Scuole specializzazione: Ministero riaccredita le scuole di Pediatria, Ginecologia e MFR dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.

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«Dopo l’aumento dei posti disponibili per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia e per le Professioni Sanitarie, con particolare riguardo al corso di laurea in infermieristica, l’offerta in ambito medico dell’Ateneo di Catanzaro, si potenzia con il recupero  delle scuole di specializzazione in Malattie dell’apparato respiratorio, Malattie dell’apparato digerente, Medicina fisica e riabilitativa, Cardiochirurgia, Pediatria, Ostetricia e Ginecologia». Così il rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovambattista De Sarro, esprime la soddisfazione per l’importante risultato raggiunto grazie alla riattivazione delle sei scuole di specializzazione e all’aumento dei posti disponibili totali, che pone l’ateneo catanzarese, sempre di più, quale punto di riferimento per la formazione medica e sanitaria nel Meridione.

Eguale soddisfazione è stata espressa anche dall’Avvocato Santi Delia, founder di Bonetti & Delia Studio Legale, che ha assistito l’Ateneo nel complesso procedimento volto ad evitare l’emorragia di specializzandi durante il periodo di mancato accreditamento delle Scuole di Pediatria, Ginecologia e Medicina fisica e riabilitativa.

Il Ministero, difatti, con il Decreto Ministero del luglio 2019, aveva consentito agli specializzandi interessati di trasferirsi presso altri Atenei diversi da Catanzaro stante la perdita dell’accreditamento.

Tale disposizione, oltre a generare l’evidente emorragia del personale in formazione, avrebbe reso impossibile raggiungere i livelli assistenziali necessari per ottenere il nuovo accreditamento. Il T.A.R. Calabria, adito dall’Ateneo con ricorso patrocinato dallo studio Bonetti & Delia, ha accolto la domanda dell’Ateneo e annullato tale previsione.

Si è trattato, come appare evidente rispetto al successivo (ri)accreditamento ottenuto, di un contenzioso estremamente delicato giacchè, in ipotesi di accoglimento, avrebbe consentito l’indiscriminato trasferimento degli specializzandi tra i diversi Atenei mettendo a rischio anche i livelli minimi assistenziali su cui sono tarate le ammissioni alle Scuole di specializzazione. Il MIUR, difatti, oltre a comminare il mancato accreditamento in ragione del non raggiungimento di alcuni parametri imposti dall’Osservatorio nazionale, imponeva all’Ateneo di accordare il trasferimento incondizionato a tutti gli specializzandi che ne avevano fatto richiesta proprio in virtù della “sanzione” comminata. Gli specializzandi avevano dapprima adito il T.A.R. Calabria (sentenze nn. 1784/19 e da 1793 a 1798 del 2019 e n. 1902/19) e poi il Consiglio di Stato (sentenze nn. 1002 e 1003/2020) chiedendo la concessione del trasferimento ma entrambi i Giudici amministrativi dichiaravano il difetto di giurisdizione a favore del Giudice Ordinario.

Il contenzioso si è quindi spostato dinanzi al Tribunale di Catanzaro che, da ultimo, con ordinanza collegiale resa in fase di reclamo, ha chiarito che non esiste un diritto ad ottenere il trasferimento nell’ipotesi di mancato accreditamento della scuola giacchè i corsi erogati dall’Università è rimangono validi evidenziando la persistente compatibilità comunitaria della formazione in ipotesi di temporaneo mancato accreditamento della scuola. “Proprio le norme europee confermano che sia rimessa allo Stato il compito di assicurare quei criteri minimi di una formazione “euro-unitariamente compatibile” ed in grado di fornire un titolo idoneo a circolare. La formazione, infatti, “si effettua in posti di formazione specifici riconosciuti dalle autorità competenti”, tra i quali rientra l’UMG per tutti gli specializzandi che hanno già avuto accesso. Peraltro, l’art. 24 evocato dalla parte conferma, a sua volta, come l’adempimento contrattuale possa farsi coincidere con il rilascio del titolo finale, prevedendo testualmente che “la formazione permette il conseguimento di un diploma, certificato o altro titolo di medico specialista”. Anche nell’ottica sovranazionale, dunque, la formazione si ricava dall’ottenimento del diploma che la attesta e la garantisce, secondo quell’ottica “circolare” che il precedente giudicante ha richiamato”.