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CORTE COSTITUZIONALE, CONCORSO RISERVATO ED AGGIORNAMENTO GAE: CALENDARIO RIUNIONI

Lo Studio legale degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, alla luce delle recenti novità del mondo della scuola, ritiene opportuno organizzare alcuni incontri dedicati specificamente agli insegnanti, in modo da fornire tutti gli opportuni chiarimenti ai docenti interessati.
In particolare le riunioni si soffermeranno, sul recente provvedimento della Corte Costituzionale, sul concorso riservato e sull’aggiornamento delle g.a.e.
Tali appuntamenti vedranno la presenza dello scrivente Avv. Santi Delia presso la sede di Messina e dell’Avvocato Bonetti presso la sede di Roma.
Al fine di venire incontro alle esigenze dei tanti interessati che risiedono fuori Messina, abbiamo predisposto il seguente calendario:
– Sabato 11 maggio 2019 alle ore 10:00
– Sabato 18 maggio 2019 alle ore 10:00.
Gli incontri avranno luogo presso il nostro studio legale sito in Via di S. Agostino, 4 (Galleria Vittorio Emanuele) 98122, Messina.
In base all’affluenza e alla diversità dei gruppi al loro interno lo studio deciderà se dividere i vari ricorrenti in diverse sale, ma al fine di agevolare il lavoro e di permettere a tutti di poter partecipare vi preghiamo di essere puntuali e rispettare le fasce orarie indicate per le diverse categorie.
Per la sola sede di Messina vi chiediamo di inviare una mail a segreteria@avvocatosantidelia.it o chiamare a 0906412910-0906406782 così da prenotare la Vs fascia oraria ed evitare attese.
Risolveremo di persona con una consulenza gratuita ogni singola problematica; riteniamo pertanto la Vostra presenza fondamentale chiedendoVi di venirci incontro con la Vostra presenza considerando che in questi giorni si stanno moltiplicando riunioni di piccoli gruppi e richieste individuali che gravano su di noi e su di Voi e che dunque non condividiamo anche per evitarvi costi eccessivi.
Invitiamo tutti a partecipare considerando l’importanza delle questioni da affrontare e la necessità di far fronte a numerose richieste che richiedono un’analisi congiunta delle varie posizioni.

IL TAR DEL LAZIO AMMETTE TUTTI I RICORRENTI ALLE SUCCESSIVE PROVE PER L’ASSUNZIONE DI 1851 ALLIEVI AGENTI DELLA POLIZIA DI STATO

Ieri si sono tenute le prime udienze cautelari collegiali innanzi al TAR del Lazio, aventi ad oggetto lo scorrimento della graduatoria per il concorso della Polizia di Stato 2017, scorrimento effettuato in base ai nuovi criteri dettati dalla legge n.12/2019, provvedimento a cui il Governo ha posto la fiducia.
Il TAR del Lazio, accogliendo i ricorsi dello Studio Legale Bonetti & Delia, ha ammesso gli idonei della prova scritta alle prove successive, statuendo l’illegittimità dello scorrimento effettuato sui nuovi criteri selettivi applicati retroattivamente.
Trattasi dei primi provvedimenti collegiali emessi, ad oggi, dal Giudice Amministrativo.
Attualmente i nostri ricorrenti sono gli unici che potranno partecipare alle prove fisiche, come calendarizzate dal Ministero in virtù di provvedimenti espressi in sede collegiale.
“Tramite una legge successiva il Ministero ha modificato i criteri di selezione per un concorso bandito più di due anni addietro, cambiando in maniera illegittima la graduatoria della prova scritta in maniera del tutto immotivata e creando così gravissime disparità di trattamento al punto tale che soggetti con punteggi superiori si sono visti scavalcare da coloro che si collocavano in posizione deteriore”, dichiara l’Avv. Michele Bonetti unitamente all’Avv. Santi Delia. “Si tratta di una battaglia giudiziaria che potrebbe non finire qua; vedremo se ricorreranno in appello reiterando l’ingiustizia perpetrata, ma intanto i nostri ricorrenti parteciperanno alle prove. Siamo sicuri che vi è stata un’ingiustizia per mano di una legge statale e proseguiremo nel merito a tutelare i nostri assistiti. Questi ragazzi avevano partecipato ad un bando che prevedeva un limite di età di 30 anni e hanno svolto con esito positivo la prima e determinante prova. Poi con una legge dello stato hanno cambiato in corsa le regole del gioco escludendoli di fatto inserendo il limite di età di 26 anni addirittura odierno e con il paradosso che molti di loro all’epoca della presentazione della domanda possedevano tale requisito.”

La decisione del TAR Lazio, in ogni caso, andrà confermata in sede di merito, ma ad oggi trattasi di una importante vittoria che coinvolge oltre 1800 persone ed eviterà ingenti risarcimenti danni in capo allo Stato.

PRIMI AGGIORNAMENTI SULLA PRONUNCIA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

La Corte Costituzionale ha appena emesso un comunicato stampa con cui, in merito all’udienza odierna sulla costituzionalità del cosiddetto FIT transitorio, ha ritenuto infondate ed inammissibili le questioni sollevate dal CDS.

Secondo la Corte Costituzionale è legittima la scelta del legislatore di escludere i dottori di ricerca dalla procedura riservata del FIT. Per quanto riguarda la questione generale relativa al “carattere riservato e non aperto a tutti della procedura concorsuale” secondo la Corte la questione non avrebbe rilevanza diretta nel giudizio pendente dei dottori di ricerca, e come tale è inammissibile e non potrà essere esaminata.

Secondo gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia “in attesa delle motivazioni possiamo già rilevare che la Corte si è pronunciata solo sul peculiare caso dei dottori di ricerca, lasciando ancora aperta la questione della legittimità dei concorsi riservati a particolari categorie di soggetti”.

In attesa del deposito delle motivazioni, la Corte Costituzionale ha reso pubblica la discussione celebrata il 7 maggio. La discussione, compresa di relazione del Prof. Giuliano AMATO che sarà l’estensore della decisione, al fine di individuarla all’interno della pagina, è di 41 minuti ed è stata la più lunga della giornata.

Per vedere lo svolgimento dell’udienza di discussione clicca qui

 

Seguono ulteriori aggiornamenti.

 

La mancata fruizione del riposo compensativo costituisce fonte di danno non patrimoniale autonomamente risarcibile.

Questa la pronuncia in favore di una nostra ricorrente.

Nel caso di specie, l’Azienda per cui il lavoratore prestava servizio non sia era uniformata al principio costituzionale per cui “Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”.

L’ipotesi di danno, infatti, ed è questo l’elemento centrale ribadito da ultimo dalla Cassazione che oggi ci ha convinto ad accettare nuove adesioni ad azioni volte ad ottenere un giusto risarcimento dei danni, deve essere considerata presunta giacché l’interesse del lavoratore leso dall’inadempimento datoriale ha una diretta copertura costituzionale nell’art. 36 Cost. sicchè la surriferita lesione espone il datore di lavoro al risarcimento del danno.

Si tratta di un principio costituzionalmente tutelato, ragion per cui violazioni di questo tipo vanno ad intaccare la dignità della persona oltre che del lavoratore.

Ogni lavoratore ha diritto ad uno stacco di 24 ore dopo 6 giorni continuativi di lavoro.

Una deroga è possibile, ma in tal caso il dipendente ha diritto al riposo compensativo.

Al contrario è ormai invalso in tantissime Aziende Sanitarie, la prassi di far accumulare ore e ore in eccedenza senza dar la possibilità di monetizzarle o accedere al riposo compensativo.

 Tutto ciò avveniva nel caso del lavoratore nostro ricorrente, determinando un “accumulo” di ore che non sono mai state recuperate.

Peraltro, oltre a questa ipotesi di danno, ordinariamente riconosciuta e correlata alla mancata percezione del riposo compensativo, il lavoratore aveva subito una menomazione ulteriore, eziologicamente riconducibile proprio alla mancata fruizione del riposo compensativo.

In tali ipotesi il danno che ne è venuto in rilievo attiene all’integrità del lavoratore stesso e viene genericamente qualificato come derivante dall’usura psico-fisica, cui ogni lavoratore è soggetto nell’adempimento delle proprie mansioni.

Per ulteriori info scrivere a santi.delia@avvocatosantidelia.it

 

TFA SOSTEGNO INFANZIA: COME PARTECIPARE ALLA PROVA SCRITTA IN IPOTESI DI ESCLUSIONE ALL’ESITO DELLA PROVA PRESELETTIVA

Sono in corso le prove per accedere al tirocinio formativo sul sostegno mediante un percorso preselettivo a numero programmato. A differenza degli anni passati e della previsione del D.M. del 2011, è stata eliminata la soglia minima di 21/30 ma è rimasta quella pari al doppio del numero dei posti banditi. Ai sensi di tale bando infatti, è ammesso alle prove un numero di candidati, a prescindere dalla votazione, pari al doppio dei posti disponibili per gli accessi.

Tale scelta non è casuale ma è dovuta agli accoglimenti dei nostri ricorsi (link) del precedente ciclo.

L’eliminazione della soglia, tuttavia, non ha eliminato la possibilità di posti vacanti e, in particolare, ciò è avvenuto in misura massiccia per la classe di concorso INFANZIA.

In tale classe di concorso, difatti, presso gli Atenei di Urbino, Cattolica, Lumsa, Roma-Foro Italico, Bergamo, Tor Vergata, Internazionale di Roma, Udine, vi è la presenza di posti vacanti.

Per chi, dunque, è interessato a continuare il percorso presso un Ateneo diverso da quello a cui ha partecipato, vi sono serie possibilità di successo immediato. Si tratta, difatti, di casi e posizioni su cui, sempre per primi in Italia, abbiamo vinto e su cui, anche quest’anno, abbiamo ottenuto i primi provvedimenti che hanno consentito l’ammissione dei nostri ricorrenti.

Le prossime prove sono fissate a partire dal 7/5 ragion per cui le adesioni devono giungere per ottenere l’ammissione in tali sedi con prova il 7/5, non oltre la data odierna.

Il costo dell’azione di urgenza è pari a € 500 oltre € 500 solo in caso di ammissione presso uno degli Atenei di cui sopra.

Per ulteriori info scrivere a santi.delia@avvocatosantidelia.it o info@avvocatomichelebonetti.it

AGGIORNAMENTO GAE : ECCO LA NOSTRA POSIZIONE.

PERCHE’ NON E’ NECESSARIO IMPUGNARE IL D.M. 374/2019 SE SIETE GIA’ IN GAE CON RISERVA.

La questione definita dal Decreto Ministeriale prevede espressamente all’art. 6 che chi è inserito in GAE con riserva, a seguito di contenzioso pendente ed accolto in fase cautelare, vi permane fino all’eventuale sentenza negativa di merito; il D.M. prevede la possibilità di aggiornare la propria posizione.

Paradossalmente, dunque, il D.M. in questione non è lesivo per i ricorrenti in possesso di provvedimento cautelare e, in ragione della non lesività, questi ultimi non possono impugnarlo non essendovi una lesione concreta, diretta ed attuale che consente, per giurisprudenza costante, la legittimazione ad agire.

E’ vero che, come si legge diffusamente sul web, la regola processuale GENERALE è quella di impugnare gli atti successivi, le graduatorie successive, ecc., ma tale regola non si applica a chi è già all’interno delle GAE in virtù di provvedimento giurisdizionale, ovvero con riserva. A titolo di esempio riportiamo poi che non tutti Voi avete impugnato i D.M. 2014, 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019; molti di Voi hanno impugnato uno solo di questi oppure più di un D.M. (in molti hanno fatto più impugnazioni poiché magari una di queste era stata inoltrata al Presidente della Repubblica, che notoriamente si pronuncia in tempi differenti, ed altre al TAR; oppure al Giudice del Lavoro ed al Giudice Amministrativo; o ancora al TAR per profili di nullità nei 180 giorni e nei 60 giorni per i successivi decreti, ecc., ma difficilmente dal 2014 in poi si impugnarono graduatorie e decreti all’infinito).

Insomma molti di Voi hanno fatto più di una impugnazione per i più disparati motivi, come ad esempio nel caso di diversi legali e sindacati di riferimento, ecc.; tuttavia quasi nessuno di Voi ha mai impugnato i Decreti Ministeriali ab initio e le graduatorie successive ai D.M., e mai ci sono state problematiche sul punto sino ad oggi. E difficilmente ce ne sarebbero alla luce delle due plenarie negative.

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AMMISSIONE A MEDICINA: i posti vacanti vanno attribuiti ai soli ricorrenti

L’eliminazione della clausola del bando che esclude l’utilizzo dei posti riservati ai cittadini extracomunitari, che, giudizialmente ne chiedano l’attribuzione consentirà alla ricorrente di ottenere la chance di beneficiare dei suddetti posti in relazione alla sua posizione in graduatoria e sulla base delle regole di scorrimento”.

Questa la pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana che accoglie il ricorso degli Avv. Delia e Bonetti rappresentando un vero e proprio spartiacque per il contenzioso dell’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria.

Quanto affermato dalla Avvocatura”, secondo cui potrebbe agire in giudizio solo chi è davvero prossimo all’ultimo degli ammessi, si legge in sentenza, “sarebbe dirimente qualora l’annullamento della clausola del bando e della graduatoria producesse effetti nei confronti di tutti i partecipanti, compresi quelli che non hanno proposto alcun ricorso. Ma non è così, atteso che per pacifica giurisprudenza (contraddetta da un solo precedente del tutto isolato del TAR Lazio) nei concorsi pubblici graduatoria è atto scindibile il cui annullamento ha effetto nei soli confronti di coloro che abbiano proposto il ricorso, poi accolto (Consiglio di Stato sez. III, 06/07/2016, n. 3005). La applicazione di tale principio al caso di specie fa sì che la platea dei soggetti che potrebbero beneficiare dell’annullamento della clausola impugnata si profila ristretta ai soli candidati che abbiano proposto ricorso con conseguente chance per la Sig.ra XXX di conseguire la ammissione”.

La decisione, commenta l’Avvocato Santi Delia, serve a fare chiarezza su alcuni aspetti fondamentali sulla questione dei posti vacanti. In primis sono gli Atenei e dover disporre delle immatricolazioni; ciò evita una situazione di arresto dettata dall’immobilismo del MIUR che pregiudica la carriera di tanti studenti, i quali avendo la possibilità di utilizzare questi posti non optati si ritroverebbero con una chance in più. In secondo luogo tale decisione, conferma che chi non ha agito in giudizio e non ha un provvedimento favorevole non può pretendere il posto che, al contrario, deve essere assegnato a chi come noi, con successo, ha agito.

Secondo il T.A.R., difatti, “la platea dei soggetti che potrebbero beneficiare dell’annullamento della clausola impugnata si profila ristretta ai soli candidati che abbiano proposto ricorso [..] ciò consentirà al ricorrente di ottenere la chance di beneficiare dei posti non opzionati da cittadini extracomunitari in relazione alla sua posizione in graduatoria e sulla base delle regole di scorrimento”.

Concludono gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia: “Grazie alle nostre vittorie saranno riassegnati ai molti studenti comunitari tutti i posti rimasti vacanti degli extracomunitari. Questo atteggiamento dell’amministrazione mal si concilia con i numerosi studi che dimostrano come il sistema sia al collasso perchè si lamenta già da tempo una grave carenza di medici destinata ad aumentare. Appare assurdo che non si consenta, neanche a fronte di situazioni così peculiari, di esercitare il diritto allo studio dei nostri giovani, diritto costituzionalmente garantito”.

TEST DI AMMISSIONE COMPUTER BASED: SI ALLA RIPETIZIONE DELLA PROVA A SEGUITO DEL BLOCCO DEL COMPUTER. SI ANCHE AL CONSEGUENTE SOVRANNUMERO A SEGUITO DI TALE RIPETIZIONE

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, pronunciandosi sul ricorso proposto dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, ha accolto le censure sollevate avverso le modalità di conduzione della prova concorsuale finalizzata all’ammissione alle scuole di specializzazione medica per l’anno 2018, specie in riferimento ad alcune anomalie, riscontrate in sede di espletamento del test di ammissione, riguardanti il corretto funzionamento della postazione informatica assegnata ad uno dei candidati.

Già in sede cautelare, peraltro, il Giudice amministrativo aveva ritenuto sussistessero i presupposti ai fini dell’accoglimento dell’istanza di sospensione della efficacia degli atti concorsuali impugnati, disponendo, così, la ripetizione della prova di ammissione, per le difficoltà riscontrate da uno dei candidati, e dovute all’imperfetto funzionamento della propria postazione informatica.

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TFA SOSTEGNO 2019: ricorso per accedere presso altri Atenei con posti vacanti

DI CHE COSA SI TRATTA E PERCHE’ ADERIRE

Ancora una volta a farsi portavoce della battaglia per la tutela dei docenti precari che da anni lavorano sul sostegno sono gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Il MIUR, come è noto, ha indetto un ulteriore bando per accedere al tirocinio formativo mediante un percorso preselettivo a numero programmato. A differenza degli anni passati e della previsione del D.M. del 2011, è stata eliminata la soglia minima di 21/30 ma è rimasta quella pari al doppio del numero dei posti banditi.

Ai sensi di tale bando infatti, è ammesso alle prove un numero di candidati, a prescindere dalla votazione, pari al doppio dei posti disponibili per gli accessi.

Ciò significa che potrebbero essere Università ove si accede alla seconda prova con il minimo (previsto dal D.M. e non riportato nei bandi) di 21/30 ed altre ove, anche con 24 o 25 si resta fuori. E’ già avvenuto, in realtà di Atenei con ammessi con zero punti stante il fatto che si sono presentati meno pretendenti rispetto ai posti banditi. Altri casi ancora ove potrebbero rimanere posti vacanti in taluni Atenei giacché non vi sono idonei utili a coprire i posti messi a concorso.

Si tratta di casi e posizioni su cui, sempre per primi in Italia, abbiamo vinto.

Nella tornata del 2017/2018 prima il Consiglio di Stato e poi il T.A.R., difatti, hanno ritenuto che se, ad esempio, a Bergamo siano rimasti 10 posti vacanti questi ben possono essere occupati da 10 idonei presso l’Ateneo di Roma ove, al contrario dell’Università lombarda, la selezione aveva visto rimasti esclusi dalla partecipazione al corso soggetti, comunque, idonei.

Vi sono Atenei, difatti, che pur avendo posti vacanti per gli stessi corsi per cui i ricorrenti avevano superato il concorso, non accoglievano la domanda di immatricolazione “la graduatoria degli ammessi al corso non può essere in nessun caso integrata con altri candidati“.

La giurisprudenza amministrativa, sollecitata con i nostri ricorsi, ha stabilito che i posti rimasti vacanti nei corsi TFA di tutte le università italiane possono essere, dunque, tutti ricoperti dai candidati risultati idonei presso altri Atenei diversi da quello in cui tali posti sono risultati liberi (link).

Per gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, dunque, l’attuale struttura del T.F.A. risulta palesemente illegittimo in quanto la non utilizzazione di posti disponibili a fronte di soggetti idonei a poterli ricoprire, unitamente al sistema di ammissione fondato sulla soglia cui non corrisponde una graduatoria nazionale, viola  gli stessi principi legislativi anche di rilievo costituzionale  dell’autonomia universitaria e del diritto allo studio.


CHI PUO’ AGIRE E AUTORITA’ GIUDIZIARIA DA ADIRE

Lo studio intende incardinare a tutela di queste categorie un ricorso collettivo innanzi al TAR LAZIO, per tutti i soggetti con punteggio superiore o uguale a 21/30 ed esclusi.

Un’altra azione, stante il fatto che verranno incardinati motivi volti all’aumento del numero dei posti, consentirà l’accesso anche ai soggetti con punteggi superiore o uguale a 18/30.

E’ inoltre possibile valutare, stante l’esistenza di molteplici quesiti dubbi, l’adesione ad azioni individuali cucite, appunto, sullo specifico risultato ottenuto.



COME ADERIRE E COSTI DELL’AZIONE

Il costo di adesione all’azione (che in seguito valuteremo insieme dopo l’accesso e le peculiarità ivi riscontrate se collettiva, individualizzata per piccoli gruppi selezionati o individuale) è pari a € 500,00. Tale quota, appunto, comprende tutta la fase di studio ed approfondimento della Vs posizione ivi compreso l’accesso agli atti e la valutazione degli esiti dello stesso.

Tale somma, inoltre, all’esito della scelta successiva dell’azione da intraprendere, potrà rappresentare l’intera quota di adesione in ipotesi di scelta per azione collettiva o di acconto per un eventuale ricorso individuale (da € 1500 oltre iva, cpa e cu a € 2500 oltre accessori) o individualizzato in gruppi selezionati.

Per aderire all’azione è sufficiente seguire le seguenti istruzioni ENTRO IL 09/06.

1)         COMPILARE IL FORM ON LINE DI ADESIONE ACCEDENDO A QUESTO LINK;

2)         SCARICARE E COMPILARE LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE CARTACEA;

3)         Bonificare la quota alle COORDINATE ALLEGATE

4)         Inviare la superiore documentazione e la ricevuta di bonifico via mail a segreteria@avvocatosantidelia.it scansionata

5)         Inviare la medesima documentazione e la ricevuta di bonifico a mezzo posta con raccomandata a.r. allo studio di Messina, Via S. Agostino 4, 98122

Fuori dalla busta dovete indicare RICORSO TFA SOSTEGNO.

La mera spedizione della documentazione di adesione a mezzo posta, mail, pec o fax, seppur nei termini indicati, non comporta accettazione dell’incarico ed i legali, anche senza previa comunicazione, potranno non dar seguito al mandato ricevuto e restituire, su richiesta dell’interessato, la quota eventualmente versata. E’ onere del ricorrente, pertanto, verificare l’effettiva

accettazione del mandato.

Ogni comunicazione informativa verrà inoltrata a mezzo mail nelle varie fasi del contenzioso ove i sottoscritti difensori lo riterranno opportuno e gli atti difensivi predisposti saranno disponibili in sola visione presso gli studi professionali degli stessi previo appuntamento da concordare con le segreteria.

Copia degli stessi non verrà, in ogni caso, fornita a seguito dell’adesione e di ciò gli aderenti confermano espressa consapevolezza.

MEDICINA, ODONTOIATRIA E VETERINARIA 2018: TAR LAZIO CHIEDE SPIEGAZIONI AL MIUR SUI DUE QUESITI ANNULLATI E SUL NUMERO DEI POSTI BANDITI. CDS ACCOGLIE APPELLI.

Il TAR LAZIO, con provvedimento del 23 aprile 2019, ha ordinato al Miur di far chiarezza sul numero dei posti che vengono banditi per l’accesso ai corsi di laurea in Veterinaria e sull’annullamento solo parziale di due dei quesiti somministrati, accogliendo le richieste degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

I giudici del T.A.R. hanno chiesto al MIUR di rassegnare “puntuali chiarimenti sull’ambiguità e/o incongruenza dei due quesiti in discussione e sulle ragioni che hanno indotto l’Amministrazione alla predetta determinazione, anziché alla neutralizzazione degli stessi quesiti (come accaduto in analoghi casi in passato)”. Oltre a tale aspetto, che da quasi un ventennio vede domande del test annullate per mano di T.A.R., Consiglio di Stato o dallo stesso MIUR senza che si riesca, mai, a rassegnare una batteria valida in un anno di concorso (se l’errore non arriva su Medicina è sempre arrivato su Veterinaria o Architettura i cui test sono elaborati dalla stessa Commissione), il MIUR dovrà spiegare le ragioni della riduzione dei posti assegnati agli Atenei.

Mentre su Medicina è stata accolta, integralmente, l’offerta degli Atenei, su Veterinaria no. Il T.A.R., in tal senso, ha chiesto al Ministero di spiegare “le ragioni che hanno indotto a bandire un numero di posti inferiore rispetto all’offerta formativa messa complessivamente a disposizione dagli Atenei italiani” soprattutto in un corso di laurea ad altissimo tasso di rinunce all’esito del test.

Veterinaria, difatti, a differenza di Medicina, vede uno scorrimento colmo di rinunce e decadenze giacchè sono centinaia i candidati che, pur collocandosi in posizione utile, alla fine decidono di non iscriversi. In tal senso, il T.A.R. ha anche imposto di fornire chiarimenti circa “l’attuale disponibilità di posti per Veterinaria a.a. 2018/2019 a seguito di rinunce o decadenze”.

Il fronte, tuttavia, non è affatto limitato a Veterinaria, giacchè nelle settimane scorse il Consiglio di Stato ha accolto i nostri appelli anche su Medicina del 2017 e 2018. Secondo la Sesta Sezione del Consiglio di Stato”, continuano gli Avvocati Bonetti e Delia, “sono fondati tanto i vizi sulle domande nn. 11 e 20 che questa volta – a differenza di Veterinaria – il Miur non ha toccato quanto la questione complessiva sul numero dei posti banditi”. Che, poi, il Consiglio di Stato, sembra aver visto nella direzione corretta, trova conferma nelle recenti dichiarazioni dello stesso Ministero che, presentando il Decreto per il test 2019, ha parlato di 2.000 posti in più che gli Atenei, senza aggiungere una sedia alle proprie dotazioni, sono comunque in grado di garantire”.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia