelati SISS, per aver dimenticato di iscriversi nel 2009.

Accettiamo il mandato a difendervi sia se abbiate fatto la domanda di inserimento in GAE negli ultimi 5 anni in occasione degli aggiornamenti GAE sia se a ciò non abbiate provveduto (astrattamente chi non ha fatto la domanda si espone a più rischi ed eccezioni di controparte).


AUTORITA’ ADITA


Essendo ampiamente decorsi i termini per agire innanzi al TAR, si ricorrerà allo stato attuale innanzi al GDL. Chiarò è che ove fosse pubblicato un nuovo DM, che preveda l’aggiornamento delle GAE con relativa riapertura, si potrà agire nuovamente nei termini di legge innanzi al TAR.


TEMPI DELL’AZIONE

I tempi di un’azione innanzi al Giudice del lavoro sono più lunghi rispetto a quelli del TAR, si parla infatti di ca 6 – 24 mesi. Tuttavia, ove ve ne siano i presupposti attiveremo procedure d’urgenza che potrebbero farci ottenere nell’arco di pochi mesi risultati immediati.



COSA FARE PER ADERIRE

  • Compilare e stampare laprocurain 2 copie e inviarla a AVV. SANTI DELIA VIA S. AGOSTINO 4 98122 MESSINAINDICANDO FUORI DALLA BUSTA DIPLOMATI MAGISTRALI, DEPENNATI O CONGELATI A SECONDA DELLA VS CATEGORIA;

  • Allegare la ricevuta di bonifico;

  • Anticipare a mezzo mail la scheda anagrafica, la procura e il bonifico scansionato all’indirizzasegreteria@avvocatosantidelia.it;

  • Allegare un’autocertificazione del servizio reso presso qualunque istituto scolastico.

  • Allegare la domanda di inserimento in G.A.E. PER TUTTI GLI ANNI IN CUI LA SI E’ FATTA e l’eventuale risposta negativa dell’USP;  

  • IN CASO DI CONGELATI chiedere all’Università ove si è attuato il congelamento un certificato che attesti che l’istante, tra l’8 aprile 2009 e l’8 maggio 2009 (termini di presentazione della domanda di inserimento in G.A.E. ex D.M. n. 42/09), non era uno dei soggetti“frequentante i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS), attivati nell’anno accademico 2007/2008” ai sensi dell’art. 4 lett. a) del D.M. giacchè lo stesso, dopo aver ottenuto l’ammissione alla SSIS nell’a.a. 20__/__, ha “congelato” tale beneficio senza aver più possibilità di riprendere il percorso della SSIS per non essere tale ciclo riattivato per l’Ateneo di _____;
    – sottoscrivere in 2 originali ladichiarazione sostitutivacorredata da relativo documento di identità.


COSTO DELL’AZIONE

Il costo è di € 1.000 oltre iva e cpa e contributo unificato se dovuto. Per ogni sede si andranno a fare piccoli gruppi omogenei.

SCARICA LA MODULISTICA DI ADESIONE

PROCURA

SCHEDA ANAGRAFICA

PATTO DI CONFERIMENTO INCARICO

COORDINATE BANCARIEhttps://www.dropbox.com/s/9ziesj49t7mrts1/NUOVE%20COORDINATE%20CHEBANCA%21.pdf?dl=0

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Accolto il maxi ricorso Adida & Mida sui depennati: gli insegnanti devono essere reinseriti in GAE.

Il Consiglio di Stato accoglie con ordinanza l’appello dell’ADIDA e del MIDA per il reinserimento in GAE degli insegnanti depennati per il mancato aggiornamento delle graduatorie.

Il TAR del Lazio, difatti, dopo un primo provvedimento favorevole risalente alla scorsa estate che aveva consentito l’inserimento in GAE di decine di insegnanti, si era poi espresso negativamente a seguito dell’udienza camerale.

Con l’ordinanza pubblicata in data odierna, il Consiglio di Stato ha confermato il proprio decreto sulla permanenza dei docenti nelle GAE, che da mesi vi erano stati immessi e che in virtù di tale inserimento avevano firmato i contratti a tempo determinato e indeterminato.

“È un grande risultato” dichiarano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, patrocinatori del ricorso “si tratta di un provvedimento che conferma il diritto al reinserimento in GAE degli insegnanti depennati per un mero errore formale e che riguarda centinaia e centinaia di persone”.

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Depennati in GAE: IL MIUR CONDANNATO A REINSERIRE IN GRADUATORIA I DOCENTI CHE NON HANNO PRESENTATO DOMANDA DI AGGIORNAMENTO.

Il Tribunale di Crotone, con una pronuncia che consolida ancora una volta l’orientamento giurisprudenziale creatosi grazie ai ricorsi degli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, ha condannato il MIUR a reinserire una docente che era stata depennata per non aver presentato la domanda di aggiornamento delle GAE.

“La norma [di chiusura delle graduatorie, n.d.r.] non amplia il novero delle persone iscritte in graduatoria, limitandosi a prevedere la cancellazione della graduatoria in conseguenza della mancata o intempestiva domanda di aggiornamento e a precisare che tale cancellazione non è, però, definitiva (valendo, infatti, soltanto  “per gli anni scolastici successivi”, ovvero per quelli di validità della graduatoria) e consente il reinserimento nelle graduatorie successive. Del reso il carattere ad esaurimento delle graduatorie […] non ha impedito al legislatore di consentire l’inserimento in graduatoria, in via eccezionale, per ulteriori categorie di persone”.

 “È una vittoria che conferma quanto da noi sempre sostenuto” riferiscono gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti “ si tratta di una illegittimità che già da tempo era stata stigmatizzata dal Consiglio di Stato su nostro ricorso”.

Il Giudice d’Appello aveva già chiarito che:“L’esito voluto dall’amministrazione è contraddittorio, e non privo di elementi di prevaricazione per le legittime aspettative giuridiche degli interessati, perché l’avere blindato le graduatorie, nella prospettiva del loro esaurimento, non può giustificare, apparendo anzi sommamente ingiusto, la cancellazione definitiva dalle medesime per effetto di una omissione non consapevole perché non debitamente partecipata e in assenza di una corretta e completa partecipazione procedimentale”, chiarisce l’avvocato Delia.

Il MIUR, quindi, dovrà reinserire la docente nelle GAE della propria provincia, oltre a ricostruire il punteggio spettantele.

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Ammissione a Medicina: il TAR Lazio condanna il MIUR. I 1000 posti vacanti vanno attribuiti ai ricorrenti.

In data 2 febbraio 2017 è stata pubblicata una sentenza, nonché un’ordinanza resa in sede di ottemperanza, da parte del Tar del Lazio sulla nota vicenda dello scorrimento della graduatoria, relativamente ai ricorsi UDU patrocinati dagli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia. La questione riguarda circa 1000 posti liberi a Medicina ed Odontoiatria che l’UDU ritiene vacanti con riferimento alle graduatorie 2015/2016. MIUR condannato anche a oltre 4000 euro di spese legali.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Il Ministero è stato condannato da mesi dal Tar a far scorrere le graduatorie. Dopo queste sentenze, centinaia di studenti sono in attesa di vedere riconosciuto anche dal MIUR il loro diritto a studiare per la facoltà che loro avevano scelto, risultando idonei nella graduatoria chiusa in maniera illegittima da parte del Ministero stesso. Nonostante le rassicurazioni che ci sono state date a più riprese dai vari uffici competenti, siamo di fronte ad un Ministero sordo che continua a non dare attuazione a quanto disposto in decine e decine di sentenze. È un atto di una gravità inaudita! Per questo abbiamo promosso le prime ottemperanze, che hanno continuato a darci ragione: basta perdere tempo, diamo a questi studenti la possibilità di studiare!”.

Continuano gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia: “Abbiamo inoltrato di fronte all’inerzia del Ministero dell’Istruzione, due ricorsi prototipi che hanno stabilito che i posti andranno attribuiti ai ricorrenti secondo l’ordine della graduatoria ed altri articolati criteri. Il Ministero è stato anche condannato alle spese per migliaia di euro e si profilano responsabilità erariali per cui abbiamo già dato mandato di inoltrare un esposto alla Corte dei Conti ed alla Procura di Roma al fine di vagliare eventuali ipotesi di reato”.

Conclude Marchetti: “Grazie alle nostre vittorie saranno riassegnati ai molti studenti comunitari tutti i posti rimasti vacanti degli extracomunitari a seguito della chiusura anticipata della graduatoria. Ora ci chiediamo chi ripagherà gli studenti di mesi e mesi di vita persi quando una sentenza dei Giudici dava loro diritto a studiare? Sul punto stiamo valutando una richiesta di risarcimento danni. Sarebbe davvero surreale se il MIUR decidesse di ripetere anche quest’anno lo stesso errore, chiudendo anticipatamente le graduatorie. Siamo pronti a dare battaglia in ogni sede ed in ogni modo possibile perché questo non accada. Il Ministero deve prendere atto del fallimento del numero chiuso e non nascondersi più dietro un dito, facendo perdere ulteriormente tempo agli studenti: vogliamo il libero accesso.”

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DIPLOMATI MAGISTRALI, DEPENNATI E CONGELATI SSIS – RICORSO D’URGENZA AL GIUDICE DEL LAVORO

Le GAE sono ancora chiuse per DEPENNATI, CONGELATI SISS e DIPLOMATI MAGISTRALE ANTE 2001/2002.

I ricorsi al TAR sono scaduti ed è possibile agire solo innanzi al Giudice del Lavoro.

I diplomati magistrale sono fuori dopo che, persino secondo l’Adunanza Plenaria, devono essere ammessi in G.A.E.

Ancora una volta non si è consentito ai DEPENNATI ed ai CONGELATI SISSIS che avevano omesso di inserirsi in G.A.E. nel 2009 ma che ora hanno ottenuto l’abilitazione a mezzo del T.F.A. di poter inserirsi e/o reinserisi in G.A.E. Secondo noi si tratta di docenti discriminati perché, pur avendo gli stessi titoli e gli stessi requisiti dei colleghi già presenti nelle Gae, sono esclusi per mancato aggiornamento d’iscrizione, dopo la chiusura delle graduatorie con la Legge 27 dicembre 2006 n.296 o per aver dimenticato di iscriversi nel 2009 quali congelati SISSIS. Di fatto è impedito, a docenti in possesso di titoli e di merito, di avere l’opportunità di lavorare nella scuola per gli ostacoli burocratici frapposti dal MIUR.

Abbiamo già vinto su questo tema tanto sui DEPENNATI QUANTO SUI CONGELATI. Stessa cosa accade per i DIPLOMATI MAGISTRALI che, solo grazie al nostro ricorso straordinario del 2012, sono riusciti ad ottenere il riconoscimento del valore abilitante del loro titolo e, grazie ai nostri ricorsi l’ammissione in GAE.

COSA FARE PER ADERIRE

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PARTE L’AZIONE COLLETTIVA PER I RIMBORSI AI MEDICI EX SPECIALIZZANDI CHE NON HANNO MAI INTRAPRESO ALCUN GIUDIZIO.

PARTE L’AZIONE COLLETTIVA PER I MEDICI SPECIALIZZATI DALL’A.A. ACCADEMICO 1978/1979 ALL’ANNO ACCADEMICO 2005/2006, CHE NON HANNO ANCORA INCARDINATO ALCUN GIUDIZIO.

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La vicenda degli ex specializzandi risale agli anni ’80, quando furono promulgate le direttive europee 75/362/CEE, 75/363/CEE e 82/76/CEE che imponevano agli Stati membri di corrispondere il giusto compenso ai camici bianchi per gli anni di specializzazione post laurea, in medicina.

Tuttavia solo con il d.lgs. n. 257/1991, con circa dieci anni di ritardo, lo Stato italiano procedeva a dare una prima e parziale attuazione alla direttiva n. 76 del 1982 con la previsione di una borsa di studio erogata annualmente, e veniva introdotto il concetto di una formazione specialistica retribuita e a tempo pieno.

Ad innovare il mondo delle specializzazioni mediche interveniva nuovamente nel 1999 il decreto legislativo n. 368 che abrogava il sopra menzionato decreto legislativo 257/91, sostituendo la borsa di studio con l’introduzione di un contratto di formazione-lavoro, ma senza prevederne l’immediata applicazione.

Solo sei anni più tardi con la Legge. 23 dicembre 2005, n. 266 è stato espressamente previsto che tale diverso assetto retributivo si applicasse a decorrere dall’anno accademico 2006-2007.

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