Ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso: caos bonus maturità…ecco cosa succederà

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Sarebbe il terzo revirement in poco meno di 6 mesi. Due Ministri (Profumo e Carrozza), due Ministeri (con l’entourage dei rispettivi Ministri), il meglio della classe dirigente di destra e di sinistra. L’espressione tecnica di una politica delle larghe intese in un momento di congiuntura, anche economica, assai sfavorevole.

Cosa ha partorito quest’eccellenza? L’introduzione del bonus maturità per l’ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso e l’entrata in vigore, immediata e senza appello, di una norma (contenuta nel c.d. Decreto Fioroni del 2008) che nessuno dei loro predecessori politici aveva mai avuto il coraggio di attuare.

Appuratone l’esito l’UDU ed i suoi legali (Santi Delia e Michele Bonetti) gridano allo scandalo: il sistema non funziona è profondamente iniquo e comprime in maniera ancora meno giustificata e giustificabile il diritto allo studio. Vogliamo, dicono gli studenti, un Consiglio dei Ministri immediato per la revisione del sistema.

Ma li, tra Viale Trastevere e Piazzale Kennedy, ci sono i Ministri ed il Ministero: quale migliore garanzia per la scelta del giusto sistema di selezione della futura classe dirigente italiana?

Il primo imbarazzante dietro front è del giugno 2013. Appena insediato il nuovo Ministro non ci vede chiaro rinvia il test, anche per l’accoglimento di un nostro ricorso al T.A.R. sulle modalità di presentazione della domanda, ed annuncia un correttivo e l’istituzione di una commissione di studio.

Il rimedio è peggiore del male. L’estate passa e i nostri ragazzi studiano con la consapevolezza che il bando di ammissione parla di un bonus che sarà decisivo ai fini dell’ammissione.

Poi, a 48 ore dall’esame più importante della loro vita, il Ministro va in piazza e dichiara che quei ragazzi avevano ragione. Il sistema non funziona.

“L’abbiamo guardato da tutte le parti, ho insediato una commissione tecnica apposta, abbiamo capito che è difficile introdurre un premio che garantisca giustizia. Sono giunta alla conclusione che sia impossibile.

Abbiamo provato a cambiare il bonus a giugno, a renderlo più equo, adesso è l’ora di fermarci. Per i test del 2014 il bonus maturità non ci sarà. La commissione ministeriale, in un secondo momento, ci dirà qual è il modo migliore per premiare gli studenti più efficaci delle scuole superiori”.

E’ la prova provata che il sistema bonus è l’ennesimo pasticcio all’italiana. Dopo 5 anni in cui la Legge che lo ha ideato (il c.d. Decreto Fioroni) viene rinviata nell’entrata in vigore di anno in anno, solo da aprile 2013 tutti gli studenti ne hanno appreso l’applicazione sin da settembre. I criteri previsti dal Legislatore, in appena qualche settimana di lavori frenetici, sono stati stravolti dal MIUR che ha confezionato la più barbara delle lotterie. I 10 punti verranno attribuiti non sulla base del merito ma solo con calcoli statistici (i c.d. percentili) per nulla capaci di fotografare e premiare il percorso di studi dei ragazzi. Qualche esempio? Uno studente modello del Maurolico che ha ottenuto 99 potrà ottenere zero punti di bonus. Lo stesso 99 ottenuto all’Istituto industriale o professionale della città o delle provincia valrà 9 punti. Tra il Nord e il Sud, inoltre, i valori di percentile sono enormemente differenti e saranno avvantaggiati proprio gli studenti del Nord con limiti di percentili più bassi che consentono a voti superiori all’80 di ottenere dei punti.

Lunedi, alle ore 11,00, mentre migliaia di studenti con le loro famiglie ad assisterli saranno impegnati nella prova per l’ammissione a Medicina, il Consiglio dei Ministri deciderà la sorte di tutti loro.

Sembra una beffa, uno scherzo…ma è solo la pura e semplice verità. Una cronaca fedelissima.

Quest’anno, a meno di una sospensione per un anno del numero chiuso (TUTTI AMMESSI ALLA FREQUENZA DEL CORSO DI LAUREA CHE SI SCEGLIE) che ci auguriamo e che con l’UDU stiamo continuando a chiedere con forza, l’ammissione sarà regolata da questo criterio assurdo.

Non consentiremo che il diritto allo studio venga compromesso sulla base di una mera cabala perché non si può decidere il futuro di un ragazzo con questi criteri, saremo in migliaia a ricorrere (con il maxi ricorso UDU) contro questo sistema.

Convocazione Consiglio dei Ministri n. 23

Avv. Santi Delia