ASN: le prime ordinanze di accoglimento del T.A.R. Lazio dopo le nuove “indicazioni” del Consiglio di Stato

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La querelle sull’abilitazione scientifica nazionale non sembra avere una fine. Almeno nell’immediato.

Il T.A.R. Lazio, come è assai noto, aveva rigettato in fase cautelare tutti gli argomenti di valenza generale e generalizzata anche a diversi Settori scientifici disciplinari, accogliendo, invece, “caso per caso” per ipotesi di singoli, asseriti, errori di valutazione da parte della Commissione.

In tal caso lo strumento adottato dal T.A.R., sin dalla sede cautelare, era quello dell’accoglimento ai fini del riesame da parte di altra Commissione.

Le due soluzioni, tuttavia, non sono piaciute nè ai vinti nè ai vincitori. La battaglia sull’abilitazione dei docenti universitari si spostava, quindi, al Consiglio di Stato.

I giudici di Palazzo Spada accoglievano gli appelli di numerosi docenti anche su vizi di natura generale. Genetica, diremmo, caratterizzanti l’intero impianto dell’abilitazione scientifica nazionale. Allo stesso modo venivano diversamente valutati, e accolti, anche i nostri appelli su vicende ove il T.A.R. non aveva riscontrato vizi di rilevanti di motivazione.

Il M.I.U.R., dal canto suo, non rimaneva a guardare ed appellava, con l’Avvocatura generale dello Stato, numerose ordinanze di accoglimento evidenziando, tra gli altri aspetti, l’impossibilità per le Commissioni di riesaminare immediatamente le posizioni dei candidati esclusi e che tale scelta poteva avvenire solo all’esito della decisione nel merito del giudizio.

Il Consiglio di Stato ha accolto proprio tale motivo di gravame ordinando al T.A.R. di provvedere alla sollecita fissazione del merito ai sensi dell’art. 55 comma 10 c.p.a.

Alla prima camera di consiglio utile dopo tali importanti arresti anche il T.A.R. Lazio si è adeguato.

In accoglimento proprio di un nostro ricorso il T.A.R. ha così motivato.

Considerato che gli evidenziati elementi di fumus e le esigenze cautelari di parte ricorrente appaiono apprezzabili favorevolmente ma che, senza ulteriori rinnovazioni della funzione amministrativa, le stesse siano tutelabili con la sollecita definizione del giudizio di merito, ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a. (Cons. St., sez. VI, ord., 23 luglio 2014, n. 3263; id. 16 luglio 2014, n. 3137; 9 luglio 2014, n. 2990; 25 giugno2014, n. 2739)“.

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